Deceduto durante l'VIII legislatura, venne sostituito da Arturo Maria Guatelli. Biografia Ottenuto il diploma di abilitazione Magistrale, fu chiamato alle armi. Durante il servizio militare nelle truppe alpine raggiunse il grado di capitano e fu insignito della Croce al merito di guerra. Nel dicembre 1943 scelse di unirsi alla lotta partigiana: con il nome di battaglia “Viviano” guidò il Gruppo C.6 della Divisione “Tito Speri” delle Fiamme Verdi, attivo soprattutto nell’area del Pizzo Badile e in Val Paghera.

Con la fine della guerra iniziò il suo impegno politico nella Democrazia Cristiana, entrando nel Comitato Provinciale e divenendo, dal 1951, responsabile di zona nella Media Valcamonica. Nel frattempo completò gli studi universitari: nel 1946 si laureò all’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata alla Resistenza camuna. Avviò quindi la carriera scolastica, insegnando prima nella scuola media di Darfo — che successivamente diresse — e poi nell’Istituto Magistrale di Breno, dove fu nuovamente chiamato a svolgere funzioni di presidenza.

Il suo percorso amministrativo iniziò nel 1951 con l’elezione a consigliere provinciale del Collegio di Breno, incarico che gli venne rinnovato nelle elezioni del 1956, 1960 e 1964. Dal 21 giugno 1956 al 1968 ricoprì il ruolo di assessore provinciale alla Pubblica Istruzione e al Turismo. Nello stesso anno contribuì alla nascita della Comunità Montana di Valle Camonica, di cui fu il primo presidente: a lui si deve la definizione dell’assetto istituzionale e funzionale dell’ente, pensato per sostenere la crescita economica e sociale della Valle e del Sebino.

La sua attività si estese ben oltre il livello locale. Dal 1960 fu membro di vertice dell’Unione Nazionale Comuni ed Enti Montani, partecipando alla Giunta Esecutiva e presiedendo sia la Commissione Tecnico-Legislativa sia la Delegazione Lombarda dei Comuni Montani. Fece parte, sin dalla fondazione, anche della Giunta della Federazione Nazionale dei Consorzi di Bacino Imbrifero Montano. Si impegnò con particolare convinzione nei temi dell’emigrazione camuna: nel 1967 fondò il periodico Gente Camuna, presto diffuso in 72 Paesi, e contribuì alla creazione dell’associazione “Camuni nel mondo”, nonché di numerosi centri di sostegno agli emigrati in varie città europee.

Nel 1968 venne eletto senatore della Repubblica, carica nella quale fu confermato in tre successive legislature (1972, 1976, 1980). Sedette nelle Commissioni Lavoro, Agricoltura e Difesa e fu relatore di diversi provvedimenti legislativi di rilievo. Parallelamente continuò a svolgere incarichi sul territorio: fu Commissario prefettizio a Braone, consigliere comunale in più comuni camuni — Ceto, Breno e Corteno Golgi — e presidente dell’Ospedale di Darfo.

Il 5 aprile 1980 entrò a far parte del secondo Governo Cossiga in qualità di Sottosegretario all’Industria. La sua produzione legislativa fu ampia e incisiva: tra i principali disegni di legge si ricordano il n. 406 sulle provvidenze alla montagna; il n. 1665 sulle assicurazioni obbligatorie per gli infortuni professionali, con particolare riferimento alla silicosi; il n. 1707 dedicato allo sviluppo della montagna (1971); il n. 574, ancora sulla silicosi, che divenne la legge n. 248 del 5 maggio 1976; e il n. 463/1976 in materia di contratti agrari.

La morte lo colse poco dopo la conferma della sua candidatura alle elezioni politiche del 1983.

La sua figura fu ricordata attraverso numerose intitolazioni: nel 1983 un centro culturale in Piazzetta Legnano 2 a Brescia e, nello stesso anno, la sede del circolo Gente Camuna di Basilea. Il 6 ottobre 1984 fu inaugurata presso il piazzale antistante il palazzo del BIM di Breno una Fondazione a lui dedicata, istituita per promuovere studi, ricerche e iniziative legate alla storia, alla vita e alle tradizioni dell’area alpina, con particolare attenzione alla Valle Camonica.

Nel 1987, infine, gli venne intitolata la scuola elementare di Ceto.

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