Biografia Lontana discendente dello scultore Gian Lorenzo Bernini Marisa era figlia di Mario Lurini, impiegato presso una compagnia assicurativa, e di Edmea Bernini, figlia dell’ultimo discendente maschio dello scultore Gian Lorenzo., segue la famiglia che nel 1928 si trasferisce a Torino dove comincia ad avvicinarsi all’arte come autodidatta, incoraggiata dallo scultore Leonardo Bistolfi, amico di famiglia. All'inizio degli Anni Venti si sposa con il giornalista e poeta Mario Mori ed è allieva di Felice Casorati, divenendone più tardi assistente. In quegli anni intraprende anche l'attività espositiva insieme ad altre allieve dell’artista come Nella Marchesini, Daphne Maugham, Paola Levi Montalcini e Lalla Romano. Nel 1930 presenta un dipinto alla XVII Biennale di Venezia.
Dal 1931 entra in contatto con esponenti Come Tullio d’Albisola e i piemontesi Enrico Paulucci Delle Roncole, Fillia e Nicola Diulgheroff.del movimento Futurista ed espone una serie di ceramiche a Chiavari, alla Mostra futurista di pittura e scultura e arti decorative. Aderisce al programma dell'aeropittura.
Nel 1932 con il marito fa ritorno a Firenze. A La Spezia, nello stesso anno, espone alla mostra Aeropittura arte sacra futuriste e nel 1933 consegue il terzo posto al Premio di pittura Golfo con il trittico intitolato Sintesi del golfoIl dipinto è ispirato agli stati d’animo con tre sottotitoli: Sintesi romantica, Sintesi militare, Sintesi gioiosa..
Partecipa attivamente alle iniziative del «secondo futurismo»Contribuisce anche alla stesura della Cucina futurista di Marinetti e Fillia (Sonzogno, Milano 1932) scrivendo la ricetta del dessert Le mammelle italiane al sole: due semisfere di marzapane sormontate da fragole e adagiate su uno strato di panna e crema allo zabaione.. Sempre nella compagine futurista prende parte alla Quadriennale nazionale di Roma negli anni 1931, 1935 (Ritorno dalle colonie marine) e 1939 (Concerto di fabbrica sulle Apuane).
Ricercando un costante equilibrio tra elementi astratti e figurativi, non abbandona mai del tutto la riconoscibilità naturalistica dei soggetti, ma sottopone le forme a una scomposizione cubo-futurista privilegiando i ritmi curvilinei.
Nell’aprile del 1934 allestisce la sua prima personale nello Spazio Bragaglia a Roma ed espone il dipinto Aeropittura I alla XIX Biennale d’arte di Venezia dello stesso anno.
L’interesse per il teatro e il cinema la porta a iscriversi, verso la metà degli anni Trenta, alla scuola di recitazione dell’Accademia dei Fidenti a Firenze.
Nel 1937 prende parte alla mostra Les femmes artistes d’Europe al museo Jeu de Paume di Parigi la mostra è stata riproposta due anni dopo al Metropolitan Museum di New York..
Dopo la promulgazione delle leggi razziali nel 1938, da lei condannate, inizia il suo progressivo distacco dai gruppi futuristi. Inoltre dà rifugio alla celebre Rita Levi Montalcini e alla sua famiglia in Via Cavour, in quanto la sorella gemella di Rita, Paola (amica di Marisa) era a sua volta allieva di Felice Casorati.
Nel 1943, dopo la morte del marito, ritorna alla pittura figurativaNella sua ultima produzione riprende una figurazione di matrice classica ritrovando temi e modi di Casorati come il ritratto, le nature morte, le maschere, i nudi. seguitando a studiare, a frequentare l'Accademia di belle arti di Firenze e associazioni culturali come il Circolo Culturale Lyceum e la Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni e affari) e ad esporre in diverse mostre collettive.
Nel 1951 presenta il dipinto Studio per il ritratto di Vera Zalla alla VI Quadriennale nazionale di Roma, dopodiché conduce vita ritirata, esponendo di rado e quasi esclusivamente nelle mostre di pittura femminile patrocinate dal circolo culturale fiorentino Lyceum.
Nel 1980 a Palazzo Reale, a Milano, due suoi quadri sono stati stati inclusi nella mostra L' altra metà dell' avanguardia, la prima grande rassegna dedicata alle donne del Futurismo.
Note
Bibliografia
Voci correlate Futuriste. Letteratura. Arte. Vita