Il duomo di Santa Maria Assunta in Colle è la più importante chiesa cattolica di Bassano del Grappa, in provincia e diocesi di Vicenza; fa parte del vicariato di Bassano del Grappa-Rosà. L'edificio si trova nel nucleo più antico del centro storico, il cosiddetto castello degli Ezzelini.
Storia
Dalle origini al dominio veneziano Il duomo di Bassano del Grappa sorge su un sito da oltre un millennio sede di vita religiosa. Poco si sa della storia della chiesa prima dell'anno Mille. Quel che è certo è che attorno al 917, l'intera area di Bassano passò dalla diocesi di Asolo a quella di Vicenza con diritto feudale, ma la situazione generale del clero nell'area sembrò non essere delle migliori. Un primo tentativo di porre un freno alla povertà e al malcostume del clero locale venne portato avanti dal vescovo Girolamo di Vicenza (998 circa - 1013), il quale probabilmente fece erigere il primo nucleo della moderna chiesa di Bassano dedicato alla Madonna. La chiesa era retta da un arciprete.
Il primo documento storico che menziona l’esistenza della pieve di Santa Maria in Colle a Bassano del Grappa risale all’anno 998. Questo documento attesta l’importanza del sito di Margnano, dove si trova la pieve, e la sua rilevanza politica e religiosa nella Marca Veronese
Al 2 febbraio 1221 risale il secondo documento relativo alla storia della chiesa di Bassano, un prestito stipulato «n castro Baxani, in domo que est prope ecclesiam». All'inizio del Duecento, l'antica chiesa doveva apparire insufficiente per ospitare i fedeli della città che nel frattempo dovevano essere di molto cresciuti. La chiesa venne quindi tramutata in cripta e sopra di essa venne costruita una nuova chiesa, in forma basilicale a tre navate con torre campanaria. Al luglio del 1223 venne concesso dal vescovo di Vicenza la possibilità di erigere presso la parrocchiale di Bassano una collegiata con dei canonici. A partire dal 1280 venne eretta nei pressi della chiesa una cappella dedicata a san Vittore che sarebbe servita anche da abitazione di un eremita che avrebbe avuto il compito di custodire e tenere in ordine la chiesa e gli altari in essa contenuti, oltre a suonare le campane e assistere i sacerdoti nella liturgia. Malgrado ciò le finanze della chiesa locale apparivano ancora in crisi se nel 1280 lo stesso arciprete aveva limitato a soli quattro membri i partecipanti del proprio capitolo, contando anche sé stesso.Dai documenti risulta che nell'anno 1302 la pieve di Bassano poteva contare unicamente su 70-80 ettari di terreno su cui riscuoteva la decima.
Nel 1308 venne terminata la chiesa di San Giovanni e venne posta sotto la cura della parrocchia di Santa Maria, spostando quindi l'attenzione verso la parte meridionale della città.
L'età moderna All'inizio del Quattrocento, l'arciprete Lazzarino de' Ferrari, spostò la canonica e il fonte battesimale presso la chiesa di San Giovanni. Nel contempo, il comune aveva ottenuto il giuspatronato sulla chiesa, entrando così in contrasto con la diocesi di Vicenza che si era opposta a questo fatto. Il favore nei confronti della chiesa di San Giovanni fece sì che l'8 ottobre 1460, quando padre Pietro Barno, visitatore pastorale per conto del vescovo di Vicenza si portò a visitare Bassano, poté annotare nella propria relazione come l'antica chiesa arcipretale si trovava in stato di completo abbandono, senza battistero, senza tabernacolo e con una struttura a rischio imminente di crollo. Richiese pertanto al comune di eseguire i necessari lavori di riparazione della struttura antica, che vennero eseguiti tra il 1465 ed il 1473. Il nuovo progetto, ad ogni modo, economizzò sulla chiesa ormai divenuta secondaria, il cui spazio interno venne riportato ad una sola navata e venne rifatto il tetto. Nel 1480 l'arciprete Benedetto Novello decise di riportare il fonte battesimale nell'antica chiesa di Santa Maria a lavori ultimati, ma già nel 1519 dovettero essere eseguiti nuovi lavori di riparazione in quanto un terremoto aveva fatto crollare il campanile della chiesa. I fondi tardarono ad arrivare ed il visitatore Pietro Aleandro, il 30 novembre 1528, constatò la presenza ancora di una chiesa in pessime condizioni strutturali, richiedendo nuovamente l'intervento del comune di Bassano. La situazione era di poco mutata all'epoca della successiva visita pastorale il 10 ottobre 1561 e fu solo per intervento dell'arciprete Pizzamano che si apportarono alcune migliorie. Nuovi lavori di sistemazione vennero intrapresi sotto il governo dell'arciprete Compostella a partire dal 1582 su istigazione del vescovo Michele Priuli. Nel 1588 l'arciprete Giovanni Micheli avviò la demolizione dell'antico edificio ormai ridotto a cripta e terminò la sistemazione del coro. Quando la città attraversò il periodo della peste, si fece voto di erigere una nuova cappella dedicate ai santi Bassiano, Clemente, Rocco, Sebastiano ed Emerenziana e di rifare completamente la facciata della chiesa. A metà Seicento il tetto venne completamente rifatto e dal 1690 vennero avviati dei lavori di abbellimento della nuova chiesa.
Fu nuovamente per intervento dell'amministrazione comunale bassanese che nel 1715 venne acquistata Ca' Zen, di proprietà della famiglia veneziana dei Gradenigo, la quale venne adattata per ospitarvi la residenza dell'arciprete e dei canonici. I lavori proseguirono sino all'epoca dell'arciprete Andrea Verci che fu il primo ad andarvi a risiedere stabilmente (1756).
Nel 1796 i napoleonici soppressero il capitolo dei canonici. Nel 1852 papa Pio IX decise di concedere al giovane arciprete Domenico Maria Villa (poi vescovo di Parma) il titolo di abate mitrato, quindi col privilegio di indossare le insegne vescovili durante le cerimonie.
Dal periodo austriaco al Novecento Nel 1908 l'arciprete Giovanni Battista Gobbi tentò di costruire un nuovo duomo, più spazioso e adatto alle esigenze della città, in località Bastion ma questo progetto incontrò la resistenza della popolazione e l'opera non si compì sia per i costi eccessivi (stimati in 1.500.000 lire dell'epoca) e sia per la posizione scelta per la nuova chiesa, giudicata troppo fuorimano rispetto al centro cittadino.
I lavori di costruzione del nuovo duomo di Bassano in località Bastion, avviati nel 1908, subirono un arresto durante la prima guerra (1915 1918) e quindi furono ripresi nell'immediato dopoguerra con alcune modifiche sul progetto di partenza. Nel 1930, dopo più di vent'anni dall'inizio dei lavori, la chiesa, destinata a soppiantare una volta per sempre il vecchio duomo di Santa Maria in Colle giaceva ancora incompiuta. Per portarla a termine si venne a patti con l'amministrazione militare in cerca di un sito conveniente dove raccogliere insieme le 6000 salme di caduti sparsi ancora nei vari cimiteri militari e civili della zona del Grappa. Così, anziché un duomo nuovo per il servizio religioso cittadino, fu costruito un monumentale tempio-ossario per i caduti in guerra.
Nel 1931 fu avviata una serie di accurate indagini sulle strutture del duomo di Santa Maria in Colle e quindi furono iniziati seri e rilevanti lavori di restauro che durarono sino al 1932 e si conclusero con la decorazione interna dello storico edificio.
Nell'ottobre del 1985 il comune iniziava l'intervento ritenuto assolutamente prioritario: la riparazione e la manutenzione all'intero sistema delle coperture del complesso del Duomo. In concomitanza con l’intervento in corso alle coperture, monsignor Giulio De Zen, allora Arciprete di Santa Maria in Colle, costituiva un comitato per il restauro del Duomo, affidandogli il compito di formulare un programma organico per gli interventi necessari all'interno della Chiesa che la Parrocchia si prefiggeva di eseguire al più presto. Quasi nel terzo centenario della chiusura del cantiere che ne configurò l'aspetto architettonico e decorativo, il Duomo, dopo il restauro architettonico e pittorico eseguito dal 1985 al 1988, riproponeva di nuovo leggibili i suoi valori.
Descrizione
Esterno Il duomo di Bassano del Grappa non dispone di una vera e propria facciata nel senso classico del tema, bensì dispone di una semplice parete liscia interrotta solo da tre porte d'ingresso, di cui quella centrale è più alta e dotata di arco e frontone (il portone centrale), mentre quelle laterali sono più semplici, basse e squadrate. La parete è sovrastata da cinque finestre semicircolari che danno luce all'interno.
A fianco della chiesa si trova il campanile che presenta una struttura di base coeva alle mura del castello (XII-XIII secolo). Da documenti risalenti al Duecento, già si apprende che essa aveva la funzione di torre civica e quindi era utilizzata per la convocazione delle assemblee comunali che si svolgevano poi nel cortile del castello o sul piazzale antistante. Nel 1395, da inventario della Pieve si apprende che il numero delle campane sul campanile erano tre, per poi diminuire a due in una relazione del 1532 prima del restauro avviato dal comune a seguito del terremoto. Nei primi decenni del Settecento la torre campanaria era servita da due campane, ma si resero necessari nuovi lavori di restauro dopo un nuovo terremoto avvenuto nel 1698. Contestualmente il comune fornì il denaro necessario per la realizzazione dei lavori e ne decise anche l'elevazione di altri due metri e mezzo rispetto alla struttura esistente. L'architetto Andrea Tivoli, veneziano, si occupò del progetto.
Interno L'interno a pianta rettangolare, è contraddistinto da una singolare e quasi totale unitarietà storica e figurativa. Le pareti sono scandite da paraste corinzie sormontate da una balaustrata decorata a modiglioni. L'interno del duomo è caratterizzato dalla presenza del Battistero, dell'organo, dei confessionali e da otto altari completi di pale, oltre all'altare maggiore.
La situazione dell'interno del duomo, prima degli ultimi interventi dal 1985 al 1988, era quella di evidente degrado delle superfici e delle decorazioni, dovute soprattutto all'infiltrazione di acque meteoriche sia da alcune parti del tetto della navata centrale, sia dalle coperture, disposte a quote diverse dei corpi secondari; alla base delle pareti appariva anche la presenza di umidità risalente. Alla fine degli ultimi lavori di restauro, il duomo seppe riproporre, in modo leggibile e coerente, i suoi valori architettonici e spaziali.
Altare della Madonna del Rosario
Legato al diffondersi della devozione alla Madonna del Rosario, collegata alla vittoria navale della Lega sacra contro i Turchi a Lepanto, venne eretto nel 1584, ricostruito nella seconda metà del Seicento. La struttura architettonica fu realizzata da Antonio e Alberto Bettanelli e arricchita dalle statue di Orazio Marinali raffiguranti i santi Domenico e Caterina in basso, Gioacchino e Anna nella parte mediana e da due angeli sul coronamento. Bernardo Tabacco intervenne successivamente in decorazioni marginali, come il fregio con putti che sorreggono ghirlande alla base della pala e le teste dei cherubini collocate nella zona superiore.
La Madonna col Bambino sul basamento e i quattro putti sono invece opera di Enrico Merengo.
La pala, che ha intento celebrativo, raffigurante la Madonna del Rosario con Cristo risorto, angeli e regnanti è opera, firmata, di Leandro Bassano.
Ai lati dell'altare sono appese due telere lunghe e strette con i quindici Misteri del Rosario, otto in una e sette nell'altra, entro scomparti ovali, opere seicentesche attribuite ad Antonio Scajaro.
L'intero altare, comprensivo delle statue di Orazio Marinali raffiguranti i santi Domenico, Caterina, Gioacchino e Anna, della pala di Leandro Bassano raffigurante la Madonna del Rosario con Cristo Risorto e delle telere con i quindici Misteri del Rosario è stato oggetto di un importante restauro nel 2021-2022 promosso da Fulvio Bicego ed eseguito da Antonella Martinato.
Altare dei santi Stefano e Lucia