Siziano (Sisiän in dialetto pavese) è un comune italiano di abitanti della provincia di Pavia in Lombardia. Si trova nel Pavese nordorientale, al confine con la città metropolitana di Milano, nella pianura alla destra del Lambro meridionale; è uno dei comuni più importanti della provincia di Pavia, nonché il terzo per popolazione del pavese.

Geografia fisica Il territorio comunale è totalmente pianeggiante, l'altitudine media è 93 e varia da un minimo di 87 m ad un massimo di 95 m. Il territorio è lambito ad est dal fiume Lambro meridionale e dalla roggia Bolognina che ivi si dirama ed è attraversato da un'ampia rete di rogge a fini irrigui, tra cui il Ticinello, che taglia il paese in due parti, una settentrionale e una meridionale, e la roggia Colombana.

Storia Il territorio di Siziano si trovava anticamente al confine tra i territori dei Levi e dei Marici, popolazioni preesistenti alla invasione celtica della pianura padana, le cui origini non sono ancora del tutto chiarite; questi popoli, in differenti modalità e tempi, si sottomisero al potere romano andando con i secoli a fondersi con i conquistatori. A questo periodo storico è fatta risalire la fondazione di Casaticum, Nonianum e Vicus Major, ovvero Casatico, Gnignano e Villamaggiore rispettivamente. Si può supporre che anche Siziano abbia un'origine romana, l'antico nome riportato in attestazioni medievali, Septezanum o il più tardo Seteciano, è indice che nella zona vi fossero delle abitazioni di campagna di famiglie romane: l'etimo *SEPTICIANUS, "proprietà fondiaria (-ANUS) di Septicio": quest'ultimo nome è un gentilizio romano testimoniato da un certo numero di iscrizioni funerarie rinvenute in area padana. Durante il periodo antico, grazie alle opere di centuriazione romana, il territorio venne privato delle grandi foreste che lo ricoprivano e venne dedicato all'agricoltura, il paesaggio appariva così molto simile a quello odierno. Con l'inizio del medioevo e lo spopolamento delle campagne, ai campi coltivati subentrarono i boschi e le paludi, che perdurarono fino al basso medioevo, quando i monaci della Certosa e di Chiaravalle iniziarono le lunghe opere di bonifica che portarono il paesaggio alle attuali condizioni. Con l'inizio del medioevo Siziano diviene sede di una serie di fatti d'arme.

Nel 568, nei pressi dell'attuale Campomorto, si scontrarono l'esercito di Flavio Longino, prefetto del pretorio d'Italia sotto l'imperatore bizantino Giustino II, con i Longobardi guidati da Perideo che erano diretti a Pavia, futura capitale del loro regno. Successivamente, con la nascita del regno longobardo si assistette alla fusione degli abitanti di origine romana con i popoli longobardi, in particolare quest'ultimi erano inizialmente suddivisi in clan che si spartirono il territorio in base alla propria origine, le fonti indicano che il territorio di Siziano fosse stato abitato da famiglie di origine bulgara.

Nel 773 Carlo Magno pose il suo campo, durante l'assedio di Pavia, nei territori di Gnignano (allora conosciuto come Noniano). L'anno successivo la città venne espugnata ponendo fine al dominio longobardo e dando vita a quello franco.

Nel basso medioevo Siziano, sottoposta al dominio milanese ma collocata sul confine tra le terre di Milano e quelle di Pavia, si trovò al centro di sanguinose contese politico-militari, è in questo contesto che il 23 maggio 1061 (o secondo altre fonti il 23 giugno) il territorio assistette alla sanguinosa battaglia di Campomorto, destinata a rimanere impressa nella memoria popolare e a creare leggende. A seguito di questo evento la stessa Campomorto e Casatico divennero parte del territorio di Pavia e a Siziano, divenuto così borgo di frontiera, a scopi difensivi, i milanesi vi eressero una fortezza della quale ancora sono visibili, in parte, le imponenti mura nel centro del paese.

Nei secoli successivi Siziano divenne terreno di scontro della celebre lotta tra impero e comuni: Pavia, fedele all'imperatore Barbarossa da un lato, Milano, mossa dall'impeto indipendentista, dall'altro. Nella notte del 19 giugno 1155 i pavesi invasero il territorio milanese proprio presso Siziano, occupando il paese e saccheggiando il castello, tuttavia in poche ore vennero respinti dai rinforzi milanesi provenienti da nord e guidati dal console Malagaglia di Aliate. Il 15 luglio 1159 si assistette ad una battaglia di proporzioni ben maggiori, Milano venne posta sotto assedio dalla forze imperiali, guidate dal Barbarossa in persona, e dagli alleati pavesi; presso Siziano venne posta la fanteria di questi ultimi, che espugnarono il castello; l'impresa ebbe successo con la penetrazione degli eserciti fin alle porte di Milano, tuttavia a seguito di contrattacchi da una e l'altra fazione, si ristabilirono i confini precedenti. La guerra sarà infine destinata a concludersi in altre terre, con la formazione della Lega Lombarda e la celeberrima battaglia di Legnano.

I confini vennero ufficializzati infine dall'Imperatore Enrico VI nel 1191.

Citato in documenti duecenteschi con l'appellativo di burgus (centro abitato di modeste dimensioni ma dotato di fortificazione), fino al XIV secolo Siziano visse il suo periodo di maggior splendore fino al secondo dopoguerra.

Il 10 maggio 1217, a Campomorto, alla presenza del Vescovo di Pavia San Fulco Scotti, vennero firmate le paci tra pavesi, piacentini e milanesi. Il futuro santo si adoperò in prima persona affinché si potesse finalmente cessare con gli atti bellici tra città confinanti.

Nel 1267 gli abitanti di Casatico, Campomorto e altri piccoli borghi posti all'estremità settentrionale della dominazione pavese, fanno richiesta la Consiglio Comunale di Milano di passare unilateralmente sotto la dominazione della città meneghina a patto di essere esonerati dal pagamento di tributi. La richiesta viene assecondata. Per via di questo particolare status, gli abitanti infatti continuavano a pagare le tasse a Pavia, questi territori presero il nome di "terre comuni". In questo periodo, al contrario, la stessa Siziano viene trasferita sotto la giurisdizione di Pavia. La collocazione originaria venne ristabilita come in precedenza solamente nel 1417, per opera di Filippo Maria Visconti, che concluse così un iter già iniziato dal padre.

Siziano e il suo castello persero d'importanza nel momento in cui, con la conquista di Pavia da parte dei Visconti, venne meno la necessità di presidiare il confine tra Pavia e Milano che divenne solo amministrativo. Al contempo si assiste ad una modifica dei flussi di merci e pellegrini, che iniziarono a passare per Binasco, tagliando fuori Siziano da quel ruolo di borgo in cui trovare ristoro per chi è in viaggio tra le due città. Questo portò ad un crollo demografico nel paese, che divenne in breve tempo meno popolato delle sue future frazioni: Campomorto e Gnignano. Donato in beneficio feudale da Galeazzo Maria Sforza a Francesco Birago nel 1484, il borgo di Siziano andò incontro a una progressiva decadenza: alla fine del XVII secolo il castello era stato totalmente abbandonato e l'area al proprio interno iniziò ad essere coltivata dai locali contadini. Nel 1725 il marchese Daniele Birago muore senza eredi, la concessione del feudo passa per breve tempo nelle mani spagnole di Giuseppe Folch de Cardona e, successivamente, al marchese Francesco Molinari e discendenti, che manterranno il feudo di Siziano fino al 1794, anno in cui questo sistema venne abilito. Anche a causa dei mutamenti di popolazione avvenuti nei secoli precedenti, nel 1757, per editto dell'impero austriaco, vennero ridefiniti i confini amministrativi: il comune di Campomorto composto dal capoluogo e dalle frazioni di Casatico, San Vitale e Bettola; il comune di Gnignano composto dal capoluogo e dalle frazioni di Siziano, Granzetta e Cantalupo. La popolazione totale ammontava a circa 1500 abitanti. Nonostante i decreti emessi nei decenni successivi, il territorio non subì modifiche territoriali, fino al 1863, quando Siziano divenne capoluogo di comune. Successivamente, nel 1871 venne aggregato a Siziano il comune di Campomorto. Nei decenni successivi, anche Siziano venne investita dalla rivoluzione industriale e, con lo sviluppo dei commerci che essa portò, riacquistò parte della sua importanza strategica dovuta alla sua posizione geografica.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 12 settembre 1953.

Vi sono rappresentati il castello eretto dai Birago, la ruota del mulino dei feudatari Molinari presa dal loro stemma, il color rosso del sangue della battaglia del XII secolo tra Milanesi e Pavesi.

Il gonfalone è un drappo troncato di bianco e di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di San Bartolomeo

La chiesa di San Bartolomeo risulta elencata tra le dipendenze della pieve di Decimo fin dal XIII secolo nel Liber notitiae, altre fonti fanno risalire la sua edificazione al XII secolo. La "capella" di Siziano è ancora citata nel 1398 tra quelle del plebato di Decimo (Notitia cleri 1398). Verso la fine del XVIII secolo, secondo la nota specifica delle esenzioni prediali a favore delle parrocchie dello stato di Milano, la parrocchia di San Bartolomeo di Siziano, che estendeva la propria giurisdizione anche su Cantalupo, possedeva fondi per 44.1 pertiche; inoltre la vice cura di Gnignano possedeva fondi per 0.19 pertiche; il numero delle anime, conteggiato tra la Pasqua del 1779 e quella del 1780, era di 1014. Tra XIX e XX secolo la parrocchia di Siziano è sempre stata compresa nella pieve di Lacchiarella e nel vicariato foraneo di Lacchiarella, fino alla revisione della struttura territoriale della diocesi, attuata tra il 1971 e il 1972 quando è stata attribuita al decanato di Melegnano, nella zona pastorale VI di Melegnano. L'edificio originale è stato demolito nel 1906 a causa delle cattive condizioni in cui versava, esso sorgeva direttamente dinanzi alla strada ed era dotato di una sola navata. La nuova chiesa venne costruita arretrata in modo da essere dotata di un ampio sagrato, posto esattamente dove sorgeva il vecchio edificio.

Chiesa di San Francesco Per rispondere alle esigenze del paese che si era notevolmente sviluppato, per volere del parroco e dei fedeli, la chiesa di San Francesco fu eretta negli anni sessanta: corredata di ampi spazi per le attività pastorali, è facilmente individuabile da lontano per il suo originale campanile.

Chiesa di Santa Maria Assunta in Campomorto

La chiesa si trova nella frazione di Campomorto e risale al XIV secolo ed era sede di un'antica abbazia. Era feudo e patronato della famiglia Mantegazza di Milano. Venne fondata a seguito della battaglia del 1061, quando, secondo la leggenda, Boschino Mantegazza, a capo delle forze di Milano, uccise il figlio, al comando dell'esercito pavese; per espiare le proprie colpe decise di costruire l'abbazia. Tuttavia diversi storici indicano il 1178 come vero anno della fondazione della chiesa, che divenne dimora dei Padri Rocchettini. L'abbazia divenne nei decenni successivi importante punto di sosta per viandanti e pellegrini, anche grazie alla sua posizione equidistante da Milano e Pavia. Nei secoli successivi, a causa dell'utilizzo di altre di altre vie di comunicazione, questa usanza venne meno, e l'ospizio trasformato in canonica, andando ad ospitare gli agostiniani. All'abbazia furono assegnati vari terreni della zona, che in precedenza appartenevano ai Mantegazza. Le varie rendite date dai terreni furono per secoli tra le principali entrate della famiglia, tanto che dal XIV secolo fino al 1880 si susseguirono cause, indette da altre famiglie, per il possesso dei luoghi. Queste si basavano sul fatto che il titolo di priore venne trasformato da religioso a secolare dal momento che non vi furono più membri della famiglia Mantegazza disposti a prendere i voti. A partire dal 1881 tutti i beni passarono alla istituenda parrocchia di Campomorto.