Il succiamele rossastro (Orobanche gracilis Sm., 1798) è una pianta parassita, appartenente alla famiglia delle Orobanchaceae.
Etimologia Il nome generico (Orobanche) deriva da due termini greci òrobos (= legume) e anchéin (= strozzare) e indicano il carattere parassitario di buona parte delle piante del genere di questa specie soprattutto a danno delle Leguminose (nell'antica Grecia questo nome era usato per una pianta parassita della veccia - Vicia sativa).. L'epiteto specifico (gracilis) deriva dal latino e significa gracile, snello, aggraziato, e fa riferimento al portamento di queste piante..
Il binomio scientifico della specie è stato definito dal entomologo e botanico inglese, fondatore e primo presidente della Linnean Society di Londra, James Edward Smith (1759-1828) nella pubblicazione Transactions of the Linnean Society of London. London - 4: 172. 1798 del 1798.
Descrizione
Queste piante sono alte da 20 a 50 cm. La forma biologica è terofita parassita (T par), sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. In questa specie sono presenti anche piante con forme biologiche perenni tipo geofite parassite (G par), sono piante provviste di gemme sotterranee e radici che mostrano organi specifici per nutrirsi della linfa di altre piante. Non contengono clorofilla per cui nel secco si colorano di bruno.... Radici Le radici sono fascicolate e si diramano da un bulbo o rizoma centrale. Nella parte finale sono provviste di austori succhianti che parassitano l'apparato radicale delle piante ospiti. Fusto La parte aerea del fusto è eretta e semplice (non ramosa), cilindrica e a volte ingrossata alla base. Gli scapi terminali sono sempre fioriferi (mai sterili). Foglie Le foglie sono ridotte a delle squame spiralate prive di clorofilla ed hanno delle forme lanceolate. Dimensione delle foglie: larghezza 3 – 5 mm; lunghezza 14 – 16 mm. Infiorescenza
Le infiorescenze, a forma di spiga o racemo, sono più o meno gracili e sono interrotte (con fiori spaziati). All'apice sono presenti alcune brattee sporgenti. Le brattee sono del tipo lanceolato-acuminate. Dimensione delle brattee: larghezza 3 – 4 mm; lunghezza 14 – 18 mm. Fiore
I fiori sono ermafroditi, zigomorfi (del tipo bilabiato), tetrameri, ossia con quattro verticilli (calice – corolla - androceo – gineceo) e pentameri (la corolla è a 5 parti, mentre il calice anch'esso a 5 parti spesso è ridotto). In questa specie i fiori alla base sono avvolti da 3 elementi: in posizione centrale è presente una brattea; su entrambi i lati è presente una lacinia calicina profondamente bifida (non sono presenti le bratteole). Lunghezza totale del fiore: 16 – 24 mm.
Formula fiorale: X, K (4/5), [C (2+3), A 2+2], G (2), (supero), capsula
Il calice è gamosepalo a 3 parti, ossia quattro sepali saldati 2 a 2 tipo lacinie ben separate o collegate alla base, più una brattea centrale. Dimensione del calice: 9 – 12 mm. La corolla, di tipo personato, è simpetala e consiste in un tubo cilindrico terminante in un lembo bilabiato; dei due labbri quello superiore è retuso e allungato in avanti, mentre quello inferiore è trilobato con lobi più o meno uguali; i lobi sono cigliati. La superficie della corolla è pubescente-ghiandolosa, all'esterno è colorata di giallastro con bordi venati di rosso, all'interno è colorata di rosso sanguineo lucido. Dimensione della corolla: 16 – 18 mm. L'androceo possiede quattro stami didinami (due grandi e due piccoli). I filamenti sono pelosi e sono inseriti alla base della corolla. Le antere, glabre, sono disposte trasversalmente e sono provviste di due logge più o meno uguali. Le sacche polliniche hanno l'estremità inferiore a forma di freccia. Gineceo: l'ovario è supero formato da due (o tre) carpelli ed è uniloculare; le placente sono due o quattro di tipo parietale, a volte unite al centro e portanti un numero molto elevato di ovuli. Lo stilo è del tipo filiforme; lo stigma è capitato o del tipo a 2 - 4 lobi ed è colorato di giallo e spesso sporge dalla corolla. Fioritura: da aprile a luglio (agosto). Frutti Il frutto è una capsula loculicida a forma più o meno ovoidale. I semi, molti e minuti dalle dimensioni quasi microscopiche, contengono un embrione rudimentale indifferenziato e composto da poche cellule; sono colorati di nero.
Biologia Parassitismo Queste piante non contengono clorofilla per cui possiedono organi specifici per nutrirsi della linfa di altre piante. Le loro radici infatti sono provviste di uno o più austori connessi alle radici ospiti per ricavare sostanze nutritive. Inoltre il parassitismo di Orobanche gracilis è tale per cui anche i semi per germogliare hanno bisogno della presenza delle radici della pianta ospite; altrimenti le giovani piantine sono destinate ad una precoce degenerazione.
In genere questa specie è parassita delle specie dei generi delle leguminose (raramente anche su Cistus).
Riproduzione Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).
Distribuzione e habitat Distribuzione: il tipo corologico (area di origine) è Europeo - Caucasico.In Italia è una pianta comune su tutto il territorio. È presente su entrambi i versanti alpini e su tutti gli altri rilievi europei collegati alle Alpi. Nel resto dell'Europa si trova nell'areale mediterraneo e in parte nell'Europa centrale. È anche presente in Anatolia, Transcaucasia e nel Magreb. Habitat: l'habitat tipico sono le aree frequentate dalle specie parassitate (vedi il paragrafo "Biologia"); ma anche le praterie rase e i prati e pascoli aridi dal piano collinare a quello subalpino. Il substrato preferito è calcareo ma anche calcareo/siliceo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco. Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a ; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e in parte subalpino (oltre a quello planiziale – a livello del mare). Fitosociologia Dal punto di vista fitosociologico Orobanche gracilis appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche Classe: Festuco-Brometea Ordine: Brometalia erecti
Tassonomia La classificazione tradizionale (Sistema Cronquist, 1981) assegnava il genere Orobanche alla famiglia Scrophulariaceae, mentre la moderna classificazione filogenetica (classificazione APG IV) lo assegna alla famiglia Orobanchaceae.
Le Orobanchaceae sono una famiglia abbastanza numerosa, suddivisa in 7 tribù, 100 generi e circa specie distribuite in tutti i continenti. Il genere Orobanche appartiene alla tribù Orobancheae e comprende oltre 200 specie, circa 40 delle quali sono presenti nella flora italiana.
La classificazione del genere Orobanche è problematica in quanto le varie specie differiscono una dall'altra per piccoli caratteri soprattutto nella forma del calice-corolla e per i vari colori delle parti floreali che presto tendono al bruno appena la pianta "entra" nel secco. Molte specie hanno una grande specificità dell'apparato radicale per cui una possibile distinzione è possibile tramite l'individuazione della pianta parassitata (vedi il paragrafo "Biologia").
Filogenesi Secondo una recente ricerca di tipo filogenetico la famiglia Orobanchaceae è composta da 6 cladi principali nidificati uno all'interno dell'altro. Il genere Orobanche si trova nel terzo clade (relativo alla tribù Orobancheae) insieme ai generi Boschniakia C. A. Mey. ex Bong. 1833, Cistanche Hoffmans. & Link 1809, Conopholis Wallr.1825, Epifagus Nutt. 1818, Eremitilla Yatsk. & J.L. Contr., 2009, Kopsiopsis (Beck) Beck 1930, Mannagettaea Harry Sm. 1933. Orobanche è monofiletico e rappresenta il core del clade ed è gruppo fratello del genere Mannagettaea e quindi di tutto il resto del gruppo.
All'interno del genere Orobanche la specie Orobanche crenata appartiene alla sezione Orobanche L. caratterizzata soprattutto dalla forma del calice a tre parti ossia quattro sepali saldati 2 a 2 tipo lacinie ben separate o collegate alla base, più una brattea. L'altra sezione presente in Italia (Trionychon Wallr.) è caratterizzata dal calice diviso in 5 parti: in posizione centrale è presente una brattea, mentre su entrambi i lati sono presenti una bratteola lineare e una lacinia calicina profondamente bifida. Nella sezione Orobanche O. gracilis è gruppo fratello (è vicina geneticamente) della specie Orobanche densiflora Bertol. (non presente in Italia); queste due specie a loro volta sono gruppo fratello di Orobanche alba Stephan ex Willd. e Orobanche cernua Loefl..
Il numero cromosomico di O. gracilis è: 2n = 38.
Sinonimi Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti: Catodiacrum cruentum Dulac Orobanche austrohispanica M.J.Y. Foley Orobanche breviflora F.W. Schultz Orobanche cruenta Bertol. Orobanche gracilis subsp. deludens (G. Beck) A. Pujadas Orobanche gracilis var. todaroi (Lojac.) Domina & Mazzola Orobanche grandiuscula Moris Orobanche haenseleri var. deludens G. Beck Orobanche spruneri F.W. Schultz Orobanche tetuanensis Ball Orobanche todaroi Lojac.
Note
Bibliografia
Voci correlate Specie di Orobanche
Altri progetti
Collegamenti esterni Orobanche gracilis Catalogazione floristica - Università di Udine Orobanche gracilis IPNI Database Orobanche gracilis EURO MED - PlantBase Checklist Database
Categoria:Orobanchaceae Categoria:Taxa descritti nel 1798