La letteratura siriaca, varietà delle letterature aramaiche, è la letteratura scritta in lingua siriaca, ovvero la principale tra le varianti orientali e cristianeMentre l'aramaico giudaico babilonese, la lingua nella quale fu redatto il Talmud babilonese, ne è la principale variante israelita della lingua aramaica nella sua fase media (ca. II secolo a.C. - XII secolo d.C.), parlata e scritta dal popolo dei Siri o Assiri, discendenti degli antichi Aramei.
Questi "Siri" o "Assiri" non vanno confusi con l'antica civiltà assirao civiltà accadica che popolò l'Assiria nel III, II e I millennio a.C.
La lingua siriaca classica standard venne basata sulla parlata della città sira di Edessa (oggi Şanlıurfa, nell'attuale Turchia). Venne scritta quasi del tutto con un proprio alfabeto, l'alfabeto siriaco, variante degli alfabeti aramaici.
La grande maggioranza delle opere, soprattutto di quelle originali, ha un contenuto religioso cristiano; tanto da rappresentare la letteratura più importante, sia per l'estensione che per il contenuto, dell'antico Oriente cristiano..
Storia Gli inizi (II e III secolo) Bibbie
La prima letteratura cristiana in siriaco classico fu costituita dalle versioni siriache della BibbiaSebastian P. Brock, Una fontana inesauribile. La Bibbia nella tradizione siriaca, Roma, Lipa Edizioni, 2008, ISBN 978-88-89667-31-6: Diatessaron (in greco: "Attraverso i quattro"), traduzione e sintesi dei quattro Vangeli in un unico racconto, scritto da Taziano il Siro nel II secolo e usato per oltre due secoli come versione ufficialeEfrem il Siro, Commento al Diatesseron, Interpretazione in italiano di Stefano Daccò, Roma, Aracne, 2017, ISBN 978-88-255-0756-0 Vetus Syra (Vecchia siriaca) Les quatre évangiles. Traduction de la Vetus Syra, direction de Étienne Méténier, Paris, Éditions des Béatitudes, 2024, ISBN 979-1030605686, della quale sono sopravvissute soltanto due traduzioni dei quattro Vangeli: Versione siriaca curetoniana Versione siriaca sinaitica o Palinsesto sinaitico Siro-palestinese Siro-esaplare, traduzione della Septuaginta eseguita dal vescovo Paolo di Tella. Peshitta, traduzione dellAntico Testamento e del Nuovo Testamento dalle tre lingue originali (ebraico, aramaico biblico e greco)Il libro dei dodici profeti. Versione siriaca, Vocalizzazione completa, a cura di Massimo Pazzini, Milano, Edizioni Terra Santa, 2009, ISBN 978-88-6240-072-5Il libro di Ruth la moabita. Analisi del testo siriaco, a cura di Massimo Pazzini, Milano, Edizioni Terra Santa, 2002, ISBN 9655160483Introduzione, versione e note della Pešiṭtā, a cura di Massimo Pazzini; in: Tutto è vanità. Il libro del Qoèlet nelle versioni della LXX, della Pešiṭtā e del Targum, a cura di S. Cavalli, F. Manns, M. Pazzini, Napoli, Chirico, 2015, ISBN 9788863620948, pp. 65-111Piet B. Dirksen, La Peshitta dell'Antico Testamento, edizione italiana a cura di Pier Giorgio Borbone, Brescia, Paideia Editrice, 1993, ISBN 88-394-0494-5 Questa traduzione diventò la versione ufficiale. Filosseniana Harclense
Apocrifi Come tutta la letteratura cristiana antica, anche la letteratura siriaca produsse, e tradusse, un buon numero di apocrifi biblici.
Tra gli Apocrifi del Nuovo Testamento:
Anafora di Addai e Mari Apocalisse dello pseudo-Metodio Apocalisse di Bahira Atti di Taddeo Atti di Tommaso Didascalia apostolorum Didascalia di AddaiDidascalia di Addai, trad di Monica Casadei, Magnano (BI), Qiqajon/Comunità di Bose, 2007, ISBN TestiPadCh87 Dottrina di AddaiStefano Daccò, L'insegnamento di Addai. L'interpretazione dal siriaco, Roma, Aracne, 2019, ISBN 978-88-255-2538-0 Lettere di Gesù e di re Abgar di Edessa Storia di Ahikar Vangelo arabo dell'infanzia Vangelo dell'infanzia di Tommaso Vangelo di Bardesane Fra gli Apocrifi dell'Antico Testamento:
Apocalisse di Esdra o 4 Esdra (canonica per le Chiese sire) Apocalisse di Baruc (canonica per le Chiese sire) Odi di SalomoneBishara Ebeid, Vincenzo Brosco, Come latte e miele. Le Odi di Salomone, Napoli, Chirico, 2019, ISBN 978-8863621884 Protovangelo di Giacomo Quinto libro dei Maccabei (canonico per le Chiese sire)In quanto parte della Peshitta. Secondo le altre confessioni cristiane traduzione siriaca del VI libro della Guerra giudaica di Giuseppe Flavio, con il quale coincide. Da non confondere con l'omonimo testo arabo Salmi 152-155 (canonici per le Chiese sire) Salmi di Salomone Joseph L. Trafton, The Syriac Version of the Psalms of Solomon: A Critical Evaluation, Atlanta (GA) USA, Scholars' Press, 1985, ISBN 978-0891309109 Testamento di Adamo Trattato di SemTrattato di Sem e altri testi astrologici, a cura di Alessandro Mengozzi, Brescia, Paideia, 1997, ISBN 978-88-3940-552-4 Vite dei profeti
Scritti non biblici
Risale a quest'epoca la Lettera di Mara Bar Serapion, scritta dallo stoico Mara bar Serapion, probabilmente una delle prime fonti storiche non cristiane su Gesù; anche se ci è pervenuta in un manoscritto più tardo, del VI-VII secolo.
Tra la seconda metà del II secolo e l'inizio del III spicca la figura dello scrittore e filosofo Bardesane di Edessa (154-222), considerato il vero fondatore della letteratura siriaca. Forse identica ad un altro scritto di cui ci è rimasto soltanto il nome (Dialogo sul Fato), l'opera Libro delle Leggi dei PaesiBardesane, Contro il fato, a cura di Ilaria Ramelli, Roma/Bologna, Edizioni San Clemente/Edizioni Studio Domenicano, 2009, ISBN 978-88-7094-693-2, proveniente dalla Scuola di pensiero di Bardesane a Edessa anche se scritta dal suo discepolo Filippo, è la più antica opera letteraria in siriaco che si conosca, eccettuate alcune delle succitate traduzioni dalla Bibbia; e una delle migliori tanto nello stile quanto nella composizione concettuale..
Durante il III sec. risalta l'opera dell'iranico Mani, fondatore della religione manichea, che scrisse libri di teologia sia in siriaco che in persiano pahlavi.
L'età dell'oro (IV secolo)
Il IV secolo viene considerato l'età dell'oro della letteratura siriaca. I due giganti di questo periodo furono Sant'AfraateHubertus R. Drobner, Afraate; in: ,, che scrisse 23 discorsi ed omelie per la Chiesa in Persia chiamate "dimostrazioni" o "esposizioni"Afraate, Le esposizioni, a cura di Giovanni Lenzi, Brescia, Paideia, 2012, vol. 1 ISBN 978-88-394-0821-1, vol. 2 ISBN 978-88-394-0823-5; e Sant'Efrem il SiroHubertus R. Drobner, Efrem; in: ., dottore della Chiesa, che scrisse inni, poesie e proseEfrem il Siro, traduzioni italiane per la Chiesa delle frontiere dell'Impero romano.
Importanti anche San Maruta, autore di un'anafora per il rito siro e di una traduzione dei canoni del concilio di Nicea; le poesie di CirillonaCarl Griffin (curato e tradotto da) The Works of Cyrillona, Piscataway (NJ) USA, Gorgias Press, 2016, ISBN 978-1-4632-0607-9; gli anonimi Liber graduum ("Il libro dei passi") R.A. Kitchen, M.F.G. Parmentier, The Book of Steps: The Syriac "Liber Graduum", Liturgical Press, Collegeville (MI) USA, 2004, ISBN 978-0879076962, trattato sulla guida spirituale, e Atti di Mar MariAtti di Mar Mari, a cura di Ilaria Ramelli, Brescia, Paideia, 2008, ISBN 978-88-394-0745-0, tra le più importanti agiografie in siriaco.
Il vescovo Rabbula, che bandì l'uso del Diatessaron in favore dei quattro Vangeli (Vangeli Rabbula), fu probabilmente l'ultimo autore di stretta osservanza cattolica.
Il V e VI secolo Il V secolo vide la fondazione, nell'Impero persiano (che all'epoca comprendeva anche la Mesopotamia) di una Chiesa d'Oriente che presto si separò dall'ecumene cristiana. Ciò ebbe una forte ripercussione nei rapporti tra i cristiani siro-orientali ("persiani") e quelli siro-occidentali ("romani"): quando nel 431 il concilio di Efeso convocato dall'Imperatore romano d'Oriente Teodosio II condannò il duofisismo (e, con esso, la dottrina di Nestorio), la Chiesa d'Oriente non riconobbe tale condanna, riconosciuta invece dalla Chiesa siro-occidentale. Quest'ultima però nel 451 non riconobbe la condanna del monofisitismo decisa dal concilio di Calcedonia convocato dall'imperatore Flavio Marciano; e nel VI secolo si riorganizzò ad opera di Giacomo Baradeo (m. 578), arcivescovo di Edessa, evolvendosi nella Chiesa ortodossa siriaca o Chiesa "giacobita" che da Giacomo Baradeo prese il nome.
La separazione tra le due Chiese portò alla formazione di due letterature parallele, con posizioni divergenti riguardo alla cristologia. Ciò ebbe ripercussioni persino nella scrittura del siriaco, in quanto il tradizionale alfabeto "estrànghelo" (dal gr. στρογγύλη, "rotondo") si evolse nel nuovo alfabeto "serto" ("lineare") od "occidentale"o "maronita" o "giacobita" (da Giacomo Baradeo), termini molto usati ma imprecisinelle Chiese occidentali, e nell'alfabeto "madnhaya" ("orientale")o "assiro" o "caldeo" o "nestoriano", termini molto usati ma imprecisiin quelle orientali. Invece non subì conseguenze la qualità letteraria.
Questi due secoli seguenti l'età d'oro furono sotto molti aspetti una continuazione della stessa, in quanto si affermarono importanti poeti e teologi. Per cominciare va citato il non ben identificato Isacco di Antiochia, autore di bellissime omelie in versi, varie poesie ed alcuni inni sacri. Tra gli scrittori siro-occidentali abbiamo Stefano Bar Sudhaile, Giacomo di Sarug Takamitsu Muraoka (translated and edited by), Jacob of Serugh's Hexaemeron, Leuven, 2018, Filosseno di Mabbug Robert A. Kitchen, The Discourses of Philoxenos of Mabbug: A New Translation and Introduction, Collegeville (MN) USA, Liturgical Press, 2004, ISBN 978-0879071356, Giacobbe di Edessa, Giovanni il Solitario (noto anche come Giovanni di Apamea)Giovanni il Solitario, Le passioni dell'anima, trad. di Marco Pavan, Magnano (BI), Qiqajon/Comunità di Bose, 2012, ISBN 978-88-822-7363-7 e Balai di Qenneshrin, autore di pregevoli inni. Fra le opere di storia è degna di nota la Cronaca di Giosuè lo StilitaBarbara Crostini, Christian Høgel, Syriac Stylites, Istanbul, Swedish Research Institute in Istanbul, 2024, ISBN 978-9189840249; tra i testi anonimi la Cronaca di Arbela e la Cronaca di Edessa. L'anonimo Martirologio siriaco o Breviario siriaco del 411, probabile traduzione dal greco, fu il primo martirologio della storia Bonaventura Mariani, Breviarium Syriacum seu Martyrologium Syriacum, Subsidia Studiorum 3, Roma-Friburgo-Barcellona, Herder, 1956. Nella successiva fase "giacobita" furono notevoli Giovanni da Efeso (506-588), che ci ha lasciato opere di storiografia ed agiografia, Pietro III di Callinico e Ahudemmeh.
Tra gli autori siro-orientali, il cui monachesimo venne rinnovato da Abramo di KashkarSabino Chialà, Abramo di Kashkar e la sua comunità. La rinascita del monachesimo siro-orientale, Collana "Spiritualità orientale", Magnano (BI), Edizioni Qiqajon - Comunità di Bose, 2005, ISBN 88-8227-193-5, i principali furono Iba di Edessa (noto per aver tradotto dal greco al siriaco le opere di Teodoro di Mopsuestia), Ahai, Babai il Grande, Narsai (detto "L'arpa dello Spirito Santo") Andrew Younan, Narsai: Selected Sermons, Mahwah (NJ) USA, Paulist Press, 2024, ISBN 978-0809106721, il filologo Giuseppe HuzayaDa non confondere con l'autore siro Giuseppe Hazzaya (allievo di Narsai), Abramo di Bet Rabban (pronipote di Narsai), Mar Aba I, Tommaso di Edessa, Mār Abhā di Kashkar, Gabriele bar Lipeh e Ciro di Edessa. L'anonima opera sacra intitolata Caverna dei tesori esiste nelle due versioni dell'alfabeto, occidentale e orientale.