Lazzaro, probabilmente una variante di Eleazaro (ebraico: Eleazar אלעזר o Eliezer אליעזר), è un personaggio dei vangeli, secondo i quali abitava a Betania, paese vicino a Gerusalemme, con le due sorelle Marta e Maria. Il Vangelo secondo Giovanni () afferma che, morto a causa di lebbra, fu resuscitato da Gesù.
Lazzaro di Betania è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e dalla Chiesa copta.
Il racconto evangelico Il vangelo secondo Giovanni racconta che Gesù si trovava fuori dalla Giudea quando fu avvertito che il suo amico Lazzaro di Betania era malato; quando raggiunse Betania, Lazzaro era già morto. Il Vangelo fa capire che Gesù lo conosceva bene. Probabilmente Lazzaro era un simpatizzante, anche se non un discepolo di Gesù. Il Vangelo precisa che quando Gesù arriva, Lazzaro era già "da quattro giorni" nel sepolcro, emanando il classico fetore della decomposizioneVangelo secondo Giovanni, . Dopo aver parlato con le due sorelle già in lutto Marta e Maria, Gesù si recò al sepolcro, fece togliere la pietra che ne chiudeva l'entrata, e chiamò Lazzaro, il quale uscì vivo dal sepolcro, ancora avvolto nelle bende funebri.Vangelo secondo Giovanni,
Il racconto prosegue riferendo che molti Giudei credettero in Gesù vedendo ciò che aveva fatto, ma che i sommi sacerdoti e i farisei, al contrario, ne furono riconfermati nella loro convinzione che Gesù fosse un pericoloso agitatore e decisero di condannarlo a morte.Vangelo secondo Giovanni
Pochi giorni dopo, Lazzaro era ad una cena in onore di Gesù: molte persone accorsero per vederlo, e i sommi sacerdoti, venutolo a sapere, deliberarono di uccidere Lazzaro, perché la gente credeva in Gesù a causa sua.Vangelo secondo Giovanni Non si sa se essi siano riusciti nel loro intento: Lazzaro non appare più nel prosieguo del VangeloIn Giovanni si dice che coloro che avevano assistito alla resurrezione di Lazzaro rendevano testimonianza a Gesù, ma Lazzaro non sembra essere personalmente presente. né in alcun altro scritto del Nuovo Testamento.
Le diverse tradizioni Secondo la Legenda aurea del XIII secolo di Jacopo da Varagine, Lazzaro andò a predicare in Francia con le sue sorelle e lì divenne il primo vescovo di Marsiglia.
Invece secondo la tradizione orientale, Lazzaro divenne vescovo di Cizio (oggi Larnaca), nell'isola di Cipro, e vi rimase per circa un trentennio dove fondò la chiesa omonima e dove morì. Già dal IV secolo questa versione era quella comunemente accettata, forse anche per suffragare le pretese di autocefalia della Chiesa di Kittim (nome semitico di Cipro). Oltretutto, a supporto di questa versione, nell'anno 890 fu ritrovata una lapide con l'iscrizione "Lazzaro, l'amico di Cristo". Successivamente quelle che si pensava fossero le reliquie, furono traslate a Costantinopoli e quindi in Francia dai Crociati. Nel 1972 sotto l'altare della chiesa di Larnaca fu rinvenuta un'arca di marmo contenente resti umani, che si ritengono quelli di Lazzaro. Quindi secondo quest'ipotesi, il trasferimento delle reliquie a Costantinopoli fu di altre reliquie o soltanto parziale. Ad oggi è possibile visitare il grande sarcofago ritrovato sotto la chiesa negli anni settanta, scendendo in un angusto antro sotto il livello del culmine della sala principale, e venerare le reliquie che nelle occasioni religiose vengono esposte in uno scrigno d'argento.
Culto
Nella Chiesa cattolica san Lazzaro è ricordato il 29 luglio assieme alle sorelle Marta e Maria. Nella liturgia del rito romano Lazzaro è menzionato nell'orazione In paradisum della Messa per i defunti (Requiem). In questo passo Lazzaro è definito "povero in terra", perché secondo l'esegesi medievale Lazzaro di Betania è lo stesso che nella parabola di Lazzaro e del ricco epulone () chiede l'elemosina davanti alla porta di un ricco.
Il calendario bizantino celebra Lazzaro il sabato prima della Domenica delle Palme. In Russia in questo giorno il digiuno quaresimale è mitigato ed è usanza mangiare caviale.
È dedicata a San Lazzaro la chiesa ortodossa in odos aghio Lazaros ("una via nel quartiere di san Lazzaro") a Larnaca, dove vengono venerate le sue spoglie e la sua icona.
Nel castello di Lierna è presente la Chiesa dei Santi Maurizio e Lazzaro. Inizialmente l'imperatrice del Sacro Romano Impero Adelaide di Borgogna, regnante dal 951 al 973, era solita risiedere nel castello di Lierna di cui fece consacrare la chiesa a Maurizio, santo patrono del Sacro Romano Impero e suo protettore durante le battaglie navali. La piccola abside a lui dedicata è rivolta verso l'interno dell'edificio e non è visibile da lontano.
Il 22 gennaio 1573, in questa luogo, Emanuele Filiberto di Savoia fondò l'Ordine dinastico di Casa Savoia, chiamandolo Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro in onore di questa chiesa. Il borgo di Lierna mantenne nei secoli questa sua protezione e riservatezza, qualificandosi come posto di ritiro di reali e nobili.
Ordine di San Lazzaro
L'Ordine militare e ospedaliero di San Lazzaro di Gerusalemme (OSLJ) è un ordine cavalleresco religioso/militare che ebbe origine in un lebbrosario fondato dai Cavalieri Ospitalieri nel XII secolo e dai Crociati del Regno latino di Gerusalemme. I malati di lebbra consideravano il mendicante Lazzaro (di ) come loro santo patrono e di solito gli dedicavano i loro ospizi.
L'Ordine, posto dal 1841 sotto la protezione del patriarca melchita di Antiochia, ha come attuale 50ª gran maestro don Francisco de Paula Joaquín de Borbón y von Hardenberg-Fürstenberg e come protettor Youssef Absi (Joseph), S.M.S.P., 21º patriarca melchita di Antiochia, di Gerusalemme e di tutto l'Oriente; la carica di gran priore ecclesiastico è ricoperta dall'arcivescovo Michele Pennisi.
Lazzaro e la parabola del ricco epulone Facendo seguito all'identificazione di Maria di Betania con Maria Maddalena e la peccatrice, , ipotizzando che tutta la famiglia fosse di umili origini. L'iconografia romanica scolpita sui portali in Borgogna e in Provenza potrebbe essere indicativa di tale fusione; ad esempio, sul portale ovest della chiesa di San Trofimo ad Arles, il mendicante Lazzaro è in trono come San Lazzaro. Esempi simili si trovano nella chiesa di Avallon, nel portale centrale di Vézelay e nei portali della Cattedrale di Autun.
Interpretazioni
Approcci teologici Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che il miracolo compiuto da Gesù riportò Lazzaro alla normale vita terrena come avvenne per il figlio della vedova di Nain e la figlia di Giairo, e che Lazzaro e gli altri risuscitati dai morti sarebbero poi morti una seconda e ultima volta.
Giovanni Calvino osservò che "non solo Cristo diede una prova notevole del suo potere divino risuscitando Lazzaro, ma pose anche davanti ai nostri occhi un'immagine viva della nostra futura risurrezione". Il ministro protestante francese Jakob Abbadie scrisse che Gesù aveva intenzionalmente ritardato il suo ritorno a Betania di "quattro giorni, affinché non si dicesse che [Lazzaro] non era veramente morto".
Nel 2008, papa Benedetto XVI affermò che il racconto evangelico della risurrezione di Lazzaro «mostra il potere assoluto di Cristo sulla vita e sulla morte e rivela la sua natura di vero uomo e vero Dio» e che «la signoria di Gesù sulla morte non gli impedisce di mostrare sincera compassione per il dolore di questa separazione».
Altre interpretazioni
Vi sono però evidenti differenze tra i racconti delle due resurrezioni: la figlia di Giairo è inequivocabilmente identificata come femmina; nel caso di Lazzaro sono le sue sorelle a intervenire presso Gesù, nell'altro è il padre; i due episodi sono ambientati l'uno a Betania e negli ultimi giorni di vita di Gesù, l'altro a Cafarnao e nel periodo iniziale della sua missione; la resurrezione di Lazzaro avviene al sepolcro davanti alla folla, quella della figlia di Giairo in casa e in privato; manca nella resurrezione di Lazzaro l'episodio della donna affetta da emorragia da 12 anni.
Ben Witherington III enfatizza il fatto che il Discepolo Prediletto sia menzionato per la prima volta in , due capitoli dopo quello relativo alla Resurrezione di Lazzaro.Witherington III, Ben. OneBook Daily-Weekly, The Gospel of John Seedbed Publishing, 2015, ISBN 978-1-62824-203-4
Frederick Baltz ritiene corrette l'identificazione con Lazzaro e le evidenze in base alle quali il Discepolo Prediletto sarebbe un kohen gadol.
Baltz afferma che la famiglia dei figli di Boethus, conosciuta da Flavio Giuseppe e dalla letteratura rabbinica, è la stessa famiglia amata alla quale si riferisce : Lazzaro, Marta e Maria di Betania. Secondo questa interpretazione, Lazzaro viene identificato come Eleazaro figlio di Boethus, ex sommo sacerdote di Israele e appartenente ad un clan famigliare che diede i natali a molteplici membri del medesimo ufficio sacro. Secondo Sukkah 52b, Giovanni non fu uno dei Dodici, ma il figlio di Marta. Egli risponderebbe strettamente alla descrizione fornita da una lettera di Papia di Ierapoli riguardo ad un sacerdote intento a compiere sacrifici, il quale indossava il petalon, l'emblema del sommo sacerdote. Tale Giovanni "il Maggiore" sarebbe identificato col seguace di Gesù al quale facevano riferimento Papia di HIerapoli e un testimone oculare del suo ministero. Secondo sant'Ireneo di Lione, la sua esistenza è databile al tempo dell'imperatore Traiano. Secondo Baltz, Giovanni è probabilmente il discepolo ον ηγαπα ο Ιησους, mentre Eleazaro è il discepolo ον εφιλει ο Ιησους del Vangelo secondo Giovanni.
Nella cultura di massa e popolare
È comunemente diffuso il falso ricordo che Gesù abbia detto a Lazzaro nell'atto della sua resurrezione "Lazzaro, alzati e cammina!", quando in realtà disse "Lazzaro, vieni fuori!".
Il termine scientifico Lazarus taxon denota organismi che riappaiono nella documentazione fossile dopo un periodo di apparente estinzione.
La "sindrome di Lazzaro" si riferisce a un evento in cui una persona ritorna spontaneamente alla vita, allorché il cuore riprende a battere. Il segno di Lazzaro è un movimento riflesso che può verificarsi nei pazienti con morte cerebrale o insufficienza del tronco encefalico, che li induce ad alzare brevemente le braccia e lasciarle cadere incrociate sul petto.
Il programma di riparazione del sistema operativo del Commodore Amiga, chiamato Diskdoctor, rinomina occasionalmente "Lazarus" alcuni dischi rigidi se ritiene di aver svolto un lavoro di salvataggio dei file danneggiati particolarmente buono.
Lazarus è anche il nome di un ambiente di sviluppo integrato per il linguaggio Free Pascal, chiamato così perché era il revival di un precedente progetto di nome Megido.
Nel film di fantascienza del 2014 Interstellar, il nome Lazarus viene dato al programma spaziale che mira a garantire all'umanità l'accesso a un mondo lontano per prevenirne l'estinzione.
All'inizio del gioco di ruolo fantascientifico Mass Effect 2 di BioWare, il personaggio del giocatore, il Comandante Shepard, prende vita grazie a uno sforzo di ricostruzione noto come Progetto Lazarus.
Il videogioco Doom presenta un'energia infernale che può essere rilasciata in ondate denominate "onde di Lazarus", che creano dei Revenants, una sorta di demoni costituiti da soldati morti potenziati dalla cibernetica.
Nel film del 1995 Casper (film) il defunto padre del fantasmino aveva progettato un macchinario atto alla resurrezione degli umani il cui nome è appunto "Lazzaro".
Un precedente videogioco, Diablo, lanciato dalla Blizzard Entertainment nel '96, presenta un personaggio chiamato Arcivescovo Lazarus che è responsabile della rinascita dell'omonimo signore dei demoni, Diablo.
Nel videogioco 2K BioShock, il "Lazarus Vector" è un vettore genetico utilizzato per riportare in vita una foresta che è stata avvelenata dall'antagonista del giocatore.
Il primo episodio della quarta stagione della serie televisiva Supernatural è intitolato "Lazarus Rising", a motivo del fatto che Dean viene riportato in vita dall'angelo Castiel.