I temi LGBT nella mitologia si riferiscono a racconti o miti che trattato tematiche di affetto romantico o sessuale tra persone dello stesso sesso, o azioni divine che provocano la variazione o il mutamento di genere.

Questi temi nella maggior parte dei casi sono esagerazioni e reinterpretazione in senso moderno del mito, che vengono interpretati da alcuni come forme di espressione sessuale.

Alcuni miti attribuiscono alla sessualità un'azione divina, a connotazione erotica; ne sono un esempio i miti greci e romani con episodi di pederastia, o quelli della mitologia azteca e hawaiana.

Prospettiva critica

L'importanza da attribuire alla mitologia e la sua interpretazione varia dalla cultura e dalla persona che vuole svalutarlo e convalidare l'istituzione sociale di una particolare cultura, così come forma di educazione dei membri appartenenti a quel dato sistema organizzativo.

Fin dall'inizio della storia documentata una moltitudine di culture, miti, racconti e leggende di folclore hanno incorporato, tra i tanti, anche temi eterosessuali e omoerotici, coinvolgendo spesso divinità ed eroi in attività sessuali, a volte anche di carattere coercitivo.

Mitologie europee Nella mitologia classica La mitologia classica (greco-romana) contiene molte storie d'amore LGBT.

Aminia rifiutato da Narciso

Aminia era un giovane innamorato di Narciso, il vanitoso che venerava sé stesso. Secondo Conone, Narciso respingeva tutti i suoi molti innamorati, sia donne avvenenti che giovani abbienti, fino a farli desistere. Solo Aminia non si dava per vinto. Narciso gli chiese di stargli lontano se veramente l'avesse amato, ma il ragazzo tormentato, tornato nuovamente, gli domandò un pegno d'amore. Narciso allora gli donò una spada, affinché si uccidesse. Aminia, prendendo in parola Narciso, si trafisse davanti alla sua casa, dopo però aver invocato gli dei per ottenere una giusta vendetta.

E la punizione arrivò: un giorno Narciso vide il suo riflesso in uno specchio d'acqua e s'innamorò perdutamente della propria immagine, tanto da giungere col tempo a consumarsi lentamente finché ne morì.

Apollo e i suoi amori infelici

Giacinto era un bellissimo giovane amante del dio Apollo, era però al contempo ammirato e desiderato anche dal vento Zefiro, sicché nacque una contesa tra le due figure divineLuciano di Samosata, Dialoghi degli dei; Servio, commentario a Virgilio Bucoliche 3. 63; Filostrato il Vecchio, Immagini 1. 24; Ovidio Le metamorfosi 10. 184.. Geloso che il giovinetto preferisse esercitarsi al lancio del disco col dio dei raggi solari, Zefiro soffiò ad un certo punto il disco lanciato da Apollo fuori della sua traiettoria così da colpire in piena fronte Giacinto il quale spirò. Inconsolabile, Apollo fece sbocciare dal corpo dell'amato un fiore blu, per l'appunto il giacinto.

Tamiri, secondo Pseudo-Apollodoro di Atene, pare essere stato un precedente amante di Giacinto e, quindi, anche il primo uomo ad aver amato un altro maschioPseudo-Apollodoro, Biblioteca 1. 3.3..

Ciparisso fu un altro tra i ragazzi amati da Apollo; il dio gli fece dono di un cervo e il giovinetto se ne affezionò a tal punto che, uccisolo accidentalmente, chiese ad Apollo che le sue lacrime potessero sgorgare per sempre: il dio lo trasformò allora in un albero di cipresso, la cui resina vegetale esce a gocce proprio come fossero lacrime imperiture.

La storia del troiano Iapige ci viene narrata da Virgilio nellEneide: il dio del Sole, colto da indomabile amore per il giovane, gli offrì in dono le sue arti più nobili (la musica e la divinazione) ma Iapige, nell'intento di salvare il padre morente, scelse invece d'imparare e praticare la più concreta medicina.

Imene è il dio delle cerimonie matrimoniali il quale ne ispira i canti festosi (la lui deriva il nome dato all'imene). Alcune storie gli danno un'origine alquanto leggendaria: in uno dei frammenti superstiti del poema Megalai Ehoiai attribuito ad Esiodo, è detto che Magnes (colui che ha dato il nome alla zona di Magnesia situata in Tessaglia) ha avuto - assieme alla musa Calliope - un figlio di notevole bellezza, Imeneo (Hymenaios). E quando Apollo vide il ragazzo, fu preso da amore per lui, perdutamente se ne innamorò e non avrebbe mai più voluto lasciare la casa dell'uomo per poter, così, continuare a star vicino al suo amato figlioloEsiodo, Megalai Ehoiai fr. 256, parafrasato in Antonino Liberale 23..

Arginno amato dal re Agamennone Argenno/Arginno fu un giovinetto della Beozia molto caro ad Agamennone, a quanto ne dice Sesto Properzio (nelle Elegie III, 7-22).

La coppia orientale: Ati e Licabas

Ati, giovanissimo semidio indiano, formò un legame di amore indissolubile con l'assiro Licabas, un guerriero poco più grande di lui. La loro vicenda ci è nota dalle Metamorfosi di Ovidio, coi due che si aggregarono agli uomini di Fineo, il quale voleva eliminare Perseo per poter riprendersi Andromeda.

La violenza sessuale di Laio su Crisippo Crisippo, figlio bastardo di Pelope e della ninfa marina Astioche, viene rapito dal suo tutore, Laio di Tebe (il futuro padre di Edipo), che lo stava scortando ai Giochi Nemei, ove il ragazzo era intenzionato a competere. Per aver sedotto con la forza il bell'adolescente, Laio e l'intera sua discendenza vengono maledetti; un autore che cita Pisandro di Camiro come sua fonte sostiene che il giovinetto si sia ucciso gettandosi sulla propria spada per la vergogna causata dallo stupro subitoGantz, p. 489..

Ellanico di Lesbo e Tucidide scrivono invece che Crisippo venne ucciso per gelosia da Atreo e Tieste, i suoi fratellastri, che ne gettarono poi il corpo dentro un pozzo; il tutto su istigazione della perfida matrigna Ippodamia. La morte di Crisippo a volte è vista come scaturire dalla maledizione che Mirtilo pose sul capo di Pelope per il suo tradimento, quando questi lo gettò da una rupe dopo aver contribuito a fargli vincere una gara.

Dafni tra Pan ed Ermes Dafni era un giovane pastore siciliano nato in un bosco di alloro vicino alla vallata del fiume Irminio nel ragusano; Pan, il dio-caprone, se ne innamorò e gli insegnò a suonare lo strumento detto flauto di Pan; è detto anche che sia stato l'inventore della poesia pastorale. Vi sono alcune versioni che lo danno come figlio di Ermes, altre invece ne fanno il suo amato-eromenos.

Gli amori maschili di Dioniso

Nonno di Panopoli narra del bel satiro Ampelo il quale, appena raggiunta l'età dell'adolescenza, viene molto amato da Dioniso: sconvolto dalla sua morte, avvenuta tragicamente in groppa ad un toro infuriato, il Dio trasformò il corpo di Ampelo nella prima vite e ha creato il vino dal suo sangueNonno di Panopoli, Dionysiaca 11. 185 ff.. Secondo quanto ne dice Publio Ovidio Nasone nei Fasti fu invece innalzato al cielo (dopo esser caduto da un albero) e trasformato in una delle stelle della costellazione Vindemitor o Vindiatrix (meglio conosciuta come Boote)Ovidio, Fasti 3. 407 ff..

Il nome del dio Dioniso viene associato a quella che è la più importante tra le religioni misteriche istituite dagli ellenici, ovvero i misteri dionisiaci: cercando di riportare in vita la madre Semele dal regno dei morti in cui era precipitata, il giovane dio si avventura verso l'Ade accompagnato da Prosimno il quale gli indica la strada. L'uomo però chiede in cambio a Dioniso, come pagamento dell'aiuto ricevuto, di poter godere sessualmente del corpo divinoIgino, Astronomia II 5, 2.; il dio adolescente accetta la richiesta, ma al suo ritorno scopre che Prosimno è già morto. A questo punto Dioniso giunto davanti alla tomba dell'uomo taglia un ramo di fico, gli dà la forma di un phallos-fallo artificiale e ci si siede sopraArnobio, Contro le nazioni V 28..

Adempie così alla promessa fatta: questo è solo uno dei tanti miti fondativi della figura di Dioniso e che lo vedono (in questo) assumere il ruolo sessuale passivo considerato caratteristico delle donne.

Ganimede rapito in cielo da Zeus L'adolescente Ganimede è un principe del popolo dei troiani, Omero lo definisce essere "il più bello dei mortali"; viene rapito da Zeus in forma di Aquila per servire nel monte Olimpo come coppiere degli Dèi, concedendogli eterna giovinezza ed immortalità.

Il veggente e il figlio del re Polido l'indovino venne mandato dal re Minosse alla ricerca del figlioletto scomparso Glauco; lo trovò ma era morto, allora usando il potere di un'erba magica riuscì a riportarlo in vita ed infine gl'insegnò l'arte della divinazione. Secondo la versione datane da Sotade tra i due s'instaurò presto anche un rapporto licenzioso.

Orfeo e i suoi amori maschili Calaide, uno dei due Boreadi partecipò col fratello gemello Zete alla spedizione degli argonauti voluta da Giasone alla ricerca del vello d'oro; durante il viaggio instaurò un forte rapporto omoerotico col musico Orfeo.

Publio Ovidio Nasone narra che Orfeo: "si era astenuto dall'amore delle donne, sia perché le cose finirono male per lui (con Euridice), o perché aveva giurato di farlo. Eppure, molte tenevano ancora forte il desiderio di essere unite con il poeta, e molte si addolorato per il suo netto rifiuto. In effetti, è stato il primo uomo del popolo di Tracia a trasferire il suo amore per i ragazzi, e godere della loro breve primavera, e della fioritura precoce di questa parte della virilità". Pelope concupito da Poseidone Anche al temibile dio dei mari e dei terremoti Poseidone capitò d'infatuarsi di un giovane uomo, Pelope, arrivando fino a portarlo nella dimora degli Dèi per farne il proprio apprendista e insegnandogli persino a guidare il carro divino.

Gli uomini amati da Eracle

Ila era il giovane scudiero di Eracle, nonché carissimo amico, compagno ed amante dell'eroe il quale gli insegnò ad essere un autentico guerriero. Il poeta greco Teocrito scrisse diffusamente dell'amore intercorrente tra i due: Iolao era il nipote, l'auriga e il compagno d'avventure di Eracle nonché popolarmente considerato anche come uno degli amanti dell'eroe: il santuario a lui dedicato a Tebe, sua città natale, era un luogo di adorazione dove le coppie maschili andavano a compiere voti e a fare richieste. La propensione di Iolao a concedersi ad amori maschili nel mito, oltre che ad Eracle anche a Ione e ad Asclepio, lo fa definire in un frammento dello Pseudo-Senofonte come un "ladro dei talami intonsi".

La coppia empia: Teseo e Piritoo

Accecati dal delirio di onnipotenza, i due amanti Teseo e Piritoo, che erano anche bisessuali, si proposero di rapire due figlie di Zeus: Elena, che all'epoca aveva solo 10 anni, e Persefone.

Le coppie di guerrieri nellEneide: Eurialo e Niso, Cidone e Clizio

Nella guerra fra troiani e italici cantata da Virgilio nell'Eneide, spiccano le storie di due giovani coppie di guerrieri-amanti: la prima è quella composta da Eurialo e Niso, compagni di Enea, destinati a cadere entrambi dopo un'audace incursione nel campo nemico, l'altra è invece formata dai latini Cidone e Clizio, col secondo che soccombe in combattimento per mano di Enea.

Miti lesbici Celebrata da Publio Ovidio Nasone ne Le metamorfosi è la vicenda di Ifi e Iante. Ifide in realtà era una ragazza ma, allevata come un maschio dalla madre, si fa chiamare Ifi (nome di genere ambiguo): compiuti i tredici anni le viene promessa in sposa la bella Iante, di cui Ifi subitaneamente s'innamora. Ma, volendo essere un maschio a tutti gli effetti, prega Iside di porgergli aiuto; la Dea ascolta la supplica della propria devota e la tramuta in un vero uomo.

Vi è poi la seduzione di tipo lesbico attuata da Zeus sotto le mentite spoglie di Artemide, della sua devota Callisto, una delle ninfe al seguito della sorella di Apollo nonché vergine cacciatrice.

Le Amazzoni sono un mitologico popolo costituito esclusivamente da donne guerriere, assurte presto ad autentica icona gay nella storia del lesbismo.

Miti transgender