Lo scultore è noto solo per aver firmato con il suo nome una statua del tipo della Afrodite pudica, simile alla Venere capitolina.

L'iscrizione, in lingua e caratteri greci ("ἀπὸ τῆc / ἐν Τρῳάδι / Ἀφροδίτηc / Μηνόφαντοc / ἐποίει"", trascritta "Apo tes / en troadi / Afrodites / Menofantos / epoiei")Fotografia dell'iscrizione in greco; Philip Smith, voce "Menophantus", in William Smith (a cura di), A Dictionary of Greek and Roman biography and mythology, volume II, Boston 1867, p. 1044 ., riferisce inoltre che si tratta di una copia da un originale di Alessandria Troade, probabilmente dell'inizio dell'epoca ellenistica (fine del IV - inizi del III secolo a.C.)Carlo Albizzati, voce "Menofanto", su Enciclopedia italiana, Treccani 1934..

La statua, rinvenuta presso il monastero di San Gregorio Magno al Celio nel 1760 Fu rinvenuta nel 1760 presso la "vigna Cornovaglia": Ridolfino Venuti, Accurata e succinta descrizione topografica delle antichità di Roma. Parte prima, Giovanni Battista Bernabò e Giuseppe Lazzarini editori, Roma 1763, p.143, fu in possesso del principe Chigi e venne descritta dal WinckelmannJohann Joachim Winckelmann, Storia dell'arte presso gli antichi (prima edizione italiana, volume 2), Fratelli Giachetti editori, Prato 1830, libro V, capitolo II, pp. 381-382.. In seguito sarà esposta presso il Museo nazionale romano di palazzo MassimoO. Vasari, in A. Giuliano (a cura di), Museo nazionale romano. Le sculture, I,1, n.81..

Note

Collegamenti esterni Menophantus (Richard Neudecker) sul sito BrillOnLine.com (BrillOnLine Reference Work, Brill's New Pauly) Menophantus sul sito Mlahanas.de (Hellenica, enciclopedia sul mondo ellenico)