Fu uno dei primi pittori americani a formarsi a Parigi, oltre che uno dei maggiori artefici della diffusione del neoclassicismo negli Stati Uniti
Biografia Primi anni Vanderlyn nacque a Kingston, nella provincia di New York, nell'America britannica, ed era il nipote del ritrattista coloniale Pieter Vanderlyn, originario dei Paesi Bassi.
Lavorò presso un venditore di stampe nuovaiorchese e fece i primi passi nel mondo dell'arte grazie ad Archibald Robinson (1765–1835), uno scozzese che in seguito sarebbe stato uno dei direttori dell'accademia americana di belle arti.
Fu notato da giovane da Aaron Burr, che ne sponsorizzò gli studi prima presso il pittore Gilbert Stuart a Filadelfia, dove poté copiare alcuni dei suoi ritratti,Chisholm 1911, p. 886. e in seguito allÉcole nationale supérieure des beaux-arts di Parigi, dove studiò presso François-André Vincent.
Carriera
Dopo una nuova parentesi americana (1801-1803), durante la quale dipinse due paesaggi con le cascate del Niagara nel 1802, tornò in Europa dove conobbe la sua stagione migliore: fu lì che espose il suo primo quadro di storia, La morte di Jane McCrea, dipinto per Joel Barlow nel 1804. In seguito Vanderlyn andò a Roma, dove dipinse il Mario fra le rovine di Cartagine, che venne esposto al Salone di Parigi del 1808. Questo successo fece sì che egli rimanesse a Parigi per sette anni, durante i quali ebbe molta fortuna. Nel 1812 espose un'Arianna nuda (della quale Durand fece un'incisione; oggi è nell'accademia di Belle Arti della Pennsylvania), che accrebbe la sua fama. Quando Aaron Burr fuggì a Parigi, Vanderlyn rimase il suo unico sostegno per un certo periodo.
Di nuovo negli Stati Uniti a partire dal 1815, si trovò in difficoltà professionali che lo spinsero ad allestire a sue spese un edificio su un terreno datogli in concessione dalla città di New York, nella quale espose il colossale dipinto Palazzi e giardini di Versailles (1818-1819, ora esposto al Metropolitan Museum), nel tentativo di ricrearsi in patria la popolarità avuta in Europa. Nonostante l'ingente investimento di denaro, i ricavi economici rimasero deludenti e per di più la concessione del terreno venne ritirata dopo pochi anni. Si ritirò quindi a Kingston, dove per mantenersi eseguiva ritratti dalla qualità ritenuta piuttosto scadente. Negli ultimi anni della sua vita ottenne comunque due importanti commissioni da parte del Governo: un Ritratto di George Washington (1832) e Lo sbarco di Colombo (1842-44), entrambi conservati al Campidoglio di Washington.
Morì in povertà a Kingston, il 23 settembre del 1852. Venne sepolto nel cimitero rurale della città. Molte sue opere sono esposte al Metropolitan Museum.
Note
Bibliografia
Hugh Chisholm (ed.), "Vanderlyn, John", in Encyclopædia Britannica, Vol. 27 (11th ed.), Cambridge University Press, 1911.
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Categoria:Allievi dell'École nationale supérieure des Beaux-Arts