Leckermannite (simbolo IMA: Eck) è un raro minerale del supergruppo dell'anfibolo, all'interno del quale viene collocato nel "gruppo degli anfiboli con W(OH,F,Cl)-dominante" e da lì al sottogruppo degli anfiboli di sodio dove occupa un posto nel "gruppo contenente la radice eckermannite nel nome"; essendo un anfibolo, appartiene agli inosilicati e pertanto alla famiglia minerale dei "silicati", e possiede composizione chimica .
L'eckermannite è definita con: catione sodio dominante in posizione A catione magnesio Mg2+ dominante in posizione C2+ catione alluminio dominante in posizione C3+ anione idrossile OH dominante in posizione W.
Etimologia e storia Il minerale è stato approvato dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) nel 2014 con un nuovo olotipo proveniente nell'area delle miniere di giada nello Stato Kachin (in Birmania) perché quello descritto nel 1942 si è scoperto essere realtà fluoro-leakeite.
Il nome è stato attribuito in onore del professor Harry von Eckermann (1886 - 1969), industriale, mineralogista e petrologo svedese per le sue indagini nell'area di Alnö in Svezia..
Classificazione La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009, elenca l'eckermannite nella classe "9. Silicati (germanati)" e da lì nella sottoclasse "9.D Inosilicati"; questa viene ulteriormente suddivisa in base alla struttura del minerale, in modo tale che l'eckermannite possa essere trovata nella sezione "9.DE Inosilicati con catene doppie di periodo 2, Si4O11; clinoanfiboli" dove forma il sistema nº 9.DE.25.
Tale classificazione viene mantenuta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org" e chiamata Classificazione Strunz-mindat.
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß l'eckermannite si trova nella classe dei "silicati" e nella sottoclasse degli "inosilicati"; qui il minerale si trova nella sezione di quelli che hanno struttura "[Si4O11] a due bande 6-; gruppo degli anfiboli; anfiboli alcalini" dove forma il sistema nº VIII/F.08.
Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca l'eckermannite nella famiglia dei silicati; qui è nella classe degli "inosilicati: catene doppie non ramificate, W=2" e nella sottoclasse degli "inosilicati: catene doppie non ramificate, configurazione anfibolo W=2" dove forma il "gruppo 4, anfiboli di sodio" con il numero di sistema 66.01.03c.
Abito cristallino L'eckermannite cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale C2/m (gruppo nº 12) con i parametri reticolari a = 9,8087(7) Å, b = 17,845(1) Å, c = 5,2905(4) Å e β = 103,660(1)°, oltre ad avere 2 unità di formula per cella unitaria.
Origine e giacitura L'eckermannite è stata trovata in rocce probabilmente formatesi in condizioni di facies a scisti blu; la paragenesi è con albite e giadeite.
Il minerale è piuttosto raro ed è stato trovato solo in pochi siti sparsi per il mondo; qui si ricorda solo la sua località tipo, presso Hpakant (nello Stato Kachin, Birmania).
Forma in cui si presenta in natura L'eckermannite si presenta come cristalli prismatici allungati di dimensioni fino a 1 mm. Il minerale è trasparente con lucentezza vitrea; il colore è blu-verde, mentre quello del suo striscio è bianco-verdastro.
Note
Bibliografia
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