Makemake, ufficialmente designato 136472 Makemake, precedentemente noto con la designazione provvisoria di , è il terzo pianeta nano per dimensioni del sistema solare ed è appartenente alla classe dei plutoidi. Il suo diametro è pari all'incirca a 3/4 di quello di Plutone. La sua orbita è per intero situata esternamente rispetto all'orbita di Nettuno, pertanto è corretto definirlo un oggetto transnettuniano, appartenente al gruppo dei cubewani.

Ha un satellite conosciuto, S/2015 (136472) 1, la cui scoperta è stata resa nota nell'aprile del 2016. La temperatura estremamente bassa (circa 30 K) che si registra sulla sua superficie fa sì che essa sia ricoperta da ghiacci di metano, etano e probabilmente azoto. Il suo nome richiama la figura di Makemake, divinità della creazione secondo la mitologia pasquense.

Scoperta Makemake è stato scoperto il 31 marzo 2005 da un gruppo di ricerca dell'osservatorio di Monte Palomar, guidato da Michael Brown, che ha annunciato la scoperta il 29 luglio successivo, lo stesso giorno in cui è stata resa nota la scoperta di Eris e due giorni dopo la comunicazione di quella di Haumea.

A dispetto della sua relativa luminosità (circa un quinto di quella di Plutone),All'opposizione ha una magnitudine apparente di 16,7 contro il 15 di Plutone. Makemake non è stato scoperto se non dopo numerosi altri oggetti meno luminosi appartenenti alla fascia di Kuiper. La maggior parte delle campagne di ricerca degli asteroidi è condotta in prossimità del piano dell'eclittica (la regione del cielo in cui transitano il Sole, la Luna e gli altri pianeti, se visti dalla Terra) a causa della maggiore probabilità di trovare oggetti lì piuttosto che altrove, ed è probabile che Makemake sia sfuggito alle prime ricerche a causa della sua elevata inclinazione orbitale che lo porta a visitare regioni del cielo lontane da tale piano. Infatti al momento della scoperta Makemake era alla sua massima distanza dall'eclittica, nella costellazione settentrionale della Chioma di Berenice.

Nome Quando ha ricevuto comunicazione della scoperta, l'Unione Astronomica Internazionale ha assegnato a Makemake la designazione provvisoria convenzionale ad indicare che si è trattato del 249º oggetto scoperto nella seconda metà del mese di marzo del 2005. Il gruppo degli scopritori invece ha utilizzato (prima che fosse assegnato il nome definitivo) il nomignolo "Easterbunny" (coniglietto pasquale in italiano) perché scoperto subito dopo Pasqua.

Nel luglio del 2008 l'Unione Astronomica Internazionale ha assegnato a il nome Makemake in riferimento alla divinità della creazione secondo la mitologia pasquense, scelto in parte per preservare la connessione dell'oggetto con la Pasqua.

Il suo simbolo planetario è .

Orbita e classificazione

Nel 2009 Makemake era ad una distanza di dal Sole, valore prossimo a quello dell'afelio, 2007. a cui corrisponde la massima distanza dalla nostra stella. Makemake segue un'orbita molto simile a quella di Haumea, caratterizzata da un'elevata inclinazione rispetto al piano dell'eclittica, 29°, e da una moderata eccentricità di circa 0,16. Tuttavia l'orbita di Makemake è leggermente più lontana dal Sole in termini sia della lunghezza del semiasse maggiore sia della distanza del perielio. Il suo periodo orbitale è di circa 310 anni, superiore ai 248 anni di Plutone ed ai 283 anni di Haumea. Sia Makemake che Haumea sono al momento lontani dall'eclittica, per entrambi la distanza angolare è quasi 29°. Makemake si sta avvicinando al suo afelio, che raggiungerà nel 2033, mentre Haumea è passato per il proprio agli inizi del 1992.

Makemake è classificato tra gli oggetti classici della fascia di Kuiper o cubewaniGli astronomi Michael Brown, David Jewitt e Marc W. Buie classificano Makemake tra gli oggetti del disco diffuso ma il Minor Planet Center, da cui Wikipedia deriva la maggior parte delle sue definizioni per la popolazione degli oggetti transnettuniani, lo pone tra gli oggetti principali della fascia di Kuiper. il che significa che la sua orbita giace abbastanza lontano da Nettuno da essere rimasta stabile nel lungo tempo corrispondente all'età del sistema solare. A differenza dei plutini, legati gravitazionalmente in una risonanza 2:3 con Nettuno che permette loro di attraversarne l'orbita senza scontrarsi col pianeta o subire notevoli variazioni orbitali, gli oggetti classici presentano distanze perieliche maggiori, in modo da orbitare interamente in zone dove non sono soggetti a perturbazioni gravitazionali da parte del pianeta. La maggior parte di tali oggetti ha bassi valori dell'eccentricità (inferiori a 0,2) ed orbitano intorno al Sole così come fanno i pianeti. Makemake, tuttavia, è un membro della classe "dinamicamente calda" dei KBO, dal momento che ha, come abbiamo visto, un'inclinazione molto alta rispetto al valor medio misurato tra i KBO. Makemake presenta una periodicità prossima alla risonanza 11:6 con Nettuno.Simulazione preliminare dell'orbita di Makemake () ed il sistema di riferimento rotante nominale (senza librazione) del 4 febbraio 2009 per Makemake. Vai alla voce (182294) 2001 KU76 per vedere la librazione associata ad una risonanza 11:6 propria. URL consultato il 15 luglio 2009.

Il 24 agosto 2006 l'Unione Astronomica Internazionale (IAU) ha proclamato una formale definizione di pianeta che stabilisce una ripartizione in tre classi degli oggetti in orbita attorno al Sole: i "corpi minori" del Sistema solare, oggetti troppo piccoli perché l'azione della propria gravità possa condurli al raggiungimento di una forma sferica; i "pianeti nani", sufficientemente massicci da raggiungere la forma sferica, ma non abbastanza da essere gravitazionalmente dominanti, cioè da aver ripulito la propria zona orbitale da altri corpi di dimensioni comparabili a quelle proprie che non siano ad essi gravitazionalmente legati; ed i "pianeti", sufficientemente massicci da avere forma sferica e da essere gravitazionalmente dominanti. Al momento della promulgazione di questa classificazione Plutone, Eris e Cerere furono riclassificati tra i pianeti nani. (link originale )

L'11 giugno 2008 l'IAU ha ulteriormente elaborato tale classificazione introducendo una sottoclasse tra i pianeti nani e raccogliendo tra i plutoidi quei pianeti nani scoperti oltre l'orbita di Nettuno. Di conseguenza Eris e Plutone sono definiti plutoidi mentre Cerere non lo è.Allo scopo di favorire l'assegnazione dei nomi, l'IAU ha diffuso una regola indicativa per il riconoscimento dei plutoidi basata sulla magnitudine assoluta di un oggetto transnettuniano, e che prescinde dalla diretta osservazione del raggiungimento della forma sferica. Un oggetto transnettuniano sarà assunto essere un plutoide se possiede una magnitudine assoluta inferiore ad H = +1. Un mese dopo, l'11 luglio 2008, il gruppo di lavoro della IAU sulla nomenclatura planetaria ha comunicato l'inclusione di Makemake tra i pianeti nani ed i plutoidi con Plutone ed Eris.

Caratteristiche fisiche Luminosità, dimensioni e rotazione

Makemake è attualmente il secondo oggetto della fascia di Kuiper per luminosità dopo Plutone, 2006. avendo raggiunto all'opposizione nel marzo del 2009 la magnitudine apparente di 16,7. È sufficientemente luminoso da poter essere visibile, nella costellazione della Chioma di Berenice, con i migliori telescopi amatoriali. Makemake presenta un'albedo molto elevata, dal momento che riflette mediamente il 77% della luce incidente. Ciò suggerisce una temperatura media superficiale di circa 32-36 K., 2012., 2007. Sono state tuttavia individuate zone della superficie caratterizzate da un'albedo nettamente inferiore - pari a 0,12 o anche meno - dove potrebbe essere raggiunta una temperatura di circa 50 K.

Osservazioni nell'infrarosso del Telescopio spaziale Spitzer e dell'Herschel Space Observatory combinate con alcune similitudini nello spettro con Plutone avevano condotto a stimare il diametro di Makemake tra ., 2010. L'osservazione di un'occultazione stellare nell'aprile del 2011 ha condotto a misure dirette delle sue dimensioni, che sono risultate essere di ; José Luis Ortiz e colleghi hanno anche stimato che la densità media di Makemake possa essere di . Ad ogni modo, l'anno seguente Mike Brown ha analizzato nuovamente i dati raccolti nel 2011 senza porre dei vincoli sulla direzione dell'asse di rotazione di Makemake, ottenendo una stima leggermente inferiore per le dimensioni del pianeta nano, pari a ., 2013. Per un decennio si è ritenuto che Makemake avesse dimensioni leggermente superiori rispetto ad Haumea e che dunque fosse il terzo oggetto transnettuniano per dimensioni dopo Plutone ed Eris., 2007. Una stima diffusa nel 2019 delle dimensioni di Haumea, tuttavia, sembrerebbe indicare che questo sia mediamente più grande di Makemake.

Makemake è stato indicato come il quarto pianeta nano del sistema solare grazie alla sua magnitudine assoluta nella banda V (visibile), pari a −0,44. Ciò garantisce che sia sufficientemente grande da aver raggiunto l'equilibrio idrostatico e la forma di uno sferoide oblato.

È risultato piuttosto laborioso misurare il periodo di rotazione di Makemake, pari a 22,83 ore,, 2019. perché la sua superficie esibisce variazioni fotometriche pari solo a due centesimi di magnitudine., 2009. Nel 2009 A. N. Heinze e D. deLahunta hanno stimato il periodo di rotazione del pianeta nano in 7,77 ore. Tuttavia, tale valore si è successivamente rivelato frutto di aliasing rispetto a quello effettivo di 22,83 ore, ottenuto da T. A. Hromakina e colleghi nel 2019. Makemake ruota piuttosto lentamente rispetto agli altri pianeti nani; ciò potrebbe essere stato determinato dalle interazioni mareali con il satellite. È stato anche ipotizzato che nel sistema sia presente un secondo satellite di grandi dimensioni che ancora non è stato scoperto.

Infine, per giustificare l'incapacità di discernimento di variazioni fotometriche apprezzabili,, 2007. è stato proposto che il pianeta nano potesse dirigere verso la Terra uno dei suoi poli. La distribuzione della temperatura superficiale rilevata durante l'occultazione stellare del 2011, concentrica rispetto alla direzione di osservazione, sembrerebbe confermare questa ipotesi., 2012. Si consultino in particolare le Informazioni supplementari (Supplementary information) disponibili sul sito della rivista. In precedenza, ad essa veniva preferita la spiegazione che ciò fosse dovuto al fatto che l'atmosfera di Makemake fosse congelata sulla superficie, rendendola praticamente omogenea.

Spettro

In una comunicazione alla rivista Astronomy and Astrophysics nel 2006, Licandro et al. riportano le misurazioni relative allo spettro nel visibile e nel vicino infrarosso di Makemake. I dati, ottenuti utilizzando il Telescopio William Herschel ed il Telescopio Nazionale Galileo, rivelano una superficie molto simile a quella di Plutone. Come Plutone, Makemake appare rosso nel visibile sebbene significativamente meno rispetto alla superficie di Eris (vedi la sezione sui colori dei TNO per un confronto). Lo spettro nel vicino infrarosso presenta una marcata banda di assorbimento del metano (CH4). Il metano è stato individuato anche su Plutone ed Eris nei cui spettri però la sua firma è molto più debole., 2006.