Il caso delle maschere di piombo o anche il delitto delle maschere di piombo è un caso rimasto irrisolto avvenuto nell'agosto 1966 a Niterói, nello Stato di Rio de Janeiro in Brasile, dove vennero ritrovati i cadaveri di due uomini con una maschera di piombo sul volto; le cause della morte sono rimaste ignote e gli eventuali responsabili non sono mai stati rintracciati. Il caso interessò molto l'opinione pubblica e vennero avanzate diverse ipotesi, dal traffico di materiale radioattivo a fantomatiche cause paranormali, ma alla fine rimase un caso irrisolto.

Storia Nella mattinata del 17 agosto 1966 Manoel Pereira da Cruz (32 anni) e Miguel José Viana (34 anni) partirono in autobus da Campos dos Goytacazes per Niterói, città distante circa 200 km, al fine di rifornirsi di componenti elettronici e per trovare un'autovettura Volkswagen Maggiolino usata da acquistare, portando pertanto con se circa 2.300.000 di cruzeirosBowen, C., op. cit. (nel suo articolo Bowen riporta la cifra di 3.000.000 di cruzeiros). A una nipote che fece notare che sarebbe stato più economico acquistare l'auto a Campos dos Goytacazes, Viana ribatté che quello non era l'unico scopo del viaggio, e che al ritorno le avrebbe rivelato qualcosa di decisivo riguardo allo spiritismo. Un collaboratore di Manoel Pereira da Cruz, Hèlcio (altrove "Elcio") Correia Gomes, in seguito per breve tempo indagato (e poi scagionato) come responsabile delle due morti, riferirà alla polizia di avere accompagnato quella mattina la coppia di amici fino alla stazione degli autobus di Campos, convinto che i due stessero andando a São Paulo; sempre stando alle dichiarazioni di Gomes, giunti all'ingresso, i due insistettero molto affinché l'amico non li accompagnasse fin dentro alla stazione.Paulo Coelho Netto, op.cit. - pag. 156

Attorno alle 14.30, i due arrivarono a Niterói; le indagini appureranno che nel pomeriggio si recarono in un negozio di elettronica del quale erano già stati clienti in passato, il Fluoscop al numero 13 di Travessa Alberto Vitor, nel centro della città, senza tuttavia effettuare alcun acquisto o ordinazione.Bowen, C., op. cit. Testimoni dichiararono di averli notati in un negozio di abbigliamento, dove acquistarono due impermeabili uguali. Alle 16.35 circa i due furono visti all'interno del Bar das relvas in avenida Marquês do Paraná, dove Viana acquistò una bottiglia d'acqua minerale con magnesio; la barista che serviva al banco riferirà agli inquirenti che l'atteggiamento di Viana attirò la sua attenzione, in quanto appariva molto nervoso e in preda a una fretta pressante, che manifestava controllando di continuo l'orologio. Tuttavia, dopo avere pagato, ritirò lo scontrino che sarebbe servito per riavere la cauzione qualora avesse restituito la bottiglia vuota. Questa circostanza è stata più volte evidenziata per controbattere all'ipotesi di un duplice suicidio.

Un abitante del posto, il vigilante Raulino de Matos, dichiarerà agli inquirenti di averli notati arrivare ai piedi della collina di Morro do Vintem a bordo di una jeep, guidata da un uomo biondo, e in compagnia di altri uno o due uomini, mai identificati; una volta scesi dal mezzo, i due cominciarono a salire a piedi la collina, dove poi vennero rinvenuti i cadaveri. La mattina del giorno successivo, un ragazzo di 18 anni, Paulo Cordeiro Azevedo dos Santos, vide infatti i due corpi e avvisò una pattuglia di polizia, che però non segnalò il ritrovamento. Due giorni dopo, un altro ragazzo diciottenne, Jorge da Costa Alves, incuriosito dal forte odore che veniva emanato dai corpi in disfacimento, trovò i due cadaveri, avvisando la polizia, che raggiunse il luogo del ritrovamento soltanto nel corso della mattina successiva.

Il ritrovamento dei documenti di identità nei vestiti, e i successivi accertamenti, portarono a identificare le vittime in Manoel Pereira da Cruz e Miguel José Viana, due tecnici elettronici, allontanatisi il 17 agosto precedente, per motivi di lavoro, dalla città di Campos dos Goytacazes, a circa 200 km dal luogo del ritrovamento a Niterói. I corpi, in stato di decomposizione, si trovavano distesi sulla schiena, i visi rivolti verso l'alto e le mani dietro alla nuca, come se stessero riposando. Erano adagiati su un letto di foglie di Attalea oleifera pindoba tagliate con un utensile affilato, ed indossavano, sopra ad abiti eleganti, due impermeabili nuovi e identici. Vicino ai cadaveri venne rinvenuto un paio di occhiali da sole con un anello infilato in una delle stanghette, un fazzoletto recante la sigla "M.A.S.", una bottiglia d'acqua minerale vuota ed un pacchetto contenente due tovaglioli umidi; nelle immediate vicinanze fu inoltre trovato un blocchetto rettangolare di cemento, ma non ci sono prove che sia collegato alla presenza delle due vittime. Ognuno dei due cadaveri portava, ancora appoggiata sul volto, una maschera in piombo, dalla foggia simile a una visiera per schermare gli occhi; dalla posizione in cui vennero trovate tali maschere, apparve evidente che erano indossate dalle vittime a mo' di occhiali al momento del decessoBowen, C. "No Easy Solution to The Morro Mystery" Flying Saucer Review. luglio/agosto 1968, Volume 14, Numero 4..

Le vittime Le due vittime, residenti nella popolosa città di Campos dos Goytacazes, erano amici e spesso avevano anche modo di lavorare insieme come tecnici elettronici. Dalle ricostruzioni effettuate, si può ritenere probabile che avessero l'intenzione di associarsi ed avviare un'attività in proprio, nel settore delle riparazioni elettriche ed elettroniche.Bowen, C. "The Mystery of the Morro do Vintem: How Did the Men with the Lead Masks Die?" Flying Saucer Review. 1 Mar. 1967, Volume 13, Number 2: 11-14 Entrambi sposati, risultarono appassionati di tecnologia e spiritismo; dalle dichiarazioni rilasciate dai loro conoscenti, si è appreso che erano affiliati a circoli esoterici segreti, e che entrambi sostenevano di essere in contatto con esseri di un altro pianeta.

In particolare Miguel, come molti brasilianiMassimo Polidoro, Viaggio tra gli spiriti (p.25). ed. Sugarco, 1995, era un convinto seguace dello spiritismo, e la sua influenza fu sicuramente determinante nella conversione alle dottrine spiritiste dello stesso Manoel. I due furono visti partecipare a tutte le sedute del Centro Espìrita Bom Jesus di Campos che si tennero nei mesi di giugno e luglio 1966.Paulo Coelho Netto, Discos voadores e seus tripulantes, Ed. 2011, p. 157. Come emerse dalle indagini, praticamente tutti gli appassionati di tecnologia nella zona di Campos erano anche entusiasti spiritisti, e una larga parte di loro era affiliata ad una o più di una delle molte associazioni segrete di stampo spiritistico presenti in Brasile.

Le indagini I due cadaveri vennero trovati in un punto impervio della collina allora conosciuta come Morro de Vintem (), nella periferia della città di Niteroitale rilievo ha perso l'originaria denominazione, essendo topograficamente ricompreso nel complesso del Morro de São Lourenço. All'epoca dei fatti era una zona piuttosto tranquilla nei sobborghi della città, poi però divenne un luogo descritto da chi l'ha visitato come "spaventoso, con alcune zone disabitate ed altre in cui sorgono baracche [...] un labirinto di sentieri irregolari, salite tortuose, passaggi che si intersecano e tralicci dell'alta tensione" - Descrizione della zona a seguito di un sopralluogo effettuato da alcuni appassionati brasiliani di ufologia.

La scena, per come apparve agli inquirenti, non fornì alcun indizio circa le cause della morte dei due tecnici, né tanto meno apparve in qualche modo comprensibile l'uso delle due maschere di piombo. Non vennero rilevate tracce di lotta o di violenza, ma anzi, tutto lasciava supporre che i due si fossero distesi sulle foglie, dopodiché fossero serenamente morti, nella posizione esatta in cui si trovavano. Per quanto, attraverso le indagini condotte dal commissario Oscar Nunes della 2° Delegacia de Policia di Niterói, sia stata ricostruita una cronologia di massima degli spostamenti delle vittime, tanto le cause di morte, quanto la funzione delle due maschere non furono mai chiarite. A rendere ancora più complicato il caso, contribuì il ritrovamento, nella stessa scena, di alcuni fogli di block notes contenenti, oltre a liste di componenti elettronici, una serie di istruzioni che, nonostante siano perfettamente intelligibili in quanto scritte con grafia chiara e ordinata in portoghese corretto, risultano particolarmente criptiche dal punto di vista del contenuto.

I tre biglietti Il primo biglietto riportava un elenco di materiali elettronici e parti di ricambio (tubi e valvole), ed una equazione riguardante l'applicazione della legge di Ohm; tali particolari non appaiono strani, se posti in relazione con la professione di tecnici elettronici che esercitavano le vittime.

Nel secondo foglio era riportata una sequenza di prescrizioni:

Il terzo biglietto riportava, anch'esso con una grafia che sarebbe poi risultata essere quella di Miguel José Viana:

L'autopsia La morte risaliva probabilmente al 17 agosto ma non se ne riuscì a determinare le cause (i corpi erano già in stato di putrefazione e non fu possibile effettuare un test tossicologico). Inoltre, nel periodo in cui avvennero i fatti, l'ufficio di medicina legale di Niterói - Rio de Janeiro era oberato di lavoro, e le camere mortuarie nella zona erano già tutte occupate. Per questo motivo, tra l'altro, non fu possibile utilizzare le celle frigorifere per conservare i corpi il tempo necessario per eseguire esami più approfonditi. In ogni caso, in sede di autopsia non vennero rilevati traumi o ustioni che avessero potuto causare il decesso, e l'analisi degli organi interni non evidenziò tracce di intossicazione o avvelenamento; la causa della morte di entrambi fu quindi stabilita in "arresto cardiaco dovuto a cause sconosciute".

L'effettuazione di una nuova autopsia, disposta dalla magistratura l'anno successivo, e che venne effettuata il 25 agosto 1967, non portò alcun elemento di novità nelle indagini. Fu così che, nel maggio del 1969, vista la mancanza di indizi circa l'esistenza di un delitto, il procedimento penale aperto d'ufficio venne archiviato.

Uno degli elementi mai chiariti, in sede di autopsia, fu il motivo per cui, nonostante fossero rimasti esposti per tre giorni e quattro notti, i corpi non furono toccati da alcun animale, nonostante l'abbondanza, nella zona, di ratti, avvoltoi e altri divoratori di carogne.

Le maschere Sul viso di entrambi i cadaveri vi erano due maschere in piombo, sagomati a forma di occhiali protettivi di uso ignoto; dalle indagini della polizia emerse che, il 12 agosto precedente, un vicino trovò i due amici intenti a lavorare con martelli su un tubo di piombo; alla sua curiosità riguardo a quanto stessero facendo, i due risposero che stavano lavorando per evitare la fine del mondo, in quanto nel 1968 un ciclone avrebbe devastato il pianeta. La sera stessa Dona Neil, moglie di Manoel, li vide mentre si provavano le maschere davanti ad uno specchioPaulo Coelho Netto, op. cit. - pagg. 156, 157.

Secondo un articolo apparso il 16 settembre successivo sul settimanale O Cruzeiro, durante le indagini condotte dalla polizia, nel laboratorio a casa di Miguel José Viana vennero ritrovati gli avanzi del tubo di piombo dal quale erano state ricavate le due maschere. Durante le stesse ricerche, venne alla luce un libro che trattava di spiritismo e scienza, nel quale erano stati evidenziati passaggi riguardanti luminosità intensa, maschere, e spiriti guida.

Risultati delle indagini