Christie traslocò da Rillington Place durante il marzo del 1953, e presto furono scoperti i cadaveri di tre delle sue vittime nascosti in una nicchia in cucina. Il corpo della moglie fu rinvenuto sotto le assi del pavimento della camera antistante. Christie venne arrestato ed incriminato per l'omicidio della moglie, per il quale venne condannato a morte ed impiccato.
John Reginald Christie nacque a Illingworth vicino Halifax. Mentre combatteva nella prima guerra mondiale come soldato semplice, rimase ferito dai gas, che, secondo quanto da lui affermato, lo resero momentaneamente cieco e muto oltre a renderlo incapace di parlare ad alta voce in maniera permanente. Si diede al crimine poco tempo dopo aver lasciato l'esercito e venne condannato per svariati reati, tra i quali furto ed aggressione. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, nel 1939 entrò nel corpo di polizia ausiliaria londinese, nonostante avesse la fedina penale sporca. Commise i suoi omicidi tra il 1943 e il 1953, di solito strangolando le sue vittime dopo averle stordite con il gas, violentando alcune di esse mentre erano prive di sensi.
Due delle vittime di Christie furono Beryl Evans e la figlioletta Geraldine, che insieme al marito di Beryl, Timothy, erano inquilini di Rillington Place durante il 1948 e 1949. Questo caso sollevò parecchie polemiche quando Timothy Evans venne incriminato per entrambi i delitti, condannato per essi ed impiccato nel 1950. Christie fu uno dei testimoni principali dell'accusa al processo, ma quando i suoi stessi crimini furono scoperti tre anni dopo, sorsero seri dubbi sulla fondatezza della sua testimonianza e sulla condanna di Evans. Christie stesso ammise in seguito di aver ucciso Beryl Evans per violentarla, ma non la piccola Geraldine.
Nel corso di un'indagine ufficiale svoltasi nel 1965–66 per riesaminare il caso, il magistrato Sir Daniel Brabin concluse che fosse "molto probabile" che Evans avesse ucciso la moglie, ma non la figlia Geraldine.Brabin, Rillington Place, p. 269. La scoperta, portò all'assoluzione postuma di Evans per l'omicidio della figlia nell'ottobre 1966. Il caso contribuì alla soppressione della pena di morte in Gran Bretagna nel 1965.Marston, John Christie, p. 108. La vicenda di Christie ed Evans è stata trasposta sullo schermo nel film del 1971 L'assassino di Rillington Place n. 10.
Biografia Nato nella casa di famiglia a Illingworth, West Yorkshire vicino Halifax, Christie era il sesto dei sette figli della famiglia. Ebbe una relazione turbolenta con il padre, il fabbricante di tappeti Ernest John Christie, uomo severo che spesso applicava punizioni corporali verso i figli. Christie era inoltre dominato dalle sue cinque sorelle, tanto che sua madre, Mary Hannah Halliday, divenne iperprotettiva nei suoi confronti, minando la sicurezza in sé stesso del bambino. Successivamente, i coetanei di Christie lo descrissero come "un frocetto" che "stava sempre sulle sue" e che "non era molto popolare".Kennedy, Ten Rillington Place, pp. 23–24.
All'età di 11 anni, Christie vinse una borsa di studio alla Halifax Secondary School, dove le sue materie preferite erano matematica ed algebra.Kennedy, Ten Rillington Place, p. 22. In seguito venne scoperto che aveva un QI di 128.Kennedy, Ten Rillington Place, p. 225. In questo periodo John cantava nel coro della parrocchia e divenne un boy scout. Dopo aver lasciato la scuola a 15 anni, iniziò a lavorare come assistente del proiezionista in un cinema.Kennedy, Ten Rillington Place, p. 23 e p. 26.
Durante il settembre 1916 Christie venne chiamato alle armi e nell'aprile successivo fu inviato nel cinquantaduesimo reggimento di Nottinghamshire & Derbyshire. Nell'aprile 1918 il reggimento di Christie venne stanziato in Francia, e in giugno, egli restò ferito durante un attacco con dei gas velenosi e passò un mese in un ospedale militare a Calais. Successivamente, dichiarò di esser rimasto cieco per cinque mesi e muto per circa tre anni e mezzo dopo l'infortunio.Kennedy, Ten Rillington Place, p. 29.
L'impotenza fu un altro dei problemi che afflissero Christie; i suoi primi tentativi di avere degli approcci sessuali fallirono tutti.Marston, John Christie, p. 7. Le sue difficoltà a rapportarsi con le donne si protrassero nel tempo, e la maggior parte delle volte riusciva ad eccitarsi solo andando con delle prostitute.Kennedy (p. 34) riporta che persino con sua moglie, l'attività sessuale di Christie era molto sporadica. il 10 maggio 1920, John Christie sposò Ethel Simpson a Halifax, ma i suoi problemi di impotenza continuarono, ed egli continuò a frequentare le prostitute anche dopo essersi sposato.Kennedy, Ten Rillington Place, p. 35. La coppia si trasferì a Sheffield, ma si separò dopo quattro anni di matrimonio. Christie si stabilì a Londra, mentre Ethel rimase a Sheffield con i genitori.Kennedy, Ten Rillington Place, p. 36.
Carriera criminale Durante i dieci anni successivi al matrimonio con Ethel, Christie venne condannato per diversi crimini. La prima condanna arrivò per aver sottratto dei vaglia postali mentre lavorava come postino, furto per il quale venne condannato a tre mesi di carcere il 12 aprile 1921.Kennedy,Ten Rillington Place, p. 35. Nel gennaio 1923, arrivò un'altra condanna per aver cercato di ottenere denaro con false credenziali e condotta violenta.Eddowes, J., The Two Killers of Rillington Place, p. 5. Commise altri due crimini nel 1924 e ricevette due condanne consecutive a tre e sei mesi di prigione nel settembre 1924. Nel maggio 1929, andò in carcere per aver aggredito una prostituta con la quale conviveva a Battersea, venendo condannato ad altri sei mesi di lavori forzati. Infine, colpevole di furto d'auto, venne imprigionato per tre mesi alla fine del 1933.Kennedy,Ten Rillington Place, pp. 36–37.
Christie e Ethel si riconciliarono dopo l'uscita dal carcere dell'uomo, e tornarono a vivere insieme. Nel 1937, Christie e la moglie si trasferirono in un appartamento al numero 10 di Rillington Place a Ladbroke Grove, Londra. La casa era una modesta palazzina da tre appartamenti (senza bagno) con un giardinetto sul retro, e un lavatoio comune.Eddowes, J., The Two Killers of Rillington Place, p. 12.
Christie, 40 anni, era all'apparenza un quieto, insignificante, ed innocuo borghese della classe medio-bassa britannica. Quasi completamente calvo, i pochi capelli rimasti erano di un colore giallo paglierino tendente al rosso, e i suoi occhi azzurri erano celati dietro spesse lenti di occhiale. Sua moglie era una donna in sovrappeso dall'aspetto bonario, dal carattere sentimentale e passivo. Le persone del quartiere che conoscevano la coppia, pensavano che Ethel avesse paura del marito. I Christie erano comunque una coppia molto schiva, che teneva soprattutto a mantenere inviolata la propria intimità. Dall'esterno sembravano una coppia felice, due persone comuni reciprocamente devote a loro stesse, e ai propri animali domestici (un cane e un gatto).
All'inizio della seconda guerra mondiale, Christie fece domanda per entrare nel corpo di polizia ausiliaria, e la sua richiesta venne accolta nonostante i suoi numerosi precedenti penali, che non furono controllati dalle autorità.Kennedy,Ten Rillington Place, pp. 40–41; presumibilmente la polizia non fu in grado di verificare le referenze di Christie dato il gran numero di richieste di ammissione alle forze di polizia ausiliaria giunte durante la guerra. Venne assegnato alla stazione di polizia di Harrow Road, dove fece la conoscenza di una donna con la quale iniziò una relazione extraconiugale. La relazione durò fino alla metà del 1943, quando il marito della donna, un militare in servizio, fece ritorno dalla guerra. Venuto a conoscenza della tresca, si recò a casa della moglie e colse sul fatto i due amanti, finendo per aggredire Christie.Kennedy, Ten Rillington Place, p. 42.
Vittime Vittime accertate: Ruth Fuerst, 21 anni (agosto 1943) Muriel Eady, 32 anni (ottobre 1944) Beryl Evans, 20 anni (8 novembre 1949) Geraldine Evans, 13 mesi (8 novembre 1949) Ethel Christie, 54 anni (12 dicembre 1952) Rita Nelson, 25 anni (19 gennaio 1953) Kathleen Maloney, 26 anni (febbraio 1953) Hectorina MacLennan, 26 anni (marzo 1953)
Primi omicidi La prima persona che Christie ammise di aver ucciso fu Ruth Fuerst, immigrata austriaca e prostituta occasionale.Kennedy, Ten Rillington Place, p. 43. Christie dichiarò di aver conosciuto la Fuerst mentre si trovava in uno snack bar di Ladbroke Grove. Secondo quanto da lui confessato, la strangolò impulsivamente mentre avevano un rapporto sessuale a Rillington Place durante l'agosto del 1943 e la moglie era fuori città in visita a dei parenti. Egli seppellì il cadavere della Fuerst in una fossa scavata nel giardino sul retro della sua abitazione.
Subito dopo l'omicidio, alla fine del 1943, Christie diede le dimissioni dalla carica di agente ausiliario.Kennedy, Ten Rillington Place, p. 46. L'anno seguente trovò un nuovo lavoro come impiegato in una fabbrica di apparecchi radio. Lì incontrò la sua seconda vittima, la collega Muriel Amelia Eady. Nell'ottobre 1944, invitò la donna a casa sua con la promessa di somministrarle una "medicina speciale" che le avrebbe risolto i problemi di bronchite.Kennedy, Ten Rillington Place, p. 47. La Eady inalò la mistura da una tazza attraverso un tubo di gomma. La mistura era in realtà un semplice balsamo che Christie usava per mascherare l'odore del gas domestico. Appena la Eady iniziò ad inalare dal tubo, Christie inserì un secondo tubicino nella tazza collegato all'attacco del gas. Inalando il gas, la Eady perse presto conoscenza (il gas domestico in uso negli anni quaranta aveva un concentrato di monossido di carbonio pari al 15%).Eddowes, J., The Two Killers of Rillington Place, pp. 8–9. Christie violentò la donna e poi la strangolò, seppellendone il corpo in giardino vicino a quello della Fuerst.Kennedy, Ten Rillington Place, p. 48
Omicidio di Beryl e Geraldine Evans Nel 1948 Timothy Evans, camionista analfabeta, e sua moglie Beryl si trasferirono all'ultimo piano di Rillington Place, dove Beryl diede alla luce la primogenita, Geraldine, nell'ottobre 1948. Alla fine del 1949, Evans informò la polizia che la moglie era morta.Brabin, Rillington Place, p. 2. Una perquisizione del civico 10 di Rillington Place rivelò i cadaveri della moglie e della figlia di Evans nel lavatoio esterno. L'autopsia rivelò che entrambe le vittime erano state strangolate e che Beryl Evans era stata picchiata prima della morte.Brabin, Rillington Place, pp. 56–60. In principio, Evans dichiarò che Christie aveva accidentalmente ucciso sua moglie in un tentativo di aborto andato male, ma successivamente si autoincolpò dell'omicidio. La confessione potrebbe essere stata estorta dalla polizia stessa, poiché le dichiarazioni appaiono contraddittorie ed artificiose in molti punti.Kennedy, Ten Rillington Place, pp. 90–103. Per esempio, sin dalle sue prime dichiarazioni sembrò chiaro come Evans fosse del tutto all'oscuro del luogo dove era stato nascosto il cadavere della moglie, o di come fosse stata uccisa. Egli affermò che il corpo di sua moglie era in un tombino di fronte alla casa di Rillington Place, ma la polizia non trovò traccia del cadavere lì. Evans, inoltre, mostrò di non sapere che sua figlia era morta all'epoca della prima deposizione alla polizia. Dopo l'incriminazione, Evans ritirò la sua confessione ed accusò nuovamente Christie, questa volta di entrambi gli omicidi. L'11 gennaio 1950, Evans andò sotto processo per l'omicidio della figlia.Kennedy, Ten Rillington Place, pp. 138–139. Christie fu uno dei testimoni principali dell'accusa e negò qualsiasi addebito e collegamento con gli omicidi.Kennedy, Ten Rillington Place, pp. 143–156. La giuria dichiarò Evans colpevole di omicidio, e l'uomo venne impiccato il 9 marzo 1950.Kennedy, Ten Rillington Place, pp. 198–208.