Villa Morosini, Pisani, Romanin Jacur, detta "Palazzon", è una villa veneta di Zianigo, frazione di Mirano, in provincia di Venezia.
Il soprannome con cui è comunemente nota è utilizzato in quasi tutto il Veneto per designare le ville più importanti o imponenti. Sorge a nord del centro abitato in località Castelliviero, toponimo che rimanda a un'antica fortezza costruita, secondo la tradizione, dal generale romano Oliveirus per proteggere il decumano massimo (via Desman) della centuriazione patavina.
Il Castumi Alverii, che poi diede il nome all’abitato, é citato in un elenco di “castrum et fortilicium” presenti nel periodo fra il 900 e 1258: “De Zachis: in tarvisino districtu castrum Alverij sine privilegio habuerunt”; il castello apparteneva cioè ad Alverio De Zachis, rampollo di una nobile famiglia padovana che, ciononostante, possedeva un castrum in tarvisino districtu, cioè in territorio trevigiano in quanto il castello si trovava in un'ansa del fiume Muson che si espandeva a sud fino al borgo che verrà in seguito denominato Castelliviero.
Storia I più antichi proprietari di cui si abbia notizia furono i Morosini i quali, grazie al matrimonio di Marina Morosini con Marco Tempesta in epoca medievale, avevano ereditato diversi beni nella zona.
Il complesso fu costruito nel corso del Cinquecento sui resti, forse, del Castelliviero e ne avrebbe conservato l'aspetto imponente. Di certo era stato ultimato nel 1568, quando Silvestro Morosini fece costruire l'oratorio intitolato al suo santo patrono (oggi è dedicato alla Madonna Immacolata); forse nello stesso periodo fu piantata la farnia secolare che si innalza accanto alla chiesetta.
Passato dai Morosini ai Giustinian, poi ai Barbarigo, infine ai Pisani per via ereditaria, attualmente è sede di un'azienda agricola della famiglia Romanin Jacur.
Descrizione: Il Palazzon è costituito dalla casa padronale, dall'abitazione del gastaldo, dagli edifici della servitù e da altre costruzioni di servizio come cantine e barchesse. Il tutto è completato dalla chiesetta la quale, pur isolata rispetto al resto del complesso, è compresa nelle pertinenze delimitate da mura e fossati. La casa padronale ha pianta rettangolare e si sviluppa su due livelli. I due fronti, l'uno rivolto a nord, verso la strada, e l'altro - il principale - a sud, verso il giardino, presentano la medesima impostazione. Le aperture sono distribuite secondo una simmetria centrale, determinata dal portale d'ingresso al piano terra. Si tratta di un'apertura arcuata a tutto sesto, con cornice lapidea a bugnato e sormontata da un concio in chiave di volta con mascherone; un'elegante mezzaluna in ferro ne chiude la parte superiore. Il motivo ad arco è ripetuto nei due ingressi carrabili posti ai lati dell'edificio. Alcune aperture sono impreziosite da cornici più lavorate in pietra di Nanto: fanno intuire quanto la villa risaltasse nell'antico panorama architettonico e che, forse, essa fosse solo una parte di un grandioso progetto rimasto incompiuto.
Gli interni sono organizzati secondo il tipico schema della villa veneta, con il salone passante in cui si notano tracce di una decorazione alla sansovina. Anche nelle barchesse sussistono simili ornamenti e non si esclude che fossero completati da tavole dipinte.
Verso nord si colloca l'oratorio, con la facciata delimitata da due lesene di ordine dorico. Degno di nota il triplice utilizzo di timpani triangolari a più fasce modanate (sopra l'ingresso, a coronamento della facciata e sul campaniletto a vela).
Bibliografia
Note
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Palazzon Categoria:Morosini