La Grotta dell'Angelo, o Grotta di San Michele Arcangelo, è una grotta di tipo rupestre che si trova nel comune di Sant'Angelo a Fasanella, in provincia di Salerno, in cui intorno all'XI secolo si è insediata una comunità religiosa appartenente all'ordine dei Benedettini.

Altomedioevo longobardo. Anni 570 - 650. Santuario pagano dedicato alla dea Hel Secondo ricostruzioni storiche del progetto di ricerca internazionale Medieval Wooden Architecture (MWA) diretto da Thomas Allocca, la Grotta di San Michele Arcangelo a Sant'Angelo a Fasanella è stata un centro di culto pagano di importanza nazionale nel contesto del Regno Longobardo d'Italia. Dedicato al culto della dea Hel (Hela, Hella) di tradizione germanica-scandinava, il santuario era collegato a pratiche curative con l'acqua del fiume Auso, tra la cascata e la prima piana dove poi in epoca tardomedievale sorsero mulini ad acqua di cui restano tracce strutturali. Secondo MWA, il primo tratto del fiume Auso fino all'insediamento fortificato di Helfara, l'attuale promontorio denominato Fasanella, era gestito dalle sacerdotesse dell'acqua del tempio di Hel presso la Grotta poi divenuta micaelica. Secondo MWA, la storia della grotta come luogo di culto in epoca medievale è dunque da anticipare di cinque secoli rispetto alla storiografia ufficiale, e da associare alla fase altomedievale longobarda di tradizione pagana pre-cristianizzazione. Tra gli anni 570-650, la grotta e la valle fluviale sottostante, fino a Fasanella, furono un unico complesso religioso, un santuario territoriale, il principale santuario pagano della Contea Longobarda di Krunatun che aveva sede nell'attuale Corleto Monforte. Solo dopo l'anno 650, ma si ipotizza non oltre il 660, la Grotta viene convertita da santuario pagano a santuario cristiano. Il modello è quello della Grotta di San Michele Arcangelo sul Monte Gargano, in Puglia, divenuto possedimento longobardo della diocesi di Benevento nell'anno 650.

Chiesa rupestre Dentro la grotta si trovano i resti mortali dell'abate Francesco Carocciolo, una cappella, sculture, affreschi trecenteschi, la statua in marmo di san Michele Arcangelo ed un pozzo. La cappella che si può ammirare all'interno della grotta naturale è dedicata all'Immacolata; poco lontano si può vedere il pulpito dell'abate Francesco Carocciolo.

Le Rune di Edwige e il Progetto Helfara Da Marzo 2025, la Grotta ed i ruderi del complesso monastico benedettino altomedievale a cui apparteneva sono oggetto di studio da parte del progetto di ricerca internazionale Medieval Wooden Architecture (MWA). Da ispezioni archeologiche non invasive e analisi computerizzate di incisioni su una parete rocciosa interna alla Grotta, scoperte ed elaborate a Marzo 2025 da Thomas Allocca, Founder and Director di MWA, si sono formulate ipotesi di una possibile incisione runica altomedievale relativa alla tomba di una nobile di alto rango, Longobarda o Anglo-Sassone, di nome Edwige. Da queste ipotesi, in fase di approfondimento, in collaborazione con esperti internazionali di runologia, a Marzo 2026 si è avviata una partnership con il Comune di Sant'Angelo a Fasanella per valutare la istituzione del museo medievale Helfara che comprenda la trasformazione della Grotta in museo e candidatura a riconoscimento UNESCO. Executive Director del progetto Helfara è Annarita Reina.

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