Il referendum sul divorzio a Malta si svolse il 28 maggio 2011; agli elettori veniva chiesto se approvavano la nuova legge che introduceva il divorzio nell'ordinamento maltese: il 53% si espresse a favore.

Nel momento in cui si svolse la consultazione, Malta era uno dei tre Paesi al mondo - insieme alle Filippine e alla Città del Vaticano - in cui il divorzio non era permesso"Malta to hold divorce referendum in May (AFP)", 16 marzo 2011.

Il quesito referendario Il disegno di legge volto a introdurre il divorzio venne depositato alla Camera dei Rappresentanti da Jeffrey Pullicino Orlando, un deputato nazionalista. Il testo del disegno di legge, che era stato cambiato due volte, non prevedeva lo svolgimento di un referendum: tale consultazione diretta è stata infine prevista attraverso una risoluzione parlamentare indipendente ai sensi della legge che autorizza un referendum facoltativo e non vincolante, che venne quindi indetto. Sia il Primo Ministro Lawrence Gonzi sia il leader dell'opposizione laburista Joseph Muscat annunciarono il loro "sì" "Malta votes yes to legalising divorce", The Guardian, 29 maggio 2011.

La Chiesa cattolica di Malta sostenne apertamente il "no" attraverso una lettera pastorale pubblicata nella domenica che precedette il giorno del referendum"Malta votes to introduce divorce laws", ABC (Australia), 31 maggio 2011. Vennero fatte delle denunce a causa delle pressioni religiose esercitate sugli elettori"Malta prepares to vote in historic referendum to allow divorce", The Guardian, 27 maggio 2011. Circa l'8% dei matrimoni celebrati nell'isola erano già stati annullati dalla Chiesa Cattolica.

Il quesito referendario venne formulato sia in inglese che in maltese in quanto Malta è un Paese bilingue. La versione in lingua inglese era:

Writ by the President of Malta dated 28th March, 2011 Department of Information

La versione in lingua maltese era:

Risultato

Note

Collegamenti esterni

2011 Categoria:Referendum sul divorzio