Santo Stefano di Magra (San Steva in ligure, Sa' Steu in dialetto della LunigianaI toponimi dialettali sono citati nel libro-dizionario del ) è un comune italiano di abitanti della provincia della Spezia in Liguria.
Geografia fisica Santo Stefano di Magra è situato nella porzione di territorio spezzino in cui il fiume Vara confluisce nel fiume Magra. Il territorio tuttavia si espande anche sulle colline circostanti, fino alla frazione di Ponzano Superiore.
La particolare posizione lo rende centro nevralgico di comunicazione con la Lunigiana toscana e punto di contatto tra la provincia della Spezia e la provincia di Massa-Carrara, nonché naturale diramazione delle vie di comunicazione che si dirigono verso la provincia di Parma.
Il comune fa parte del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-VaraFonte dal sito del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra.
Storia Le prime testimonianze storiche sono databili al X secolo, in particolar modo al 981 dove il borgo di Santo Stefano venne ricordato quale importante sede di mercato (mercatum in plebe Sancti Stephani), nel diploma imperiale di Ottone II di Sassonia, lungo la via Francigena cioè la "strada dei pellegrini" diretti a Roma.
Assoggettato ai vescovi-conti di Luni, il borgo fu luogo di sosta sulla via Francigena di importanti autorità religiose, dirette o provenienti dalla città capitolina, tra i quali l'arcivescovo Sigerico di Canterbury che intorno al 990 redasse un diario del suo viaggio, l'abate islandese Nikulas di Munkaþverá nel 1151 circa che descrisse il suo viaggio dall'Islanda a Roma, o l'abate di Guny tra il 1145 e il 1153. La stessa pieve, intitolata al santo Stefano protomartire, è citata in uno scritto del 1154 di papa Anastasio IV. L'importanza del suo mercato e delle attività connesse sono altresì ricordate in un diploma del 1185 da Federico Barbarossa (burgum Sancti Stefani cum mercato banno iustitia et piscatione). Tuttavia, l'esistenza effettiva e documentata di una comunità santostefanese è datata solamente al 1202 quando, il 12 maggio, rappresentanti del popolo, assieme al Vescovo e ai Malaspina, si riunirono per un comune giuramento di pace tra le parti.
Al 1203 sono documentate le designazioni di aree concesse agli abitanti e la costruzione di nuovi castelli, sempre per amministrazione vescovile, mentre dal 1204, con il trasferimento della sede vescovile da Luni a Sarzana, con bolla di papa Innocenzo III, Santo Stefano assistette alla sempre maggiore crescita espansiva ed economica della vicina città sarzanese.
Assoggettata politicamente (pur conservandone autonomi privilegi) ed economicamente a Sarzana, il borgo di Santo Stefano ne seguì le sorti e le vicende politiche soprattutto dopo la pace di Castelnuovo del 1306 tra i Malaspina e i vescovi-conti di Luni. Come Sarzana giurò fedeltà a Castruccio Castracani, signore di Lucca, nel 1314Fonte dalla .
Per la sua favorevole posizione geografica e commerciale tra il XIV e XV secolo fu terra di conquista, tra cui quella portata a termine dai Visconti nel periodo che va dal 1344 al 1402.
Dominato dal 1421 dalla genovese famiglia dei Fregoso , passò al Banco di San Giorgio dal 1484 e quindi più propriamente alla Repubblica di Genova dal 1562. I Genovesi ne colsero notevoli vantaggi commerciali ed economici, talvolta a discapito degli stessi abitanti santostefanesi, salvo poi stabilizzarsi ed equilibrarsi nei benefici concessi da Genova dalla seconda metà del XVII secolo.
Caduta la Repubblica genovese, con la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte Santo Stefano rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Golfo di Venere, con capoluogo La Spezia, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Santo Stefano rientrò nel I cantone, capoluogo Sarzana, della Giurisdizione di Lunigiana. Dal 1803 fu centro principale del I cantone della Lunigiana nella Giurisdizione del Golfo di Venere. Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento degli Appennini.
Alla fine della dominazione napoleonica, nel 1815 fu inglobato nella provincia di Levante del Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel V mandamento di Sarzana del circondario di Levante, facente parte della provincia di Genova prima e, con l'istituzione nel 1923, della provincia della Spezia poi. Nel 1863 assunse l'odierna denominazione di Santo Stefano di Magra.
Nel decennio 1880-1890 si assistette ad un aumento significativo della popolazione locale, ma anche nell'immediato circondario spezzino, legato soprattutto ai benefici lavorativi creati dalla costruzione della ferrovia La Spezia-Parma (la "Pontremolese", che proprio nel territorio santostefanese si univa alla linea costiera Sarzana-Pisa) o dal costruendo arsenale militare alla Spezia o ancora dal canale Lunense. Un ulteriore sviluppo, soprattutto urbanistico e industriale, accrebbe ancora negli anni trenta del Novecento con la bonifica e recupero di quelle zone acquitrinose ancora esistenti.
Durante la seconda guerra mondiale subì pesanti bombardamenti dell'aviazione inglese (1º novembre 1943, 30 aprile 1944 e 6 agosto 1944) e la deportazione nei lager nazisti di ben trentotto persone, sette delle quali vi trovarono la morte.
Simboli
Lo stemma è stato concesso con il regio decreto del 2 ottobre 1930.
Il gonfalone è un drappo di giallo.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Chiesa parrocchiale di Santo Stefano Protomartire nel centro storico di Santo Stefano, edificata nel corso del XVIII secolo su un'antica pieve preesistente del XIV secolo. La nuova parrocchiale fu progettata dal genovese Ferdinando d'Andrea e fu aperta al culto religioso nel 1764. Oratorio di San Leonardo nel centro storico di Santo Stefano. Chiesa di San Carlo Borromeo nella frazione di Ponzano Belaso. Costruita nel 1941 su progetto del genovese Luigi Ferrari ed inaugurata il 24 maggio del 1950, è formata da un'ampia navata e un'abside semicircolare e decorazioni a mosaico in ceramica. Santuario di Nostra Signora delle Grazie-chiesa parrocchiale di San Bartolomeo apostolo nella frazione di Ponzano Magra. La sua edificazione avvenne dopo l'apparizione mariana al ragazzo Giovanni Battistini avvenuta, secondo la tradizione, sul poggio dei Castiglioni il 10 luglio del 1647.. La costruzione del santuario prese avvio il 24 agosto 1648, con la benedizione da parte del vescovo della prima pietra. All'interno è conservata ed esposta una Madonna con il Bambino di Domenico Beccafumi. Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo nella frazione di Ponzano Superiore. Già alle dipendenze della parrocchiale di Santo Stefano di Magra, è menzionata per la prima volta in documenti del XIII secolo. L'edificio religioso verrà consacrato nel 1528.
Architetture civili Palazzo Remedi Sopranis a Ponzano Superiore. Pregevole edificio privato nel cuore del centro antico di Ponzano Superiore, caratterizzato da una piccola ma equilibrata corte interna e con la facciata principale quinta di fondo di piazza dell'Immacolata (o piazza colonna) che apre il nucleo abitato alla piana del Magra con Luni e gli ambiti dell'estuario del fiume, ma anche a scorci del mare del golfo spezzino e alla Versilia. Villa Pratola. Edificio privato di equilibrate forme barocche, inserito nel tessuto agrario di proprietà della famiglia dei marchesi Remedi, recentemente restaurato, posto in prossimità della strada statale 62 della Cisa a Ponzano Magra.
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 905, pari al 9,02% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti: Romania, 229 Marocco, 103 Albania, 73 Bangladesh, 72 Egitto, 30 Ucraina, 26 Nigeria, 25 Mali, 24 Costa d'Avorio, 23 Pakistan, 21
Lingue e dialetti
Contrariamente a quanto si pensa e pur trovandosi in provincia della Spezia, il dialetto di Santo Stefano di Magra non va annoverato tra le sottovarietà liguri dello spezzino, ma è considerato a tutti gli effetti un dialetto lunigianese, o per meglio dire "basso lunigianese", che fa apice al dialetto di Sarzana; da qui mano a mano che ci si sposta verso Carrara (Castelnuovo Magra, Ortonovo, Casano, Nicola, etc.) e la costa (Marinella, Luni Mare, Fiumaretta, etc.), le parlate tendono a mescolarsi con il dialetto Carrarino, perdendo così la tipicità dell'accento lunigianese per assumere quella Cacuminale, tipica del dialetto di Carrara e in minor parte a quello di Massa. Il fiume Magra dalla confluenza con il fiume Vara alla foce, lo si può considerare come uno spartiacque dialettale, difatti nei comuni di Follo, Vezzano Ligure, Arcola, ecc. che pure si affacciano sulla bassa val di Magra e che sono in territorio lunigianese a tutti gli effetti, risentono molto nei loro dialetti dell'apporto del ligure spezzino.
Santo Stefano si trova sulla riva sinistra del fiume Magra; il suo dialetto tipico lunigianese ha i caratteri di quello di quasi tutta la vallata, (eccezion fatta per l'alta Lunigiana, dove l'emiliano prende nettamente il sopravvento) che ha fuso elementi emiliani con elementi liguri e toscani, quest'ultimo, come spiega il prof. Masetti ha inciso in minima parte e solamente nel lessico, dando origine così ad una parlata che da Sarzana ad Aulla, Fivizzano, Villafranca in Lunigiana etc, pur con parole differenti e con sfumature differenti è abbastanza omogenea.
Le caratteristiche principali del dialetto sanotostefanese sono principalmente: la contrazione delle vocali protoniche “e” ed “i” nella mutola (v'dere=vedere), l'aggiunta di una “a” in luogo dei prefissi “ra” e “ri” (arcuntare=raccontare), la trasformazione in molte parole della "o" in "u" (arcuntare=raccontare, cursaletu=corsetto, turdei=ravioli, murelu=moretto,d'ventu=diventano, Sa steu=Santo Stefano), la trasformazione del prefisso "ch" in "c" (cesa=chiesa, gera me pa=era mio padre), la totale scomparsa delle doppie e l'enfatizzazione della consonante "S".
Conclude il Prof. Masetti che, se si considerano soprattutto gli aspetti fonetici, il dialetto santostefanese si collega all'area dialettale emiliana. Tale conclusione non esclude tuttavia l'importanza delle influenze sia ligure che toscana.
Oggi, specie nelle giovani generazioni il dialetto non è quasi più parlato, tuttavia si può assistere ad una, "Spezzinazione" di molte parole dialettali che spesso vengono inserite in un discorso prevalentemente italiano, questo perché naturalmente negli ultimi 20-30 anni i contatti con la vicina città della Spezia si sono fatti molto più importanti che un tempo, si pensi alle scuole al lavoro, ecc. Così il "Cost'vo" si trasforma in "Coste vè", "Andan" in "Andemo", "A se v'dan" in "se vedemo" etc..!
Cultura
Musica Coro San Leonardo, fondato nel 1985Fonte dal sito del Coro San Leonardo-Biografia e attivo nel genere musicale polifonico sacro e gospel, oltre alle normali attività di animazione musicale nella parrocchia di Santo Stefano di Magra. Il Coro si è distinto a livello nazione e non solo, partecipando a rassegne in Italia e all'estero. Da molti anni collabora con il musicista statunitense Nehemiah Hunter Brown (con cui ha incisto due CD) e ha avuto il piacere di collaborare con artisti come Detto Mariano.