Bisaccia (IPA: , Vesazza in dialetto bisaccese) è un comune italiano di abitanti della provincia di Avellino in Campania.
Ha origini medioevali, sebbene scavi archeologici abbiano rivelato che il luogo era già abitato nel X secolo a.C..
Geografia fisica Territorio Situata su una collina che si estende in verso nord-sud, definita in gergo geologico zatterone conglomerato roccioso con collante argilloso, Bisaccia domina dal lato nord la vasta area del Calaggio. Lo zatterone su cui insiste il paese è incuneato nella zona Calli ed è rasentato a est come ad ovest da due avvallamenti argillosi: Vallone dei corvi e Vallone dei Ferrelli. Questi due valloni si sono formati nel tempo per lo scivolamento di masse di terreno argilloso composto da fango e detriti che hanno fatto scendere a valle, lungo il torrente Ischia, il terreno sovrastante.
Alla base dello zatterone a forma di cerchio, il terreno appare scavato da torrenti alimentati da sorgenti di acqua perenne e da acque piovane.
Clima Il clima è piuttosto rigido, a causa della sua altitudine (860 ) e della marcata continentalità tipica dell'altopiano irpino.
Storia
Età antica Il luogo dove sorge adesso Bisaccia era abitato fin dall'età del bronzo. In recenti scavi archeologici sono state rinvenute sulla collina del cimitero vecchio tracce di capanne databili al periodo del bronzo medio (circa 1400 a.C.),Storia, arte e cultura della Campania, Teti Editore, Milano, p. 11 e 21. su cui si sono sovrapposte le case del periodo arcaico (VI-V secolo a.C.) a loro volta ricoperte dall'abitato del IV.
Nel IX secolo a.C. la civiltà di Oliveto-Cairano, proveniente dalla sponda adriatica e approdate in Puglia presso l'Ofanto, risalendo il fiume, fondò villaggi a Cairano e a Bisaccia. A Bisaccia e Lacedonia i nuovi abitanti ne sostituivano altri dell'età del bronzo. Qui vi costruirono una necropoli (IX-VIII secolo a.C.) con tombe a fossa dell'età del ferro.
In epoca preromana l'agro fu popolato dalla tribù sannitica degli Irpini, anche se la vecchia ipotesi della presenza nel territorio di Bisaccia della città sannitica di Romulea è ritenuta improbabile dagli studiosi contemporanei. Nel I secolo, sotto Augusto, il territorio degli Irpini fu separato dal Sannio e aggregato alla Regio II Apulia et Calabria; nel tardo impero diverse città irpine furono però aggregate alla provincia di Campania. In zona sono stati rinvenuti resti di ville rustiche di età romana; tuttavia fino all'arrivo dei Longobardi non si hanno notizie dirette di Bisaccia.
Età medioevale Nel 591 i Longobardi conquistarono l'Irpinia e il territorio di Bisaccia entrò a far parte del gastaldato di Conza, nell'ambito del ducato di Benevento.
I Longobardi governarono Bisaccia fino all'arrivo dei Normanni che, guidati da Roberto d'Altavilla detto il Guiscardo (ovvero l'astuto), soggiogò tra il 1076 e il 1079 l'intero gastaldato di Conza.G. Gargano, Ricerche storiche su Conza antica, p. 160. Durante l'epoca normanna Bisaccia divenne un feudo e nel Catalogus Baronum era specificato che in caso di pace il feudatario di Bisaccia doveva fornire sei soldati a cavallo e dodici inservienti, ma in caso di guerra ne doveva fornire il doppio (dodici soldati a cavallo e ventiquattro inservienti). Considerando che ogni milite costava 20 once d'oro, si può ricavare che la rendita minima del feudo di Bisaccia nel XII secolo era di 60 once d'oro all'anno, mentre quella massima il doppio. Proprio in questo periodo si hanno le prime testimonianze scritte dell'esistenza di questo borgo. Per quanto riguarda l'origine etimologica del nome "Bisaccia", sono state avanzate diverse ipotesi: secondo alcuni studiosi deriverebbe dal latino bis facta (cioè "fatta due volte"), secondo altri da vis ("forza") e acies ("schiera"), secondo altri ancora da castrum Byzacii.Claudio Corvino, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Campania, Newton & Compton, Roma, 2002, p. 42.
Nel 1246 il Signore di Bisaccia Riccardo di Bisaccia venne privato del suo feudo dall'imperatore Federico II in quanto reo di aver preso parte alla congiura di Capaccio.Ferrante della Marra e Ottavio Beltrano, , p. 140.Fortunato sostiene che nel 1246 Federico II spogliò di ogni cosa Riccardo da Bisaccia per aver cospirato contro di lui. Cfr. anche, a conferma che si tratti della congiura di Capaccio, p. 376: "Domino Riccardo de Bisaccis fuit restutita Bisaccia, de qua fuit spoliatus ab Imperatore Friderico, tempore ribellionis Caputacii..." Il castello venne ristrutturato da Federico II,A conferma del fatto che il castello di Bisaccia sia federiciano, si vedano i titoli di due opere del professore universitario : G. COPPOLA, «Due testimonianze castellari federiciane in Irpinia: Solofra e Bisaccia», in G. COPPOLA, E. D'ANGELO, R. PAONE, a cura di, Mezzogiorno & Mediterraneo. Territori, strutture, relazioni tra Antichità e Medioevo, Atti del Convegno Internazionale, Napoli 9-11 giugno 2005, Napoli, Artemisia comunicazione, 2006, pp. 106-119. G. COPPOLA, C. MEGNA, «Tre castelli normanno-svevi in Irpinia: Bisaccia, Cervinara, Solofra», L'Irpinia illustrata, 2/24, 2007, pp. 4-41. il quale lo utilizzò come prigioneVittorio Glejsesses, , p. 37. e visitò Bisaccia nel 1250.La notizia è ricavabile dalla , che sostiene che il 28 giugno 1250 Federico II si trovava "in campis prope Bisacciam". Cfr. anche C. D. Fonseca, , Mario Adda Editore, 1997, p. 5: «L'ultimo soggiorno in Puglia comincia nell'autunno 1249 a Foggia con puntate a Bisaccia, Lagopesole, a Venosa». Secondo la tradizione locale, Federico II avrebbe usato il castello di Bisaccia come residenza di caccia: nelle sue vicinanze, infatti, vi era il Formicoso, colle ribattezzato da Federico II "Monte Sano" ("Mons Sanum"),, p. 191. dove si ritiene che l'Imperatore svevo praticava la caccia col falcone.Cfr. Enrico Cuozzo, Archivio storico per le province napoletane, 1980, pp. -: «Federico II [...] volentieri, è dato supporre, si recava [...] a cacciare [...] nella località detta, ancora oggi, Formicoso». Sarebbe stato inoltre sede saltuaria della scuola poetica siciliana.
Manfredi donò il feudo al conte di Acerra. Nel 1254 il castello di Bisaccia fu proprio il luogo dove l'Imperatore Manfredi, figlio di Federico II e braccato dall'esercito del Papa, si rifugiò., p. 152. Morto Manfredi nella battaglia di Benevento (1266), il feudo di Bisaccia e il suo castello venne restituito a Riccardo II in quanto avolo del Riccardo I che aveva congiurato contro Federico II. Bisaccia passò successivamente ai Cotignì. Luniversitas di Bisaccia aveva un governatore che si occupava dell'amministrazione della giustizia e che era nominato ogni anno dal barone del luogo.
Durante il periodo medioevale Bisaccia fu anche sede vescovile per quattro secoli, fino al 1513, anno in cui Papa Leone decise di fondere la diocesi di Bisaccia con quella di Sant'Angelo dei Lombardi (anche se fu solo nel 1540, con la morte dell'ultimo vescovo di Bisaccia, che la fusione venne attuata)., p. 552.
Età moderna e contemporanea Nel XV secolo fu possedimento dei Del Balzo. Si deve al conte Pirro del Balzo la rifondazione ed ampliamento della Terra, con importanti lavori al Castello. Dal XVI secolo fino al 1861 Bisaccia fece parte del Regno di Napoli (poi divenuto Regno delle due Sicilie nel 1815) che dal 1501 al 1707 fu di dominio spagnolo. Bisaccia ebbe tra i suoi feudatari Giovanni Battista Manso, amico di Torquato Tasso che fu suo ospite, e Ascanio Pignatelli, duca e poeta. Bisaccia, nel corso dei secoli, ospitò anche letterati come Torquato Tasso (1588) e Francesco De Sanctis.
Nel 1600 il re Filippo II di Spagna elevò a ducato Bisaccia per i meriti di Ascanio Pignatelli (primo duca di Bisaccia) e i servigi resi alla corona da suo padre Scipione, marchese di Lauro.Ricca, Nel 1700 scoppiò una guerra di successione, nel corso del quale la Spagna vide minacciati i suoi possedimenti in Italia. Nel 1707, nonostante l'aiuto offertogli dal duca di Bisaccia, il viceré spagnolo Ascalona venne sconfitto dagli austriaci che si impossessarono del Ducato di Napoli e fecero prigionieri il duca di Bisaccia, il viceré e altri nobili.Muratori, , p. 373. Tra il 1731 e il 1739 l'Austria fu coinvolta nella guerra di successione polacca nel corso della quale perse il regno di Napoli e di Sicilia sul quale si insediarono i Borboni. Con la fine della dominazione austriaca Bisaccia venne inserita nel Principato Ultra del Regno di Napoli, e nel quadriennio 1743-46 il suo territorio fu soggetto alla giurisdizione del regio consolato di commercio di Ariano.
Nel 1805, l'imperatore francese Napoleone Bonaparte occupò il Regno di Napoli, dichiarando quindi decaduta la dinastia borbonica. L'imperatore dei francesi nominò quindi il fratello Giuseppe re di Napoli. Sotto un'amministrazione prevalentemente straniera, venne abolito il feudalesimo. A partire dal 12 gennaio 1807 Bisaccia passa dalla provincia di Capitanata a quella di Principato Ulteriore, dalla quale ultima avrebbe poi tratto origine l'attuale provincia di Avellino. L'8 marzo 1809, l'ottavo duca di Bisaccia Giovanni Armando Pignatelli morì senza lasciare eredi; il feudo e il titolo di duca di Bisaccia vennero quindi devoluti alla corte regia.Ricca,
Dal 1861 Bisaccia fa parte dell'Italia. Il titolo e il castello sono passati alla famiglia de La Rochefoucauld-Doudeauville nel 1851.Ricca, L'11º duca di Bisaccia Edouard François Marie de La Rochefoucauld (Parigi, 4 febbraio 1874 - 8 febbraio 1968) vendette il castello nel 1956.
Dopo il terremoto del 1980, il comune ottenne un finanziamento statale che ammontava a circa 250 miliardi di lire. Con i fondi venne costruita una parte nuova di Bisaccia, detta "Piano Regolatore", abitato dalla maggior parte dei bisaccesi, mentre il centro storico si è spopolato anche a causa del terremoto e dell'emigrazione verso altri paesi e città (come ad esempio Nord Italia, Germania, Svizzera, U.S.A. e Canada).
Simboli Lo stemma di Bisaccia rappresenta due leoni controrampanti d'oro in campo azzurro, sostenenti con le zampe anteriori un bisante d'oro e poggianti con quelle posteriori su un monte all'italiana di tre colli, il colle centrale più alto, uniti, fondati in punta, di verde. Secondo alcuni esperti i due leoni che si affrontano sarebbero i Longobardi e i Bizantini (Bisaccia si trovava nella zona di confine tra i due stati).Frascione, p. 30. Il bisante è stato probabilmente aggiunto alla fine degli anni Venti del secolo scorso, perché non compare in una rappresentazione del 1720 né in un’altra del 1868. I colli che figurano nello stemma attualmente sono all'italiana, ma si tratta di una rappresentazione moderna poiché originariamente erano tre monti. Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose La concattedrale La concattedrale di Bisaccia, collocata a pochi passi dal castello Ducale, venne edificata dai Normanni, in un luogo poco distante da quello attuale. Rasa al suolo più volte dai frequenti terremoti che hanno colpito Bisaccia nel corso dei secoli, la chiesa odierna fu terminata nel 1747, utilizzando parte dei materiali dell'edificio precedente. La facciata di stile gotico, preceduta da una lunga scala, è caratterizzata da un portale del 1515, sormontato da vari bassorilievi e da uno spesso cornicione. L'altare maggiore è in marmi policromi, chiuso da una balaustra.
Interessante è l'organo di 25 registri, posizionato sopra la cantoria della porta d'ingresso che si mostra agli occhi con vistosa pendenza verso sinistra, probabile opera di inizi del secolo scorso, è stato restaurato e reso a trasmissione elettrica digitale nel 2009.