La laumontite (simbolo IMA: Lmt) è un minerale piuttosto diffuso del gruppo delle zeoliti; essendo una zeolite appartiene alla famiglia dei "tectosilicati" e possiede composizione chimica ·.

Etimologia e storia La laumontite fu scoperta per la prima volta nel 1785 dal mineralogista francese François Pierre Nicolas Gillet de Laumont (1747 - 1834) in una miniera di piombo vicino alla città francese di Huelgoat.

Il minerale fu descritto nel 1803 da Abraham Gottlob Werner che, in onore del suo scopritore, lo chiamo inizialmente con la grafia lomonite per riflettere la pronuncia francese e nel 1805 Robert Jameson adottò la descrizione e il nome di Werner nella sua opera System of Mineralogy.

L'ortografia del nome del minerale fu nuovamente modificata in laumonite nel 1809 da René Just Haüy, fino a quando, nel 1821, Karl Cäsar von Leonhard coniò la grafia laumontite, che rimane valida ancora oggi.

Classificazione La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009, elenca la laumontite nella classe "9. Silicati (germanati)" e da lì nella sottoclasse "9.G Tettosilicati con H2O zeolitica; famiglia della zeolite"; questa viene suddivisa più finemente in base alla struttura del minerale, in modo tale da trovare l'analcime nella sezione "9.GB Catene di anelli di 4 membri con connessione singola" dove forma il sistema nº 9.GB.10 insieme a molti minerali oggi non più riconosciuti dall'IMA come specie indipendenti.

Tale classificazione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale la laumontite è l'unico membro del sistema nº 9.GB.10.

Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la laumontite è nella classe dei "silicati" e nella sottoclasse dei "tectosilicati (con zeoliti)"; qui forma il "gruppo delle zeoliti - zeoliti fibrose" con il numero di sistema VIII/J.22 insieme a ferrierite-Na, ferrierite-K, ferrierite-Mg, mutinaite, terranovaite, gottardiite, dachiardite-Na, dachiardite-Ca, direnzoite, mordenite, edingtonite e boggsite.

Anche la sistematica dei minerali secondo Dana, che viene utilizzata principalmente nel mondo anglosassone, classifica la laumontite nella famiglia dei "silicati"; qui è nella classe dei "tectosilicati: gruppo della zeolite" e da lì nella sottoclasse delle "vere zeoliti", dove si trova nella sezione dell'"analcime e specie correlate" insieme a pollucite, wairakite, analcime, hsianghualite e kirchhoffite, con le quali forma il sistema nº 77.01.01.

Abito cristallino La laumontite cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale B2/m con le costanti di reticolo a = 14,724(9) Å, b = 13,075(6) Å, c = 7,559(2) Å e β = 112,01(3)°, oltre a possedere 4 unità di formula per cella unitaria.

Origine e giacitura

Spessi strati sedimentari ricchi di laumontite possono formarsi per decomposizione di analcime o per metamorfismo di plagioclasio; il minerale è di origine idrotermale e riveste solitamente le cavità nelle rocce ignee. La paragenesi è con apofillite, calcite, clorite, datolite e altre zeoliti.

Il minerale è molto diffuso ed è stato trovato in centinaia di siti sparsi per il mondo. Qui si ricorda solo la sua località tipo, la miniera di Huelgoat presso l'omonimo comune della Bretagna (Francia).

Forma in cui si presenta in natura La laumontite forma cristalli prismatici squadrati con terminazioni oblique e comunemente allungati di dimensioni fino a 20 cm. Si rinviene anche in aggregati massivi. Il minerale è da trasparente a traslucido con lucentezza vitrea o perlacea; è da incolore a rosa, bianco, grigio, giallastro, brunastro, marrone dorato, mentre lo striscio è sempre bianco.

Quando si disidrata, i cristalli diventano polverosi e grossolani. Il K-feldspato può a volte formare pseudomorfi di laumontite, ma si distinguono facilmente per la maggiore durezza.

Modificazioni e varietà Leonhardite è il nome dato a una varietà di laumontite opaca e bianca a causa della parziale perdita di acqua. Fu intitolata nel 1843 da Johann Reinhard Blum in onore di Karl Cäsar von Leonhard (1779–1862). La leonhardite è stata considerata una specie minerale indipendente fino al 1997, quando la "Commissione sui Nuovi Minerali, la Nomenclatura e la Classificazione" (CNMNC) ha rivisto la nomenclatura del gruppo delle zeoliti, affermando che le differenze nel contenuto idrico non sono un criterio sufficiente per definire i diversi minerali. Da allora, la leonhardite è stata considerata una varietà di laumontite, anche se la transizione dalla laumontite alla leonhardite è associata a un improvviso cambiamento sia nella composizione che nelle proprietà fisiche, e in determinate condizioni entrambe le fasi possono coesistere.

Una varietà di leonhardite ricca di potassio e sodio fu descritta da Aleksandr Evgen'evič Fersman nel 1908 come "leonhardite primaria". Questa leonhardite contiene circa 14 molecole di acqua (H2O) per unità di formula (pfu) e non assorbe altra acqua. Ciò è dovuto all'alto contenuto di cationi (circa 5,4 calcio+sodio+potassio) nei canali strutturali. Da un lato, i cationi in eccesso occupano una posizione dell'acqua, dall'altro questi ioni nei canali ostacolano il passaggio delle molecole e quindi l'assorbimento dell'acqua.

Note

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