To Pimp a Butterfly è il terzo album in studio del rapper statunitense Kendrick Lamar, pubblicato il 15 marzo 2015 dalla TDE, Aftermath e Interscope.
Pubblicato in contemporanea all'ascesa del movimento Black Lives Matter, si tratta di un concept album influenzato da stili musicali tipicamente neri come il soul, gospel, funk, jazz e musica psichedelica, e che esplora una grande quantità di temi cari alla cultura afroamericana, quali il razzismo e le disuguaglianze sociali, vertendo anche su esperienze dolorosamente biografiche vissute dal rapper, come il conflitto interiore, il rapporto con il denaro, la celebrità, l'alcolismo, la depressione e l'avvicinamento a Dio.
Negli Stati Uniti diventò il primo album di Lamar a conquistare la 1ª posizione della Billboard 200, facendo registrare una vendita di 324.000 copie nella prima settimana di disponibilità, e due anni più tardi ottenne la certificazione di disco di platino dalla RIAA per il milione di unità distribuite negli USA, mentre a livello globale raggiunse la Top 10 in altri dodici Paesi del mondo e stabilì il record di ascolti nell'arco di un giorno su Spotify. Dall'album furono estratti cinque singoli: i, The Blacker the Berry, King Kunta, Alright e These Walls, tutti entrati simultaneamente nella Hot 100 americana, e un'ulteriore promozione venne fornita dall'inizio del Kunta's Groove Session Tour. Il 15 febbraio 2016 fu il progetto musicale con maggiori nomination alla 58ª edizione dei Grammy Awards, tra cui quella per l'Album dell'anno, aggiudicandosi 4 premi su sette candidature (Miglior album rap, Miglior canzone e Miglior interpretazione rap a Alright e Miglior collaborazione rap per These Walls) che, unite alle quattro relative alle collaborazioni con Flying Lotus in Never Catch Me e Taylor Swift per il singolo Bad Blood, fecero entrare Lamar nel Guinness dei primati come il rapper con il più alto numero di candidature ottenute ai Grammy Awards in una sola notte (11), e in generale preceduto solo da Michael Jackson e Babyface (12).
Distribuito una settimana prima rispetto a quanto previsto a causa di un errore da parte della Interscope Records, ricevette il plauso universale della critica specializzata, e da personalità musicali esterne al rap come David Bowie e aiutò notevolmente Lamar a consolidare il proprio posto fra gli artisti più influenti della sua generazione.
È ritenuto uno dei migliori dischi del 2015 e del XXI secolo, nonché tra gli album più importanti nella storia della musica hip-hop. Nel 2020 la rivista Rolling Stone ha inserito To Pimp a Butterfly al 19º posto della sua lista dei 500 migliori album di tutti i tempi, mentre è stato posizionato da Billboard in vetta alla classifica dei 100 migliori album dell'anno. Compare inoltre nel volume 1001 Albums You Must Hear Before You Die.
Descrizione
Antefatti Il 28 febbraio 2014, durante un'intervista concessa a Matt Diehl per il settimanale Billboard, Kendrick Lamar rivelò di star pianificando gli ultimi dettagli relativi all'uscita di un nuovo album entro il mese di settembre di quell'anno; nel corso della suddetta, dove erano presenti anche Schoolboy Q, Anthony "Top Dawg" Tiffith e Dave Free, fu inoltre ipotizzata la possibilità di pubblicare un mixtape da parte del collettivo Black Hippy. Il 31 luglio venne resa ufficiale la notizia secondo la quale il 9 agosto seguente Lamar avrebbe presentato in anteprima al Sundance NEXT Fest di Los Angeles il suo cortometraggio m.A.A.d., diretto da Kahill Joseph e ispirato all'album Good Kid, M.A.A.D City, uscito due anni prima.
Registrazione e produzione
To Pimp a Butterfly fu registrato in vari studi; inclusi Chalice Recording Studios, Downtown Studios, House Studios, Notifi Studios e No Excuses Studios. Lamar scrisse il testo della canzone Mortal Man mentre era in tournée con Kanye West durante il suo "Yeezus Tour". Durante l'intero tour, il produttore Flying Lotus suonò a Lamar una selezione di tracce intese per l'album di Captain Murphy (l'alter ego di Flying Lotus). Lamar prese in considerazione tutte le tracce, ma solamente Wesley's Theory, che vede inoltre la presenza di Thundercat e George Clinton, finì sull'album finale. Lotus produsse una versione di For Sale? (Interlude) che alla fine venne scartata, perché Lamar scelse di usare per il disco la versione di Taz Arnold. La rapper statunitense Rapsody appare nell'album, contribuendo con una strofa alla traccia Complexion (A Zulu Love). Lamar aveva richiesto che 9th Wonder contattasse Rapsody per chiederle di partecipare. Rapsody e Lamar discussero della canzone anche se Lamar diede pochissime indicazioni circa il contributo che voleva. Parlando della canzone, lei disse che Lamar aveva già deciso il concetto generale del brano e le uniche indicazioni furono il titolo e l'idea che "...siamo belli indipendentemente dalla nostra razza, ma voleva davvero parlare alla nostra gente e affrontare questa complessità luce contro oscurità".
Nel 2014, Pharrell Williams, che in precedenza aveva già lavorato con Lamar, insieme al produttore Sounwave, suonò il brano Alright durante la manifestazione Holy Ship Festival. La traccia contiene lo stesso campionamento non identificato che Williams aveva utilizzato nella canzone Presidential di Rick Ross dall'album God Forgives, I Don't (2012). Il disco passò attraverso tre differenti fasi di produzione. Successivamente, il produttore Thundercat venne coinvolto nel processo, dopo che Flying Lotus lo portò a vedere l'esibizione di Lamar nello Yeezus Tour. Il singolo principale estratto dall'album, intitolato i, venne prodotto da Rahki. Anche se la versione di i inclusa nell'album è drasticamente differente rispetto a quella del singolo, entrambe contengono un campionamento della canzone That Lady degli Isley Brothers. Lamar disse di essersi personalmente recato a St. Louis a trovare Ronald Isley per chiedergli l'autorizzazione. Isley finì anche per partecipare alla traccia How Much a Dollar Cost insieme a James Fauntleroy. Il produttore e rapper Pete Rock fornì alcuni cori di sottofondo e scratch al brano Complexion (A Zulu Love), ma non contribuì alla produzione della traccia. Il cantante Bilal appare nelle canzoni Institutionalized e These Walls, e non accreditato come corista in U, For Sale? (Interlude), Momma e Hood Politics. Lamar collaborò anche con Prince (e la sua influenza si avverte particolarmente in brani come These Walls), tuttavia, i due ebbero troppo poco tempo disponibile durante la sessione di registrazione e quindi non furono in grado di completare alcun lavoro per l'inclusione nell'album. Lamar raccontò di aver ascoltato spesso, durante la lavorazione dell'album, dischi di Miles Davis e Parliament-Funkadelic.
Stile musicale Secondo il musicologo Will Fulton, To Pimp a Butterfly si impegna a celebrare la tradizione della musica nera. In maniera simile a D'Angelo nel suo album Black Messiah del 2014, Lamar "indicizza consapevolmente gli stili musicali afroamericani del passato in un rapporto dinamico di revivalismo nostalgico e avanguardismo". Kyle Anderson di Entertainment Weekly scrisse che l'album "abbraccia l'intera storia della musica nera americana". Il fonico MixedByAli lodò Lamar, dicendo: «[Lamar è] una spugna. Incorpora tutto quello che sta succedendo [in Africa] e nella sua vita per completare un puzzle da un milione di pezzi». Lamar descrisse l'album un'opera "onesta, paurosa e impenitente" che attinge da funk, hard bop, spoken word e soul mentre la critica notò anche tracce di West Coast hip hop e avant-garde. Allison Stewart del The Washington Post scrisse che l'album ha un "filo diretto" con il G-funk. Discutendo dello stile dell'album, il co-produttore Terrace Martin disse: «Se scavi più a fondo, senti il lignaggio di James Brown, Jackie Wilson, Mahalia Jackson, i suoni dell'Africa e della nostra gente quando hanno iniziato qui. Ogni volta ci sento qualcosa di diverso. Ho sentito degli elementi cubani l'altro giorno».
Stereogum descrisse To Pimp a Butterfly un'"ambiziosa dichiarazione avant-jazz-rap", e The Source classificò il disco come un album di "hip hop sperimentale". Dan Weiss di Spin notò "tracce di On the Corner di Miles Davis e sfumature di free jazz sparse dappertutto [...], come anche di There's a Riot Goin' On di Sly Stone e dei Funkadelic, ma ha comunque affermato che "il senso di questo album è vividamente contemporaneo". Altri critici lo hanno invece visto come un ritorno al passato alla musica neo soul degli anni novanta.
Titolo e copertina Il titolo dell'album, che può essere tradotto con l'espressione "Sfruttare una farfalla", era originariamente Tu Pimp a Caterpillar (acronimo inverso per Tu.P.A.C., allusione al rapper Tupac "2Pac" Shakur.). Lamar decise di sostituire la parola "caterpillar" (bruco) con "butterfly" (farfalla), spiegando il motivo in un'intervista con MTV: «Usare la parola "farfalla", volevo solo mostrare la luminosità della vita e la parola "magnaccia" (pimp) ha così tanta aggressività e questo rappresenta molte cose. Per me, rappresenta usare la mia celebrità a fin di bene. Un altro motivo è il non essere sfruttato dall'industria attraverso la mia celebrità». Le copie fisiche del disco, inoltre, contengono delle parole in braille (A Kendrick by Letter Blank Lamar) che, se tradotte e riorganizzate, rivelano il "titolo completo dell'album": To Pimp a Butterfly - A Blank Letter by Kendrick Lamar (Una lettera vuota da Kendrick Lamar).
La copertina dell'album, scattata davanti alla Casa Bianca, mostra un gruppo di afroamericani in rivolta che sovrastano il corpo di un giudice bianco.
I brani
Wesley's Theory
L'album inizia con un campione del brano Every Nigga is a Star del cantante giamaicano Boris Gardiner, pubblicato nel 1973 e con il quale egli intendeva sovvertire l'accezione dispregiativa del termine "nigger" e risvegliare l'orgoglio nero. Composto con l'aiuto del beat ipnotico di Flying Lotus, il fedele giro di basso di Thundercat strozza il ritornello all'apice del proprio virtuosismo canoro, fungendo da preludio allo sviluppo della metafora costitutiva del disco narrata dalla voce del trombettista Josef Leimberg. Egli esprime più di qualche dubbio circa il futuro dell'integrità morale di Kendrick, mettendolo in guardia sui tanti pericoli del mondo esterno al «bozzolo» di Compton – ossia il ghetto da cui è appena uscito – derivanti dal raggiungimento di un certo livello di fama ("When the four corners of this cacoon collide / You'll slip through the cracks hopin' you'll survive").
Come d'abitudine, Kendrick Lamar decise di trarre l'ispirazione da un episodio di cronaca realmente verificatosi, che in questa circostanza si allaccia alle vicende giudiziarie dell'attore Wesley Snipes, che il 24 aprile 2008 fu condannato a tre anni di carcere per evasione fiscale; secondo Lamar, «nessuno insegna ai poveri maschi neri come gestire i soldi o la celebrità, quindi se hanno successo, i poteri forti li fanno cadere». La canzone è dunque una feroce critica al morboso attaccamento al denaro, mostrando peraltro la facilità con cui, una volta raggiunto il successo, si possono dimenticare le proprie aspirazioni iniziali, cadere vittima dei propri impulsi egoistici e venire sedotti dai piaceri carnali, per poi prosciugarsi tutte le ricchezze accumulate attraverso severe leggi federali. Non a caso, nella seconda strofa è lo stesso Zio Sam, cioè il governo americano, in preda ad uno spasmodico e delirante crescendo, ad incitare Kendrick a sperperare frivolamente i propri soldi in beni materiali di cui non ha bisogno ("Cosa vuoi? Una casa o una macchina? / Quaranta acri e un mulo, un pianoforte e una chitarra") senza badare al costo e alle tasse. Ciò spinge K-Dot a paragonare il rap a una sua prima fidanzata ("At first, I did love you / But now I just wanna fuck") poiché, nonostante all'inizio amasse la musica come forma d'arte, ora è interessato a lei solo come fonte di guadagno personale.