Campora San Giovanni (Campura San Giuvanni o Campura Santu Janni, nella grafia antica in dialetto calabrese) è la principale frazione del comune di Amantea, in provincia di Cosenza.
Geografia fisica
Campora si affaccia sul litorale tirrenico e si è sviluppata a partire dagli anni cinquanta su di un piccolo pianoro che domina un'area pianeggiante adiacente alla spiaggia, divenendo la frazione più estesa del comprensorio comunale tra Amantea e Nocera Terinese. Il paese è contornato da una collina adibita a viticoltura e olivicoltura.
Questa collina, altresì, digrada dolcemente verso il paese, offrendo un colpo d'occhio suggestivo: alla sinistra il golfo di Lamezia Terme mentre, dritto sulla linea dell'orizzonte, nelle giornate terse si scorge nel mare il vulcano Stromboli col suo pennacchio di fumo.
Dal porto turistico di Amantea, situato nella frazione di Campora San Giovanni, si possono raggiungere in breve tempo le Isole Eolie.
Clima
Clima di Campora San Giovanni Temperature Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic MediaMassime medie °C 13.4 13.8 15.6 18.1 22.0 25.8 28.4 29.0 26.4 22.2 18.3 15.2 24.9Media giornaliera °C 7.6 7.3 8.5 10.6 13.7 17.8 20.5 20.8 18.4 14.8 11.8 9.1 15.8 Precipitazioni e ore di sole Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic TotaleTotale mm 116 73 100 63 54 21 13 20 75 137 171 195.9Ore di sole 132 96 132 84 48 24 12 24 48 84 129 144 809
Classificazione climatica: C (10 ore di accensione giornaliera dal 15 novembre al 31 marzo).
Territorio Secondo la "Carta Geologica d'Italia" redatta dal Servizio Geologico d'Italia il territorio camporese è formato nell'entroterra da arenaria (tipologia di suolo m2a) ed argilla (tipologia di suolo m2), mentre la zona costiera su cui sorge il centro abitato è formata da terreno alluvionale (tipologia di suolo a). Nella parte più vicina al fiume Oliva si trova un terrazzo marino (tipologia di suolo q) formato da un accumulo di sedimenti marini situato ad uno o due chilometri dall'attuale linea di costa, che indica grossomodo l'antica linea costiera.
Classificazione sismica: zona 1 (sismicità alta).
Idrografia
I confini del territorio camporese sono segnati da due corsi d'acqua importanti: il fiume Oliva a nord ed il fiume Torbido a sud. L'Oliva prende questo nome in territorio di Aiello Calabro, ma la sua vena principale il fiume Grande, nasce ancora più all'interno, presso Grimaldi. Il Torbido invece si trova circa due chilometri a nord del Savuto, e nasce dall'unione di diversi piccoli corsi d'acqua nel territorio di Cleto. Il territorio è inoltre attraversato da altri due corsi d'acqua a carattere torrentizio, il fosso delle Sciodde e la vena di Garretta, che sfociano a mare rispettivamente a nord e a sud del centro abitato.Istituto Geografico Militare, Carta Topografica d'Italia 1:25.000, foglio nº 568 III (Nocera Terinese).
Orografia L'altitudine del centro abitato di Campora è inclusa tra i 13 di piazza San Francesco di Paola ed i 33 del chilometro 1 di corso Italia; torre San Giovanni si trova a 13 m s.l.m., mentre la ferrovia Tirrenica Meridionale corre attorno ai 3 m s.l.m. Per quanto riguarda le principali contrade del territorio, la più alta è Mirabelli a 215 m s.l.m.: seguono Villanova a 184, Marano a 165, Carratelli a 108, Augurato a 94, Cozza a 42, Principessa a 27. Il punto più alto del territorio camporese è posto a circa 301 intorno al chilometro 6 della strada provinciale 108, presso la località Salice, ai confini con Serra d'Aiello e Cleto.
Origini del nome Il toponimo Campora San Giovanni deriverebbe dal latino "Campus" (campo, accampamento) con i suffissi -ris, -ras. San Giovanni deriva da San Giovanni Battista, protettore della vicina Nocera Terinese, per via di un'antica cappella di Santu Janni (San Giovanni in dialetto antico). Anche le contrade hanno nomi che traggono origine sia da vecchi proprietari che da particolari caratteristiche del territorio: Augurato: dal latino auguratio esperantia: pare infatti che in questi luoghi (dove ha sede la Chiesa della patrona Santa Filomena) le persone si rifugiassero per ricercare appunto speranza e conforto, e bevessero l'acqua della Funtana du Peshcaru ("Fontana del Fantoccio"), che allontanava la paura e le disgrazie. Carratelli: si è originata sotto la famiglia omonima, quasi estinta, a partire dal 1917. Questa deve a sua volta il nome al latino "Carae Tellus", ovvero "Care a Tellus", dea della fertilità e protettrice dei morti e dai terremoti). Cologni: da colunus ("colono"). Cozza: derivato dal setificio creato dal marchese Francesco Maria Cozza. Cuccuvaglia: dal latino cum valicum ("con i valichi"). Fravitte: ovvero un terreno friabile. Gallo (parte meridionale): per la campagna rigogliosa, sede di antichi pollifici e allevamenti di bestiame. Imbelli: dal latino in bellum ("nella guerra"), in quanto fu sede della guerra tra Temesa e Klethe. Marano: derivato da una omonima famiglia di Cosenza. Mirabelli: deriva dalla famiglia nobiliare omonima, e in dialetto è chiamata anche Mirabella, ovvero "bella vista". Oliva: per la vegetazione e le vicinanze degli uliveti. Piana Cavallo: sede dei possedimenti della famiglia del marchese Luigi I Cavallo. Piana Mauri: sede dei possedimenti della famiglia del marchese Alberto I Mauri. Principessa: qui si narra che risiedette la principessa Amazonia, per questo a lei fu dedicata questa contrada. Ribes: chiamata così per la rigorosa macchia di ribes di un tempo. Rubano: così chiamata non solo per il torrente omonimo, ma anche per le continue scorribande dei briganti che avvenivano in passato. Villanova: dal latino villa novam, per l'appunto "città nuova", al confine con Serra d'Aiello.
Storia
Storia antica Nell'antichità, la zona era sede di due cittadine della Magna Grecia:
Temesa ( Τεμεσα), alleata di Sibari. Corrisponde più o meno alle attuali contrade di Carratelli e Imbelli; proprio a Imbelli, al confine con Serra d'Aiello, sono stati ritrovati reperti di costruzioni greco-antiche; un poco più distante, la cittadina di Klethe ( Κλεθε), che si trova nelle vicinanze dell'attuale Principessa, al confine con Savuto di Cleto, era abitata dalla principessa (da cui il nome della contrada) Amazonia, alleata dei Crotoniani, nemici dunque dei Sibaritidi.
Vittime anche di incursioni piratesche, le due cittadine rivali vennero distrutte e le popolazioni fuggirono sui monti costruendo rocche. Non è da sottovalutare il fatto che il territorio è da sempre stato soggetto a conquiste e numerose volte utilizzato quale luogo d'accampamento da diverse popolazioni. Nel corso dei secoli il territorio ha visto passare tra gli altri Greci, Romani, vari popoli barbarici, Arabi e Normanni.
Medioevo
Del Medioevo nel territorio camporese rimangono poche tracce. La zona fu sede anche dello sbarco dell'emiro Mohammad Abdul al-Zimzim, che da lì procedette all'invasione di Amantea (allora Clampetia). L'epoca araba durò ben poco, fino all'arrivo dei Bizantini, sostituiti dai Normanni qualche secolo più tardi. Coi Normanni iniziarono le prime fortificazioni di posti di controllo, ovvero torrette di guardia: una è posta nella frazione confinante di Coreca; l'altra viene chiamata localmente u Turriune, si trova presso la località Fravitte e non è lontana dal centro del paese con vista sul mare. Con l'arrivo degli Angioini e successivamente degli Aragonesi, quindi sotto il Regno di Napoli, il territorio perde importanza, passa in parte alla vicina Amantea e alle zone collinari limitrofe. Ha lasciato l'impronta anche un angolo di cultura ebraica del tutto scomparsa dal 1492, anno della scoperta delle Americhe e anno in cui a seguito della Reconquista, il re di Spagna Ferdinando il Cattolico, ordinava l'espulsione o conversione degli ebrei da tutti i territori della Corona Unita di Castiglia e Aragona.
Storia moderna Dopo un periodo di buio storico, intorno al 1600-1700 inizia una rivalutazione del territorio grazie a nobili possidenti terrieri, in gran parte di Amantea ma con origini delle varie zone del Regno di Napoli. Difatti, parte delle contrade attuali posseggono i nomi dei vecchi proprietari terrieri. Nel 1730 il marchese Francesco Maria Cozza, nobile di origini siciliane, parente del pittore omonimo, fece costruire su un terreno, che oggi è la frazione che prende il suo nome, un setificio con annessa coltivazione dei bachi da seta, più una cappelletta dedicata a San Giovanni Battista (in dialetto antico Santu Janni). Il setificio fu anche sede della massoneria e, se pur per breve tempo, nella vicina Augurato vi furono tracce del passaggio di architettura settecentesca, per via dello scultore locale Vincenzo Torchia, di Nocera Terinese. Nel 1756 inspiegabilmente il setificio pose fine alla sua attività e la zona piombò nel buio per 130 anni.
Storia recente
Il territorio posto a sud del comune di Amantea, dove sorge il nucleo abitato di Campora San Giovanni, non ha mai subito modifiche nel 19º secolo come indicato nel Foglio 236 III - Amantea del 1870 pubblicato dall' Istituto Geografico Militare. Nel 1877 iniziarono le prime ondate migratorie dai paesi limitrofi (Cleto, Nocera Terinese, Aiello Calabro, Belmonte Calabro, Lago, Longobardi, San Mango d'Aquino).
Nei venti anni a seguire, iniziarono le nuove ondate migratorie dai monti alla marina. La popolazione partecipò attivamente alla prima guerra mondiale. Negli anni del Fascismo, il territorio ebbe nuove bonifiche.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale, molti camporesi partirono di nuovo per servire la patria. Nel 1943 il paese venne bombardato dagli alleati (ne restano ancora tracce nella zona di Augurato) e 50 camporesi furono uccisi dai nazisti durante la loro ritirata, per dimostrare quale fosse la fine destinata ai traditori. Fra gli anni cinquanta e gli anni ottanta del Novecento molti camporesi emigrarono in cerca di fortuna, dal Nord Italia al Venezuela e alla Nuova Zelanda: .
Negli anni ottanta del Novecento iniziò il boom economico di Campora San Giovanni, che continuò per quasi un quindicennio, sia con lo sviluppo di strutture alberghiero-marittime, sia con il boom della cipolla rossa delle varie cooperative agricole. Dal crollo del muro di Berlino si è assistito all'arrivo di nuove ondate migratorie dall'Europa Orientale, da dove proviene la manovalanza per l'agricoltura (donne) e per il settore edilizio (uomini); recente è l'arrivo di piccole comunità cinesi, arabo-maghrebine e indiane.
Monumenti e luoghi d'interesse
Una torre di notevoli dimensioni risalente al XIV secolo è l'unica costruzione di valore storico. La parte superiore della torre è adornata da mensole di coronamento. Tale torre viene denominata nel dialetto locale u Turriune.
di Santa Filomena ad Augurato con la relativa Funtana du Peshcaru.
Vi è anche chiesa di Sant'Anna a Mirabelli dove vengono custoditi dei Messali del XVII secolo.
Di recente realizzazione sono invece il porto (2002) e la piazza "San Francesco da Paola" (2003), dedicata al santo patrono, il quale viene festeggiato dal 1º al 3 settembre. Nell'ambito di questa festa, che richiama fedeli dai paesi circostanti, si svolge una processione dove viene portata in spalla la statua del santo lungo le vie del paese (talvolta anche con un carro ornato di fiori e ex voto).
La chiesa principale è dedicata a San Pietro Apostolo (1956). La Curia ha deciso di costruire una nuova chiesa a causa dell'aumento della popolazione. Il 12 giugno 2010 alla presenza dell'arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Salvatore Nunnari, e di altre autorità locali viene finalmente inaugurata la nuova chiesa di San Pietro Apostolo.
Cultura Cucina Come tutta la cucina calabrese, deriva dall'origine contadina e marinara. Essa va dai piatti semplici e poveri a dolci di vera e propria bravura pasticciera, con un massiccio uso di insaccati e di carne suina.
Cucina contadina
La cucina contadina consta di svariati piatti e qui vengono citati alcuni tra i più usati: