Biografia Laureata in giurisprudenza, avvocato, Marine Le Pen è la terzogenita di Jean-Marie Le Pen e Pierrette Lalanne. Sposata e madre di tre figli, nel 2002 divorziò dal primo marito e convolò a seconde nozze con Éric Iorio, un importante membro del suo partito, dal quale divorziò successivamente.Dal primo marito, Franck Chauffroy, ha avuto tre figli: Jehanne e due gemelli Mathilde e Louis. Nel 2002 si è risposata con Eric Iorio, ma la loro unione è terminata con il divorzio. È stata legata sentimentalmente a Louis Aliot, vicepresidente del Front National e segretario del partito dal 2005 al 2010. Marine è la zia di Marion Maréchal-Le Pen, la più giovane parlamentare della V Repubblica, anche lei esponente del FN (Fronte Nazionale).
Carriera politica Nel 1986 si unisce a FN. Dal 15 marzo 1998 al 28 marzo 2004 è per FN Consigliera regionale di Nord-Pas-de-Calais. Dal 2002 è presidente dell'associazione "Generations Le Pen", un'organizzazione vicina al FN che mira a promuovere il pensiero e le iniziative di Jean-Marie Le Pen tra la gioventù. Divenuta nell'aprile del 2003 vicepresidente del Fronte, nel 2004 si candidò alla presidenza della regione Île-de-France ed ottenne il 12,3% dei voti, divenendo consigliera regionale.
Marine Le Pen viene generalmente considerata l'espressione di una tendenza nuova, e più moderata, che affiorò nel FN soprattutto dopo le elezioni presidenziali del 2002, in cui il padre ricevette un consenso maggiore rispetto a Lionel Jospin ed arrivò al ballottaggio (in cui poi perse nettamente contro Jacques Chirac). Parlamentare europeo
Alle elezioni europee del 2004 ha ottenuto un seggio parlamentare a Strasburgo e dal gennaio del 2007 cura la campagna elettorale del padre in vista delle imminenti elezioni presidenziali. Nel luglio 2009 è rieletta europarlamentare, nella circoscrizione del Nord Ovest.
Alle elezioni regionali in Francia del 2010 si candida alla presidenza della regione Nord-Pas-de-Calais, ottenendo il 18,31% dei voti al primo turno e il 22,20% al secondo, quasi a ridosso del rappresentante della coalizione sarkozyana. Dopo queste consultazioni il padre Jean-Marie si congratula pubblicamente con lei e lascia trasparire una possibile successione "in famiglia" alla leadership del FN.
Presidente del partito
Il 16 gennaio 2011, dopo le dimissioni del padre, Marine Le Pen è eletta Presidente del Front National con il 67,65% dei voti, battendo Bruno Gollnisch. Marine Le Pen si candida alle presidenziali francesi del 22 aprile 2012. Al primo turno ottiene il 17,9% (6.421.426 voti) dei consensi, classificandosi al terzo posto, dopo il socialista Hollande e il presidente uscente Sarkozy. È il secondo miglior risultato ottenuto da sempre da FN alle presidenziali .
Nel 2012 viene indagata dalla procura di Lione di incitazione all'odio, alla discriminazione o alla violenza nei confronti di un gruppo di persone a motivo della loro appartenenza a una religione, reato previsto dal diritto francesePrecisamente dall'articolo 24, comma 8, dall'articolo 23, comma 1, e dall'articolo 42 della legge del 29 luglio 1881 nonché dall'articolo 93-3, della legge 82-652 del 29 luglio 1982, e le cui pene figurano all'articolo 24, paragrafi 8, 10, 11 e 12 della legge del 29 luglio 1881 e all'articolo 131-26, comma 2 e 3, del Codice penale francese.. Il 2 luglio 2013 il Parlamento europeo, dietro richiesta del ministro della Giustizia della Repubblica Francese avanzata il 26 novembre 2012, ha autorizzato la revoca della sua immunità parlamentare, rilevando come i presunti fatti a lei addebitati non siano in diretto o evidente rapporto con l'esercizio delle funzioni di deputato europeo e come non vi sia motivo di sospettare l'esistenza di un caso di fumus persecutionis.
Dopo il grande successo alle Elezioni europee del 2014 (primo partito in Francia), nel marzo 2015 guida il Front National al 25,19% alle elezioni dipartimentali mentre i moderati di Nicolas Sarkozy prendono il 29,4% e i socialisti e i loro alleati raccolgono il 21,8%: è il miglior risultato di sempre alle elezioni locali. La settimana seguente però al secondo turno non riesce ad ottenere nemmeno un dipartimento nonostante i tanti voti ottenuti; può contare su una trentina di consiglieri in tutta la Francia contro uno soltanto in precedenza.
Al primo turno delle elezioni regionali del 6 e 13 dicembre 2015, si candida alla presidenza della regione Nord-Calais-Piccardia, dove ottiene il 40,64% delle preferenze, mentre al secondo turno di ballottaggio il 42,23%. Viene battuta da Xavier Bertrand ( LR) , che ottiene il 57,77%.
È candidata per il suo partito alle elezioni presidenziali in Francia del 2017 e al primo turno delle elezioni del 23 aprile con il 21,30% dei voti arriva seconda, andando al ballottaggio del 7 maggio insieme a Emmanuel Macron (24,01%). Ottiene 7.678.491 voti al primo turno e ne fa così il miglior risultato di FN alle presidenziali. All'indomani del risultato si dimette dalla guida del Front National. Al ballottaggio la Le Pen con il 33,94% delle preferenze, ne esce sconfitta a favore del candidato centrista. Ma ottiene il massimo storico di voti per FN, con 10.638.475 voti al secondo turno, doppiando il risultato del padre nel 2002.
Il 15 maggio Marine Le Pen torna presidente del partito. Il 19 maggio annuncia la sua candidatura nell'undicesima circoscrizione del Passo di Calais in vista del primo turno delle elezioni legislative. L'11 giugno 2017, giorno del primo turno, la Le Pen vince nella circoscrizione ottenendo il 46,02 % dei voti, sbaragliando il deputato socialista uscente Kemel (che la batté di soli 118 voti nel 2012 - 50,11 a 49,89) e la candidata LREM, Anne Rouquet, che ottiene il 16,4%. Al secondo turno Marine Le Pen viene eletta all'Assemblea Nazionale, con il 58,6%, per la prima volta nella sua vita e diviene la seconda Le Pen ad entrare al Parlamento francese. All'inizio di luglio, con effetto retroattivo al 18 giugno, lei si dimette dal Parlamento europeo, sostituita da Christelle Lechevalier.
Nel marzo 2018 è l'unica candidata alla presidenza del Front National, che in quel congresso cambia denominazione in Rassemblement National, e viene di conseguenza rieletta con il 100% dei voti.
È candidata per il suo partito alle elezioni presidenziali in Francia del 2022 e per questo il 13 settembre 2021 lascia la presidenza del partito al suo vice Jordan Bardella. Al primo turno delle elezioni del 10 aprile 2022 con il 23,41% dei voti si conferma seconda, come 5 anni prima, andando al ballottaggio del 24 aprile insieme a Macron che la sconfigge nuovamente, con la Le Pen che ottiene 13.297.728 voti, il 41,46% delle preferenze, massimo assoluto del partito.
Il 19 giugno 2022, al secondo turno delle elezioni legislative, è stata rieletta deputata nella circoscrizione elettorale del Pas-de-Calais con il 63,21% dei voti. Il 23 giugno è eletta per acclamazione Presidente del gruppo RN all'Assemblea Nazionale.
Posizioni politiche Economia In politica economica, Marine Le Pen privilegia il protezionismo come alternativa al libero scambio. Sostiene il nazionalismo economico, la separazione tra banche d'investimento e banche al dettaglio e la diversificazione energica, opponendosi alla privatizzazione dei servizi pubblici e della sicurezza sociale, alla speculazione delle materie prime sui mercati internazionali, alla politica agricola comune ed alla globalizzazione, che incolpa di varie tendenze economiche negative. Propone, inoltre, la sostituzione dell'Organizzazione mondiale del commercio e l'abolizione del Fondo Monetario Internazionale.
Ha fatto una svolta più a destra sulle questioni economiche come parte della sua candidatura presidenziale del 2022, abbandonando il ritorno della pensione di 60 anni, la difesa della settimana lavorativa di 35 ore, la cancellazione della legge sul lavoro di François Hollande, e proponendo tagli fiscali per le imprese e una riduzione della spesa pubblica. Difende anche la "priorità nazionale" che escluderebbe gli stranieri dall'assistenza sociale e da certi servizi pubblici.
Ambiente e trasporti
Marine Le Pen auspica che la Francia aumenti "l'autarchia dei grandi spazi" e "l'economia in cerchi concentrici". A suo avviso, è una "eresia ecologica consumare prodotti coltivati a 20mila km di distanza e riciclare i rifiuti migliaia di chilometri più avanti". Sostiene si debba "produrre per il territorio più vicino", "distribuire sul posto", e che "consumare i prodotti locali deve essere una priorità della regione" o "della regione più vicina" se non prodotti in loco. Sostiene inoltre che la Francia debba attuare "contratti di cooperazione", se merci necessarie come il caffè non siano prodotte in Europa.
Appoggia il ferroutage e i trasporti pubblici.
Immigrazione: "Prima i francesi" Marine Le Pen sostiene che serva una moratoria sull'immigrazione e che bisogna attuare una politica di 'preferenza nazionale' (ossia secondo lo slogan frontista 'Prima i francesi') in materia di occupazione, stato sociale e alloggi.
Cittadinanza e nazionalità A suo avviso, la cittadinanza è indivisibile dalla nazionalità e si poggia sull'eguaglianza di tutte le persone di fronte alla legge; la legge dovrebbe ostacolare un trattamento preferenziale in base all'appartenenza di una categoria sociale, etnica o religiosa. Di conseguenza, favorisce l'abrogazione della affirmative action e la restaurazione di una "meritocrazia repubblicana".
Sostiene che la filiazione dovrebbe essere la via normale per acquisire la nazionalità francese, con l'eccezione della naturalizzazione: "la nazionalità è ereditata o meritata". Al fine di risolvere il problema dell'immigrazione, auspica una riforma dei regolamenti sulla nazionalità per rimuovere la doppia cittadinanza e l'acquisizione automatica della nazionalità francese. Sostiene che è necessaria una severa applicazione della legge per quanto riguarda la perdita della cittadinanza. A suo avviso, uno straniero che non rispetta la legge in Francia dovrebbe essere privato della nazionalità francese; inoltre ritiene che qualsiasi straniero che commette reati gravi e illeciti in Francia deve essere restituito al suo paese d'origine.
Laicità Marine Le Pen, sostenendo che il RN rimanga un partito non confessionale, afferma regolarmente il suo attaccamento ai valori della laicità (laïcité) della società francese. Ella difende vigorosamente la cosiddetta legge del 1905, la quale stabilisce che la Repubblica francese non riconosce, non concede stipendi o sussidi a qualsiasi forma di culto religioso.
Ella è favorevole all'approvazione di un divieto di ogni tendenza religiosa nelle scuole e sostiene la necessità di un emendamento alla Costituzione della V Repubblica affermando che la Repubblica francese non riconosce alcuna comunità religiosa. Si oppone al finanziamento delle moschee con i fondi pubblici: inoltre si batte per vietare il loro finanziamento da attività estere. A suo avviso, la costruzione, la manutenzione e il finanziamento dei luoghi di culto dovrebbe essere una questione importante solamente per i gruppi di fedeli che operano all'interno di un quadro regolamentato. Lei sostiene che bisogna attuare "la separazione della moschea e dello stato" e si oppone alla formazione degli imam da parte della Repubblica francese.
Il 29 novembre 2009, 57,5% dei votanti svizzeri e 19 ½ Cantoni hanno approvato l'iniziativa popolare per vietare la costruzione di nuovi minareti (senza l'effetto retroattivo sui quattro minareti già costruiti in Svizzera). Marine Le Pen si è congratulata con il popolo svizzero per l'approvazione schiacciante del divieto e ha denunciato "l'élite dominante" per il suo disprezzo per la democrazia diretta.