Biografia Gli anni della formazione

Stepan Chalturin nacque il 21 dicembre 1856 (2 gennaio 1857)Poiché le fonti coeve agli eventi qui descritti adoperano il vecchio calendario giuliano, in anticipo di dodici giorni su quello gregoriano, e le successive, usano indifferentemente chi l'una chi l'altra datazione, generando confusione, si è deciso di proporle entrambe. a Chalevinskaja, un villaggio della contea di Orlov, governatorato di Vjatka,Attualmente il villaggio si chiama Verchnie Žuravli e appartiene alla rajon di Orlov. La città di Vjatka e l'omonimo governatorato, che in epoca successiva all'Impero si identifica con l'unità amministrativa dell'oblast', dal 5 dicembre 1934 hanno assunto il nome di Kirov, in memoria del politico bolscevico Sergej Kirov, ucciso quattro giorni prima. in una famiglia di contadini di stato.Prima della riforma del 1861 che abolì il servaggio, i contadini di stato erano contadini di condizione non servile che lavoravano e abitavano le terre di proprietà dello zar. La qualità della loro vita era migliore di quella dei servi della gleba, benché anch'essi fossero sottoposti a onerosi tributi e dovessero pagare, in denaro o in prestazioni gratuite, il loro diritto di coltivare la terra. C'è da dire inoltre che sulla testa dei contadini di stato pendeva sempre il rischio di precipitare di colpo nella condizione servile. Ciò accadeva quando gli zar, desiderosi di ricompensare i nobili che si erano particolarmente distinti nell'esercizio dei propri doveri, donavano loro ampie porzioni di terra statale, comprensive dei contadini ivi residenti. Cfr. Hugh Seton-Watson, Storia dell'impero russo (1801-1917), Torino 1971, pp. 23-25. Era l'ultimo dei sette figli di Nikolaj Nikiforovič e di Aksin'ja Afanas'evna Chalturin.Chalturin aveva quattro fratelli e due sorelle. I loro nomi sono: Ivan, Aleksandr, Vasilij, Pavel, Marija, e Dar'ja. Il padre, uomo irascibile e buon imprenditore, era riuscito a incrementare il reddito che gli veniva dal suo fondo con il commercio di funghi secchi, bacche essiccate, e pane. La madre era invece una donna molto mite, dalla quale Stepan, secondo suo fratello Pavel, aveva ereditato le maniere cortesi e la dolcezza. Non a caso gli piaceva suonare l'armonica, e la suonava bene. Questi tratti caratteriali, d'altronde, gli sono riconosciuti anche da Georgij Plechanov che lo incontrò anni dopo: «Nel suo modo di fare colpiva soprattutto per la sua gentilezza ritrosa, quasi femminile. Parlandovi sembrava vergognarsi, come temesse d'offendervi con qualche parola fuori posto, o con l'espressione troppo netta della sua opinione».Georgij V. Plechanov, L'operaio russo nel movimento rivoluzionario, in «Opere», vol. III, Mosca, 1923, p. 195.

Chalturin imparò a leggere e scrivere dal diacono del suo borgo natio, e nel 1868 iniziò un corso regolare di studi a Orlov, nell'unico istituto scolastico esistente. Pieno di entusiasmo e di buona volontà, concluse il primo anno con un premio per l'ottimo profitto; l'anno successivo, però, non superò la sufficienza. Il calo di rendimento era dovuto al fatto che il ragazzo, non riuscendo a vedere soddisfatto dalle lezioni il variegato spettro dei propri interessi, leggeva tutto quel che gli offriva la biblioteca locale, spesso a scapito delle materie scolastiche. Alla fine del terzo anno, concluso senza infamia e senza lode, conseguì l'attestato che certificava il completamento del ciclo di insegnamento primario. Era il luglio del 1871 e Stepan tornò a casa. Suo padre sperava di farne un buon fattore, ma egli aveva frequentato a Orlov alcuni carpentieri, maestri di fama e, poiché tra i Chalturin era viva anche la tradizione artigianale, fece intendere al genitore che voleva seguire l'esempio del nonno e dello zio, ed essere, come loro, un bravo falegname.German D. Nagaev, Giustiziato senza identificazione... La storia di Stepan Chalturin, Mosca, 1970.Juzja Z. Polevoj, Stepan Chalturin. Nel 100º anniversario. dell'Unione settentrionale degli operai russi, Mosca, 1979, cap. I: Gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza.

Nel 1872, su iniziativa dello zemstvo del governatorato di Vjatka, fu fondata una scuola secondaria con lo scopo di favorire l'istruzione pubblica e di curare, al termine di un corso quadriennale, la formazione dei docenti nei settori tecnici e in agronomia. Era un eccellente istituto, con un corpo studentesco interclassista che abbracciava figli di contadini, mercanti, chierici, e funzionari, una compagine di educatori che si potrebbe definire progressista, e un programma di studi versatile, aperto alla vita moderna, in grado di trasmettere un'efficace infarinatura di cultura generale e, al contempo, di insegnare un mestiere. Questa scuola d'avanguardia ospitava, infatti, una serie di laboratori nei quali gli studenti facevano, secondo le proprie inclinazioni, tirocinio in falegnameria, meccanica, idraulica, scienze agricole, metallurgia, e artigianato. Chalturin, che riteneva una buona istruzione il necessario complemento del lavoro manuale, vi entrò nel settembre del 1874 e in un anno di frequenza, per la sua bravura con il legno, si guadagnò l'appellativo di «Stepan mani d'oro», essendo già stato avviato alla professione di carpentiere dallo zio, nella cui bottega aveva lavorato quando le occupazioni agresti gliel'avevano consentito. Diverrà uno specialista nella lucidatura e verniciatura del legno, e nella preparazione delle vernici, nonché un meccanico qualificato.Franco Venturi nell'edizione del 1972 della sua monumentale opera Il populismo russo, tomo III, a p. 122, scrive che Chalturin abbandonò la scuola di Vjatka «al terzo anno», nel 1875, sottintendendo che avesse iniziato a studiarvi nel 1872, ma Juzja Polevoj, dalla cui biografia del 1979 abbiamo tratto gran parte del materiale per questa voce, specifica che si iscrisse nel settembre del 1874, riducendo a un solo anno la frequenza. Questa versione è confermata da German Nagaev, autore di un romanzo su Chalturin aderente alla realtà storica dei fatti, che aggiunge un particolare, e cioè che in quell'istituto non erano ammessi allievi di età inferiore ai diciassette anni, età raggiunta da Stepan appunto nel 1874. Suo fratello Pavel, maggiore di lui, si era iscritto prima e, a differenza di Stepan, completò il corso e divenne agronomo.Cfr. G. D. Nagaev, op. cit.

Tra il settembre del 1874 e il luglio del 1875 Chalturin visitò la biblioteca di Vjatka 30 volte e prese in prestito 92 libri. Dai titoli scelti si evince che leggeva indistintamente sia slavofili come Dostoevskij e Grigorovič, che scrittori di tendenza occidentalista come Turgenev, che aveva una predilezione per il romanzo storico — amava in particolare Lažečnikov (1792-1869), l'iniziatore del genere in Russia — e per gli autori francesi, Hugo e Balzac in testa.Stepan Chalturin:la famiglia, l'infanzia e l'adolescenza. Dettagli interessanti, cit.

Naturalmente l'interesse di Chalturin per i libri finì ben presto per gravitare intorno alla letteratura illegale, introdotta nel governatorato di Vjatka, dagli anni '60 terra di confino, dai numerosi esuli politici, che si calcola siano stati nel triennio 1875-1878 più di quattrocento.Vasilij A. Sobolev, Saggi su famosi operai rivoluzionari russi, Kirov, 1957, p. 19. Con uno di questi, Evpinogor Il'ič Voznesenskij, sodale di Karakozov, il dodicenne Stepan aveva stretto amicizia nel 1869, allorché era giunto esule a Orlov. Sarà lui a dargli in lettura i primi libri proibiti.G. D. Nagaev, op. cit.

Uno di quelli che più contribuì al risveglio della locale intelligencija è stato Florentij Pavlenkov (1839-1900). Editore di primo piano, amico di Černyševskij, Dobroljubov, Michajlov (1829-1865), le colonne del «Sovremennik», (il Contemporaneo) di Nekrasov, Pavlenkov era stato processato e assolto per avere pubblicato le opere dello scrittore nichilista Pisarev, ma poi immediatamente arrestato quando pronunciò ai funerali di questi un appassionato discorso. Imprigionato per quasi un anno nella fortezza Pietro e Paolo, era stato quindi esiliato a Vjatka nel 1869, e qui avrebbe soggiornato per otto anni. I rapporti della gendarmeria riferiscono che spesso gli studenti erano invitati a casa sua per essere indottrinati con libri antigovernativi. Il 12 settembre 1874, l'abitazione di Pavlenkov fu perquisita e gli furono sequestrate una settantina di lettere di suoi amici esuli, circostanza che lo fece condannare a un anno di prigione.Ju. Z. Polevoj, op. cit., cap. I.

Il seme però era stato gettato e i circoli rivoluzionari si moltiplicarono. Nel cerchio della gioventù che leggeva le Lettere storiche di Lavrov, opera nella quale è espresso il concetto del debito contratto dalle classi privilegiate verso i lavoratori della terra, che pose le fondamenta teoriche dell'«andata nel popolo», e La condizione della classe operaia di Bervi-Flerovskij, uno scritto pubblicato legalmente nel 1869 e vietato dopo il suo imprevisto successo, Chalturin entrò poco dopo essere arrivato a Vjatka. Il suo nome compare nelle liste dei partecipanti a queste riunioni che si tenevano ora nelle abitazioni degli esuli, specie in quella di Troščanskij (1843-1898),Troščanskij era stato esiliato a Vjatka nel 1870, dove fece propaganda tra gli studenti. Nel 1876, dopo alterne vicende, riuscì a fuggire e a raggiungere San Pietroburgo. Fu tra i fondatori di Zemlja i Volja e, quando sul finire del '78, cadde il gruppo dirigente del partito, tra coloro che vennero allora catturati. Condannato a vent'anni di lavori forzati, pena poi ridotta della metà, scriverà opere di grande valore scientifico sulla civiltà e la cultura dei jakuti, presso i quali era stato inviato a scontare l'ultima parte della condanna, che al carcere aveva visto subentrato l'esilio. ora in quelle degli studenti. Le autorità intensificarono la sorveglianza e le perquisizioni. Tra il materiale sequestrato figurano: copie della rivista anarchica stampata a Ginevra «Narodnoe delo» (La causa popolare), introdotte nell'area di Vjatka da Troščanskij, La guerra civile in Francia, l'opuscolo in cui Marx fa la storia della Comune di Parigi del 1871, monografie sulla Rivoluzione francese e trattati sul positivismo.V. A. Sobolev, op. cit. p. 25.

La lettura, legale e non, portò l'adolescente Stepan a guardare la realtà intorno a sé con occhio attento e critico. Pur provenendo da una famiglia contadina agiata, non poteva misconoscere i guasti provocati dalla riforma del 1861, i cui costi erano stati pagati da coloro che si diceva fossero stati liberati. Gli ex servi, che avevano dovuto riscattare la terra da coltivare, spesso insufficiente e di qualità scadente, erano schiacciati dai debiti e impossibilitati a nutrirsi sufficientemente. Nel governatorato di Vjatka, negli anni '60, si erano registrate duecentoventi rivolte e la drastica diminuzione del periodo seguente fu dovuta principalmente all'adozione di energiche misure repressive. Né Chalturin poteva ignorare il grido di protesta lanciato dall'ancora scarsa popolazione operaia: a Orlov, nel 1871, erano entrati in sciopero i lavoratori delle ferriere e degli impianti chimici.

Nell'estate del 1875, quando le autorità posero fine alle attività illegali degli studenti con una serie di arresti, e la scuola di Vjatka intraprese la via del graduale inserimento nei ranghi di un «normale» istituto, Chalturin risolse di interrompere gli studi e di partire con due suoi amici per il Nuovo Mondo, dove avrebbero costituito una comune agricola.