Fuggita giovanissima dalla Russia comunista nel 1922, raccontò le vite degli esuli russi anti-comunisti, rifugiati a Parigi, in racconti e romanzi; scrisse biografie di autori russi. Emigrò negli Stati Uniti nel 1950, dove divenne un'apprezzata accademica e traduttrice dal russo in inglese; la fama giunse solo in tarda età, quando in Francia le Éditions Actes Sud, a partire dal 1985, iniziarono la ripubblicazione delle sue opere, decretando finalmente il successo di pubblico e il riconoscimento critico.

La vita Nacque a San Pietroburgo, allora capitale dell'Impero russo, figlia unica di Nikolaj Ivanovič Berberov, un funzionario del Ministero delle Finanze, e di Natal'ja Ivanovna Berberova, nata Karaulova; il padre era armeno e la madre russa.Dust jacket biographical details, from The Italics are Mine, Chatto & Windus, 1991 Lascia l'URSS nel giugno del 1922, temendo per la persecuzione operata dai comunisti contro i borghesi, che il nuovo Regime considera nemici naturale della Rivoluzione. Dopo varie peregrinazioni - in Germania, Cecoslovacchia e Italia, dove fece parte dell'entourage di Maksim Gor'kij - si stabilisce a Parigi nel 1925, rimanendovi fino al 1950, anno in cui si trasferisce negli Stati Uniti, divenendo cittadina americana nel 1959.

Negli anni francesi si esprime la creatività letteraria più intensa dell'autrice, specialmente nei racconti confluiti nell'opera Bijankurskie prazdniki (Биянкурские праздники, Chroniques de Billancourt, in edizione italiana Le feste di Billancourt).

Negli USA la scrittrice avvierà la sua carriera accademica prima alla Yale University e poi alla Princeton University, dal 1963 al 1971.

La storia di Berberova come scrittrice emigrée, prima a Berlino e poi a Parigi, indi negli Stati Uniti d'America, è da lei descritta nell'autobiografia dal titolo Kursiv moj, (Курсив мой, Il corsivo è mio), pubblicata nel 1969. Degli anni berlinesi è la biografia di Čajkovskij (Il ragazzo di vetro, 1936), tra i più interessanti approfondimenti psicologici della tormentata personalità dell'artista: l'autrice vi esplicita, per la prima volta, l'omosessualità del compositore, attirandosi numerose reazioni polemiche.

Nina Berberova è la voce poetante della melanconica vita degli emigrés russi, transfughi dalla Russia della rivoluzione, inadatti a integrarsi nella dura realtà di una nuova vita lontano dalla madrepatria, perduti nel sogno di un passato incantato: quello di una Russia spesso più immaginata che reale. Ella tornò una sola volta in Russia, dopo 65 anni, per un soggiorno di varie settimane, nel 1989 su invito dell'Unione degli Scrittori. Morì il 26 settembre 1993 a Filadelfia, in seguito alle complicazioni per una caduta.

Nel 1992 Claude Miller ha diretto il film L'accompagnatrice adattamento del libro omonimo.

Opere Romanzi

Racconti [pubblicato in Le signore di Pietroburgo]

- Postfazione di Margherita Belgiojoso, Collana Tascabili, Milano, Guanda, 2024, ISBN 978-88-235-3420-9.

[pubblicato con L'accompagnatrice] - Milano, TEA, 1994. [contiene anche: La scomparsa della Biblioteca Turgenev (Konec Turgenevskoj biblioteki); La grande città (Bolʹšoj gorod)]

- prefazione di Maurizia Calusio, Collana Le Occasioni, Bagno a Ripoli, Passigli, 2009, ISBN 978-88-368-1117-5.

Biografie

Saggistica - 2019, ISBN 978-88-235-2208-4.

Uomini e logge. I massoni russi del XX secolo (Ljudi i loži: Russkie masony XX stoletija), 1986.

Autobiografia

[annotazioni espunte da Il corsivo è mio]

Poesie

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni

Viaggio attraverso la memoria di Nina Berberova - Un articolo di Alessia Antonucci su eSamizdat

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