Partinico (Partinicu in siciliano; già Sala di Partinico o Sala di Partenico) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Palermo, in Sicilia.
Geografia fisica Territorio Il territorio comunale di Partinico si estende per circa 110,32 km² nella parte nord-occidentale della Sicilia, a ovest di Palermo. Il centro abitato sorge a circa 175 metri sul livello del mare.
Dal punto di vista morfologico il territorio è costituito prevalentemente da una zona pianeggiante, cui si affianca un settore collinare nella parte meridionale. Gran parte della superficie comunale è compresa tra i 100 e i 200 m s.l.m.; procedendo verso sud le quote aumentano fino a raggiungere i 400-500 m. Tra i principali rilievi si trovano il monte Cesarò, che raggiunge circa 469 m, e il monte Bisaccia, che con i suoi 555 m costituisce una delle maggiori elevazioni del territorio comunale.
La struttura geologica dell'area è caratterizzata dalla presenza di materiali detritici prevalentemente calcarei provenienti dall'erosione dei rilievi circostanti, in particolare del monte Cesarò, cementati da una matrice argillosa e sovrapposti a consistenti formazioni di argilla. Al di sopra di tali depositi si trova lo strato superficiale di terreno vegetale.
Clima
Il clima di Partinico presenta caratteri tipicamente mediterranei, con estati calde e asciutte e precipitazioni concentrate prevalentemente nel semestre autunnale e invernale. La modesta altitudine del centro abitato e la relativa vicinanza al mar Tirreno contribuiscono a contenere le escursioni termiche stagionali.
Dal punto di vista della classificazione climatica dei comuni italiani, Partinico appartiene alla zona climatica B, con 796 gradi giorno.
Storia Dalle origini all'età normanna Il territorio della piana di Partinico fu frequentato già in epoca preistorica, come attestano i reperti litici rinvenuti in diverse località e conservati nel museo civico. Ulteriori testimonianze archeologiche documentano la frequentazione dell'area in età antica e romana.
In età romana una località denominata Parthenicum è menzionata nell'Itinerarium Antonini lungo l'itinerario costiero che collegava Panormus (Palermo) a Lilybaeum (Marsala), passando per Hyccara (Carini) e le Aquae Segestanae. La tradizione storiografica locale ha proposto di localizzare la stazione nell'area dell'odierna Partinico, mettendola in relazione con i resti di età romana rinvenuti nella piana.
L'esistenza di un insediamento nell'area è documentata anche durante la dominazione islamica della Sicilia. Il geografo al-Muqaddasi, alla fine del X secolo, menzionò una località identificata con Partinico, mentre nel XII secolo al-Idrisi descrisse B.rt.niq come un centro dotato di una fortificazione e collegato a un approdo costiero.
Durante il periodo normanno il territorio fu progressivamente interessato da concessioni a istituzioni ecclesiastiche, tra cui il monastero di San Bartolomeo di Lipari, quello di Santa Maria Nuova di Monreale, la chiesa di San Giorgio di Gratteri, la Chiesa di Palermo e, nel 1210, l'Ordine templare.
Fondazione dell'attuale centro e dominio abbaziale La formazione dell'attuale centro abitato risale all'inizio del XIV secolo ed è legata all'abbazia di Santa Maria di Altofonte. Nel giugno 1307 Federico II d'Aragona revocò al miles Giovanni de Cammarana l'amministrazione della foresta della Curia di Partinico e la concesse all'abbazia, riservando alla Corona una fascia costiera del bosco.
Nel 1309 il sovrano concesse all'abbazia la facoltà di creare un nuovo insediamento nella località detta «Sala», all'interno del bosco di Partinico, prevedendo l'esenzione dai tributi per i primi cento abitanti. Il provvedimento è generalmente considerato l'atto di fondazione dell'attuale abitato di Partinico.
In seguito allo sbarco di forze angioine nella baia di San Cataldo nel 1314, l'area divenne più esposta alle incursioni. Nel 1318 fu quindi concessa all'abate la facoltà di costruire una fortificazione nel casale della Sala, destinata alla protezione dell'abate, dei monaci e dei loro familiari.
La foresta di Partinico costituiva allora una risorsa economica per il territorio. Con la trasformazione dell'abbazia in commenda nel 1435 iniziò tuttavia una progressiva concessione e trasformazione delle aree boschive, che determinò nel tempo la scomparsa della foresta. Verso la fine del XV secolo Partinico entrò a far parte di una commenda affidata dai sovrani siciliani a diversi abati.
Età moderna A partire dalla seconda metà del XVI secolo l'espansione dell'abitato fu accompagnata dalla costruzione di nuovi edifici religiosi. Tra il 1552 e il 1570 fu edificata la chiesa madre, nella quale furono trasferiti i simulacri provenienti dalla più antica chiesa di San Cristoforo. Nello stesso periodo sorsero la chiesa dell'Immacolata e un ospedale, istituito nel 1570.
Durante il XVIII secolo il territorio continuò a essere amministrato nell'ambito della commenda di Altofonte. La crescita demografica fu accompagnata dall'espansione dell'abitato: nel 1714 questo aveva raggiunto l'odierna piazza Umberto I, dove fu costruito il Collegio di Maria. Nel 1763 Partinico fu incorporata nel regio demanio.
Il 10 dicembre 1779 il consiglio civico, riunito nella chiesa di San Leonardo, deliberò di chiedere alla Corona il riconoscimento del titolo di città e l'emancipazione amministrativa da Palermo, dalla quale Partinico dipendeva dal 1616.
Dall'autonomia all'Unità d'Italia Il processo di emancipazione si concluse nel 1800: con decreto reale del 19 aprile Partinico fu riconosciuta come comune autonomo e il 25 aprile ottenne il titolo di città. Nello stesso periodo il territorio fu interessato dalla presenza di re Ferdinando III di Sicilia, che vi costituì il cosiddetto Real Podere di Partinico e promosse la costruzione della Real Cantina Borbonica.
Dopo il conseguimento dell'autonomia gli amministratori locali chiesero anche l'abolizione dei residui diritti di natura feudale, tra cui le decime sulle uve e altri prelievi versati all'amministrazione abbaziale. Nel 1818 il comune, che dal 1616 aveva utilizzato lo stemma di Palermo in quanto suo quinto quartiere, fu autorizzato ad adottare un proprio emblema, raffigurante la dea Diana con una cornucopia, appoggiata a un tronco reciso e accompagnata da un cane.
La riorganizzazione amministrativa del 1818 introdusse un'amministrazione comunale composta da un sindaco, due eletti e una decuria; il primo sindaco fu Raffaele Cannizzo. Nel 1819 l'arciprete Ignazio Rosso istituì inoltre un ginnasio privato articolato in cinque classi.
Durante la spedizione dei Mille, il 16 maggio 1860, Partinico fu teatro di un violento scontro tra la popolazione e una colonna dell'esercito borbonico in ritirata dopo la battaglia di Calatafimi. Gli scontri provocarono vittime, incendi e saccheggi e sono ricordati come eccidio di Partinico. Due giorni più tardi Giuseppe Garibaldi raggiunse la città durante l'avanzata verso Palermo; il 18 maggio emanò da Partinico un decreto relativo all'indennizzo dei danni di guerra.
Dall'Unità d'Italia al secondo dopoguerra Alla fine del XIX secolo Partinico fu coinvolta nel movimento dei Fasci siciliani. Il 9 dicembre 1893, durante una seduta del consiglio comunale, una manifestazione di operai e pastori che chiedevano l'abolizione della cinta daziaria e delle guardie campestri degenerò nell'occupazione del municipio e nella distruzione di documenti e strutture legate alla riscossione dei dazi.
Nel secondo dopoguerra il territorio di Partinico divenne uno dei principali luoghi dell'attività sociale di Danilo Dolci. Giunto nella vicina Trappeto nel 1952, Dolci sviluppò negli anni successivi iniziative contro la povertà, la disoccupazione e l'emarginazione sociale della zona di Partinico. Nel 1955 pubblicò per Laterza Banditi a Partinico, dedicato alle condizioni sociali del territorio, e promosse una campagna per la costruzione di una diga sul fiume Jato.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone del comune sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro dell'8 aprile 1999.
Stemma
Gonfalone
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
La chiesa di Maria Santissima Annunziata, principale edificio di culto cittadino e chiesa madre di Partinico, sorge in piazza Duomo, con il prospetto principale rivolto verso corso dei Mille. L'impianto originario, a navata unica, fu costruito tra il 1552 e il 1570 accanto a una preesistente torre utilizzata come campanile. Tra il 1639 e il 1642 l'edificio fu trasformato con la realizzazione delle tre navate; nel 1719 fu avviata la costruzione dell'attuale campanile, completato nel 1783, mentre nel 1777 la chiesa fu ulteriormente ampliata secondo un progetto dell'architetto Patricolo di Palermo, assumendo una pianta a croce latina.
La chiesa del Carmine, affacciata su piazza Garibaldi, fa parte dell'antico complesso conventuale dei Carmelitani, la cui fondazione risale agli anni 1632-1634. La chiesa, a navata unica, presenta un prospetto di impostazione classicheggiante con elementi barocchi e conserva numerose tele, alcune delle quali attribuite al pittore palermitano Vincenzo Manno. Il convento, passato al demanio in seguito alla soppressione delle corporazioni religiose, fu successivamente destinato a funzioni pubbliche; dopo i restauri eseguiti tra il 1997 e il 1999, parte del complesso è utilizzata come biblioteca, museo civico e sede di rappresentanza del Comune.
Di fronte al complesso del Carmine sorge la chiesa di San Leonardo, costruita nel 1634 dalla Compagnia del Santissimo Sacramento. L'edificio, a navata unica, fu per lungo tempo strettamente legato alla vita civile della città: fino al 1819 vi si riuniva infatti il consiglio civico. Il campanile presenta una terminazione piramidale rivestita sui quattro lati da maioliche settecentesche raffiguranti santi.
Tra gli altri edifici religiosi cittadini si trova la chiesa del Sacro Cuore, divenuta anche santuario dedicato alla beata Pina Suriano, le cui spoglie sono conservate nell'edificio.
Fuori dal centro abitato sorge il santuario della Madonna del Ponte, il cui culto è documentato nel territorio almeno dal XVI secolo e viene ricondotto alla presenza dei monaci cistercensi dell'abbazia di Santa Maria di Altofonte. L'edificio fu ampliato nel corso dei secoli; nel 1861, dopo la richiesta avanzata dalla comunità in memoria della cessazione dell'epidemia di colera del 1854, l'immagine della Madonna fu solennemente incoronata. Il dipinto attualmente venerato nel santuario è opera di Vincenzo Manno e risale al 1819.
Al patrimonio religioso appartengono inoltre la chiesa di Gesù e Maria, costruita nel 1733 nell'odierna via Principe Amedeo, la chiesa di San Giuseppe, la chiesa di San Gioacchino, la chiesa di Maria Santissima degli Agonizzanti, la chiesa di Santa Caterina da Siena e la chiesa di Maria Santissima del Rosario a Borgo Parrini.
Architetture civili
Tra le principali testimonianze dell'architettura civile figura la Real Cantina Borbonica, costruita all'inizio del XIX secolo nell'ambito del Real Podere di Partinico voluto da Ferdinando di Borbone. Dopo avere acquistato nel 1800 terreni e una casina dal marchese della Gran Montagna, il sovrano affidò a Felice Lioj, intendente della Real Commenda, l'ampliamento della proprietà con l'acquisizione di ulteriori terreni nelle contrade circostanti. La cantina fu quindi realizzata sotto la direzione dell'architetto regio Carlo Chenché, con la collaborazione del partinicese Giuseppe Patti.
Nel centro cittadino si trovano inoltre il Chiosco della Musica e la fontana a otto bocche. Tra le testimonianze dell'architettura rurale storica rientra il Palazzo dei Ram, complesso comprendente una torre la cui costruzione viene fatta risalire al XVI secolo.
Ville e giardini