Sparanise è un comune italiano di abitanti della provincia di Caserta, in Campania.

Fondato nell'anno 988 d.C., si trova tra le statali Appia e Casilina.

Geografia fisica Territorio È un centro di pianura affiancato a colline, che è posto nell'alto casertano vicino alla città di Teano. Fa parte del territorio dell'Agro caleno, una vasta regione naturale delimitata ad Est dai Monti Trebulani, ad Ovest dal vulcano di Roccamonfina, a Nord dall'antico ager Falernus e a Sud dalla pianura campana. Il comune è anche bagnato dai torrenti Savone e Agnena.

Origini del nome Esistono diverse ipotesi sull'etimologia del nome Sparanise: Potrebbe provenire dal cognome "Sparano" assai diffuso e il più notevole tra le famiglie dei primi coloni. Si tratta dell'ipotesi più spesso accreditata. Deriverebbe da Sparanus, capuano che fu imprigionato per aver fornito lamentele a re Carlo I d'Angiò nel 1270. Secondo alcuni la presenza del prefisso -nisi farebbe riferimento all'esistenza di un tempio dedicato alla Dea Fortuna, per cui l'etimologia sarebbe la stessa che si riscontra in altri centri abitati come Francolise. Potrebbe derivare dalle parole di suono germanico antico Spara-nisi che significano "cinta di siepi", probabilmente perché i primi abitanti cinsero la villa di folte siepi, a guisa di trincea, per difendersi da eventuali incursioni o assalti delle genti dei territori vicini. Si attesta infatti che il nome della città era Sparanis o Sparanisensis nell'Alto Medioevo, in riferimento alle corti in cui sorse. Una recente ipotesi di un cultore di storia locale individua nella presenza di un tempio pagano dedicato al dio Espero, dove poi è stata edificata la chiesa di San Vitaliano, l'origine del nome. Il suffisso latino -ensis, molto usato nell'Alto Medioevo e che indicava appartenenza soprattutto a un luogo, unito al nome di Espero ha determinato la denominazione di Esperanensis, ovvero coloro che provengono dalla zona del tempio di Espero. Poi la vulgata locale nel corso dei secoli ha eliminato la vocale iniziale, e la denominazione Speranesi è stata sostituita da Sparanesi già a partire dal XVII secolo, come risulta da diversi documenti. Ancora verso la metà del XVII secolo la denominazione usata era Sparanisi. In effetti resti di un tempio pagano nei pressi della chiesetta di San Vitaliano sono documentati in alcuni scritti del XVIII secolo ed è probabile che nella costruzione della chiesetta siano stati usati, come consuetudine all'epoca, proprio i materiali del tempio. Espero, divinità delle stelle, nella mitologia greca classica è fratello di Borea, e l'antica Cales annoverava come proprio fondatore il mitico Calai, figlio di Borea.

Storia I primi ritrovamenti della presenza umana sul territorio di Sparanise risalgono all’Eneolitico finale (circa 2500 a.C.), come dimostra il rinvenimento di una tomba a fossa della facies del Gaudo, scoperta in località Ciommentolara. Il ritrovamento di iscrizioni in lingua osca e le isolate certificazioni di materiale archeologico (composte da necropoli e tombe in tufo), fanno credere che il territorio fosse stabilmente abitato fin dall'antichità, e in effetti il territorio di Sparanise apparteneva all'antica città di Cales. La centuriazione romana raggiunse la zona intorno al IV secolo a.C., come testimoniato dal reticolo dei tracciati stradali e da numerosi nuclei abitati. Durante le guerre puniche, Cales si rifiutò di spedire contingenti su richiesta del Senato romano: la città e i dintorni vennero severamente punite a causa di questo rifiuto. La zona risulta comunque abitata in età imperiale.

Il nuovo abitato nacque nel 988 – all'epoca del principato longobardo di Capua –, grazie ai contributi dell'abate Roffredo, del Monastero benedettino di San Vincenzo in Volturno, il quale eresse una chiesa in quello che era allora territorio di Calvi, e sembra anche un castello. All'ombra di questa chiesa, nacque Sparanise. La sua prima menzione risale al 1276 come locus Sparanisi in pertinenciis Calvi, e fu casale di Calvi fino a quando non si costituì a comune autonomo.

Durante il periodo medievale vicino alla chiesetta di San Vitaliano era attivo un mulino ad acqua che si alimentava per mezzo dei ruscelli. Nel XV secolo iniziarono a prendere forma le cortes (poi corti) ovvero caseggiati disposti, quasi a forma circolare, intorno a uno spiazzo, poi chiamato dal volgo aria. La corte, che non necessariamente apparteneva a un'unica famiglia, aveva il vantaggio di mettere in comune alcuni servizi quali stallatico, latrine, pozzi e cisterne ed era chiusa da importanti mura con funzione di protezione. Ancora oggi nel tessuto urbano e del centro storico sono presenti le evidenze delle corti e alcune zone del paese portano ancora il nome di Corte seguito dal nome del proprietario.

Il 12 gennaio 1799 venne firmato l'armistizio di Sparanise tra il marchese Francesco Pignatelli, in rappresentanza di re Ferdinando IV, e il generale francese Jean Étienne Championnet, in rappresentanza di Napoleone Bonaparte. L'accordo consisteva in una tregua militare ma anche in ingenti cessioni e pagamenti da parte del governo di Napoli. A causa delle disposizioni dell'armistizio e della conseguente fuga del re, i cosiddetti lazzari insorsero in tutto il regno, portando alla nascita della repubblica napoletana.

Giuseppe Garibaldi visitò Sparanise, come attestato da una placca commemorativa in città: il 27 ottobre 1860 Garibaldi fu invitato a colazione dal re Vittorio Emanuele II, ma quest'ultimo declinò dicendo di averla già avuta. Dopodiché consumò un pasto a base di pane e cacio nel portico della chiesa di S. Vitaliano assieme alle sue truppe fidate.

Il 22 ottobre 1943 il regime nazifascista attuò una crudele rappresaglia contro la città, nella quale morirono più di trenta cittadini tra cui donne e bambini. Sempre a Sparanise fu attivo un campo di concentramento per tutto il 1943. Durante il dopoguerra la città visse invece un forte sviluppo economico.

Onorificenze

Il 10 dicembre 2002 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, su proposta del Ministro dell'interno, concesse al comune di Sparanise il titolo di Città.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di San Vitaliano. Si tratta del nucleo più antico della città di Sparanise. Sorta sulle rovine di un antico tempio pagano, la chiesa venne edificata dall'abate Roffredo intorno al X secolo. All'interno si possono trovare tre statue lignee raffiguranti San Vitaliano, San Michele e Santa Filomena, mentre le vetrate risalgono a un periodo più recente. Il campanile venne edificato nel 1818. Chiesa di Maria Santissima Annunziata. Venne costruita nel XVII secolo in sostituzione della medievale chiesa di San Sebastiano. Caratterizzata da una cupola che sovrasta l'altare, all'incrocio tra la navata principale e il transetto, sono anche presenti delle piccole cappelle minori nelle quali si possono osservare statue dei santi. Chiesa di San Michele Arcangelo. È situata nel centro cittadino.

Cappella della Madonna del Torello. Situata in località Pozzo Vecchio, la cappella è di proprietà della famiglia Picillo. Fu edificata a seguito del ritrovamento dell'effige della Madonna del Torello: «l'8 febbraio 1899, un mercoledì, intorno alle 11 Filomena Candelora, una piccola baby sitter di 9 anni, stava accompagnando Pasqualina Picillo di 2 anni (l'ultima dei 6 bambini che accudiva) al fondo Torello di proprietà del suo padrone Salvatore Picillo, quando vide improvvisamente la Madonna. “Quell'8 febbraio”, ricordava Triestino Picillo, anziano nipote di Salvatore, “Filomena accompagnava la piccola Pasqualina al vigneto del nonno quando vide apparire l'immagine luminosissima della Madonna; a causa della forte luce però, ebbe paura e scappò a casa, lasciando da sola la bambina. Salvatore Picillo vedendo Pasqualina, ma soprattutto vedendo la ragazza spaventata cercò di capire cosa fosse successo, poi andò dal parroco che, dopo aver sentito il racconto di Filomena, iniziò a suonare le campane a festa. Queste radunarono molte persone che insieme al parroco giunsero al Torello: trovarono la bambina seduta che giocava con dei fiori e decisero di scavare nel punto in cui la bambina diceva di aver visto l'immagine luminosa di una donna. Dopo otto giorni di scavo, a due metri di profondità, trovarono una grotta e in fondo al cunicolo, una pietra di tufo sulla quale era scolpita un'immagine. Salvatore Picillo comunicò il ritrovamento all'ufficio archeologico di Napoli che mandò dei tecnici i quali, giunti sul posto, dissero che su quella pietra di tufo era scolpita l'immagine della Madonna Addolorata. Salvatore Picillo a proprie spese, fece costruire la cappella che si vede ora. La pietra fu conservata in una cassa, ma con il passare degli anni, il tufo si ridusse in polvere e l'immagine sparì. Nella cappella invece, fu posto un quadro della Madonna che Salvatore Picillo fece dipingere a Napoli, ma anche questo oggi non esiste più. L'attuale statua della Madonna Addolorata invece risale al 1913 quando fu donata dalla popolazione di Calvi Risorta. Un tale Luigi Mele di Calvi, infatti, fu condannato ingiustamente di omicidio perciò fece un voto alla Madonna del Torello: promise che se si fosse accertata la sua innocenza, avrebbe donato alla cappella del Torello una statua dell'Addolorata. E così fu. Durante la causa fu accertata l'innocenza del Mele. Non avendo però disponibilità chiese i fondi a tutti i cittadini di Calvi Risorta per comprare l'attuale statua della Madonna conservata nella cappella di Sparanise.” La festa, oltre a ricordare la miracolosa apparizione della Madonna del Torello, riporta tra le strade e in solenne processione nell'ultima settimana di Maggio la bella statua dell'Addolorata adornata con il mantello completo di ex voto unendo nella stessa fede mariana i due comuni di Calvi Risorta e Sparanise». La storica Cappella è tutt'ora aperta al culto ma la Statua è custodita presso la Chiesa per volere del Parroco, don Liberato Laurenza.

Architetture civili Palazzo Mesolella. È il più imponente esempio di architettura nobiliare a Sparanise. Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo fu proprietà della famiglia Marradino-Mesolella, e in seguito venne tramutata in abitazione privata, tanto che negli anni '70 ospitava il cinema cittadino. Oggi non è più in buone condizioni. Palazzo Ducale. Situato presso il municipio, risale al XVI secolo. Anticamente fungeva da dimora nobiliare mentre oggi è un luogo di ritrovo sociale e di eventi culturali variegati. Real Sito Borbonico di Sparanise. Situato in parte nel territorio comunale di Sparanise e in parte in quello di Calvi Risorta, è un complesso monumentale di epoca borbonica e costituiva una delle riserve reali di caccia. Voluto da Carlo III di Borbone e dal figlio Ferdinando IV, versa in stato di abbandono.

Palasport "Sparanise". Il palazzetto dello sport di Sparanise si trova in Viale Medaglie d'Oro. È una struttura storica che ha segnato la tradizione pallavolistica locale. Negli anni '90, il palasport ha vissuto il suo periodo di massimo splendore, ospitando le gare della squadra locale maschile che è riuscita a raggiungere la Serie A2 e a conquistare una Coppa Italia di Serie B (1990-1991).

Altro Fontana Beatrice. Considerata simbolo della città, è situata in piazza Giovanni XXIII. Fu costruita nel 1881 e ha avuto diversi interventi di restauro lungo gli anni. Monumento ai Caduti. È un monumento dedicato ai caduti dell'eccidio nazista del 1943, restaurato nel 2019. Consiste in una lapide con alla sommità una statua bronzea della Vittoria alata, con in mano rispettivamente una corona d'alloro e un ramo di palma (è una copia della Vittoria di Pompei, donata a Vittorio Emanuele Orlando nel 1917).

Società Evoluzione demografica

Al 2016, la popolazione straniera era di 458 abitanti, principalmente da paesi come Albania e Bulgaria, circa il 6% della popolazione totale.

Lingue e dialetti