La pacifista (noto anche con il titolo Smetti di piovere) è un film del 1970 diretto da Miklós Jancsó.

TramaGiovanni Buttafava, Miklós Jancsó, Il Castoro Cinema, La Nuova Italia, Firenze, 1975, pp. 94-96 Barbara è una giornalista televisiva che lavora in una Milano sconvolta dalle lotte politiche: registra interviste e canti rivoluzionari, ma un gruppuscolo di giovani di estrema destra, ascoltate le registrazioni, incendia la sua auto. Accodatasi a un gruppo di dimostranti, viene aggredita da uno Sconosciuto che la colpisce al collo e scappa. Sconvolta, Barbara cerca conforto da Carlo, un vecchio amico, poi si fa accompagnare da un tassista in un bar all'aperto dove si sta svolgendo una strana cerimonia di iniziazione alla quale prende parte uno Straniero, che Barbara aveva già incontrato durante le sue inchieste. La giornalista arriva a casa e le sembra di vedere delle ombre nel giardino; per vincere l'angoscia cerca di trattenere il cameriere che le consegna la cena. A Piero, un amico che viene a trovarla, confida il sospetto che esista un'organizzazione criminale clandestina, ma nessuno le crede, neanche quando si rivolge a un commissario di polizia dopo aver rivisto lo Straniero.

Eppure Barbara, che sta realizzando un servizio di moda, è davvero seguita: ma al commissariato, di fronte al giovane Sconosciuto che l'ha aggredita, nega di averlo mai visto. Il giovane, innamorato di lei, la segue riconoscente, ma viene atterrato con un colpo di karate. Barbara lo soccorre e lo porta a casa sua; qui il ragazzo le confessa di essere nel mirino di un gruppo terroristico, di cui faceva parte, per aver rifiutato di compiere un omicidio,La pacifista comingsoon.it ma l'omicidio verrà perpetrato ugualmente da qualcun altro della banda. Barbara quindi si prepara a fuggire con lui, ma sopraggiunge lo Straniero che, dopo aver pronunciato frasi demenziali, manda Barbara al commissariato, mentre lo Sconosciuto soccombe per mano dei suoi ex camerati.

Per l'omicidio di poco prima, la polizia intanto ha arrestato un giovane della sinistra radicale e i suoi compagni inscenano una protesta, ma nessuno vuol credere a Barbara, che continua a essere classificata come nevrotica o come mitomane. Ma quando lei, nel cortile del commissariato, scorge nuovamente lo Straniero, estrae la pistola e lo uccide per vendetta..

Produzione La pacifista è il primo dei quattro film che Jancsó realizzò in Italia, sua nuova terra di elezione, con una nuova collaboratrice, Giovanna Gagliardo. Della Gagliardo è il soggetto di questo film che rimane, in tutti i sensi, il film più sfortunato del regista ungherese. Al film toccò un destino infausto: uscito per un paio di giorni in alcune città italiane, ebbe un insuccesso clamoroso, anche per l'aperta ostilità dei distributori.

Nel settembre 1970 era partita la lavorazione di questo film con il titolo Smetti di piovere e la Cinematografica Lombarda ne curava la produzione. La distribuzione sarebbe stata curata dalla Fox italiana, che garantiva alla produzione un minimo di 190 milioni di lire, ma nel novembre 1970 la Fox si ritirò dall'impegno senza un apparente motivo, per cui il film, terminato un mese dopo, fu presentato soltanto in pochissime sale e, successivamente, in una rassegna tenutasi a Londra.Minacciati di sequestro beni della «Century Fox» in Corriere della Sera, 22 aprile 1972, p. 10 Per rendere più commerciale il film e tentare il rilancio, la produzione italiana avrebbe voluto rimontarlo, ma l'intervento del regista bloccò l'iniziativa. Unico intervento successivo all'uscita fu il ridoppiaggio di Monica Vitti con la voce di Vittoria Febbi, che si può ascoltare anche nella versione DVD.

Critica «Clamoroso infortunio di Jancso... Probabilmente il peggior film di Jancso.» ° Paolo Mereghetti, Dizionario dei film, ed. 1994.

«Tutta l'opera è costruita su un'ambiguità di fondo [...]: è molto artificiosa e allusiva, ma insieme deve dare l'illusione della naturalezza (fino a introdurre – caso unico per Jancsó, salvo un precedente già mediocre nell'Armata a cavallo – una storia d'amore convenzionale).»«"La pacifista" è stata un atto di fede per aiutare un profugo disperato che aveva bisogno di un nome – il mio – per esprimere le sue idee. Il risultato, però, quasi un tradimento. Che film! Incomprensibile.»''Monica Vitti intervistata da Laura Delli Colli, in Monica Vitti, Gremese Editore, Roma, 1987, p. 35. ISBN 8876052682

Note

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Categoria:Film drammatici Categoria:Film ambientati a Milano