Si può dividere l'opera narrativa di Cassola in quattro periodi: il primo periodo, che rifiuta la narrazione di tipo realistico, si colloca tra il 1937, anno di stesura di alcuni dei racconti della Visita, e il 1949, anno di stesura de Il taglio del bosco anche se già nel 1946, con Baba, si individua l'impegno futuro a trattare temi politici; il secondo periodo, che situato cronologicamente nel momento del neorealismo ne risente l'influenza, "Sia pure intesa in una maniera assai personale, siamo in un tipo di narrativa impegnata, in cui il tempo coincide con la storia, i personaggi partecipano alle lotte politiche e le loro vicende prendono inizio da un fatto preciso per giungere alla conclusione."Giuliano Manacorda, Invito alla lettura di Carlo Cassola, Mursia, 1981, p. 51, il terzo periodo nel quale lo scrittore rinnega il periodo precedente e ritorna alla poetica del primo periodo e un quarto periodo, tra il 1980 e il 1987, che si può definire dell'antimilitarismo.

Scrive Giacinto Spagnoletti,Giacinto Spagnoletti, Storia della letteratura italiana del novecento, Grandi tascabili economici, Newton, 1994, pp. 572-73 «È difficile sintetizzare in poche pagine il fecondissimo lavoro narrativo di Carlo Cassola; innanzitutto per le differenze tematiche e stilistiche a cui va incontro, ma soprattutto per l'enorme distacco che separa la produzione giovanile, quella della maturità, e l'ultimissima. Scrittore che, per l'ardua pulizia formale delle origini, lo strenuo e accanito rivolgersi a semplici trame (quasi sempre aventi a protagoniste delle donne), rappresentò per tutti gli anni cinquanta e nel seguito un'alternativa tanto alla letteratura engagèe, dapprima, quanto a quella uscita dalla neoavanguardia dopo.»

Le opere della giovinezza È questa la fase fatta di racconti brevi e lunghi che ruotano intorno al tema dell'antifascismo, della Resistenza e del dopoguerra e che si ambientano in Toscana.

"I racconti giovanili appaiono come l'equivalente (soggettivo) della poesia pura, partecipano della stessa intransigenza linguistica e morale, della stessa volontaria riduzione-concentrazione, escludono dal campo visivo la storia per assumere la realtà (degli oggetti e dei sentimenti) in primissimo piano, come ingombro totale dell'obiettivo (donde la possibilità per Cassola di essere al tempo stesso «visivo» e «lirico-metaforico»); e reintroducendo la storia soltanto come attributo del tempo esistenziale, scansione interna della memoria".Geno Pampaloni, Modelli ed esperienze della prosa contemporanea in Storia della letteratura italiana, Il Novecento, diretta da Emilio Cecchi e Natalino Sapegno, Garzanti, 2001, p. 540

La visita

Il 27 gennaio 1942 viene pubblicata per i tipi di Parenti nelle edizioni di « Letteratura », a Firenze La visita che comprendeva diciannove racconti scritti tra il 1937 e il 1940. Dodici di questi racconti furono riportati nel 1955 nel volume Il taglio del bosco. Venticinque racconti dalle edizioni Nistri-Lischi di Pisa nella collana «Il castelletto» per uscire nuovamente completa nel 1962 da Einaudi. In questo primo volume di Cassola si ritrovano le componenti spesso ricorrenti nelle sue future opere, come alcuni titoli dei racconti ripresi poi dallo scrittore nella sua fase più matura come Paura e tristezza, Ferrovia locale, Il soldato, Il cacciatore, Tempi memorabili e i tipici nomi cassoliani come Anna e Fausto.

I temi dei racconti si rifanno già al mondo semplice dei sentimenti modesti ma profondi come le sensazioni di paura e di tristezza tipiche dell'età adolescenziale o l'incredulità che provano le persone anziane nel ricordare il loro passato. Nei racconti che compongono la raccolta compaiono già le linee di alcune regole della poetica di Cassola o la conferma di alcuni temi psicologici già incontrati come la trasfigurazione fantastica delle cose o il desiderio che la realtà non subisca mutamenti, come, ad esempio, nel racconto Paura e tristezza che così termina: "Solo nelle fantasie poteva mutare le cose che lo addoloravano. S'immerse nella creazione d'una vita dove si stesse sempre insieme con gli esseri cari, dove i morti vivessero ancora, dove non ci fossero più le cose tristi della terra, il camposanto e la Balze e la morte e l'infelicità."Paura e tristezza in Carlo Cassola, Racconti e romanzi, i Meridiani, Arnoldo Mondadori editore, Milano, 2007, p. 11 Ma l'esempio più significativo della poetica giovanile si trova nel racconto che dà il titolo al volume e che utilizza la tecnica del «film dell'impossibile» teorizzata da Cassola nel 1942 che consiste nell'animare i personaggi e le scene fisse come in un quadro o in una fotografia "in una visione bloccata nella puntualità di uno sguardo (come quella del ciclista al passaggio a livello)"Giuliano Manacorda, in op. cit., p. 54 «A un passaggio a livello due ciclisti immobili dietro le sbarre guardavano passare il treno».La ferrovia, in Carlo Cassola, Racconti e Romanzi, op. cit., p. 28

Ma anche altri aspetti della sua poetica, sia di carattere contenutistico che formale, appaiono già realizzati nei racconti del volume come, ad esempio, il tema della periferia. I luoghi, così come le persone, sono schizzati con pochi e semplici tratti che riescono a delineare, oltre l'aspetto fisico, quello più vero e intimo. Anche il linguaggio, come scrive Manacorda,Giuliano Manacorda, in op. cit., pp. 54-55 sembra acquisito. "Totalmente acquisito ci sembra fin d'ora anche il linguaggio, scarno, familiare, organizzato in un periodare breve e paratattico, con una leggera patina toscana; un linguaggio che non riguarda solo le scelte di stretta pertinenza linguistica, ma coinvolge la struttura stessa del narrare spesso risolventesi nell'episodio brevissimo, nella situazione, ma non nel bozzetto che di questa tecnica potrebbe apparire come la popolaresca degenerazione."

Lo stile tende ad utilizzare al massimo il linguaggio comune riportando i discorsi banali della gente, le conversazioni non importanti ma che comunque servono per segnare modi e momenti di esistenza. Anche le canzoni e i ritornelli che Cassola introduce nei vari racconti, come scrive Renato BertacchiniRenato Bertacchini, Carlo Cassola, Le Monnier, p. 35 "più che storicizzare in senso veristico, producendo sfondi mimetici e ambientali, sviluppano azioni intorno alle figure, danno trasalimenti esistenziali, suscitano emozioni e ricordi dietro a cui scivola d'improvviso il cuore dei personaggi".

«Mentre leggeva sentiva la donna che, sempre dietro alle pentole, cantava: Gira rigira biondina l'amore la vita godere ti fa... Rifletté che quel valzerino doveva essere pieno di ricordi per lei. Difatti Rosa l'aveva ballato quando era giovane. Riascoltandolo dalla propria voce, i tempi andati le tornavano alla memoria in un unico ricordo fuso, indistinto: e seguitava a cantare trascinata da una dolce, voluttuosa tristezza».La visita, in Carlo Cassola, Romanzi e racconti, op. cit., p. 18

Alla periferia

Alla periferia uscì a Firenze per le edizioni di «Rivoluzione» nel 1942, contemporaneamente a La visita, e comprende i racconti scritti tra il 1940 e il 1941. Uno dei racconti, Plotino sarà riportato anche nel volume edito nel 1955 da Nistri-Lischi. Tutti i racconti di Alla periferia, verranno poi inglobati al completo, anche se con alcune modifiche nella distribuzione, nell'edizione di Einaudi della Visita del 1962. I racconti di Alla periferia si basano su elementi autobiografici ed enunciano una dottrina della vita e della poesia dove, poesia e poetica coincidono dal momento che la poetica fornisce la materia del racconto e il racconto verifica la validità della poetica.

La moglie del mercante

La moglie del mercante comprende ventuno racconti scritti tra il 1942 e il 1945, tranne gli ultimi sei che risalgono a qualche anno dopo. Nell'edizione del 1955 di Nistri-Lischi erano già inclusi dodici racconti ma l'intera raccolta è stata poi inglobata nella edizione di Einaudi del 1962.

In questa raccolta si trova un elemento non abituale in Cassola che è l'ironia, "... è un'ironia leggera che si posa sui modesti affittuari degli appartamenti di periferia, sulle dame di San Vincenzo, sui soliti partecipanti ai congressi ed anche sull'istituzione familiare e la stessa figura del padre".Giuliano Manacorda, in op. cit., p. 57 Vi è poi un gruppo di racconti che descrive vari tipi di persone, tipi di solito inoffensivi e dimessi fino a quando non si rivelano nella loro miseria e altri racconti che trattano di esistenze comuni e di gente semplice che riflette sulla vita.

Baba

Baba è un racconto lungo che venne scritto nel 1946 e fu dapprima pubblicato a puntate sulla rivista «Il Mondo» diretta da Alessandro Bonsanti ed Eugenio Montale, poi nel Taglio del bosco che verrà pubblicato da Nistri-Lichi a Pisa nel 1955 e alla fine nel 1959 nel Taglio del bosco da Einaudi a Torino.

È questo il primo racconto di Cassola ambientato durante la lotta clandestina anche se non può ancora essere collocato nel genere della narrativa neorealistica e nemmeno nella letteratura impegnata perché a distinguerlo dai due generi vi è costante l'intersecarsi del tema dell'esistenza a quello della lotta partigiana e soprattutto la mancanza assoluta di accenti eroici. Emergono infatti dai racconti i... "toni dimessi e sfiduciati, che colgono piuttosto la perplessità degli atteggiamenti politici che il loro entusiasmo e la loro certezza".Giuliano Manacorda, in op. cit., p. 63

La storia, che ha inizio dopo l'8 settembre 1943, è quella di un giovane intellettuale che si mette in contatto con i comunisti e, preso il nome di battaglia di Topo, raggiungerà sul Monte Voltraio un piccolo gruppo di partigiani. Ma, di fronte alla scelta tra il rimanere nascosto e quello di unirsi definitivamente, come si era impegnato con Baba, militante convinto e fedele al Partito, preferirà rifugiarsi da una sorella a Roma.

Le amiche

Le amiche è un racconto lungo che venne pubblicato sul numero 3 di «Botteghe Oscure» nel 1949Quaderno III, I semestre 1949, pp. 161-193. Due racconti: La moglie del mercante, Le amiche. Nota 2 in per essere inglobato nel 1953 nel volume Il taglio del bosco dall'editore Fabbri e in seguito in quello dallo stesso titolo edito da Einaudi nel 1959. Questo racconto può considerarsi, insieme a Rosa Gagliardi, il punto d'arrivo della prima fase dell'attività narrativa di Cassola.

La trama è molto semplice, quasi nulla. Si tratta dell'arrivo da Pomarance di Anita che si reca a trovare a San Dalmazio per quindici giorni la cugina Anna. Il racconto si basa più che altro sulle piccole inquietudini, sui minimi segreti giovanili, sulle chiacchiere domestiche e quotidiane che fanno sì che i giorni e i mesi e gli anni scorrano in un baleno facendo passare le persone da una condizione di felicità al ricordo e al rimpianto di quella condizione. Anna, che nel frattempo si è sposata e ha un figlio, non è particolarmente infelice ma, terminata la primordiale conquista della coscienza di esistere, sente che la vita non possiede più la gioia e l'entusiasmo iniziale.

Come scrive Giuliano Manacorda,Giuliano Manacorda, in. op. cit., p. 59 «Il brivido che fa fremere Anna nell'ultima battuta del racconto, magistralmente simulato nel fresco della sera, è in realtà la somatizzazione di uno stato d'animo che si è aperto improvviso come un barlume su questa sorte del vivere».

Rosa Gagliardi

Rosa Gagliardi è un racconto lungo scritto nel 1946, prima quindi del racconto Le amiche, ma vede la luce solamente nel 1956 su «Botteghe Oscure» e nel 1958 presso Feltrinelli nella collana «I contemporanei» insieme a Il soldato con il titolo Il soldato e presso lo stesso editore nel 1960 nella collana «Universale economica». Nel 1959 il racconto fu poi inglobato da Einaudi nella raccolta di racconti lunghi e romanzi brevi Il taglio del bosco. Compare poi, con i racconti Il taglio del bosco e Le amiche, nel 1980 con il titolo del primo, per la «BUR» di Rizzoli con una introduzione di Giorgio Bassani.