La strage di San Valentino è il massacro della banda del gangster George "Bugs" Moran compiuto dagli uomini di Al Capone a Chicago il 14 febbraio 1929, grazie al quale la mafia italo-americana prese il sopravvento, principalmente nelle attività criminali del gioco d'azzardo e del traffico di alcolici al tempo del proibizionismo.

L'episodio, in cui furono assassinate sette persone, resta uno dei più cruenti regolamenti di conti nella storia della malavita americana.John Dickie, Cosa Nostra. Storia della mafia siciliana, Roma-Bari, Laterza, 2004.

I fatti Premesse Nel 1920 la ratifica del XVIII Emendamento vietò la produzione, la distribuzione, l'importazione e la vendita di bevande alcoliche negli Stati Uniti d'America, dando inizio all'era del Proibizionismo. Nell'ottobre del 1919, il Volstead Act definì una bevanda alcolica come qualsiasi bevanda che contenesse più dello 0,5% di alcol.

Questo divieto fece nascere un fiorente mercato nero ed arricchì enormemente le gang di malviventi (i cosiddetti "gangster") dediti al contrabbando di bevande alcoliche. Diverse bande che già avevano interessi nei settori illeciti del gioco d'azzardo, delle rapine e dello sfruttamento della prostituzione trovarono più conveniente e sicuro investire nella vendita di alcol. Nella sola Chicago, si stima che a metà degli anni '20 vi fossero circa 1.300 gang e nel 1930 la polizia federale aveva individuato in quella città almeno 10.000 speakeasy, bar clandestini dove si serviva alcol di contrabbando.

La North Side Gang era la seconda gang più potente di Chicago negli anni '20, dopo la Chicago Outfit di Johnny Torrio e del suo braccio destro, Al Capone, che erano alla testa dei gangster d'origine italiana ed ebraicaJohn Kobler, Al Capone, Mondadori, 1972 (prima edizione).. I membri della North Side Gang erano per lo più criminali irlandesi, tedeschi e olandesi attivi nel contrabbando di alcol, nella gestione di speakeasy e bische clandestine e nel racket sindacale; continuarono anche le loro attività pre-proibizioniste di furto e rapine a mano armata. La North Side Gang aveva combattuto una guerra contro la Chicago Outfit dalla metà degli anni '20 per il controllo delle attività criminali a Chicago. Hymie Weiss, allora leader della North Side Gang e "successore" del boss Dean O'Banion, tentò di uccidere il secondo in comando della Chicago Outfit, Al Capone, il 12 gennaio 1925: Weiss sparò all'auto di Capone e ferì l'autista, ma Capone uscì illeso. Capone sopravvisse in totale a dodici tentativi di omicidio. Johnny Torrio si salvò pure lui da un assalto armato e lasciò il comando a Capone per trasferirsi in Italia. Dopo la morte di Weiss e del suo successore, Vincent Drucci, l'irlandese George "Bugs" Moran divenne il nuovo capo della North Side Gang e si alleò con il siciliano Joe Aiello, che si opponeva all'influenza esercitata da Capone sulla gang dei siciliani (Cosa Nostra o Unione Siciliana) di Chicago. Gli uomini di "Bugs" Moran, su richiesta di Aiello, uccisero Antonino Lombardo e Pasquale Lolordo, due gangster siciliani che appoggiavano Capone, e quindi si rese necessaria una rappresaglia contro la gang del boss irlandese.

Il massacro

La mattina del 14 febbraio 1929, giorno della festa di San Valentino, una Cadillac nera con a bordo almeno cinque uomini travestiti da poliziotti si presentò nel garage al 2122 di North Clark Street a Chicago, quartier generale della North Side Gang. Colti di sorpresa, gli uomini di "Bugs" Moran si lasciarono disarmare, vennero allineati al muro come per un normale controllo di polizia e poi fucilati alla schiena da due mitragliatrici Thompson e un fucile da caccia, con almeno cinquanta colpi sparati per ognuno. Uno di loro, Frank Gusenberg, era ancora vivo all'arrivo della polizia, sebbene avesse molti proiettili in corpo; alla domanda su chi gli avesse sparato, rispose "la polizia mi ha sparato" e tre ore dopo morì in ospedale.

Le vittime furono in tutto sette: Peter Gusenberg (41 anni), Frank Gusenberg (37 anni), Adam Heyer (40 anni), Albert Kachellek (42 anni), Albert Weinshank (36 anni), tutti appartenenti alla North Side Gang, mentre le altre due vittime erano estranee al mondo del crimine: Reinhardt Schwimmer (29 anni), un ottico a cui piaceva passare il tempo con i gangster, e John May (35 anni), un meccanico che lavorava nel garage e che, saltuariamente, svolgeva qualche incarico di poco conto per la banda di Moran.

"Bugs" Moran fu il solo superstite perché arrivò proprio nel momento in cui si consumava la strage e riuscì a fuggire senza farsi notare. Dopo aver tentato inutilmente di ricostruire la gang, sparì per sempre da Chicago, finendo poi arrestato per varie rapine in banca negli anni trenta, e morirà in carcere per cancro ai polmoni nel 1957.

Reazioni

Il massacro di San Valentino inorridì l'opinione pubblica statunitense e segnò una svolta nell'atteggiamento del grande pubblico nei confronti del gangsterismo e della malavita in generale. George E.Q. Johnson, il procuratore incaricato di indagare sulle attività di Capone, definì il massacro «il crimine più raccapricciante nella raccapricciante storia criminale di Chicago». Il neo eletto Presidente degli Stati Uniti Herbert Hoover invitò le forze dell'ordine federali ad assicurare i responsabili alla giustizia e affidò al segretario del Tesoro, Andrew Mellon, il compito di trovare le prove per arrestare Al Capone. Il giorno della strage, Capone si trovava a Miami convocato da un giudice federale per un interrogatorio, circostanza che costituì per lui un alibi di ferro. Per incastrarlo, la squadra del Dipartimento del Tesoro agli ordini di Eliot Ness costruì un caso di evasione fiscale contro di lui e fu condannato nel 1931 a 11 anni di carcere, dando così inizio al suo definitivo declino.

Le indagini e le ipotesi

I pochi testimoni della scena videro dei poliziotti aggirarsi sul luogo della strage (probabilmente gli stessi killer travestiti) e la prima tesi sposata fu quella di un'esecuzione di poliziotti corrotti che volevano mettere a tacere testimoni che sapevano troppo.

Le indagini sul massacro rimasero in stallo fino al dicembre 1929, quando Fred Burke, un bandito appartenente alla Purple Gang di Detroit collegata ad Al Capone, tamponò un'altra auto a St. Joseph, nel Michigan. L'agente Charles Skelly intervenne; Burke gli sparò tre colpi e si allontanò. Skelly morì tre ore dopo. La polizia fece irruzione nel bungalow di Burke e trovò 310.000 dollari in obbligazioni rubate di recente da una banca del Wisconsin, due mitragliatrici Thompson con nove tamburi di munizioni, sei bombe lacrimogene, due fucili, un fucile a canne mozze e circa 5.000 proiettili. Le armi furono esaminate dal team di Calvin Goddard (considerato il padre della moderna balistica forense e che collaborò attivamente alle indagini) ed identificate come quelle utilizzate nel massacroLuca Marrone, Delitti al microscopio. L’evoluzione storica delle scienze forensi, Gangemi, Roma, 2014, ISBN 978-88-492-7962-7.. La polizia scoprì anche che una di esse era stata utilizzata anche per uccidere il mafioso newyorkese Frankie Yale diciotto mesi prima. Non emersero ulteriori prove relative al suo coinvolgimento nella strage di San Valentino. Burke fu catturato nel marzo del 1931. L'accusa più forte contro di lui era quella relativa all'omicidio dell'agente Skelly, quindi fu processato nel Michigan solo per quel crimine e successivamente condannato all'ergastolo. Morì in prigione nel 1940.

Nel 1935, Byron Bolton, che era stato identificato come possibile testimone del crimine, fu arrestato per motivi diversi dalla strage. Confessò di essere un testimone ed affermò che gli assassini erano i gangster Fred Goetz, Gus Winkler, Fred Burke, Ray Nugent e Bob Carey. La sua accusa era supportata dalle memorie della vedova di Winkler, Georgette. Di questa confessione fu informato il capo dell'FBI J. Edgar Hoover, che però non gli diede seguito perché ritenne le indagini di competenza della polizia locale. Le accuse sono state contestate da alcuni storici, che hanno ipotizzato il coinvolgimento di Jack "Three Fingered" White e Tony Accardo.

Nel corso degli anni furono avanzate diverse ipotesi sull'identità dei responsabili (si pensò a Jack McGurn, Tony Accardo o Sam Giancana, tutti appartenenti alla gang di Capone) ma la strage è di fatto rimasta senza colpevoli ed tutt'ora avvolta nel mistero.

Nel 1962 il giornalista Giancarlo Fusco intervistò per la televisione italiana Frank Frigenti, un ex gangster italo-americano rimpatriato dagli Stati Uniti che affermava di aver compiuto la strage agli ordini di Al Capone. Tuttavia la pseudo confessione di Frigenti fu considerata un mezzo per ottenere notorietà e qualche migliaio di lire come ricompensa.

Cimeli

Il vero garage dove avvenne il massacro venne demolito nel settembre del 1967, tre mesi dopo l'uscita del film Il massacro del giorno di San Valentino; l'area dell'edificio è occupata ora da un prato sulla strada principale e un parcheggio nel retro.

I mattoni del muro contro cui furono colpite le vittime furono acquistati da un uomo d'affari canadese. Per molti anni, furono esposti in varie mostre dedicate alla criminalità organizzata. Molti di essi furono poi venduti singolarmente e, dal 2025, i restanti sono di proprietà del Mob Museum di Las Vegas, dove dal 2012 è esposta anche una larga sezione dello stesso muro.

Influenza culturale Il massacro del giorno di San Valentino (The St. Valentine's Day Massacre), regia di Roger Corman (1967). Da questo episodio trae spunto anche il film del 1959 A qualcuno piace caldo, diretto da Billy Wilder. La strage viene mostrata all'interno del film Scarface - Lo sfregiato (1932) di Howard Hawks, liberamente ispirato alla vita di Capone. Il sesto e ultimo incontro tra i pugili Sugar Ray Robinson e Jake LaMotta, che ebbe luogo il giorno di San Valentino del 1951, passò alla storia come "Il massacro di San Valentino" con riferimento alla strage del 1929 a causa della sua estrema violenza. Nel 1981 i Motörhead e le Girlschool pubblicarono un EP intitolato St. Valentine's Day Massacre. La strage è menzionata nel film commedia Oscar - Un fidanzato per due figlie (1991), diretto da John Landis. Nel penultimo episodio di Ultime dal cielo, Chicago anni '20, Gary prova a prevenire la strage di San Valentino. Evento della WWE (alľ'epoca WWF) St. Valentine's Day Massacre: In Your House svolto nel 1999.

Note

Bibliografia John Kobler, Al Capone. La vita e il mondo del re dei gangster, Milano, Mondadori, 1972. Luca Marrone, Delitti al microscopio. L’evoluzione storica delle scienze forensi, Roma, Gangemi, 2014, ISBN 978-88-492-7962-7. John Dickie, Cosa Nostra. Storia della mafia siciliana, Bari-Roma, Laterza, 2004.

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