La provincia di Markazi () è una delle trentuno province dell'Iran. Il suo capoluogo è Arak.
La parola markazī in persiano significa "centrale".
Geografia fisica Topografia Il Markazi è situato tra i monti Elburz e i Monti Zagros, in prossimità del deserto del Dasht-e Kavir. Il punto più alto del suo territorio è la cima dello Shahbaz appartenente alla catena dei monti Rasvand, mentre la quota più bassa si trova in una piana a sud della città di Saveh.
Clima La provincia possiede tre tipi di clima: semidesertico, montano temperato e montano freddo. Nei punti più ad alta quota si registrano abbondanti nevicate, mentre nelle aree pianeggianti le precipitazioni sono costituite da piogge. Anche il tasso di umidità è variabile a seconda delle zone.
Storia La provincia fu abitata dagli Elamiti, come testimoniato dai reperti ritrovati nelle aree archeologiche di Zolfabad (vicino a Tafresh) e di Chalabi Teppe (vicino ad Arak). Nel I millennio a.C. fece parte della Grande Media, che comprendeva tutti i territori centrali e occidentali dell'altopiano iranico, poi in epoca seleucide vi si insediarono i greci, specie nella zona nord (importanti resti di questo periodo sono stati ritrovati a Khorheh). Ai tempi del re sasanide Cosroe II questa provincia rientrava nei territori del Khorbaran (ovest), una delle quattro suddivisioni (kost) di quell'impero (le altre erano Bakhtar - nord, Khoraban - est, e Nirmuz- sud).
Nel VII-VIII secolo d.C. la provincia assunse il nome di Jibal o Qahestan, poi fece parte dei territori dell'Iraq persiano (Iraq-e Ajam) assieme alle zone di Hamadan, Rey e Esfahan. Nel corso della storia la provincia ha dato i natali a illustri personalità della nazione come Adib al-Mamalek Farahani, Abbas Eqbal Ashtiani, Amir Kabir, Ghaem Magham Farahani e Mahmoud Hessabi.
Monumenti e luoghi di interesse
Segue un elenco di siti di interesse della provincia. La moschea del venerdì di Saveh, possiede elementi architettonici del periodo preislamico, del primo periodo islamico e del periodo safavide. La moschea del venerdì di Shesh Nav di Tafresh, di epoca selgiuchide, tra le più antiche della città. L'imamzadeh Haftad-o-do Tan ("imamzadeh delle 72 persone") del villaggio di Kohan Saruq, vicino a Farmahin, a nordovest di Arak. Appartiene al XII secolo. Il ponte Sorkhdeh di epoca safavide, situato a sud di Saveh. È costruito in mattoni e malta di calce. Il sito archeologico di Khorheh, a nordest di Mahalat. Vi sono state rinvenute due colonne monolitiche dell'epoca seleucide. Il sito archeologico di Tepe Keikhosrow, situato a sudest del villaggio di Khaveh, nello shahrestān di Delijan. Vi sono state rinvenute ceramiche di epoca partica e sasanide. Il caravanserraglio di Dudahak di epoca safavide, situato sulla strada che da Dudahak conduce a Khoreh, nei pressi della strada asfaltata Qom-Delijan. La grotta di Chal Nakhjir, situata a 8 km a nordest di Delijan e appartenente al Mesozoico. Vi si riscontra una dispersione orizzontale dell'umidità. La grotta in cima al monte Shah Keikhosrow, a ovest di Shazand, sulle cui pareti sono incisi alcuni nomi come Pulad, Tirandaz, Siyavush e Shahriyar. La grotta di Hendaj sul monte Takht, prende il nome dal villaggio che si trova nelle sue vicinanze e la sua entrata coincide con le rovine del castello di Takht-e Kuh dell'epoca dei Medi. La casa di Ruhollah Khomeyni, dimora storica di epoca qajara situata nel quartiere di Seh Pol a Khomeyn. Nell'ala occidentale del cortile interno di questo edificio è presente una torre di guardia che fungeva anche da abitazione. Il bazar di Arak, la parte principale del tessuto urbano di quella che un tempo era Soltan Abad, città fondata sotto il regno di Fath Ali Shah. I petroglifi di Timreh di epoca preistorica, vicino a Khomeyn. che comprendono 2500-3000 figure riprodotte sia in maniera ripetitiva che in numerose varianti. Il mausoleo di Pir-e Moradabad. I mausolei di Shah Gharib e di Shah Qalandar. Il tempio del Fuoco di Atashkuh. Il castello di Haji Vakil. Il bazar di Naraq. Il sito archeologico di Choghasabz. Lo storico lago di Khorheh. La sorgente termale di Mahalat. La sorgente di Keikhosrow. La chiesa di San Mesrop Mashtots.
Cultura Musica La provincia ha dato i natali ai più importanti esperti di musica tradizionale persiana ed è particolarmente nota per le esibizioni della Ta'zieh, in cui i cantastorie commemorano le più eminenti personalità dello sciismo. Gli strumenti musicali tradizionali più diffusi sono il saz, il dhol, il tombak, il chogur, il kamancheh e il qara ney.
Cucina La provincia vanta piatti come dogoleh (brodo di carne con melanzane e legumi), tatali (carne macinata con patate, pomodori e uva acerba), kalle pacheh (a base di testine di agnello), diversi tipi di ash (ash-e tarkineh-e shir, ash-e eshkaneh-e garma, ash-e tarkineh-e jo, ash-e halim, ash-e tarkineh, ash-e anar, ash-e bibi seshanbe, ash-e khivar), vari tipi di khoresh (khoresh-e anar kadu halvayi, khoresh-e alu esfenaj), kalleh gonjeshki (stufato di polpette di carne, pomodori, patate e spezie), kufteh (polpette di carne, riso e verdure), shirberenj (riso cotto nel latte), patleh polo (grano cotto con riso, patate, lenticchie e uvetta), reshteh polo (riso con reshteh e carne) e tas kabab-e beh (spezzatino di agnello con patate e mele cotogne).
Geografia antropica Suddivisioni amministrative
La provincia è divisa in 12 shahrestān: Shahrestān di Arak Shahrestān di Ashtian Shahrestān di Delijan Shahrestān di Farahan Shahrestān di Khomeyn Shahrestān di Khondab Shahrestān di Komeijan Shahrestān di Mahalat Shahrestān di Saveh Shahrestān di Shazand Shahrestān di Tafresh Shahrestān di Zarandiyeh
Città Oltre ad Arak, le altre principali città della provincia sono Saveh, Mahalat, Khomeyn, Delijan, Tafresh, Ashtian, e Shazand (conosciuta in precedenza con il nome di Sarband).
Economia Artigianato L'artigianato della provincia produce tappeti, kilim, jajim, oggetti in terracotta e ceramica, calligrafie su svariati materiali, e fiori ornamentali. Shazand è nota per la produzione di sapone, mentre il villaggio di Vashqan è un rinomato centro dell'arte calligrafica.
Il tappeto Saruk viene prodotto nell'omonimo villaggio nei pressi di Arak, ed è uno dei più celebri tappeti persiani. La sua annodatura compatta (in lana su trama e ordito di cotone) negli esemplari più antichi raggiunge i 4800 nodi per dm². È decorato con un medaglione al centro in un campo fittamente ornato di piccoli fiori e attorniato da ampie bordure. A lato del motivo centrale vi sono frequenti ripetizioni di un motivo a cipressi stilizzati. Il fondo del tappeto è generalmente colorato di rosa, rosso e o turchese.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni