Il termine latino necessitudo Ove non indicato diversamente, le informazioni contenute nella voce hanno come fonte: Renata Raccanelli, L'amicitia nelle commedie di Plauto: un'indagine antropologica, Edipuglia srl, 1998 p.26 e sgg. non si riscontra prima dell'età classica quando è frequente nell'epistolografia e nelle opere di oratoria come in quelle di Cicerone.

La parola richiama quella di necessitas con cui tende a confondersi ma, mentre in ambedue i termini è presente il significato di qualcosa di necessario a cui non si può sfuggire, il lemma necessitudo acquista valore proprio nell'uso specifico riguardante i rapporti di parentela destinatari degli officia:

La valenza del termine necessitudo viene confermata da Sesto Pompeo Festo:

Il concetto della necessitudo in alcuni casi riguarda non solo coloro che sono legati da vincoli di parentela di consanguineità o affinità ma anche la familiaritas o l'amicitia impongono ineludibili prestazioni d'aiuto e conforto nei confronti di quelli con cui esiste un legame affettivo.«Amicitiae necessitudines» (Cic. Sest. 39; Lael. 71; Plin. epist. 5.7.5.

Necessitudo e benevolentia Quando la necessitudo va oltre il suo campo d'applicazione più specifico, quello della parentela, e deborda in quello dell'amicitia, viene talora associata con la benevolentia.

Ma mentre la necessitudo implica doverosi rapporti di aiuto e sostegno reciproco, la benevolentia si caratterizza per la libertà del rapporto affettivo che si traduce nel fare altruisticamente del bene a colui con cui si è legati da amicitia:

Se però la benevolentia non implica la doverosità di prestare officia come nei casi di parentela, tuttavia anch'essa, che è espressione di un libero sentimento, come quello dell'amicizia, implica qualcosa che viene sentito come obbligatorio se si vuole fondare o mantenere il rapporto d'amicizia: se il bene nel confronto dell'amico lo si farà liberamente si tratterà di prestazioni di beneficia, se lo si farà per non rompere l'amicizia allora si tratterà di dare officia.

Note

Bibliografia Renata Raccanelli, L'amicitia nelle commedie di Plauto: un'indagine antropologica, Edipuglia, Bari 1998 Mario Pani, Elisabetta Todisco, Società e istituzioni di Roma antica, Carocci editore, Roma 2005

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