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Biografia
Giureconsulto e umanista, visse e operò a Napoli, dove insegnò diritto civile e presiedette l'Accademia Pontaniana..
Nel 1535 pubblicò i commentari su Virgilio di Tiberio Claudio Donato; inoltre compose tre poemi didattici, Inarime (1532), De vate maximo (1533) e De principiis rerum (1546). In quest'ultimo, imitava Lucrezio, ma con una teoria opposta (antimaterialistica).
Sospettato di eresia (come riferito da Giulio Basalù all'Inquisizione veneziana il 21 maggio 1555) e di sedizione contro il viceré Toledo, subì la destituzione e la soppressione dell'Accademia Pontaniana di cui ospitava le riunioni. Si rifugiò quindi presso il principe di Salerno, Ferrante Sanseverino.
Opere
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Professori dell'Università degli Studi di Napoli Federico II Categoria:Scrittori in lingua latina