La chiesa e il Convento dei Carmelitani o chiesa del Carmine Maggiore, sorge nel quartiere Albergheria nel comune di Palermo. Appartenente alla diocesi di Palermo, vicariato di Palermo sotto il patrocinio di Santa Rosalia e di Santa Cristina patrona del mandamento, arcipretura di Palermo, chiesa del Carmine Maggiore.Pagina 482, Tommaso Fazello, "Della Storia di Sicilia - Deche Due" , Volume uno, Palermo, Giuseppe Assenzio - Traduzione in lingua toscana, 1817...
Culto della Madonna del Carmelo
Il monte Carmelo (הַר הַכַּרְמֶל, Har HaKarmel, Mount Carmel, letteralmente «il vigneto di Dio») è una catena montuosa lunga 39 km e larga 7 o 8 km, che si trova nell'Alta Galilea, una regione dello Stato di Israele, ed è meta di anacoreti; lassù alcuni cristiani dopo la morte di Gesù dedicano il primo tempio alla Vergine che dal luogo si chiama Madonna del Carmelo o del Carmine. Ma il Carmelo diviene ben presto insufficiente e così molti eremiti devoti alla Vergine emigrano in tutta la Palestina prima, in Egitto ed in tutto l'Oriente poi. Dalla Terra santa i carmelitani itineranti animati dalla “peregrinatio hierosolymitana” e dalla conseguente spiritualità del cammino, fondano il primo convento in occidente in Sicilia nella città di Messina nel 1235 circa, secolo che vede consolidare l'Ordine carmelitano, nello stesso anno l'Ordine si insedia anche a Palermo. Chiese e conventi della "Famiglia del Carmelo" sorgono nelle principali città dell'intera Sicilia con comunità di frati, di monache di vita contemplativa, di suore con diaconie apostoliche specifiche, da laici carmelitani (istituto secolare, terz'ordine, movimento carmelitano) animati dal “carisma del Carmelo”: seguire Cristo Gesù come “fraternità contemplativa in mezzo al popolo”, su modelli spirituali dell'apostolo Paolo, il profeta Elia e la Madonna.
Storia Le origini della Chiesa risalgono all'insediamento del frati carmelitani a Palermo, provenienti dal Monte Carmelo in Palestina nel 1235. Nel quartiere Albergheria, uno dei cinque quartieri normanni, così chiamato perché ospitò trasferiti o "albergati" da Federico II di Svevia, gli abitanti ribelli di Centorbe e Capizzi, secondo altre fonti potrebbe invece significare “terra a mezzogiorno”, da "Albahar" o "Albergaira". Nella parte centrale del quartiere è ubicato il mercato di Ballarò, nome di origine incerta, probabilmente derivante dal nome di un villaggio arabo nei pressi di Palermo, dal quale provenivano merci pregiate e spezie.
La tradizione supportata dalle indagini stilistiche e dalle odierne analisi, attribuisce all'Ordine Carmelitano la costruzione di varie chiese in epoche diverse e nella stessa ubicazione. XII secolo, Primitiva Cappella della Pietà; XIII secolo, Cappella della Pietà; 1243, Chiesa dell'Annunziata; 1627 - 1693, Chiesa del Carmine Maggiore attuale luogo di culto.
Epoca normanna Primitiva Cappella della Pietà Sul lato destro dell'altare della Madonna del Carmine una porta conduce all'antica "Cappella della Pietà", luogo di culto secondo la tesi dello storico Antonio Mongitore, risalente al 1118 e in seguito donata ai Carmelitani stanziatisi a Palermo.Pagina 38, Antonio Mongitore, "Palermo divoto di Maria Vergine e Maria Vergine protettrice di Palermo ..." , Tomo primo, Palermo, Gaspare Bayona, 1719, pp. 697. La tradizione vuole che questa primitiva cappella, sia stata donata dalla Contessa Adelasia, Regina di Gerusalemme, ai romiti che seguivano le orme del profeta Elia sul Monte Carmelo.. La Cappella presenta gli stili di due epoche diverse: la prima, tipica del XII secolo, riguarda gli archi a tutto sesto di stile romanico che sostengono il soffitto.
Cappella della Pietà Un successivo rifacimento della Cappella contempla i costoloni del soffitto in perfetto stile gotico e con il caratteristico "Agnus Dei" nella chiave pensile di epoca successiva. Interessanti sono gli affreschi del "Redentore" e dei profeti "Elia", "Eliseo". Detentori del patrocino della cappella la famiglia Tricotti..
Epoca sveva Chiesa dell'Annunziata Nel 1243 per necessità di culto è costruita a ridosso della "Cappella della Pietà" una seconda chiesa molto più ampia dedicata alla Santissima Annunziata. Come tutte le prime chiese fondate dai Carmelitani in Occidente, per il forte legame che essi avevano con Nazaret, luogo della casa della Madonna e dell'annuncio dell'Incarnazione del Cristo. Successivamente è chiamata anche Madonna del Carmine. Questa seconda chiesa aveva un orientamento ribaltato rispetto all'attuale: l'ingresso si trovava al posto dell'attuale abside e relativo coro. Dell'impianto rimangono i ruderi posti sul fianco destro dell'attuale chiesa e le due colonne lungo il portico del chiostro..
Epoca spagnola La chiesa oggi La costruzione della chiesa attuale è condotta dal 6 marzo 1627 al 1693, con alcune interruzioni sotto la direzione di Mariano Smiriglio.. L'edificio si presenta a forma di basilica a croce latina, con tre navate, sorretta da 12 colonne in pietra di Billiemi con capitelli dorici. La semplice e disadorna facciata è aggiunta nel 1814, nella nicchia sopra la porta centrale è collocata la statua della "Vergine del Carmelo" opera settecentesca. Nella navata principale, sul soffitto campeggia l'affresco "Il dono dello scapolare" opera di Giovanni Patricolo del 1814 unica porzione degli affreschi pervenuti.
Dal 2019 la cooperativa turistica Terradamare ha aperto al pubblico il monumento e organizza visite guidate della chiesa.
Dal 2021 al 2024, ad occuparsi della fruizione turistica in accordo con il Rettore è l'Associazione Culturale e di Volontariato “Guardie del Tempio”.
Dal 27 marzo 2022, dopo i lavori per la messa in sicurezza del campanile, voluta dal Rettore coadiuvato dall'Associazione Culturale e di Volontariato "Guardie del Tempio di Cristo", è concessa ai visitatori per la prima volta, la salita sul campanile ottocentesco, per ammirare la città dall'alto e osservare la cupola da una prospettiva ravvicinata.
Da luglio 2024, il Rettore affida il mantenimento e la gestione turistica all'Associazione Culturale Sikalesh.
Nel 2026 è stato presentato il restauro dell'agnello dell'apocalisse posto sull'abside, opera in stucco e legno dorato del XVIII sec., voluto dal Rettore p. Leta in collaborazione con l'associazione culturale Sikalesh. Il lavoro è stato affidato allo Studio Kéramos Arte e Restauro.
Interno
Navata destra Prima campata. Cappella di Sant'Andrea Corsini.. La cappella è dedicata al Santo carmelitano, vescovo di Fiesole, Andrea Corsini raffigurato nel quadro a olio, dove appare genuflesso ai piedi della Madonna nella tela dal titolo Apparizione della Vergine a Sant'Andrea Corsini, opera di Pietro Novelli del 1630. La parete di destra è ornata da una tela raffigurante San Biagio e in quella di sinistra da una tela raffigurante San Calogero. La cappella è di patrocinio della famiglia Hernandez - Vallegio. Seconda campata. Cappella delle Sante Maria Maddalena de' Pazzi e Teresa d'Avila. La cappella prende il nome dal quadro in essa riposto. La pittura è di Giacomo Lo Verde trapanese, discepolo di Pietro Novelli. Nel quadro è raffigurata la Madonna del Carmelo con due sante mistiche carmelitane: Santa Teresa d'Avila e Santa Maria Maddalena de' Pazzi. Nella parete di destra è raffigurato San Brocardo in atto di imporre la veste monacale a Sant'Angela regina di Boemia. Sulla parete di sinistra la Vergine Santissima che appare a San Pier Tommaso che predice la perpetuità dell'Ordine Carmelitano. Le due tele sono anteriori al 1715. La cappella è di patrocinio della famiglia Lusinno. Terza campata. Ex Cappella di Sant'Alberto. Dedicata fino al 1884 a Sant'Alberto degli Abati. Disfatta per l'apertura di una porta laterale, adesso tamponata. Sulle pareti laterali sono eretti due monumenti sepolcrali: quello di destra è finto, quello di sinistra costituisce la Cappella sepolcrale della famiglia Rosselli che racchiude le ceneri di Giovanni Battista Rosselli. Dall'anno 2000 conserva il simulacro del carmelitano Beato Franco Lippi di Sarteano da Siena. Quarta campata. Cappella di Santa Caterina d'Alessandria.. Inizialmente dedicata a Santa Maria Maddalena de' Pazzi, in seguito prende il nome della martire alessandrina Santa Caterina il cui simulacro, scolpito in marmo bianco di Carrara, è opera di Antonello Gagini. La martire è rappresentata in atto di schiacciare con il piede una testa virile e barbuta, simbolo dell'eresia, da Lei combattuta fino al martirio, rappresentato nella ruota dentata posta al suo fianco sinistro. Sul piedistallo è riportata la data 1521 sormontata dallo stemma carmelitano. Il simulacro era collocato nella precedente chiesa dell'Annunziata, dello stesso scultore è presente un'acquasantiera del 1521. Nella volta e ai lati sono presenti affreschi sulla storia di Sant'Elia profeta: la Vocazione di Eliseo, Salita in cielo sul carro di fuoco, Nuvoletta di Elia. La cappella è adorna di stucchi, attribuiti a Giacomo Serpotta da Donald Garstang. La cappella è sotto il patrocinio della famiglia Cipolla Quinta campata. Cappella della Madonna dell'Udienza. Secondo un'antica tradizione carmelitana, il titolo nasce dal fatto che, dopo la Pasqua, la Vergine Maria "dà ascolto", da qui il termine udienza, alle suppliche dei suoi fedeli. Queste preghiere sono fatte per sette mercoledì, celebrati dopo la Pasqua in attesa della Pentecoste. Il simulacro della Vergine Maria dell'Udienza è ornato da pilastrini tortili dai capitelli dorici che inquadrano all'interno la statua di marmo bianco di Carrara, raffigurante la Madonna che regge in braccio il Bambino Gesù, opera di Domenico Gagini. Alla base è scolpito lo stemma dell'Ordine Carmelitano. Sulla parete sinistra si osserva il sepolcro in cui sono sepolti alcuni membri della famiglia Meneces. Alle pareti, due tele raffigurano la Natività di Gesù e lAssunzione della Vergine Maria al cielo.
Navata sinistra Prima campata. Ex Cappella di Sant'Elia. Dal 1855 la cappella si presenta nel corso dell'anno chiusa da una grande porta di legno. All'interno si conserva il simulacro della Madonna del Carmelo. La statua lignea del 1598 è stata rivestita d'argento dall'artista Giuseppe Castronovo nel 1729. All'interno, ci sono ancora tracce della primitiva cappella e si possono ammirare delle pitture moderne. Seconda campata. Cappella di San Spiridione. La cappella è del XVII secolo originariamente Cappella della Madonna delle Grazie del 1665, della quale non ci sono più tracce. In seguito denominata Cappella di Sant'Anna, e ancora dopo destinata a Santa Teresa del Bambin Gesù, oggi collocata in una nicchia nell'altare della Madonna dell'Udienza. L'altare presenta una lavorazione di marmi mischi, due colonne tortili policrome e balaustra che adornano la marmorea parete intarsiata e policroma eseguita da Francesco e Gerardo Scuto nel 1667. Sulla parete sinistra è presente la statua lignea di Elia scolpita poco prima del 1668, proveniente dalla successiva cappella. Sulla parete destra è realizzato il monumento di marmo bianco di don Giacomo La Matina Dottore in Sacra Teologia. Il quadro posto al centro dell'altare ritrae San Spiridione, vescovo orientale di Trimitonte, Cipro. Terza campata. Ex Cappella del Beato Franco da Siena di patrocinio della nobile famiglia Giuffredi della quale si scorgono due stemmi marmorei, fra cui è incastrata una piccola nicchia che conteneva le reliquie di Sant'Alberto degli Abati. Nella parete opposta, vi è un'acquasantiera risalente al 1300, di marmo bianco con la vaschetta a forma di conchiglia sostenuta da una colonna tortile ornata da testine di angeli alati e da cordoni, sia all'estremità sia alla base. In alto sulla destra, una targa commemorativa ricorda il parroco di San Nicolò all'Albergheria Don Domenico Pizzoli, per avere custodito la chiesa durante la soppressione degli Ordini religiosi.