La Repubblica Popolare del Mozambico () fu uno Stato socialista formalmente esistito dal 25 giugno 1975 al 1º dicembre 1990, quando al suo posto venne istituita l'odierna Repubblica del Mozambico.

Al termine della Guerra d'indipendenza del Mozambico ed aver ottenuto l'indipendenza dal Portogallo, nel 1975 venne istituita la Repubblica Popolare del Mozambico su iniziativa del Fronte di Liberazione del Mozambico (Frente de Libertaçao de Moçambique, o FRELIMO) guidato da Samora Machel che aveva guidato il FRELIMO durante la guerra civile contro la Resistenza Nazionale Mozambicana (Renamo), un movimento di guerriglia inizialmente supportato dalla Repubblica della Rhodesia (l'odierno Zimbabwe), in seguito sostituita dalla Repubblica del Sudafrica nel finanziare il gruppo guerrigliero.

Il Mozambico stabilì rapporti amichevoli con la Repubblica Popolare dell’Angola, anch'essa retta da un governo comunista e, dopo la morte di Samora Machel, con l'Unione Sovietica e divenne uno Stato osservatore del Comecon, l'organizzazione economica degli stati comunisti del blocco orientale.

Nascita Indipendenza

Raggiunto da Vasco da Gama in nome del Regno del Portogallo alla fine del XV secolo, il Mozambico rimase sotto l'influenza portoghese per cinque secoli, prima di passare definitivamente sotto l'Africa Orientale Portoghese. Nel corso del XX secolo, si sviluppò una contestazione contro l'ordine coloniale all'interno della colonia mozambicana che assunsero presto delle forme di lotte religiose, operaie, contadine, intellettuali e politiche. Si verificarono scioperi soprattutto nel primo dopoguerra e dopo la seconda guerra mondiale. La lotta per l'indipendenza si concretizzò dopo il 1945 sullo sfondo dell'emigrazione mozambicana:. diversi movimenti indipendentisti si erano formati infatti tra i militanti mozambicani esiliati all'estero, tra cui l'UNAMI (União Africana de Moçambique Independente), l'UNDENAMO (Uniao Democratica Nacional de Moçambique Independante) e la MANU (Mozambique African National Union). Dopo l'indipendenza della Tanzania, i tre gruppi si insediarono a Dar es Salaam e si fusero nel Fronte di Liberazione del Mozambico (Frente de Libertaçao de Moçambique, FRELIMO), guidato da Eduardo Mondlane. Il nuovo movimento proclamò la sua ambizione all'ottenimento della totale indipendenza del Mozambico e alla costituzione di uno Stato multirazziale. Le linee politiche furono sostenute da altri movimenti indipendentisti africani all'interno dell'Impero coloniale portoghese, come il Movimento Popolare di Liberazione dell'Angola (MPLA) e il Partito Africano per l'Indipendenza della Guinea e di Capo Verde (PAIGC)..

Il FRELIMO passò alla lotta armata nel settembre del 1964 e guidò azioni di guerriglia contro le autorità coloniali portoghesi, prendendo il controllo di grandi porzioni del territorio. Il movimento organizzò il suo secondo congresso nel 1968 e si strutturò sul modello dei partiti unici dei regimi comunisti. Senza fare ancora un riferimento esplicito al marxismo-leninismo, il Comitato centrale del FRELIMO annunciò la sua volontà di raggiungere "una nuova società in cui l'uomo non è più sfruttato dall'uomo". Nel 1969, Eduardo Mondlane fu ucciso a Dar es Salaam da un pacco bomba e il FRELIMO attribuì tale atto alla PIDE, aiutata dagli agenti doppi in seno al movimento.. Dopo la morte di Mondlane, il FRELIMO si divise in due correnti antagoniste, tra le quali prevalse quella di Samora Machel, che divenne presidente del partito in sostegno di una linea vicina a quella seguita dal Partito Comunista Cinese durante la guerra civile.. A partire dal 1970, il FRELIMO si dichiarò ufficialmente "socialista". e nel 1972 fu lanciato uno slogan di offensiva diffusa. Progressivamente, i ribelli ricevettero il sostegno, sia sotto forma di armi sia di competenze tecniche, dall'Unione Sovietica, dalla Cina e dalla Cecoslovacchia. Le guerre coloniali portoghesi, costose e sempre più impopolari nella madrepatria, furono una delle principali cause della rivoluzione dei garofani che, nell'aprile del 1974, portò alla fine del regime dell'Estado Novo. A settembre del 1974, il nuovo governo portoghese firmò con il FRELIMO degli accordi per l'immediato cessate il fuoco, l'indipendenza del Mozambico entro giugno 1975, così come il passaggio progressivo del potere al FRELIMO; gli ex ribelli proclamarono un governo provvisorio del FRELIMO, retto da Joaquim Chissano. Gli accordi portarono immediatamente ad una rivolta dei coloni portoghesi e dei militari veterani a Lourenço Marques (dal 1976, Maputo); l'esercito portoghese e le forze del FRELIMO agirono insieme, mettendo fine alla ribellione..

Istituzione del regime

Dopo che il FRELIMO ottenne il potere, le sue idee politiche erano ancora vaghe ma progressiste, come la costruzione di una vera nazione mozambicana sulla base dell'uguaglianza razziale, l'alfabetizzazione della popolazione e l'emancipazione delle donne. Nel mese che precedette l'indipendenza, il FRELIMO aveva consolidato la propria presenza a sud del Paese e nelle zone urbane, grazie soprattutto all'azione di gruppi di militanti (i grupos dinamizadores, ovvero "gruppi dinamitardi") di cui facevano parte spesso anche dei simpatizzanti bianchi. Il periodo fu ugualmente segnato dai regolamenti di conti e dai processi pubblici contro i membri del Fronte che si erano allontanati dalla linea del partito. Furono incarcerati "traditori", "reazionari" e presunti agenti della PIDE o della CIA..

Il 20 giugno 1975, il Comitato centrale del FRELIMO adottò la Costituzione della Repubblica Popolare del Mozambico, secondo la quale il potere apparteneva agli operai e ai contadini, "uniti e guidati dal FRELIMO e dagli organi del potere popolare"; l'indipendenza del Paese venne proclamata ufficialmente cinque giorni dopo. Nel nuovo regime, il FRELIMO era la "forza dirigente dello Stato e della società", il suo presidente era automaticamente il Presidente della Repubblica, presidente dell'Assemblea popolare (il parlamento nazionale) e capo del governo fino al 1986, quando fu creata la carica di primo ministro. Il Mozambico adottò un'economia pianificata: lo Stato riconosceva la proprietà privata ma questa non poteva essere utilizzata contro gli interessi definiti dalla costituzione. Il territorio fu diviso in province rette da governatori nominati dal Presidente della Repubblica che rispondevano delle loro attività davanti al FRELIMO e al governo. I governatori avevano l'autorità sugli amministratori dei distretti e degli uffici postali locali. I primi mesi del nuovo capo di Stato Samora Machel furono segnati da una serie di misure radicali: furono nazionalizzate le terre, l'istruzione e la sanità; le tre stazioni radiofoniche furono chiuse e sostituite da un'unica radio pubblica nazionale, e la stampa scritta cadde sotto il controllo del governo e del partito. A ottobre venne creato il Servicion Nacional de Segurança Popular (SNASP), una polizia politica incaricata di "reprimere tutte le attività ostili alla rivoluzione". Il Mozambico indipendente avviò una politica di alleanze con gli altri Paesi comunisti: la Stasi, il servizio di polizia segreta della Germania Est, fu attiva nella formazione degli agenti SNASP..

I coloni portoghesi lasciarono velocemente il Paese: al 25 aprile 1974, vi erano solo 20 000 residenti portoghesi sui 180 000 iniziali. Tuttavia, queste partenze danneggiarono in maniera grave l'economia del Mozambico. e dopo l'esodo portoghese, il governo cercò di rimpiazzarsi con tecnici provenienti dal blocco orientale. La produzione industriale e agricola calarono rapidamente e la rete dei trasporti rimase disorganizzata. Avendo la Rhodesia come Paese confinante, le tensioni furono immediate ed il Mozambico decretò lo stato di guerra il 3 marzo 1976.. La crisi economica, aggravata dai frequenti attacchi militari alla frontiera rhodesiana, portò ad un clima d'inquietudine e di disordini che costrinse il governo a riorganizzarsi. Nel febbraio del 1977 fu organizzato, dopo molti mesi di preparativi, il III congresso del FRELIMO, che segnò ufficialmente il passaggio al marxismo-leninismo. Da questo momento, lo stesso Samora Machel presentò questa evoluzione come una conseguenza naturale dell'esperienza rivoluzionaria:

Il FRELIMO si costituì ufficialmente in un partito politico,Samora Machel, O Partido e as Classes Trabalhadoras Moçambicanas na Edificação da Democracia Popular Documentos do III Congresso da FRELIMO, 1977 con 9 membri del suo comitato politico permanente su 10 seggi del governo, e 15 ministri su 18 al Comitato centrale..

Politiche del FRELIMO Politica interna Il FRELIMO attuò una politica per rinforzare la sua presenza all'interno del Paese, lanciando una campagna di reclutamento e creando un gran numero di cellule locali e organizzazioni parallele (come l'Organizzazione delle donne mozambicane o l'Organizzazione dei giovani), e avviò campagne di propaganda e di istruzione popolare: i militanti furono incaricati di lottare contro le istituzioni e i costumi tradizionali, compresi i riti d'iniziazione e la poligamia. Al fine di migliorare il controllo sul Paese, il FRELIMO creò a livello locale delle assemblee elette. Per sostituire la precedente Assemblea popolare, fu organizzata una consultazione a livello nazionale dove i candidati venivano proposti dai gruppi dinamitardi. Durante l'elezione della prima Assembla nazionale, il voto venne svolto prima a livello locale e dopo sulla piazza pubblica: la popolazione venne incitata a sfidare i candidati che avevano collaborato con il Portogallo, i "borghesi", i "reazionari" o semplicemente tutti coloro che andavano in Chiesa. I capi tradizionali furono scartati. Ai livelli superiori (assemblee dei distretti, assemblee delle province), gli scrutini si svolsero nello stesso modo. Il diritto di voto era essenzialmente un diritto di rifiuto: sui 226 deputati dell'Assemblea organizzata dal FRELIMO, operai e contadini detenevano il 60% dei seggi..

Il governo lanciò una campagna per contrastare l'analfabetismo della popolazione (all'epoca al 95%)Mario Mouzinho Literacy in Mozambique: education for all challenges UNESCO, 2006 e migliorare l'istruzione, avviando anche una politica antireligiosa con la quale venne vietato l'insegnamento confessionale e furono confiscati i beni della Chiesa. Numerose associazioni religiose, come anche quelle culturali e sportive, furono vietate e l'insegnamento del marxismo divenne obbligatorio. La giustizia venne riorganizzata sulla base dei "tribunali popolari", composti da giudici eletti che sentenziavano senza un codice di leggi e sulla base "del buon senso e dell'uguaglianza". Le pene detentive furono sostituite dai lavori forzati nei campi di riabilitazione o di rieducazione politica, e alcune punizioni corporali di epoca coloniale furono ripristinate.. Anche prima dello scoppio della guerra civile, le prerogative dello SNASP furono ampiamente estese: nell'ottobre del 1975, la Sicurezza popolare fu abilitata ad arrestare e detenere tutte le persone sospettate di "attentare alla sicurezza dello Stato", descrizione che includeva i delinquenti economici. Nel 1979, la pena di morte, abolita dal Portogallo e nelle sue colonie dopo il 1867, fu ristabilita, mettendo le pratiche della SNASP in accordo con le leggi: anche la pena capitale non veniva sempre applicata, fu spesso applicata per punire i dissidenti del FRELIMO..

Politica economica