Biografia , ma nacque a Catania, città in cui il padre svolgeva l'ufficio di Provveditore agli Studi. In seguito si trasferì piccolissimo a Novara con la famiglia ancora a seguito del trasferimento del padre. Nel 1908, con altri sette compagni del liceo classico cittadino "Carlo Alberto", fondò la Football Association Studenti che, due anni dopo, prese il nome di Foot Ball Club Novara. In quella formazione giocò per due stagioni con il ruolo di ala sinistra.

Terminato il liceo, nel 1910 si iscrisse al Regio Politecnico di Torino e, contemporaneamente agli studi, dal 1912 iniziò a collaborare al Guerin Sportivo.

Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria, partecipò alla prima guerra mondiale come ufficiale d'artiglieria e, ottenuto il brevetto di volo, come ufficiale d'aviazione.

Nell'ottobre del 1919 sostiene a Torino l'esame di abilitazione arbitrale ed è inserito nei quadri dell'Associazione Italiana Arbitri con qualifica di "arbitro in periodo d'esperimento" venendo poi elencato dall'"Annuario italiano del football" nell'elenco degli arbitri a disposizione del Comitato Regionale Piemontese per i colori del F.A.. L'ultima gara in Prima Divisione la diresse il 7 ottobre 1923 arbitrando - (2-2)..

La grande passione di Canestrini, però, è rivolta alle competizioni motociclistiche e automobilistiche che frequenta assiduamente e recensisce per il Corriere di Novara. È in quell'ambiente ancora in embrione che amplia le proprie conoscenze in materia, anche stringendo forti amicizie, come nel caso del debuttante conterraneo Achille Varzi, o addirittura partecipando in prima persona come copilota-meccanico, figura all'epoca obbligatoria sulle automobili da competizione. In questo ruolo, nel 1922, partecipò alla Susa-Moncenisio e alla Aosta-Gran San Bernardo, a bordo della Bugatti di Luigi Tornielli.

Nel 1924 il direttore della Gazzetta dello sport, Emilio Colombo, lo chiama ad occuparsi della rubrica di motorismo, divenendo subito notissimo al grande pubblico per i suoi appassionati resoconti, sempre costellati di competenti analisi tecniche e sapidi retroscena.

Alla fine dell'attività arbitrale si trasferì a Milano dove iniziò la sua lunga carriera di giornalista nel settore automobilistico, senza dimenticare la sua passione per la storia della tecnologia nei trasporti, in particolare per le macchine ideate da Leonardo da Vinci.

Scrittore e giornalista sportivo della Gazzetta dello sport, fu uno dei fondatori della Mille Miglia, ideata nella sua abitazione nel dicembre del 1926, insieme a Franco Mazzotti, Aymo Maggi e Renzo Castagneto.

Nel 1942 fondò la rivista Interauto, un mensile di tecnica motoristica e dei trasporti che curava in particolare i molteplici aspetti dello sport motoristico. Dal 1946 questa rivista fu stampata dalla stessa casa editrice de L'Auto Italiana della quale Canestrini era stato un collaboratore. Negli ultimi 3 anni di pubblicazione Canestrini ampliò gli argomenti abbracciando i settori del motociclismo e dell'aeronautica, ma causa della forte concorrenza di Quattroruote , la rivista cessò la pubblicazione nel 1956. Nel 1945, in qualità di vice-segretario del Reale Automobile Club d'Italia, si promulgò presso l'Allied Military Government of Occupied Territories di Salisburgo per ottenere la restituzione dei veicoli sequestrati dalle Forze armate tedesche di occupazione in Italia. La restituzione avvenne nel corso dei successivi quattro anni. Inoltre Canestrini nel 1950 diventò il direttore della rivista L'automobile, il quindicinale dell'Automobile Club d'Italia, dopo esserne stato un redattore sin dagli anni '30. Attraverso questa rivista Canestrini stimolerà il Governo italiano ad aumentare la sicurezza sulle strade statali e promuoverà la costruzione di nuove autostrade, diffondendo la cultura della sicurezza stradale attraverso l'annuale conferenza di Stresa.

Fu anche il protagonista della scenetta pubblicitaria iniziale del primo Carosello, andato in onda il 3 febbraio 1957, in cui dispensava consigli di guida automobilistica, con la sponsorizzazione della Shell.

Opere Le vittorie del motore, Milano, Tip. Alfieri e Lacroix, 1927 L'automobile. Il contributo italiano all'avvento e all'evoluzione dell'autoveicolo, Roma, RACI, 1938 Attrito e trazione nella meccanica di Leonardo, Roma, Edizioni del Genio Civile, 1939 Leonardo costruttore di macchine e di veicoli, Tumminelli, Roma, 1939 I trasporti pesanti nell'antichità e nel medio evo, Roma, Istituto topografico dello Stato, 1941 Automobilismo sportivo e turistico, MIlano, Sperling & Kupfer, 1947 Arte militare meccanica medioevale, Roma, Tumminelli, 1949 Mille Miglia, Brescia, Apollonio, 1951 Il Quattrocento e le macchine, Roma, Edizioni Finmeccanica, 1954 Prontuario dell'automobilismo sportivo, Torino, UIGA, 1956 L'automobile fra dieci anni, Milano, Mili, 1956 Uomini e motori, Monza, Nuova Massimo, 1957 Perché l'automobile costa troppo, Firenze, Vallecchi, 1958 Storia illustrata dell'auto italiana, Milano, Giumar, 1961 Cento anni di progresso a "Italia 61", Milano, ACI, 1961 Automobilismo, Milano, Sperling & Kupfer, 1962 Aspetti tecnici, sociali, turistici ed economici delle corse automobilistiche, Brescia, Tip. Lombarda, 1962 Una vita con le corse, Bologna, Calderini, 1962 Lo sport automobilistico in sede internazionale, Roma, Ars Nova, 1964 Le grandi macchine sportive italiane, Roma, ACI, 1965 (con Gianni Rogliatti) La guida su autostrada, Roma, ACI, 1965 (con Pasquale Balsamo) La favolosa Targa Florio, Roma, ACI, 1966 Achille Varzi, Galliate, Moto Club Achille Varzi, 1968 Arte militare meccanica medievale, Bologna, Calderini, 1974

Note

Bibliografia

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Collegamenti esterni

Categoria:Calciatori del Novara F.C. Categoria:Studenti del Politecnico di Torino