Biografia
Renzo Massarani nasce a Mantova il 26 marzo 1898 in una famiglia ebraica. Interrompe gli studi di pianoforte e di armonia, per partecipare giovanissimo come volontario alla prima guerra mondiale. Terminato il conflitto, riprende gli studi musicali a Vienna con F. Schalk e quindi a Roma con Ottorino Respighi, diplomandosi in composizione nel 1921. Comincia un'intensa attività compositiva, pubblicando i suoi primi lavori e associandosi con Vittorio Rieti e Mario Labroca in un gruppo chiamato «I Tre» che riscosse l'interesse e l'apprezzamento della critica.
Nel frattempo, Massarani divenne direttore musicale del teatro di marionette di Vittorio Podrecca, con cui compì numerosi viaggi, tra cui uno in Sudamerica. A questo periodo risalgono i lavori teatrali che lo resero famoso, tra cui l'intermezzo grottesco Bianco e nero, su libretto di A. Pagan (rappresentato a Roma il 27 aprile 1923) e "Guerino detto il Meschino" un'azione mimica in un atto su proprio libretto rappresentata a Darmstadt il 20 novembre. 1928 e quindi ripresa al Théâtre de la Potinière di Parigi nel 1929.
Il giorno 26 agosto 1928 sposa Elda Costantini.
Cominciò anche l'attività di critico musicale, collaborando al giornale Il Tevere. Dopo il matrimonio con Elda Costantini, trovò impiego a Roma presso la SIAE (Società italiana degli autori ed editori), intensificando la produzione musicale con crescente successo di critica e di pubblico. Sue opere vennero eseguite a Venezia, Firenze, Torino, Bergamo e Roma.
La promulgazione delle leggi razziali fasciste segnò la fine della sua carriera musicale in Italia. Perse il lavoro e le sue opere furono messe al bando. Come Mario Castelnuovo-Tedesco e Vittorio Rieti rifugiatisi negli Stati Uniti, Massarani si vide costretto a lasciare l'Italia.
Nel 1939 giunse in Brasile, dove prese la cittadinanza nel 1945. Stabilitosi a Rio de Janeiro, inizialmente collaborò con la Radio nacional in qualità di orchestratore e in seguito come critico musicale per il quotidiano A Manhã prima e per il Jornal do Brasil poi, mantenendo parallelamente l'attività di compositore, entrando a dar parte dell'Academia brasileira de música.
Nel dopoguerra rifiutò la proposta di ritornare in Italia con la sua riassunzione alla SIAE e impedì l'esecuzione, la riedizione e l'accesso ai manoscritti delle sue composizioni pre-belliche. Tornò in Europa solo per ragioni familiari o per partecipare in qualità di critico a festival e come membro di giuria in concorsi di composizione.
Morì il 28 marzo 1975 a Rio de Janeiro.
Bibliografia G. Rossi-Doria, Labroca - Massarani - Rieti, in Il Pianoforte, V (1924), 12, pp. 303–309. C. Piccardi, Renzo Massarani, popolare e moderno, in Affetti musicali. Studi in onore di S. Martinotti, a cura di M. Padoan, Milano 2005, pp. 361–379; C. Piccardi, La parabola musicale di R. M., compositore ebreo nell'ombra del fascismo, in Music and dictatorship in Europe and Latin America, a cura di R. Illiano - M. Sala, Turnhout 2009, pp. 171 s.; The New Grove Dict. of opera, III, pp. 254 s.; The New Grove Dict. of music and musicians, XVI, pp. 86 s.
Collegamenti esterni
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