Il succiamele del crespino (Orobanche lucorum A.Braun ex F.W.Schultz, 1830) è una pianta parassita, appartenente alla famiglia Orobanchaceae.
Etimologia Il nome generico (Orobanche) deriva da due termini greci òrobos (= legume) e anchéin (= strozzare) e indicano il carattere parassitario di buona parte delle piante del genere di questa specie soprattutto a danno delle Leguminose (nell'antica Grecia questo nome era usato per una pianta parassita della "veccia" - Vicia sativa). L'epiteto specifico (lucorum) deriva dal latino e significa "dei boschi e delle foreste" e fa riferimento al suo habitat tipico..
Il nome scientifico di questa specie è stato definito per la prima volta dal botanico tedesco Friedrich Wilhelm Schultz (1804-1876) perfezionato in seguito dal botanico tedesco Alexander Karl Braun (1805-1877) nella pubblicazione "Ann. Gew. Regensb. v. (1830) 504." del 1830.
Descrizione
Queste piante sono alte da 15 a 50 cm. La forma biologica è terofita parassita (T par), sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. In questa specie sono presenti anche piante con forme biologiche perenni tipo geofite parassite (G par), sono piante provviste di gemme sotterranee e radici che mostrano organi specifici per nutrirsi della linfa di altre piante. Non contengono clorofilla per cui nel secco si colorano di bruno..... Radici Le radici sono fascicolate e si diramano da un bulbo o rizoma centrale. Nella parte finale sono provviste di austori succhianti che parassitano l'apparato radicale delle piante ospiti. Fusto La parte aerea del fusto è eretta, semplice (non ramosa) e subglabra; la forma è scanalata. Gli scapi terminali sono sempre fioriferi (mai sterili). Foglie Le foglie sono ridotte a delle squame prive di clorofilla (non sono fotosintetizzanti) spiralate ed hanno delle forme da lanceolate a lineari. Dimensione delle foglie: larghezza 3 – 5 mm; lunghezza 15 – 30 mm. Infiorescenza
Le infiorescenze sono a forma di spiga o racemo più o meno denso. Le brattee dell'infiorescenza sono del tipo lesiniforme allungato; prima della fioritura formano una chioma apicale. Dimensione dell'infiorescenza: larghezza 2,5 - 3,5 cm; lunghezza 6 – 12 cm. Dimensione delle brattee: larghezza 2 – 3 mm; lunghezza 15 – 20 mm. Fiore I fiori sono ermafroditi, zigomorfi (del tipo bilabiato), tetrameri, ossia con quattro verticilli (calice – corolla - androceo – gineceo) e pentameri (la corolla è a 5 parti, mentre il calice anch'esso a 5 parti spesso è ridotto). In questa specie i fiori alla base sono avvolti da 3 elementi: in posizione centrale è presente una brattea; su entrambi i lati è presente una lacinia calicina profondamente bifida (non sono presenti le bratteole). Lunghezza totale del fiore: 15 – 20 mm.
Formula fiorale: X, K (4/5), [C (2+3), A 2+2], G (2), (supero), capsula
Il calice è gamosepalo a 3 parti, ossia quattro sepali saldati 2 a 2 tipo lacinie allargate ben separate o collegate alla base, più una brattea centrale. I denti del calice sono poco differenti uno dall'altro. Dimensione del calice: 6 – 12 mm. La corolla, di tipo personato, è simpetala e consiste in un tubo cilindrico (non ristretto verso le fauci) terminante in un lembo bilabiato; dei due labbri quello superiore è intero e un po' retuso, mentre quello inferiore è trilobato con lobi più o meno uguali; i lobi inferiori sono cigliati. La superficie della corolla è pubescente-ghiandolare, ed è colorata di giallo brunastro. Dimensione della corolla: 15 – 20 mm. L'androceo possiede quattro stami didinami (due grandi e due piccoli). I filamenti sono pelosi o quasi glabri e sono inseriti alla base della corolla. Le antere, glabre, sono disposte trasversalmente e sono provviste di due logge più o meno uguali. Le sacche polliniche hanno l'estremità inferiore a forma di freccia. Gineceo: l'ovario è supero formato da due (o tre) carpelli ed è uniloculare; le placente sono due o quattro di tipo parietale, a volte unite al centro e portanti un numero molto elevato di ovuli. Lo stilo è del tipo filiforme e raggiunge appena le fauci della corolla; lo stigma è capitato o del tipo a 2 - 4 lobi ed è colorato di giallastro (alla fine dell'antesi è aranciato o brunastro). Fioritura: da giugno a agosto. Frutti Il frutto è una capsula loculicida a forma più o meno ovoidale. I semi, molti e minuti dalle dimensioni quasi microscopiche, contengono un embrione rudimentale indifferenziato e composto da poche cellule; sono colorati di nero.
Biologia Parassitismo Queste piante non sono in grado di sintetizzare la clorofilla per cui possiedono organi specifici per nutrirsi della linfa di altre piante. Le loro radici infatti sono provviste di uno o più austori connessi alle radici ospiti per ricavare sostanze nutritive. Inoltre il parassitismo di Orobanche lucorum è tale per cui anche i semi per germogliare hanno bisogno della presenza delle radici della pianta ospite; altrimenti le giovani piantine sono destinate ad una precoce degenerazione.
In genere questa specie è parassita della specie Berberis vulgaris.
Riproduzione Le specie di questo raggruppamento si riproducono per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).
Distribuzione e habitat Distribuzione: il tipo corologico (area di origine) è Endemico - Est Alpico ma anche Appenninico.In Italia è una specie comune ma ha una distribuzione discontinua. Nelle Alpi occupa una posizione centrale; non è presente in Francia, in Svizzera si trova nei cantoni Vallese e Grigioni, in Austria si trova nel Länder del Tirolo Settentrionale, Salisburgo e Carinzia. Nel resto dell'Europa è distribuita soprattutto nella parte occidentale. Habitat: l'habitat tipico sono le aree frequentate dalle specie parassitate (vedi il paragrafo "Biologia"); ma anche i tagli forestali, le schiarite dei boschi, gli arbusteti meso-termofili, i pioppeti, gli ontaneti, i frassineti e i saliceti arborei. Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH neutro, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido. Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 300 fino a ; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: montano e in parte quello collinare e quello subalpino. Fitosociologia Dal punto di vista fitosociologico Orobanche lucorum appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione : comunità arbustive. Classe : Crataego-Prunetea Ordine : Prunetalia spinosae Alleanza: Berberidion vulgaris
Tassonomia La classificazione tradizionale (Sistema Cronquist, 1981) assegnava il genere Orobanche alla famiglia Scrophulariaceae, mentre la moderna classificazione filogenetica (classificazione APG IV) lo assegna alla famiglia Orobanchaceae.
Le Orobanchaceae sono una famiglia abbastanza numerosa, suddivisa in 7 tribù, 100 generi e circa specie distribuite in tutti i continenti. Il genere Orobanche appartiene alla tribù Orobancheae e comprende oltre 200 specie, circa 40 delle quali sono presenti nella flora italiana.
La classificazione del genere Orobanche è problematica in quanto le varie specie differiscono una dall'altra per piccoli caratteri soprattutto nella forma del calice-corolla e per i vari colori delle parti floreali che presto tendono al bruno appena la pianta "entra" nel secco. Molte specie hanno una grande specificità dell'apparato radicale per cui una possibile distinzione è possibile tramite l'individuazione della pianta parassitata (vedi il paragrafo "Biologia").
Filogenesi Secondo una recente ricerca di tipo filogenetico la famiglia Orobanchaceae è composta da 6 cladi principali nidificati uno all'interno dell'altro. Il genere Orobanche si trova nel terzo clade (relativo alla tribù Orobancheae) insieme ai generi Boschniakia C. A. Mey. ex Bong. 1833, Cistanche Hoffmans. & Link 1809, Conopholis Wallr.1825, Epifagus Nutt. 1818, Eremitilla Yatsk. & J. L. Contr., 2009, Kopsiopsis (Beck) Beck 1930, Mannagettaea Harry Sm. 1933. Orobanche è monofiletico e rappresenta il core del clade ed è "gruppo fratello" del genere Mannagettaea e quindi di tutto il resto del gruppo. All'interno del genere Orobanche la specie Orobanche lucorum appartiene alla sezione Orobanche L. caratterizzata soprattutto dalla forma del calice a tre parti ossia quattro sepali saldati 2 a 2 tipo lacinie ben separate o collegate alla base, più una brattea. L'altra sezione presente in Italia (Trionychon Wallr.) è caratterizzata dal calice diviso in 5 parti: in posizione centrale è presente una brattea, mentre su entrambi i lati sono presenti una bratteola lineare e una lacinia calicina profondamente bifida.
Il numero cromosomico di O. lucorum è: 2n = 38.
Note
Bibliografia
Voci correlate Specie di Orobanche
Altri progetti
Collegamenti esterni Orobanche lucorum IPNI Database Orobanche lucorum EURO MED - PlantBase Checklist Database
Categoria:Orobanchaceae Categoria:Taxa descritti nel 1830