Manifattura di Perosa era una fabbrica di filatura tessile fondata da Luigi Bolmida e Vincenzo Bolmida, due fratelli piemontesi. La sua fondazione risale al 1835, ma già due anni prima, nel 1833, si iniziò a pensare ad una fabbrica tessile.

La fabbrica tessile si trova in Italia, a nord-ovest di Torino, nel piccolo paese di Perosa Argentina, precisamente nella Valle Chisone e Germanasca ai piedi della Valle Susa, nella regione italiana del Piemonte, nell'ex "dauphin", in italiano delfinato che oggi è territorio italiano, confinante con la Francia. La regione italiana di appartenenza è il Piemonte e comprende anche il paese di Sestrière, pensato soprattutto per il turismo invernale ed estivo. Essa ebbe diversi proprietari nel corso degli anni.

Nel 1861 fu dichiarata con lentezza l'Unità d'Italia, ma la monarchia in realtà esisteva ancora. Qualche anno dopo, nel 1865, la vecchia filanda tessile diventò di proprietà di Amato Gaydou.

Nel 1883, dopo circa vent'anni, Manifattura di Perosa passò di proprietà di Fritz Jenny e Caspar Jenny, anche loro fratelli. Ma fu solo grazie ad Antonio Ganzoni che la fabbrica riuscì a trasformarsi da filanda di seta in fabbrica di filatura del cotone.

Nel 1906 la fabbrica tessile passò di proprietà di Carlo Abegg e Augusto Abegg, due fratelli svizzeri originari di Zurigo, e questa fu compresa nel gruppo Cotonificio Valle di Susa. Carlo Abegg si era dedicato alla lavorazione della filatura della seta, realizzata grazie alla coltivazione della pianta di gelso, per estrarre il noto baco da seta; Augusto Abegg, invece, suo fratello, prediligeva la lavorazione del fiore di cotone, importato dall'estero. Nel 1931 quest'ultima cessione di fabbrica fu invece del nipote, dei due fratelli: Werner Abegg. In questo delicato periodo trascorsero anche due guerre mondiali: la Prima Guerra Mondiale (1915-1918), conosciuta anche come Grande Guerra e la Seconda Guerra Mondiale (1940-1945).

Nel 1947, un giovane italiano, Giulio Riva, acquistò la proprietà della fabbrica. Il nuovo proprietario, Giulio Riva, nato a Legnano, città a nord di Milano, nella regione della Lombardia, ragioniere, sposato, nel 1960 cedette al figlio Felice Riva le difficili sorti della filanda italiana di Perosa, nel torinese. Felice Riva era il figlio di Giulio Riva, nato nel 1935 e nella stessa città lombarda, un secolo dopo la fondazione della fabbrica. Egli era conosciuto da molti per essere "Il delfino della finanza", ma i suoi coraggiosi e azzardati investimenti nell'Alta Finanza Internazionale e nel gioco della Borsa videro presto, un rapido e accelerato declino del nuovo "impero economico industriale tessile", appena risollevato. Dopo la crisi che interessò la fabbrica tessile perosina nel 1965 e alcuni frequenti ma sfavorevoli suoi soggiorni all'estero, Felice Riva conosciuto da molti anche come "Il Felicino", trascorse gli ultimi anni della sua vita in Italia, in Versilia, nella regione della Toscana. Nel 2017 Felice Riva morì a Lido di Camaiore, vicino a Lucca, nello stesso luogo dove lui viveva da molto tempo, ritirato con la sua famiglia, in particolare con la figlia.

Nel 1976 la fabbrica tessile di Perosa Argentina fu di proprietà di Achille Roncoroni, milanese, coraggioso e brillante industriale di origini lombarde. Achille Roncoroni, giurista, nato nel 1923 a Milano, nella regione italiana della Lombardia, era già proprietario, dal 1954, della filatura tessile di cotone, conosciuta con il nome di "Manifattura di Legnano". La fabbrica di filatura legnanese venne fondata nel 1901 da Enea Banfi e Febo Banfi, due fratelli di origine meridionale, in particolare della regione italiana della Puglia; insieme a Giuseppe Frua, milanese, da Mariano Delle Piane. Egli entrò al vertice di un gruppo tessile più ampio, grazie all'acquisizione di quella montana di Perosa. Con tale decisione, egli stesso, riuscì di fatto, a risollevare, la crisi industriale del tessile e a restituire quindi, quell'eccellenza e qualità del cotone nel mondo, che fu così richiesta per il settore della moda e del made in Italy in generale.

Negli anni '70 del Novecento, le rivendicazioni sociali quali, il lavoro operaio e la lotta di classe, l'emancipazione femminile, la società mediatica dell'immagine, della moda, della cultura, della pubblicità, dello spettacolo e dell'arte in ogni sua forma, videro proprio nella Manifattura di Perosa un suo egregio rappresentante; di quel gruppo tessile cotoniero chiamato appunto "Manifattura di Legnano" che fu il vero "fiore all'occhiello" della filatura italiana, e che consentì poi al settore tessile cotoniero di raggiungere, agli inizi degli anni Duemila, il primato nel made in Italy, grazie ai suoi pregevoli filati di cotone pettinati di eccellente qualità.

Ma allo stabilimento tessile produttivo di Manifattura di Perosa, fu annesso in origine, anche un edificio religioso, un convitto di aspirandato, in preparazione alla clausura monastica religiosa femminile. Esso fu utilizzato, originariamente ad uso filanda e poi, dal 1951 al 1973, solo come un convitto femminile per religiose, appartenenti all'ordine religioso cattolico delle suore salesiane, dette "le figlie di Maria Ausiliatrice e serve di San Giovanni Bosco". L'alloggio fu soprattutto una villa padronale di pregio e un convitto femminile per le maestranze tessili, chiamate "filoires", in italiano "filatrici". Dai primi anni '70 agli anni '80 del Novecento, l'edificio fu utilizzato solo come Istituto scolastico per giovani studenti della Comunità Montana della Valle Susa e che frequentavano le scuole medie inferiori; poi questo fu definitivamente abbandonato, ma poté vantare anche un pregevole giardino, utilizzato per gli orti sociali di guerra, poi ceduto a privati.

L'unico verde, oggi, finalmente visitabile che apparteneva alla fabbrica tessile Manifattura di Perosa, è un piccolo giardino comunale con fontana d'acqua e lago artificiale con animali che vanta una pregevole opera scultorea, rappresentante uno dei due fondatori della filanda, che è oggi di proprietà del paese.

Achille Roncoroni, l'ultimo proprietario milanese del gruppo Manifattura di Legnano, è stato quindi anche il proprietario di Manifattura di Perosa. Egli morì dopo una lunga malattia, nel 2005, a Griante Tremezzo, sul lago di Como, in Italia.

Bibliografia Riccardo Lussana. Storia della manifattura di Perosa, Alzani Editore, Pinerolo, 1998. Dino Ceredi. Gli stabilimenti industriali di Perosa Argentina, Collana della Parrocchia di S. Genesio a cura di Rino Girotti, Perosa Argentina, 1982. Francesco Augelli, La Manifattura di Legnano. Storia e progetti di riuso, Ricerca, Edizioni Bruno Mondadori, 2016.

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