Bordighera (IPA: ; A Bordighea o Bordighêa in ligureIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Imperia in Liguria.
Geografia fisica Bordighera è situata ad ovest della costa della Riviera di Ponente, ubicata ai piedi delle Alpi Marittime sul capo Sant'Ampelio, che costituisce il punto più meridionale della regione Liguria e dell'Italia settentrionale. Panoramica sul Mar Ligure risulta la frazione di Sasso, arroccata sulla collina bordigotta.
Le montagne a picco sul mare provocano, in presenza di venti settentrionali (fenomeno che si verifica durante l'inverno) un effetto favonico che rende la stagione fredda molto mite (la media giornaliera delle temperature di gennaio è prossima ai +10 °C) e, durante l'estate, fresche e vivaci brezze marine attenuano la calura, che comunque raramente è eccessiva (media giornaliera nei mesi di luglio e agosto di circa +24 °C). Tra le vette del territorio si ricordano il monte Nero (606 m) e la Colla Merello (224 m).
Storia
Il borgo nacque intorno al V secolo a.C. grazie alla presenza dei Liguri, i quali si dedicarono all'agricoltura e alla pastorizia abitando in villaggi fortificati costruiti sulla sommità delle alture, in posizione strategica. Testimoni del fatto storico sono i due villaggi, che gli archeologi hanno denominato castellari, nel territorio di Bordighera. Il primo è nella zona di Montenero, mentre l'altro a Sapergo di fronte alla frazione di Sasso, presso l'attuale casello dell'autostrada. Quello di Sapergo, scoperto nel 1970, ha restituito tracce di muri a secco dell'epoca preromana, accanto ad altre murature di epoca romana e medievale.
In epoca romana fu aperta la Via Julia Augusta, nel 13 a.C., per collegare la Liguria alla Gallia, lungo il percorso dell'attuale Via Aurelia. Proprio di quest'epoca è il ritrovamento, nel 1955, di una tomba di epoca imperiale testimone di un probabile insediamento agricolo dell'Impero romano nella zona.
Nei primi anni del V secolo un religioso eremita di nome Ampelio approdò su queste coste proveniente dalla Tebaide (Egitto) portando in dono - secondo la leggenda della cristianità - noccioli di dattero; egli viveva in una grotta tra gli scogli, sopra la quale sarà edificata la piccola chiesa di Sant'Ampelio. Qui in seguito sorgerà un priorato monastico dipendente dall'abbazia di Lerino. È forse anche grazie a questa figura religiosa Bordighera assunse poi il nome di "Regina delle palme", dando al comune una connotazione esotica.Storia di Bordighera - Sant'Ampelio approda nel 411.
Nel 954 i monaci lerinensi ebbero la conferma dei loro feudi provenzali, del priorato di San Michele di Ventimiglia assieme al feudo di Seborga e Vallebona, tranne i feudi di Hyères e di Bordighera, che con Sant'Ampelio passarono ai monaci benedettini dell'abbazia di Montmajour di Arles.
Dopo l'insurrezione di Bordighera del 1140, la Repubblica di Genova decise di punire la popolazione privandola delle reliquie del santo patrono Ampelio e le fece spostare nella chiesa di Santo Stefano, della fedele città di Sanremo, di proprietà sempre benedettina e dipendente dalla genovese abbazia di Santo Stefano. Il 14 maggio 1258 la città di Genova decise di spostare nuovamente le reliquie, questa volta direttamente presso l'abbazia genovese di Santo Stefano.
Nel 1204 papa Innocenzo III confermava ancora la dipendenza feudale dall'abbazia di Montmajour, ma nel 1296 papa Bonifacio VIII passerà la giurisdizione del monastero di Sant'Ampelio all'abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte di Camogli. Nella bolla di donazione di papa Bonifacio VIII del 1296 si cita il feudo con il nome "Burdigheta" (da cui Bordighera) derivante forse dalla parola provenzale bordiga, traducibile in italiano in "pescaia", ovvero una laguna artificiale chiusa da paratie di canne, utilizzata all'epoca dai pescatori che probabilmente già abitavano la collina sopra capo Sant'Ampelio. Sempre dalla bolla si apprende che Burdigheta è già un nucleo abitato, con quindici famiglie residenti; il paese è ancora documentato nel 1340. Burdigheta allora è una piccola città alle dipendenze di Ventimiglia.
Il 2 settembre 1470 alcune famiglie di Castrum Sancti Nicolai, oggi Borghetto San Nicolò (frazione odierna di Bordighera), riunitesi nella locale chiesa parrocchiale decisero la riedificazione della città, precedentemente abbandonata. Questa assemblea segnò l'atto di fondazione di Bordighera in stile moderno: un borgo fortificato, alto sopra il colle e affacciato sul mare.
Nel 1543 i Turchi assediarono la città di Nizza, spingendosi poi verso la Riviera ligure, assediando prima Bordighera e poi Seborga e Coldirodi, catturando uomini, donne e bambini. Probabilmente a testimonianza dell'epoca, nella parte alta, in pineta, esiste il Marabutto. Di origine incerta, probabilmente risalente alle invasioni barbariche dopo il 1543 è forse un luogo di sepoltura. Il termine Mūrabet indica nell'Islam proprio un maestro spirituale. Accanto vi sono i tre cannoni denominati Tiralogni, Cacastrasse e Butafoegu.
Il 21 aprile 1686, i rappresentanti di otto cittadine (Camporosso, Vallebona, Vallecrosia, San Biagio, Soldano, Sasso, Borghetto e Bordighera) si riuniscono nell'oratorio bordigotto di San Bartolomeo per costituire la Magnifica Comunità degli Otto Luoghi e sottrarsi alla gestione amministrativa della vicina città intemelia; tale comunità si assoggettò, comunque, alle dipendenze della Repubblica di Genova.
Con la dominazione napoleonica la comunità di Bordighera rientrò nell'omonimo cantone nella giurisdizione delle Palme, con Sanremo come capoluogo; nel 1802 passò nel cantone di Ventimiglia nella giurisdizione degli Ulivi (capoluogo Oneglia). Dal 1805, con il passaggio della Repubblica Ligure nel Primo Impero francese, Bordighera fu ancora capo cantone del Dipartimento delle Alpi Marittime. Nel 1818, la strada voluta da Napoleone, "La Corniche" giungerà fino a Bordighera facilitando i collegamenti e lo sviluppo dei nuovi quartieri vicino al mare, chiamati all'epoca Borgo Marina. Oggi giorno nessuno utilizza più questi termini, si parla piuttosto semplicemente di Bordighera per la parte della città che si è sviluppata lungo la costa e di Bordighera Vecchia o Bordighera Alta per il nucleo originale che si trova più in alto.
Fu annesso al Regno di Sardegna nel 1815 dopo il Congresso di Vienna del 1814, a seguito della caduta di Napoleone Bonaparte. Facente parte del Regno d'Italia dal 1861, dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel I mandamento omonimo del circondario di Sanremo facente parte della provincia di Nizza (poi provincia di Porto Maurizio e, dal 1923, di Imperia).
L'Ottocento fu l'epoca d'oro della città, grazie al romanzo di Giovanni Ruffini Il dottor Antonio, che, pubblicato nel 1855 a Edimburgo, suscitò l'interesse degli inglesi per la città. Nel 1860 aprì il primo albergo, Hotel d'Angleterre (oggi villa Eugenia) e nel 1861 accolse il suo primo ospite illustre, il primo ministro inglese John Russell, I conte di Russell.
Nel 1872 s'inaugurò la locale stazione ferroviaria, che collegò Parigi e Bordighera in sole ventiquattro ore. Con l'apertura della linea Calais-Roma Express, inaugurata l'8 dicembre 1883, i tempi si accorciarono ulteriormente e ventiquattro ore saranno necessari per collegare Londra e Bordighera.
Nel 1887 Stéphen Liégeard, nel suo famoso libro La Côte d'Azur dedicò alcune pagine a Bordighera dandole già l'appellativo di "Regina delle Palme" e citando un soggiorno dell'Imperatrice Eugenia, presso il Grand Hotel Bordighera, nell'autunno del 1886.
Nel 1939, dopo l'emanazione delle leggi razziali fasciste, Bordighera divenne il terminale di fuga per alcune famiglie ebree italiane che con l'aiuto di pescatori locali riuscirono a emigrare illegalmente in Francia dalla spiaggetta di Bagnabraghe a bordo di alcuni pescherecci.Una lapide posa in loco dall'ANPI nel 2019 ricorda oggi l'evento. L'omaggio di Bordighera agli ebrei in fuga da Bagnabraghe.
A Bordighera avvenne il 12 febbraio del 1941 un incontro tra Benito Mussolini, allora capo del governo, e il caudillo Francisco Franco per discutere l'entrata in guerra della Spagna accanto dell'Asse. L'incontro avvenne tre giorni dopo il bombardamento navale inglese di Genova, il cui scopo principale probabilmente era proprio di fare pressione al generalissimo Franco sulla inopportuna scelta di mettersi contro la Gran Bretagna.
Nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, furono arrestati a Bordighera almeno 14 tra i molti ebrei che vi avevano cercato rifugio dalle deportazioni.Dagli archivi del CDEC risultano almeno 45 gli ebrei arrestati in varie località della provincia di Imperia: Sanremo (26); Bordighera (14); Ventimiglia (3); Diano Marina (1); Imperia (1). Tra i 14 deportati da Bordighera, quattro furono i sopravvissuti: André Jacques Assa (deportato ad Auschwitz) e Raimonda Devaux (deportata a Bergen-Belsen) con le figlie Gabriella e Mirella Perera (deportate a Ravensbrueck) [sopravvive anche il figlio Luciano Perera, arrestato a Milano e deportato a Buchenwald]. Perirono tutti gli altri deportati ad Auschwitz: Giuseppe Benedetto Bassani e la moglie Elide Levi; Linda e Virginia Misrachi; Isaac Assa e la moglie Camelia Abolaffio [i genitori del sopravvissuto André Jacques Assa]; Eva Raffaella Segre con il marito Salvatore Samuele e la sorella Clotilde Segre; Eleonora Bensussan [il cui marito e due figli, arrestati a Genova, periranno anch'essi ad Auschwitz]. CDEC Digital Library.
Nel 1947, l'arcivescovo di Genova, Giuseppe Siri, decise finalmente di restituire le reliquie del santo patrono Ampelio ai bordigotti. Il corpo di Sant'Ampelio venne riportato a Bordighera il 16 agosto dove tuttora si trova nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena, nel centro storico.
Fra il 1947 ed il 1999 ha ospitato il Salone Internazionale dell'Umorismo di Bordighera.
Fra il 21 febbraio e il 2 marzo del 1965 ha ospitato la prima edizione del Salone Internazionale dei Comics.
Dal 1973 al 2008 ha fatto parte della Comunità montana Intemelia.
Simboli
Stemma
Lo stemma è stato concesso con regio decreto del 7 febbraio 1929. La scelta dell'emblema si fa risalire ad una contesa con la vicina città di Sanremo. Bordighera, che ha l'appellativo di "Regina delle Palme", desiderava veder rappresentata la palma sul proprio stemma, ma Sanremo riuscì a depositare la richiesta per prima e Bordighera dovette così accontentarsi del pino quale simbolo araldico.
Gonfalone
Monumenti e luoghi d'interesse La città di Bordighera ha un ricco patrimonio architettonico: infatti il Ministero per i beni e le attività culturali aveva inserito 45 beni nella lista degli immobili sottoposti a tutela. Oltre a quelli già citati qui di seguito, i più noti sono: villa Punta della ruota con giardino Winter, l'albergo Angst, la torre di Sapergo, la casa Rossi a Borghetto San Nicolò, la torre medioevale dei Mostaccini, villa Amica, villa La Cava, villa Flora, villa Selva Dolce, villa Crosa, villa Rosa, il cinema Olimpia e la villa Filomena.
Non appare ancora nella lista dei beni vincolati, ma di notevole interesse architettonico sono anche villa La Loggia con il suo giardino, dove abitò la duchessa di Leeds con il marito George Osborne, X duca di Leeds prima di farsi costruire villa Selva Dolce e villa Poggio Ameno dove visse Ferdinando di Savoia.
Architetture religiose
Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena nel centro storico di Bordighera Alta.
Oratorio di San Bartolomeo nel centro storico di Bordighera Alta. Come documenta una lapide posta sulla facciata qui avvenne la riunione, il 3 marzo 1673, dei rappresentanti dei borghi di Camporosso, Vallecrosia, San Biagio, Soldano, Borghetto San Nicolò, Vallebona, Sasso e Bordighera che decretò la separazione da Ventimiglia e l'istituzione della Magnifica Comunità degli Otto Luoghi.