è un manga di George Akiyama uscito tra il 1970 e il 1971. Adattato in un film d'animazione da Toei Animation, l'anime, uscito nelle sale il 29 settembre 2012, è stato diretto da Keiichi Satō.
Trama In un Giappone medievale piegato dalla siccità e carestia, ai più disperati non rimane che involvere allo stadio animale e cibarsi di carne umana pur di sopravvivere. Persino una giovane puerpera è costretta al cannibalismo, pur di riuscire a crescere il figlio.
Otto anni dopo, il suo bambino, sopravvissuto ma ormai orfano, vive come una bestia nei boschi. Terrore dei villaggi divini e considerato un demone, il ragazzino si imbatte in un bonzo che lo chiama Ashura e gli insegna i sutra, primo gradino per riportarlo alla condizione umana.
Tuttavia, l'unica capace di far breccia nel cuore del bambino selvaggio è Wakasa, una giovane figlia di contadini che soccorre Ashura dopo che questi ha combattuto quasi all'ultimo sangue col signore feudale della zona, cui il bambino aveva ucciso il figlio.
Il tempo trascorso con Wakasa rende via via il bambino sempre più docile e “civilizzato” finché un giorno Ashura non scopre che la ragazza ha una storia d'amore con un garzone del villaggio vicino. Pazzo di gelosia, cerca di uccidere il giovane, ma, fermato da Wakasa, viene allontanato e rifiutato per sempre dalla contadina.
Intanto torna la siccità e per il ceto contadino tornano le sofferenze e gli stenti. Ashura, sapendo che Wakasa e suo padre stanno patendo grande miseria, uccide un cavallo del feudatario per portarne le carni alla ragazza. Lei, incapace di credere al bambino e credendole carne umana, le rifiuta, anche a costo di dover morire di fame.
Il feudatario e gli abitanti del villaggio, scoperto che Ashura è ancora vivo, gli danno la caccia per tutti dintorni. Al bambino selvatico non resta che affrontarli una volta per tutte.
Quando inizia ormai la stagione invernale si tengono i funerali di Wakasa. Ad Ashura, sopravvissuto allo scontro finale, non resta che sopravvivere al dolore che, come gli ha insegnato il monaco, appartiene solo agli umani.
Tra il manga e l'anime, gli eventi finali sono alquanto diversi:
Nel manga i genitori di Asura sono ancora vivi. La madre del bambino aveva tentato di mangiarlo mettendolo sul fuoco quando era ancora in fasce, spinta dalla fame. In qualche modo Asura sopravvisse e riuscì a scappare, vivendo allo stato brado. Il padre di Asura si rivela il signore di un feudo. La madre di Asura era una sua concubina. Egli non voleva figli e la madre tenne nascosta la gravidanza. Scoperta la verità, Asura rinnegherà i suoi genitori per averlo abbandonato, condannandolo a vivere come reietto tra le altre persone. Sua madre, però, impazzì per quello che aveva fatto al figlio e vagò disperata urlando il suo nome. Vedendo sua madre morire, Asura piangerà di tristezza, perdonandola per ciò che gli aveva fatto. I bambini orfani del villaggio, conoscendo meglio Asura, comprenderanno che, nonostante il suo aspetto e la sua natura, è come loro e desidera solo essere amato e vivere felice con una famiglia. Decideranno tutti insieme di seguirlo, andando insieme alla capitale per trovare un nuovo posto dove vivere e ricominciare.
Nell'anime Asura sopravvive all'inseguimento dei contadini guidati dal signore feudale, che vogliono vendicare la morte di suo figlio per mano di Asura. Il bambino selvatico riesce ad avere la meglio, uccidendo l'uomo e salvandosi dall'incendio della montagna. Giunto l'inverno, Asura decide infine di abbandonare quel posto pieno di morte e dolore. Dopo un salto temporale, si rivede Asura diventato un monaco buddista, occupato a intagliare una statuetta di legno e ora residente nella fiorente capitale. Il bambino, grazie agli insegnamenti del monaco e alle sue esperienze, ha ritrovato la sua umanità e ora vive in pace, aiutando le altre persone della città.
Personaggi
Doppiato da Masako Nozawa e Satomi Koorogi (da neonato) Abbandonato dalla madre poco dopo essere nato, Ashura cresce da solo nel mondo selvaggio e pericoloso delle montagne ancora inabitate dall'uomo.
Doppiato da Kinya Kitaōji Affrontato il famelico Ashura su un ponte e riuscito a sconfiggerlo, il prete si ripropone di far emergere il lato umano del bambino inselvatichito. Innanzitutto gli trova un nome, Ashura, e poi gli insegna i sutra. Quando reincontra il bambino, Ashura ha ormai conosciuto Wakasa e nel momento in cui il prete gli offre provocatoriamente il proprio braccio come cibo, Ashura, inorridito, fugge.
Doppiata da Megumi Hayashibara Figlia di un umile contadino, Wakasa è una gran lavoratrice ed una giovane donna facile ad intenerirsi. Si prende cura di Ashura dopo averlo trovato ferito al fiume; da allora sopporta con pazienza le bizze del bambino, così poco abituato al contatto umano e stringe una grande amicizia con lui. Ha una relazione con il garzone Shichiro col quale ha stretto la promessa di partire al più presto assieme per la città più vicina, in cerca di fortuna.
Doppiato da Hiroaki Hirata Giovane uomo di fatica della regione, prevalentemente impiegato nel lavoro di taglialegna. Con l'amata Wakasa sogna di fuggire in città per ricrearsi una nuova vita.
Doppiato da Tesshō Genda Feudatario della regione al quale Ashura ha ucciso il figlio.
Riconoscimenti L'anime è stato premiato dal Ministero giapponese dei Beni Culturali come candidato fra gli Excellence Award nel 16º Japan Media Arts Festival del 2012.
Note
Collegamenti esterni