I Malaspina sono una nobile famiglia italiana d'origine longobarda, discendente dagli Obertenghi della linea dei marchesi di Massa e conti di Luni, che resse, a cominciare dal XIII-XIV secolo, i molti feudi della Lunigiana e, dal 1473 al 1553, furono i sovrani di Massa e Carrara, seguiti dai loro discendenti per linea femminile (Cybo-Malaspina) fino all'ingresso del Ducato di Massa e Carrara nel 1790 nell'ambito dei domini degli Austria-Este, per il tramite di Maria Beatrice d'Este, figlia ed erede dell'ultima duchessa Cybo-Malaspina, Maria Teresa. Maria Beatrice mantenne i titoli sovrani del ducato (sia pure con l'intermezzo napoleonico), e quindi la distinzione giuridica di esso rispetto agli altri Stati Estensi, fino alla propria morte nel 1829.La maggior parte delle notizie sui vari rami dei Malaspina si trovano nei tre volumi della Storia della Lunigiana feudale, di Eugenio Branchi. Un altro importante feudo fu il Marchesato di Fosdinovo, governato dai Malaspina ed esistente fino al 1797.

Storia

Leggenda Sulle origini del cognome esistono varie leggende: alcuni le fanno risalire addirittura ai tempi di Anco Marzio (come mostrano gli affreschi fatti dipingere nelle sale del castello di Fosdinovo per opera di Gaetano Bianchi nel 1882), alcuni pensano ad un episodio leggendario di uccisione di un nemico, il re franco merovingio Teodeberto I, nel 548 circa, tramite una grossa spina, da parte del nobile romanico Accino Marzio, un presunto discendente della gens Marcia, ai tempi della riconquista di Giustiniano e della guerra gotico-bizantina; la vicenda, secondo cui il giovane Accino (o Alcino), figlio di Ilduino duca di Milano, avrebbe vendicato la morte del padre trafiggendo nel sonno Teodeberto (che avrebbe gridato "ah, mala spina!") è raccontata su cinque formelle in arenaria sul portale d'ingresso del palazzo Malaspina di Godiasco e nell'affresco a Fosdinovo. Altri ancora le collegano alla probabile disdicevole condotta da parte di Alberto detto il Malaspina (XII secolo) o qualche suo parente.Guagnini, p. 27

Origine storica e ruolo della famiglia La dinastia dei Malaspina derivò da quella longobarda obertenga, il cui iniziatore fu Oberto I, nominato conte di Luni nel 945, marchese di Genova (ad opera del re d'Italia Berengario II, durante l'impero di Ottone il Grande) nel 951 ed, infine, conte palatino nel 953. Questi ebbe due figli, Oberto II, che ereditò dal padre il titolo di conte di Luni, e Adalberto I, la cui discendenza darà vita alle famiglie dei Pallavicino e dei Cavalcabò.

Questa fu la prole di Oberto II: Berta, moglie di Arduino re d'Italia; Ugo, conte di Milano; Alberto Azzo I, conte di Luni, la cui posterità darà vita agli Este di Brunswick e di Hannover; ed infine Oberto Obizzo I, progenitore della prosapia dei Malaspina.

Nel 1004 Oberto Obizzo I, combatté insieme al cognato re Arduino contro i Vescovi-Conti di Luni: fu solo il primo conflitto che la famiglia ebbe con i governanti della cittadina di fondazione romana. Figlio di Oberto Obizzo I fu Alberto I.

Figlio di Alberto I fu Oberto Obizzo II (?-1090), padre di Alberto II (?-1140), il primo a farsi chiamare Malaspina (e per questo considerato il vero capostipite della famiglia).

Alberto Malaspina ampliò i possedimenti di famiglia dagli Appennini a ridosso della Lunigiana ed entrando in antagonismo con Genova ed i vescovi di Luni.

Nel 1124, nel trattato di pace di Lucca, si fa riferimento a divisioni di beni che coinvolsero i discendenti di Oberto che, nel tempo, daranno vita a diverse e celebri famiglie nobili europee: linea primogenita dei marchesi di Massa e Corsica, Brunswick, Estensi, Pallavicino e Malaspina.

Il figlio di Alberto, il marchese Obizzo I Malaspina (?-1185), combatté dapprima contro Federico Barbarossa a sostegno dei comuni ribelli, ma poi, quando l'imperatore prese il sopravvento, lo sostenne e appoggiò nella battaglia contro Milano (1157). Questi lo ricompensò investendolo dei domini di Liguria, Lunigiana, Lombardia ed Emilia. Nel 1176, però, Obizzo, dopo aver scortato il Barbarossa a Pavia, si alleò a sorpresa con la Lega Lombarda e attaccò il sovrano. Anche per questo doppio gioco, il Federico fu sconfitto nella battaglia di Legnano. Nella pace di Costanza, Obizzo fu comunque perdonato da Federico, che gli confermò i suoi possedimenti. I due ultimi eventi (la battaglia di Legnano e la pace di Costanza) sono rappresentati nei dipinti conservati nel salone del castello di Fosdinovo, realizzati da Gaetano Bianchi alla fine dell'Ottocento.Guagnini, p. 49

Obizzo I ebbe due figli: Obizzo II Malaspina (noto anche come Obizzone) e Moroello I Malaspina. I discendenti del primo figlio verranno chiamati Malaspina dello Spino Secco, quelli del secondo saranno denominati Malaspina dello Spino Fiorito (1221).

Figlio di Obizzone fu Corrado I Malaspina (che Dante chiamò "l'antico"), il primo vero esponente dei Malaspina dello Spino Secco, che ottenne tutti i possedimenti alla destra del Magra più il territorio di Villafranca, che si trovava sulla sinistra del fiume. Da lui discesero: Manfredi, Moroello di Mulazzo, Federico di Villafranca e Alberto. Da Manfredi nacque Moroello "Vapor di Valdimagra", amico di Dante Alighieri; da Moroello di Mulazzo, nacque Franceschino Malaspina, che prese parte alle guerre tra guelfi e ghibellini e ospitò più volte il Sommo Poeta durante il suo esilio in Lunigiana, nominandolo suo procuratore e degli altri Malaspina (compresi alcuni dell'altro ramo) nelle trattative di pace con il vescovo di Luni Antonio Nuvolone da Camilla, che porteranno alla pace di Castelnuovo (1306); Federico di Villafranca fu il genitore di Obizzino e del celebre Corrado Malaspina il Giovane, a cui Dante si rivolse nell'VIII Canto del Purgatorio per riconoscenza nei confronti della sua famiglia.

Discendente di Moroello I Malaspina fu invece Guglielmo, il cui figlio fu Obizzino, il vero capostipite dei Malaspina dello Spino Fiorito che ricevette tutti i territori alla sinistra del Magra. Sposato con Caterina Cattaneo, ebbe tre eredi: Bernabò, Isnardo e Alberto. Isnardo sposò Cubina d'Este che diede alla luce Gabriele I e Azzolino, che, a sua volta, generò tre figli; Spinetta Malaspina, detto Il Grande, che acquistò nel 1340 il feudo di Fosdinovo senza lasciare prole legittima; Isnardo; infine, Azzolino, i cui successori assumeranno il titolo di marchesi di Fosdinovo (1355).

I Malaspina appoggiarono ora i ghibellini ora i guelfi. Come appartenente alla fazione guelfa Obizzino prese parte alle lotte dei lombardi contro gli Hohenstaufen. Con Moroello dei Malaspina di Giovagallo fu a capo dei guelfi toscani che difesero Firenze contro Enrico VII. La fazione ghibellina toscana a difesa dell'imperatore fu guidata da un altro esponente della casata, Spinetta Malaspina detto il Grande.Fiori, p. 6

Ebbe anche un'ampia e compatta signoria nella zona a nord di Genova (area delle Quattro province), nelle valli dei fiumi Trebbia e Staffora. Entrambe le signorie, quella della Lunigiana e quella a nord di Genova (detta lombarda), andarono ben presto sfaldandosi per l'adozione del diritto longobardo che prevedeva la spartizione dei beni (e anche dei feudi) tra tutti i figli maschi.

Alcuni membri dei Malaspina ressero una parte del giudicato di Torres nei secoli XIII e XIV, ma, soprattutto, dal XV al XVIII secolo, il ramo dei Cybo-Malaspina governò il marchesato indipendente di Massa e principato di Carrara (poi ducato di Massa e Carrara). I possedimenti sardi dei Malaspina furono: il castello di Serravalle (Bosa) con le curatorie di Planargia e Costa de Addes; il castello di Osilo con le curatorie di Montes, Figulinas e Coros.Soddu, I Malaspina e la Sardegna, p. 36

Gli appartenenti alla famiglia avevano il titolo di principi di San Colombano.Branchi, I, p. 161

Origini della casata

I Malaspina, al pari degli Estensi e dei Pallavicino, furono un ramo marchionale disceso dalla famiglia degli ObertenghiMeli, pp. X, 2., il cui capostipite fu Oberto I (Otbert o Odebertus), che fu attorno alla metà del X secolo conte palatino (conte del Sacro Palazzo di Pavia e massima autorità giudiziaria nel regno), e dal 951 marchese di Milano e conte di Luni e della marca da lui detta Obertenga, nella Liguria orientale, comprendente i comitati di Milano, Genova, Tortona, Bobbio, Luni e zone limitrofeIn pratica più o meno l'attuale Lombardia, più il Novarese, la Svizzera Italiana e l'Emilia con Ferrara; il Genovesato fino alla Lunigiana e alla Garfagnana e parte del Piemonte, cioè Tortona, Novi Ligure, Ovada, la Val Bormida (l'Oltregiogo), e poi si aggiunse anche Ascoli Piceno.

Questo ampio territorio andò riducendosi e frammentandosi, sia per le divisioni ereditarie (non essendo in vigore l'istituto del maggiorascato), sia per avvicendamenti con altre famiglie (Fieschi, Spinola, Doria, Pallavicino, Landi ed altri), ma pure per la pressione dei nascenti comuni (Milano, Genova, Piacenza, Tortona, Pavia e Bobbio). La progressiva spartizione delle terre tra un numero crescente di eredi portò ad un frazionamento dei domini in feudi sempre più piccoli, in quanto per lungo tempo, fino alla graduale adozione dell'istituto della primogenitura, nel sedicesimo secolo, i Malaspina continuarono a dividere i titoli e i possessi feudali tra tutti i figli maschi.

Da Oberto I, attraverso i successivi discendenti Oberto II, Oberto Obizzo I, Alberto I, Oberto Obizzo II, si giunse ad Alberto o Adalberto II (morto nel 1140) detto Malaspina, capostipite della famiglia. Il figlio Obizzo I ("il grande") (morto nel 1185) ebbe nel 1164 confermati i suoi feudi dall'imperatore Federico I e fu nominato vassallo imperiale: essi detenevano già i due gruppi storici: parte della Liguria (Tigullio, Cinque Terre e Levanto sul mare, persi per acquisizioni di Genova e dei Fieschi), con la Lunigiana e la Garfagnana e la zona delle valli del Trebbia (fino a Torriglia), la Val d'Aveto (fino a Santo Stefano d'Aveto) e Staffora (Oltrepò); e in quella che allora si diceva Lombardia (Val Bormida e Oltregiogo).Guagnini, p. 52

Dei suoi vari eredi nel 1220 erano viventi i soli Corrado e Obizzino, confermati dall'imperatore nei loro feudi, invero alquanto ridotti per le cessioni fatte specie a Piacenza. Nel 1221 essi divisero le loro signorie: Corrado ebbe la Lunigiana a ovest del Magra e la val Trebbia in Emilia, dando origine al ramo dello Spino Secco; Obizzino ebbe la Lunigiana a est del Magra e la valle Staffora in Lombardia, inaugurando la linea dinastica dello Spino Fiorito.

Genealogia essenziale Oberto I, capostipite degli Obertenghi Adalberto I, capostipite dei Pallavicino, dei Cavalcabò e dei marchesi Massa-Parodi, Massa-Corsica, di Gavi Oberto II Alberto Azzo I Alberto Azzo II, I marchese d'Este Guelfo I, capostipite dei Welfen e poi del casato di Hannover Folco I, capostipite del casato italiano degli Este Oberto Obizzo I Alberto I Obizzo II Alberto detto Malaspina, il cui soprannome avrebbe poi definito la famiglia Obizzo Obizzone Corrado I, capostipite del ramo dello Spino Secco Morello Guglielmo ( - 1220) Opizzino, capostipite del ramo dello Spino Fiorito

Linea dello Spino Secco

Dai figli del capostipite Corrado, ricordato da Dante Alighieri come l'Antico, derivarono (divisione effettuata nel 1266) quattro ulteriori rami.

Malaspina di Mulazzo Trassero origine da Moroello (morto nel 1284), che oltre al castello di Mulazzo in Lunigiana, principale rocca della linea dello Spino Secco, possedeva feudi in Val Trebbia attorno a Ottone, e partecipazioni nei domini della famiglia in Sardegna. Il ramo primogenito fu sempre titolare del marchesato di Mulazzo fino all'abolizione del feudalesimo, e si estinse (1810) con il marchese Alessandro Malaspina, celebre politico e navigatore.