Primo discendente di Carlo I d'Ungheria e di sua moglie Elisabetta di Polonia a sopravvivere all'infanzia, in virtù di un trattato stipulato nel 1338 tra suo padre e Casimiro III di Polonia, zio materno di Luigi, si confermò il suo diritto a ereditare il Regno di Polonia se lo zio fosse morto senza avere un figlio. In cambio, Luigi veniva obbligato ad aiutare il suo parente a riprendere possesso delle terre che la Polonia aveva perso nei decenni precedenti. Pur avendo ricevuto il titolo di duca di Transilvania tra il 1339 e il 1342, non amministrò la provincia.

Luigi aveva raggiunto la maggiore età quando successe al padre nel 1342, ma la madre, profondamente religiosa, esercitò su di lui una potente influenza. Egli ereditò un regno centralizzato e una situazione erariale florida da suo padre; durante i primi anni del suo regno, Luigi partecipò alla crociata in corso contro i lituani e ripristinò il potere reale in Croazia; i suoi uomini sconfissero in diverse occasioni gli eserciti tartari, con il risultato che il sovrano estese la sua autorità verso il mar Nero. Quando suo fratello Andrea, duca di Calabria e marito della regina Giovanna I di Napoli, fu assassinato nel 1345, Luigi accusò la donna del suo omicidio e punirla divenne l'obiettivo principale della sua politica estera. Per tale motivo lanciò due campagne contro il Regno di Napoli tra il 1347 e il 1350. Le sue truppe occuparono vasti territori in entrambe le occasioni e Luigi adottò i titoli tipici dei Sovrani di Napoli (incluso quello di re di Sicilia e quello di Re di Gerusalemme), ma la Santa Sede non riconobbe mai le sue pretese. Gli atti arbitrari e le atrocità commesse dai mercenari che agirono per conto di Luigi resero impopolare il suo governo nel Mezzogiorno, spingendolo a ritirare tutte le sue truppe dal Regno di Napoli nel 1351.

Come suo padre, Luigi amministrò l'Ungheria in maniera assolutista e adoperò prerogative reali per concedere privilegi ai suoi cortigiani. Confermò inoltre le libertà della nobiltà ungherese riconosciute alla dieta del 1351, sottolineando lo status di uguaglianza in vigore per tutti gli aristocratici. Nell'ambito della stessa dieta, introdusse un principio di trasmissione ereditaria dei terreni e impose il pagamento di un canone uniforme tanto ai contadini quanti ai proprietari terrieri, confermando il diritto alla libera circolazione per i primi. Nel 1350, intraprese guerre contro i lituani, la Serbia e l'Orda d'Oro, ripristinando l'autorità dei monarchi ungheresi sui territori lungo le frontiere che erano stati persi nei decenni precedenti. Nel 1358, costrinse la Repubblica di Venezia a rinunciare alle città situate lungo le coste della Dalmazia. Sempre nel medesimo periodo, eseguì diversi tentativi di espansione ai danni dei governanti della Bosnia, della Moldavia, della Valacchia e di parte della Bulgaria e della Serbia. I governanti delle aree appena menzionate si dimostrarono talvolta disposti ad accettare la sua autorità, sia perché costretti sia nella speranza di sostegno contro i loro avversari interni, ma il dominio di Luigi in queste regioni risultò solo nominale durante la maggior parte del suo regno. I suoi sforzi di convertire i suoi sudditi pagani o ortodossi al cattolicesimo lo resero comunque impopolare nelle latitudini balcaniche. Luigi fondò un'università a Pécs nel 1367, ma fu chiusa nel giro di due decenni perché non disponeva di entrate sufficienti per mantenerla.

Luigi ereditò la Polonia dopo la morte di suo zio nel 1370. Poiché non aveva figli, egli desiderava che i suoi sudditi riconoscessero il diritto delle sue figlie a succedergli in Ungheria e in Polonia. A tal fine nel 1374 emanò il privilegio di Koszyce, grazie a cui i nobili polacchi videro riconoscersi diverse libertà. A ogni modo il suo vessatorio modus operandi lo rese impopolare anche a Cracovia. In Ungheria si preoccupò di autorizzare le libere città regie a delegare i giurati all'alta corte che giudicava i loro casi, istituendo pure un nuovo tribunale di alto grado. Affetto da una malattia della pelle, Luigi divenne ancor più pio durante gli ultimi anni della sua vita. Nel corso dei prodromi e delle prime fasi dello Scisma d'Occidente, riconobbe Urbano VI come legittimo pontefice. Dopo che Urbano depose Giovanna e insediò il parente di Luigi Carlo di Durazzo sul trono di Napoli, Luigi assistette Carlo nell'occupazione del regno. Nella storiografia ungherese, Luigi è stato considerato per secoli il più potente monarca ungherese a governare un impero «le cui coste erano bagnate da tre mari».

Biografia Infanzia e gioventù (1326-1342)

Nato il 5 marzo 1326, Luigi era il terzogenito di Carlo I d'Ungheria e di sua moglie, Elisabetta di Polonia... Il suo nome si doveva allo zio del padre Luigi, vescovo di Tolosa, canonizzato nel 1317.. Suo fratello maggiore Carlo, primogenito della famiglia, morì prima della nascita di Luigi. Luigi divenne poi il legittimo erede di suo padre dopo la morte di suo fratello Ladislao nel 1329..

Nel corso dei suoi primi anni, fu avvicinato dai suoi maestri alle arti liberali e apprese il francese, il tedesco e il latino.. Le fonti segnalavano pure un suo interesse speciale per la storia e l'astrologia.. Un chierico di Breslavia, tale Nicholas Neszmélyi, gli insegnò i principi fondamentali della fede cristiana.. A un giudizio attento lo zelo religioso di Luigi si dovette perlopiù all'influenza di sua madre.. In uno statuto reale, Luigi ricordava che nella sua infanzia, un cavaliere della corte reale, Pietro Poháros, lo portava spesso sulle spalle.. I suoi due maestri, Nicholas Drugeth e Nicholas Tapolcsányi, salvarono la vita sia di Luigi sia di suo fratello minore, Andrea, quando Feliciano Zach tentò di assassinare la famiglia reale a Visegrád il 17 aprile 1330..

Luigi aveva solo nove anni quando firmò un trattato di alleanza tra suo padre e Giovanni I di Boemia.. Un anno più tardi, Luigi accompagnò personalmente suo padre nella campagna bellica intrapresa in Austria... Il 1º marzo 1338, il figlio ed erede di Giovanni di Boemia, Carlo, margravio di Moravia, sottoscrisse una nuova intesa con Carlo I d'Ungheria e Luigi a Visegrád.. Ai sensi della stessa, Carlo di Moravia riconobbe il diritto dei figli di Carlo I di succedere allo zio materno, Casimiro III di Polonia, se quest'ultimo fosse morto senza avere eredi maschi.. Luigi promise inoltre di sposare la figlia di tre anni del margravio, Margherita.

La prima moglie di Casimiro III, Aldona di Lituania, si era spenta il 26 maggio 1339.. Due importanti nobili polacchi convinsero Casimiro, il quale non aveva avuto un figlio, a nominare sua sorella, Elisabetta, così come la sua progenie, suoi eredi.. Secondo gli Annali di Jan Długosz del XV secolo, Casimiro tenne un sejm generale a Cracovia, dove «i prelati e i nobili riuniti» proclamarono Luigi erede di Casimiro, ma il riferimento a un organo come il sejm risulta anacronistico... Lo storico Paul W. Knoll riporta che Casimiro preferiva la famiglia di sua sorella alle proprie figlie o un membro di un ramo cadetto della dinastia Piast, in quanto voleva assicurarsi l'appoggio del re d'Ungheria per contrastare lo Stato monastico dei Cavalieri Teutonici. Il padre e lo zio di Luigi firmarono un trattato a Visegrád nel mese di luglio in base al quale Casimiro III avrebbe nominato Luigi suo erede qualora fosse morto senza avere un figlio.. In cambio, Carlo promise che Luigi avrebbe rioccupato la Pomerania e altre terre polacche perse a vantaggio dell'ordine teutonico senza attingere alle casse erariali della Polonia e che avrebbe insediato solo polacchi nell'amministrazione reale.

Luigi ereditò il titolo di dica di Transilvania da suo padre nel 1339, malgrado non avesse mai amministrato di fatto la provincia.. Secondo uno statuto reale dello stesso anno, la sposa di Luigi, Margherita di Boemia, viveva alla corte reale ungherese. La corte ducale separata di Luigi andò menzionata per la prima volta in uno statuto reale del 1340.

Primi anni di regno (1342-1345)

Carlo I morì il 16 luglio 1342.. Cinque giorni dopo, Csanád Telegdi, arcivescovo di Esztergom, incoronò Luigi re con la Corona di Santo Stefano a Székesfehérvár.. Sebbene Luigi avesse raggiunto la maggiore età, sua madre Elisabetta «agì alla stregua di una sorta di co-reggente» per decenni, esercitando dunque una forte influenza su di lui.. Luigi ereditò una situazione erariale florida da suo padre, che aveva rafforzato l'autorità reale e governato senza adunare diete durante gli ultimi decenni del suo dominio..

Luigi introdusse un nuovo sistema di concessioni fondiarie, escludendo dalla donazione i fratelli del beneficiario e altri parenti in contrasto con il diritto consuetudinario: tali proprietà, il cui godimento restava concesso a titolo di prestito, passavano alla Corona in caso di morte degli ultimi discendenti maschi del beneficiario.. Inoltre, Luigi spesso promosse l'istituto del praefectio in filium, in virtù del quale una figlia era ammessa a ereditare le proprietà del padre esattamente come se fosse di sesso maschile, malgrado la legge consuetudinaria prescrivesse che la proprietà fondiaria di un nobile defunto senza figli doveva passare ai suoi parenti.. Il magiaro concesse nella pratica spesso questo privilegio alle mogli dei suoi favoriti.. Luigi autorizzò in svariati casi i proprietari terrieri ad applicare la pena capitale (ius gladii) nei loro possedimenti, limitando dunque l'autorità e il peso giudiziario dei magistrati delle contee..

William Drugeth, un influente consigliere del defunto padre di Luigi, morì nel settembre 1342.. Questi lasciò in eredità i suoi possedimenti terrieri a suo fratello, Nicola, ma Luigi si appropriò di quei feudi... Nel tardo autunno, Luigi rimosse dal suo incarico il voivoda di Transilvania fedele a suo padre, Tommaso Szécsényi, sebbene la moglie di quest'ultimo fosse una lontana cugina della regina madre.. Il magiaro parteggiava prediligeva in particolare i Lackfi, tanto che otto membri di quella famiglia ricoprirono alte cariche durante il suo regno. Andrea Lackfi rivestì l'incarico di comandante dell'esercito reale durante la prima guerra avvenuta durante il mandato di Luigi.. Alla fine del 1342 o all'inizio del 1343, invase la Serbia e rimise in piedi il Banato di Macsó, perduto durante il regno di suo padre...

Roberto d'Angiò, re di Napoli, morì il 20 gennaio 1343.. Nel suo testamento, dichiarò la sua nipote, Giovanna I, sua unica erede, escludendo dunque il fratello minore di Luigi, Andrea, marito di Giovanna, dalla possibilità di aspirare a un titolo. Luigi e sua madre consideravano l'azione una violazione di un precedente accordo tra i defunti re di Napoli e Ungheria.. Luigi visitò il padre della sua sposa, Carlo di Moravia, a Praga, per persuaderlo a intervenire per conto di Andrea presso l'ex sostenitore di Carlo, papa Clemente VI, il signore supremo del Regno di Napoli.. Luigi optò anche per l'invio di ambasciatori all'attenzione dei suoi parenti napoletani e degli alti funzionari del regno, esortandoli a promuovere gli interessi di suo fratello. Sua madre Elisabetta partì per Napoli in estate, portando con sé quasi l'intero tesoro reale, inclusi più di 6.628 kg d'argento e 5.150 d'oro... Durante i suoi sette mesi di permanenza in Italia, riuscì solo a convincere la nuora e il papa a promettere che Andrea sarebbe stato incoronato come marito di Giovanna..

Secondo la cronaca quasi contemporanea del chierico e storico Giovanni di Küküllő, Luigi lanciò la sua prima campagna contro un gruppo di sassoni di Transilvania che si erano rifiutati di pagare le tasse, costringendoli alla resa nell'estate del 1344.. Durante il suo soggiorno in Transilvania, Nicolae Alexandru, figlio del principe di Valacchia Basarab, giurò fedeltà al sovrano ungherese per conto di suo padre a Brassó; in tal modo la sovranità della Corona ungherese sulla Valacchia fu, almeno de iure, ripristinata....