Il suo nome è anche associato alla definizione del Meridiano di Roma (o Meridiano di Monte Mario), detto anche Primo meridiano d'Italia.
Biografia
Angelo Secchi nacque a Reggio Emilia il 28 giugno (alcuni biografi riportano il giorno 29) 1818 in una piccola casa di via Porta Brennone.In molte biografie si trova un'inesatta data di nascita di Angelo Secchi. Il prof Giacomo Manuelli (nel suo lavoro “Sulla Vita e le Opere del P. Angelo Secchi”, Reggio Emilia 1881 Tipografia di Stefano Calderoni e figlio) riporta a chiarimento l'atto di nascita e di battesimo: “Diae lunae 29 vigesima nona junii 1818. «Angelus Franciscus Ignatius Balthassar, ex coniugibus Joanne Antonio qdam Genesi Secchi et Aloysia Belgieri, natus in via S: Laurentii heri vesperi hora 7 ¾ septima cum tribus quadrantibus. Bupts a me dono Joseph Giacopini Vice Praefecto. Patrinus Joseph qdam Claudi Baracchi”. Aggiungiamo poi a titolo di curiosità che in quel mese nacquero a Reggio Emilia 27 maschi e 27 femmine, e il giorno 28 nacque solo Secchi. Era figlio di Giacomo Antonio e Luigia Belgieri, ultimo di una famiglia numerosa, di modesta estrazione sociale. Angelo era fratello minore del filologo Giampietro Secchi, anch'egli gesuita. Terminate le scuole elementari, fu avviato al ginnasio di Reggio, diretto dai gesuiti. Completati gli studi ginnasiali all'età di quindici anni, Secchi chiese di entrare nella Compagnia di Gesù. Egli trascorse il periodo del noviziato in minima parte a Bologna, proseguendo il resto a Roma sul finire del 1833, dapprima in S. Andrea al Quirinale e poi nel Collegio Romano, ove terminò gli studi.
La formazione di Angelo Secchi fu sicuramente di tipo classico. Nelle scuole dei gesuiti veniva data grande importanza allo studio dei classici con la relativa conoscenza del latino e del greco; solo negli ultimi anni di scuola veniva impartito anche un insegnamento scientifico.
I suoi docenti, per le materie scientifiche, furono i padri gesuiti Giovanni Battista Pianciani (1784 – 1862) e Francesco De Vico (1805 – 1848). Quest'ultimo fu un valente astronomo e direttore dell'Osservatorio del Collegio Romano prima di Secchi.
A causa delle difficili vicende politiche romane nel 1848, padre Secchi con i suoi confratelli dovette emigrare: fece prima tappa a Stonyhurst in Inghilterra e indi a Washington al collegio dei gesuiti di quella città. Il professor Elia Millosevich affermò che all'Osservatorio della Georgetown University padre Secchi iniziò la sua brillante carriera astronomica perché padre Curley, direttore dell'Osservatorio, lo assunse come assistente. Il cardinale Pietro Maffi scrisse: «Forse senza l'esilio il padre Secchi non sarebbe stato il padre Secchi».Card. Pietro Maffi, Il P. Angelo Secchi, Commemorazione tenuta nel teatro municipale di Reggio Emilia il 21 luglio 1918, Milano Società Editrice “Vita e Pensiero”, pag. 12 Del medesimo parere gli astronomi Gaetano Cacciatore e Lorenzo Respighi e il professor Giacomo Manuelli.
Al ritorno dei gesuiti in Roma, l'urgenza di rimodernare le strutture dell'Osservatorio si fece sempre più evidente. Padre Secchi riprese l'idea di Ruggero Boscovich (ma non il suo progetto di cui si era persa ogni traccia) e affidò all'ing. Vescovalli l'incarico di redigere il progetto del nuovo Osservatorio. Esso doveva prevedere, in aggiunta ad alcuni ambienti riservati ad abitazione, studio e biblioteca, quattro corpi di fabbrica per le osservazioni meridiane, per il grande equatoriale, per l'equatoriale minore di Chauchaoix e infine per il gabinetto magnetico e meteorologico.
L'attività di padre Secchi fu notevolissima: svolse un gran numero di attività, pubblicò numerosissimi articoli, mantenne contatti epistolari con i più famosi scienziati del suo tempo, partecipò a spedizioni scientifiche internazionali, presenziò a congressi scientifici e fu membro di numerose Accademie italiane e estere.
Come direttore dell'Osservatorio del Collegio Romano Secchi si dovette occupare di magnetismo, di meteorologia (il cui studio era stato approfondito da Secchi durante il soggiorno a Washington con il commodoro F.M. Maury) e di misure geodetiche. Inoltre quale esperto dello Stato Pontificio dovette occuparsi di acquedotti, sanità, clima ed elettricità. Nel campo meteorologico suscitò notevole scalpore a livello mondiale il meccanismo, esposto e premiato nella Esposizione Universale di Parigi del 1867, detto il “Meteorografo”.
Questo strumento consentiva la registrazione a distanza di temperatura, pressione, umidità, direzione del vento, velocità del vento e quantità di pioggia. Il premio per questo nuovo tipo di strumento fu conferito a Secchi da Napoleone III in persona, che lo nominò Ufficiale della Legion d'onore.
Nella sua pubblicazione "Sui recenti progressi della meteorologia" introduce il concetto di Circolazione Planetaria, il meteo è conseguenza di fenomeni che interessano il mondo intero.
L'autore è stato menzionato nel celebre romanzo di Jules Verne "Ventimila leghe sotto i mari" a dimostrazione di quanto era riconosciuto internazionalmente all'epoca.
Nel campo geodetico, Secchi determinò la latitudine dell'antico e del nuovo Osservatorio del Collegio Romano, valore confermato 40 anni dopo da Elia Millosevich. Determinò la differenza di longitudine fra il suo Osservatorio e quello di Capodimonte presso Napoli, collegando così Roma con i meridiani fondamentali del globo. La sua opera geodetica principale fu però la nuova “Misura della Base Trigonometrica”, eseguita sulla via Appia nel 1854-55. L'opera era stata compiuta nel 1751 da Boscovich, con partenza dal monumento di Cecilia Metella, ma si era smarrito il termine di arrivo presso le Frattocchie.
La parte preponderante dell'opera di Secchi riguarda però l'astronomia. Egli fece anche delle ricerche di astronomia di posizione, ma la sua vera innovazione fu l'apertura all'astrofisica. Va sottolineato che la nomina di Secchi alla direzione dell'Osservatorio del Collegio Romano suscitò delle critiche perché, non essendo conosciuto come astronomo, si pensava che avrebbe fatto della fisica e non dell'astronomia. Questa era una classica obiezione dell'astronomia ufficiale che considerava degni di attenzione solo problemi di posizione, così che i vari importanti osservatori di Europa erano restii ad occuparsi di analisi spettrale.
Nel periodo storico in cui le scoperte spettroscopiche venivano interpretate e giustificate teoricamente, Secchi ebbe l'opportunità di dirigere un Osservatorio famoso, senza dover rispondere pressoché a nessuno. Pronto e disponibile ad occuparsi di nuove vie della scienza, egli poté godere di un'ampia libertà di scelta nel campo delle indagini scientifiche, fatto salvo il rinvenimento delle risorse finanziarie per le sue ricerche.
Le scoperte di astrofisica sulle stelle e il rinvenimento nelle stelle di materiali presenti sulla terra indussero Secchi a concepire una trattazione unitaria dei fenomeni e delle forze naturali a scala universale.
In un'epoca di forte contrapposizione tra i rivoluzionari e cattolici intransigenti, i risultati conseguiti da Secchi furono applauditi dalla stampa cristiana. Il giornale satirico e antirisorgimentale padovano Il Codino scrisse ad esempio: «Chi l'avrebbe mai detto che un Gesuita fosse capace, non pure d'impattarla, ma di vincerla egli da solo contro il Regno d'Italia tutto intero? Eppure quel bravissimo Padre Secchi ha vinto meglio che una Custoza o una Lissa! Evviva il Reverendo Padre Angelo Secchi dell'inclita compagnia di Gesù! Il suo nome andrà immortale ai posteri per le sue scoperte astronomiche, e molto più per lo schiaffo ch'egli ha dato al sedicente governo italiano». L'ingegno di Secchi destò anche lo stupore dell'anticlericale Garibaldi, il quale nel 1874 ebbe a scrivere: «Che un cretino possa esser prete e possa creder ai preti, pazienza! Ma che una delle più grandi celebrità moderne, come matematico e come astronomo possa rimaner gesuita, mi fa strabiliare».
Angelo Secchi morì a Roma il 26 febbraio del 1878 alle sette di sera dopo una breve agonia. Sul quotidiano L'Italia Centrale di Reggio Emilia,città natale di Secchi, furono pubblicati i telegrammi, provenienti da Roma, che informavano il sindaco della città emiliana sulle condizioni dello scienziato. Un anno dopo a Reggio Emilia il professor Giacomo Manuelli, direttore dell'Osservatorio Meteorologico di Reggio Emilia, fu scelto per pronunciare il discorso ufficiale di commemorazione di padre Angelo Secchi.Onoranze al padre Angelo Secchi, in Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, 1 marzo 1879, nº 50, p. 842.
Attività Attività astronomica Secchi applicò all'astronomia le recenti scoperte dell'analisi spettrale, grazie alla quale associando uno spettroscopio ad un cannocchiale poté diventare un "chimico del cielo", rivelando le componenti chimiche dei corpi celesti. Egli suddivise la luce delle stelle e del Sole per mezzo di un prisma ottico. Dalla distribuzione dei colori e delle linee scure di assorbimento egli determinò la composizione chimica dell'atmosfera solare e delle stelle. Egli distinse diverse classi spettrali. In questo campo Secchi può essere considerato un pioniere in particolare per l'analisi spettroscopica e la classificazione stellare su base spettroscopica.
Secchi studiò accuratamente il Sole e si occupò anche dell'influsso del Sole sull'atmosfera terrestre e sui fenomeni elettrici e meteorologici. Egli studiò anche la penetrazione della luce nell'acqua del Mar Mediterraneo; per questo esperimento creò un apposito strumento (detto disco di Secchi), che trova ancora applicazione oggigiorno nella limnologia.
Secchi disegnò nel 1858 una delle prime mappe di Marte, nella quale chiamò Syrtis Major il cosiddetto canale atlantico. Egli anticipò quindi l'uso del termine canale, anche se l'oggetto da lui così definito non corrispondeva a quelli che saranno chiamati "canali" da Schiaparelli e Lowell.
Secchi si occupò pure di una spedizione italiana organizzata per osservare il transito di Venere sul Sole nel 1874.
Nel 1853 scoprì la cometa C/1853 E1 Secchi.
Protuberanze solari Padre Angelo Secchi intuì che alla base di ogni ricerca astronomica doveva esserci lo studio del Sole. Riuscì inoltre a eseguire una misura diretta della radiazione solare applicando al telescopio una pila termoelettrica collegata con un galvanometro. Secchi scoprì che la radiazione luminosa, termica e chimica al centro del disco solare è quasi il doppio di quella al lembo; osservò la struttura della fotosfera solare osservando sistematicamente le macchie solari; scoprì la struttura granulare della fotosfera; studiando le macchie solari riuscì a misurarne la profondità, a osservarne la composizione chimica (eruzioni metalliche) e la loro disposizione sul disco solare; impostò uno studio sistematico delle osservazioni solari che, continuate poi dai successivi direttori dell'Osservatorio del Collegio Romano, formarono una raccolta di dati solari uniformi e confrontabili; partecipò a spedizioni scientifiche per studiare le protuberanze solari nel corso di eclissi.
Le sue osservazioni e i suoi studi riguardarono inoltre la morfologia delle protuberanze solari, l'osservazione e descrizione delle “ombre volanti”; studiò la struttura della cromosfera che chiamò col termine di “prateria ardente” e i filamenti gassosi che emergevano e si muovevano dal bordo del Sole e che furono da lui chiamati “spicule”, termine che fu poi adottato ufficialmente dall'Unione Astronomica Internazionale.
Fino a padre Angelo Secchi si era attribuita scarsa importanza a due fenomeni visibili durante le eclissi totali di Sole: la corona e le protuberanze. Molti addirittura, ritenevano che esse non appartenessero fisicamente al Sole ma derivassero da fenomeni atmosferici.