Biografia Formazione Ruggero Manna nacque a Trieste da Pietro Manna, nobile cremonese, e Carolina Bassi (Napoli, 10 gennaio 1781 - Cremona, 12 dicembre 1862)Ibidem, celebre cantante napoletana. Avviato agli studi musicali dalla madre, studiò dapprima con lo zio Ladislao Bassi e dal 1817 a Milano con Vincenzo Lavigna. Tale fu l'eco del giovane talento, che ebbe l'onore di venir compreso nel libro Fanciulli celebri d'Italia di Francesco BerlanFRANCESCO BERLAN, Il libro dell'emulazione. I fanciulli celebri d'Italia antichi e moderni e gl'illustri Italiani nella loro infanzia e vita, Milano, Agnelli, 1863.. Anche l'editore Ricordi, venutone a conoscenza, volle rendergli omaggio, dedicandogli, nel 1815, la sinfonia dell'opera La donna selvaggia di Carlo Coccia, con le seguenti parole: «Dedicata al raro merito e particolare talento musicale del Signor Don Ruggero Manna dell'età d'anni sei e mezzo».CARLO COCCIA, Sinfonia nell’opera La donna selvaggia, ridotta per cembalo dal sig. Pietro Piazza, Milano, Ricordi, 1815, n.l. 213.

Al 1820 risale la sua prima composizione conosciuta: un duetto per soprano e tenore, tratto dall'Artaserse di Metastasio. Frequentò a partire dal 1821 il Liceo musicale di Bologna, conseguendo il diploma a soli 15 anni. Il 12 giugno 1823, in occasione della solenne assegnazione dei premi, venne eseguita la cantata Sacrifizio ad Apollo (a 3 voci con orchestra) ed una sinfonia concertata a vari strumenti.Giorgio Sommi Picenardi, Dizionario biografico dei musicisti e fabbricatori di strumenti musicali cremonesi, edizione annotata da Cesare Zambelloni, Turnhout, Brepols, 1997, cit., p.180 Il 27 agosto del 1824, infine, ottenne la nomina di maestro compositore presso l'Accademia Filarmonica di Bologna.

Tra il 1824 e il 1832 compì diversi viaggi di studio. Tappa privilegiata fu Vienna, dove ebbe modo di conoscere i musicisti più in voga al tempo (Adalbert Gyrowetz, Carl Czerny, Joseph Merk, Josef Mayseder, Maximilian Stadler ed altri).Francesco Regli, Dizionario biografico, Torino, Dalmazzo, 1860, cit., p. 295

Carriera Conclusi gli studi, Manna tornò a Cremona, iniziando la collaborazione con il Teatro Concordia (oggi Teatro Ponchielli): nella stagione di carnevale 1828-1829 sostituì il maestro al cembalo Giovan Francesco Poffa (Cremona, 1776 - Cremona, 1835), colpito da alcuni disturbi di salute. A partire dalla successiva stagione 1829-1830, in seguito all'aggravarsi delle condizioni di Poffa, assunse saltuariamente la guida dell'orchestra del teatro.Elia Santoro, Il Teatro Concordia (1801-1850), Cremona, Pizzorni, 1970, p.208.

Nel novembre del 1832 debuttò al Teatro Grande di Trieste con l'opera Jacopo di Valenza (libretto di Calisto Bassi). Manna riscosse un notevole successo, al punto che gli fu affidato il posto di maestro concertatore nel medesimo teatro, ove rimase fino al 1835.

Dal 1835 si trasferì stabilmente a Cremona per assumere il nuovo incarico di "maestro di cappella" della cattedrale (ruolo che ricoprì fino alla morte). Assunse inoltre definitivamente (1836) il ruolo di maestro concertatore presso il Teatro Concordia al fianco di Carlo Bignami (primo violino e direttore dell'orchestra).

Contribuì alla creazione della Sala degli esercizi musicali (1837-1850), grazie alla quale i dilettanti potevano perfezionarsi nello studio ed esibirsi in pubblico, garantendo inoltre un minimo guadagno ai maestri che vi partecipavano in qualità di insegnanti. Il pagamento di 3 lire austriache mensili consentiva agli iscritti di partecipare alle accademie. L'eredità di tale istituzione fu portata avanti da un'altra associazione, già attiva, promossa dallo stesso Manna in collaborazione con i maestri Carlo Bignami e Giovanni Maini (primo corno dell'orchestra del teatro), la Pia Istituzione Musicale.Il regolamento della Pia Istituzione musicale, pubblicato sulla «Gazzetta Provinciale di Cremona», III/49, 5 dicembre 1840, si trova trascritto in LICIA SIRCH, Le filarmoniche di Cremona: statuti, protagonisti, repertori e archivi, estratto da ACCADEMIE E SOCIETÀ FILARMONICHE, Organizzazione dei filarmonici nell’Italia dell’Ottocento a cura di ANTONIO CARLINI, 1998. Fondata nel 1840 ed ufficialmente attiva dal 1º settembre 1842, oltre a promuovere la pratica musicale con accademie e concerti, essa si proponeva di offrire una forma di assistenza economica ai musicisti iscritti.Una sorta di pensione per musicisti. Il capitale per le pensioni e le spese dell’Istituzione avrebbe dovuto essere garantito dal versamento annuale da parte dei soci di 6 lire austriache per un periodo di sei anni, da una tassa di iscrizione per gli insegnanti, e dall’introito della serate ed accademie.

La carriera operistica di Ruggero Manna proseguì nell'autunno del 1845 con l'opera Preziosa (libretto di Carlo Ettore Colla), allestita per il Teatro di Casalmaggiore (CR)L'opera fu poi rappresentata a Cremona nell'aprile del 1847 (vedi «Gazzetta Musicale di Milano», VI/16, 18 aprile 1847, p.126). Si ha notizia inoltre di un allestimento a Genova (Teatro Carlo Felice) e a Milano (Regio Teatro alla Canobbiana, 11 maggio 1861). Cfr. «GMM», VIII/15, 14 aprile 1850, p.60; «GMM», XIX/19, 12 maggio 1861, pp.75-76. e l'anno successivo con Il Profeta Velato (libretto di Giacomo Sacchero), rappresentato al Teatro Grande di Trieste il 18 novembre 1846.Composto a partire dal 1842 (Cfr. «GMM», I/39, 25 settembre 1842, p.172) a partire da un soggetto tratto dall’omonima opera letteraria di Thomas Moore (1817). Cfr. «GMM», V/30, 26 luglio 1846, p.238; «GMM», V/49, 6 dicembre 1846, pp.390-391; «GMM», V/50, 13 dicembre 1846, p.399. L'esperienza teatrale di Manna, tuttavia, non ebbe particolare seguito. Egli preferì ritirarsi, dedicandosi alla musica sacra e alle composizioni per le accademie musicali.

Solamente nel 1854 tornerà a considerare il melodramma, promuovendo la realizzazione di un'opera collettiva, La Vergine di Kermo (libretto di Francesco Guidi), a favore della Pia Istituzione Musicale.La composizione dell’opera fu portata a termine nel 1858. Il ricavato sarebbe stato devoluto a beneficio della Pia Istituzione musicale, rendendola proprietaria dello spartito musicale. «GMM», XV/40, 3 ottobre 1858, p.321. Prevedendo in origine la partecipazione di quindici compositori (fra cui Rossini e Verdi), l'opera fu in realtà portata a termine da dodici musicisti (Antonio Cagnoni, Francesco Cortesi, Ettore Fiori, Jacopo Foroni, Carlo Andrea Gambini, Gennaro Graum, Ruggero Manna, Alberto Mazzucato, Apollinare Micelich, Giovanni Pacini, Carlo Pedrotti, Ermanno Picchi, Amilcare Ponchielli, Luigi Ricci e Lauro Rossi) ed ebbe una sola esecuzione nel 1870 al Teatro Concordia di Cremona, sotto la direzione di Amilcare Ponchielli.Sirch, Le filarmoniche di Cremona, cit., p.209.

Nel 1849 Manna portò a termine la composizione del De profundis per coro a 4 voci, soli e orchestra dedicato all'amico e collega Carlo Bignami, scomparso il 2 agosto del 1848.Regli, p. 68 Secondo le intenzioni del compositore, l'opera fu pubblicata (1850) riservando i profitti ai figli ed alla vedova del Bignami.

Ultimi anni Al 1862 risale l'ultima importante composizione sacra di Manna, la cantata Gli esuli d'Israello (dal Salmo 136, liberamente tradotto dal poeta Vincenzo Meini).L’opera è composta di cinque parti: un pezzo d’insieme, un recitativo e aria del basso con coro, un terzetto a tre soprani, un’aria per tenore, infine un pezzo concertato con coro. Cfr. «Il Corriere Cremonese», n.23, 19 marzo 1862; «Boccherini», I/5, 31 luglio 1862, pp.19-20; «Boccherini», I/6, 30 agosto 1862, p.23. Così come il De profundis, la cantata ebbe una certa risonanza nelle riviste musicali dell'epoca. L'opera, dedicata a Vittorio Emanuele II, fu eseguita il 29 giugno 1862 nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, in occasione di un'accademia vocale e strumentale tenutasi a Firenze.

La morte della madre Carolina Bassi, avvenuta il 14 dicembre 1862 all'età di 82 anni, costituì un grave lutto per il compositore, il quale cominciò a partecipare sempre meno alle attività musicali cittadine (soprattutto a causa delle inferme condizioni di salute).

Durante tutta la propria carriera Manna rimase in contatto epistolare con diverse personalità della vita musicale e letteraria italiana dell'epoca, fra cui Gioachino Rossini, Giacomo Meyerbeer, Johann Simon Mayr, Raimondo Boucheron, Gaetano Gaspari, il conte Cesare di Castelbarco, Aleardo Aleardi ed altri ancora. Parallelamente alla principale attività di compositore ed esecutore, fu anche corrispondente della «Gazzetta Musicale di Milano», rivista specializzata fondata nel 1842 dall'editore Tito Ricordi. Stimato e apprezzato ben oltre la cerchia ristretta di Cremona, seppe guadagnarsi una posizione centrale nel panorama musicale di metà Ottocento. Fu accolto come membro onorario presso varie società filarmoniche italiane, fra cuiquelle di Torino, Firenze, Bergamo, Padova, Roma e Bologna.

Ruggero Manna morì a Cremona il 13 maggio 1864, a soli 56 anni d'età.

Composizioni Opere liriche Francesca da Rimini (composta nel 1832 su libretto di Felice Romani, mai rappresentata).Regli, p.295 Jacopo di Valenza, dramma serio in due atti (Teatro Grande, Trieste, novembre 1832).Sommi Picenardi, Dizionario, p.172 Preziosa, dramma lirico in tre parti (Teatro Sociale, Casalmaggiore, 1845).Ibidem Il profeta velato, dramma lirico in quattro parti (Teatro Grande, Trieste, 18 novembre 1846).Ibidem, p.174 La Vergine di Kermo, melodramma romantico in tre atti (opera collettiva composta tra il 1854 e il 1858, Teatro Concordia, Cremona, 1870).Ibidem, p.171 Musica strumentale Composizioni per pianoforte Capriccio brillante sopra un tema originale, 1827 circa Les Charmes de la tristesse, fantaisie, 1827 circa Il pastore svedese, capriccio in forma di rondò, 1828 circa Un fiore ad Euterpe, 1836 Il folletto, Scherzo, 1837 circa Divertimento, 1839 circa Ouverture nell'opera Preziosa, (a 4 mani), 1847 circa Divertimento umoristico, 1850 circa Addio ai balneanti di S. Pellegrino, Notturno Pensiero funebre, (a 4 mani), 1854 Capriccio in forma di toccata, (pubblicazione postuma) 1870 circa

Composizioni con accompagnamento di pianoforte, duetti, trii, quartetti Piccolo divertimento (per fl., vl., vlc., pf.), 1823 circa Divertimento (per fl. e pf.), 1827 circa Fantasia (per fl. e pf.), 1828 Capriccio con variazioni sopra un tema nell'opera Il Pirata di Bellini (per vl. e pf.), 1830 circa Pout-Pourri (per vlc. o vl. e pf.), 1834 circa Divertimento sopra alcuni motivi dell'opera Jacopo di Valenza (per fl. e pf.), 1833 circa Variazioni brillanti (per fl. e pf.), 1834 circa Divertimento (per vlc. o fl. e pf.), 1834 circa Divertimento brillante (per vlc. o vl. e pf.), 1836 circa Fantaisie passionnée et brillante (per fl. e pf.), 1844 circa Mélange sur des motifs favoris de l'opéra Leonora de Mercadante (per fl. e pf.), 1847 circa Rêverie, morceau fantastique (per vl. e pf.), 1847-1848 Gingillino, divertimento fantastico (per fl. e pf.), 1863 circa Gran duetto espressivo (per fl. e pf.), 1863 circa Addio, Firenze gentile (quartetto d'archi), 1852 Andante per archi, 1862Autografo Musms 257 della Biblioteca ITNO0135

Musica sinfonica Sinfonia in Mib magg., (Andante; Allegro vivace), 1823 Sinfonia in Do min./Do magg., (Andante energico; Allegro; Più mosso), 1824 Valz in Fa magg., (Allegro), 1827 Sinfonia in Re magg., (Andante; Allegro vivace; Più mosso) Sinfonia in Do min./Do magg., (Andante mosso; Allegro animato) Variazioni brillanti in Re magg., (Allegro marziale; Andante/Allegro; Tema e variazioni: moderato) - versione originale delle Variazioni brillanti per fl. e pf. Sinfonia in Si min., (Andante sostenuto; Allegro con molto brio) Ouverture, 1843 I montanari, scherzo caratteristico, (Moderato assai, Più mosso, Tempo I, Più mosso; Larghetto; Allegretto moderato, Un poco meno), 1844 Pensiero funebre alla memoria di Giambattista Rubini in Do min., (Andante con moto), 1854