Vogue è un periodico mensile fondato nel 1892 a New York da Arthur Baldwin Turnure. Ritenuta una delle più prestigiose e autorevoli riviste del mondo della moda, è edita dal 1909 da Condé Nast (oggi parte del gruppo editoriale Newhouse), che rilevò da Turnure la pubblicazione un anno prima della morte di quest'ultimo.

Vogue è pubblicato in altre 21 edizioni nazionali per complessive 16 lingue: oltre all'inglese (Australia, India e Regno Unito) figurano spagnolo (Messico e Spagna), portoghese (Brasile e Portogallo), arabo, cinese, tedesco, giapponese, coreano, francese, italiano, olandese, polacco, russo, taiwanese, thailandese, turco e ucraino.

Struttura La rivista dal punto di vista strutturaleAngeletti e Oliva, In Vogue, p. 356 è divisa in tre sezioni principali: "Fronte Del Libro" (FDL): contiene principalmente articoli e notizie di moda, oltre a una sezione dedicata alla cultura e a rubriche che si occupano di: cibo, salute, bellezza e fitness. In questa sezione si trovano anche due rubriche molto seguite: Vita con André scritta dall'esperto di moda André Leon Talley e Appunti di Norwich, scritto dal cronista mondano ed editor, William Norwich. "Pozzo" o Centro Del Libro (CDL): alterna moda e interviste a stilisti, artisti e personaggi celebri. Il CDL contiene inoltre articoli sul mondo della cultura e storie accompagnate da fotografie su case e giardini. Nel numero di giugno di ogni anno, in questa sezione appare il tema Evasioni che si concentra sulle "vacanze visive", che mischiano il reportage di viaggio con servizi di moda ispirati a località esotiche. "Retro Del Libro" (RDL): si apre con la rubrica Indirizzi, dedicata allo shopping, dove figurano oggetti e accessori selezionati dagli editor di Vogue.

La rivista solitamente si chiude con la pagina Ultimo Sguardo, che è in genere dedicata a un unico, lussuoso, accessorio di moda.

Le pagine pubblicitarie sono di solito disposte in modo prevalente nel FDL e nel RDL mentre il CDL non è interrotto da pagine pubblicitarie.

Storia Vogue nacque a New York il 17 dicembre 1892 da Arthur Baldwin Turnure come "gazzetta mondana" settimanale. La rivista fu dichiaratamente creata al fine di rappresentare l'alta società newyorkese, raccontando gli interessi e lo stile di vita di questa classe agiata. Vogue era destinata ad un pubblico sia femminile che maschile ed era suddivisa in rubriche tra cui: Uno sguardo alle vetrine, I modelli di Vogue per la sarta, La moda elegante a buon prezzo, Lettera da Parigi (o Londra), Uno sguardo sulla società, La toeletta della signora, L'uomo elegante, Pettegolezzi mondani, Per la padrona di casa e Come rispondere alla corrispondenza. I lettori della rivista non erano solo gli appartenenti all'alta società newyorkese ma anche, e soprattutto chi aspirava ad appartenerviAngeletti e Oliva, In Vogue, pp. 2, 8.

Il 24 giugno 1909 si ebbe la cosiddetta "seconda nascita" di Vogue, quando Condé Montrose Nast, dopo aver concluso le trattative d'acquisto della rivista (iniziate nel 1905), ne divenne il nuovo editore. Nei primi mesi del 1910 Condé Nast attuò una serie di importanti cambiamenti alla rivista: Vogue divenne bisettimanale e le sue pagine aumentarono da una media di 30 ad una di 100 a numero, così come aumentò il suo prezzo; le copertine divennero più colorate, gli spazi pubblicitari e gli articoli dedicati alla moda ed alla società aumentarono. Vogue divenne una vera e propria rivista femminileAngeletti e Oliva, In Vogue, pp. 2, 14.

Nel 1910 Vogue con una tiratura di copie, raggiungeva incassi di gran lunga superiori rispetto alle riviste concorrenti che avevano una tiratura di centinaia di migliaia di copie. Questo fenomeno era dovuto al fatto che Vogue possedeva un numero di pagine pubblicitarie che superava del 44% le riviste concorrenti, nonostante le sue tariffe fossero le più alte sul mercatoAngeletti e Oliva, In Vogue, p. 19.

Nel 1912 Condé Nast decise di rendere Vogue internazionale, vendendo la rivista anche a Londra. Lo scoppio della prima guerra mondiale rese l'esportazione più rischiosa così che l'editore decise di creare un'edizione locale autonoma. Il 15 settembre 1916 nacque Vogue UK. Condé Nast tentò in seguito una versione in lingua spagnola di Vogue, pubblicata tra il 1918 e il 1923, che non ebbe successo. La versione francese di Vogue uscì nelle edicole il 15 giugno 1920. Fu tentata anche una versione tedesca tra il 1928 e il 1929 senza però ottenere successoAngeletti e Oliva, In Vogue, p. 26.

Nel 1927 Condé Nast, all'apice del successo, decide di quotare in Borsa il proprio impero editoriale. La crisi del 1929 gli fece perdere la proprietà di Vogue. L'editore riuscì comunque a rimanere un membro attivo della Condé Nast Publications, con il compito di continuare a gestire Vogue come meglio credeva; negli anni successivi riuscì a recuperare il possesso della rivistaAngeletti e Oliva, In Vogue, p. 112.

Dopo la morte di Condé Nast nel 1942, la direzione della Condé Nast Publications passò al suo fidato collaboratore Iva Sergei Voidato Patcévitch, il quale avviò una nuova fase di espansione. Nel 1959 Samuel I. Newhouse Sr, presidente di Advance Publications, acquisì il 46% della Condé Nast Publications. Successivamente l'intero capitale azionistico passò alla famiglia Newhouse.

Nel dicembre del 1972, sotto la direzione di Grace Mirabella e sotto consiglio di Newhouse, Vogue diventò mensile. Questa scelta fu conseguenza del fatto che i numeri venduti a metà mese riscuotevano meno successo dei numeri pubblicati all'inizio del mese. Con Vogue ad uscita mensile, la tiratura aumentò subito di copieAngeletti e Oliva, In Vogue, p. 214.

Gli anni fra il 1973 e il 1979 furono uno dei periodi più fiorenti della storia di Vogue, che passò da una tiratura di copie ad una di un milione.

L'edizione statunitense della rivista, Vogue America, è stata diretta per 37 anni (1988-2025) dalla giornalista britannica Anna Wintour.

Nel 2012 Vogue aveva edizioni in 19 paesi ed era considerata una delle più prestigiose riviste di moda al mondo.

Le direttrici Nel corso dell'esistenza di Vogue si sono succedute alla direzione del giornale sette donne, ognuna delle quali ha permesso a Vogue di essere un partecipante attivo nella cultura della moda.

Josephine Redding Nel 1892 la prima direttrice di Vogue fu Josephine Redding, la quale era, più precisamente la responsabile della parte femminile della rivista (all'epoca il giornale era destinato ad entrambi i sessi); si occupava quindi dei modelli per la sarta, di argomenti attinenti alla moda e di una rubrica dedicata agli animaliAngeletti e Oliva, In Vogue, p. 8.

Marie Harrison Nel 1901 divenne direttrice Marie Harrison, sorella della vedova del fondatore Arthur Turnure. Marie Harrison rimase a far parte della redazione di Vogue dopo l'acquisto di Condé Nast, per volere del contratto di passaggio di proprietà. Quando la signora Turnure tentò una causa legale contro Condé Nast, ritenendo che la percentuale di azioni da lei ricevuta dovesse essere più alta; la società licenziò Marie Harrison, con l'accusa di aver preso le parti della sorellaAngeletti e Oliva, In Vogue, pp. 8, 22.

Edna Woolman Chase Nel 1914 assunse la direzione del giornale Edna Woolman Chase, che aveva iniziato a lavorare per Vogue nel 1895 all'età di diciotto anni, nel reparto distribuzione. Era una persona organizzata e molto esigente nei confronti dei suoi dipendenti: obbligò per esempio tutte le donne che lavoravano a Vogue ad indossare calze di seta nera, guanti bianchi ed un cappello. «Per Edna Woolman Chase, lavorare per Vogue significava essere, ed apparire Vogue»Angeletti e Oliva, In Vogue, p. 22. Era molto famosa anche per le sue prediche ed i suoi consigli spietati, soprattutto in fatto di moda e tendenze. Edna Woolman Chase nel 1914 “inventò” la "sfilata per beneficenza": riunì tutte le signore più in vista dell'alta società di New York e tutti gli stilisti americani, organizzando una sfilata di moda, i cui proventi andarono a donne e bambini per le sofferenze inflitte dalla guerra. Lo scopo di questo evento non era soltanto benefico; Edna Chase voleva pubblicizzare gli stilisti americani per la paura che con la prima guerra mondiale la Haute Coture francese andasse in crisi, trascinando con sé anche il futuro di Vogue. L'evento riscosse molto successo e nel numero di Vogue del 1º dicembre del 1914 gli vennero dedicate quindici pagine, di cui undici ai modelli e altre tre alle fotografie dei partecipanti. Edna Woolman Chase andò in pensione all'età di settantacinque anni, nel 1951, dopo cinquantasette anni passati a Vogue di cui trentotto come direttrice..

Jessica Daves Nel 1952 divenne direttrice Jessica Daves, nonostante non tutti la ritenessero adatta a quel ruolo, in quanto aveva conoscenze limitate in ambito fotografico e non era abbastanza creativa da potersi occupare dei servizi di moda. Consapevole delle sue lacune, Jessica Daves cedette tutte le responsabilità grafiche a Alexander Liberman (pittore, scultore, fotografo e dal 1943 art-director di Vogue), mentre lei si dedicò principalmente al miglioramento dei testi al fine di innalzare il livello intellettuale di Vogue. Jessica Daves era molto conservatrice nei riguardi delle immagini di moda e questo era spesso un pretesto di discussioni con l'art-director A. Lieberman; nonostante ciò seppe mantenere la rivista al passo con i tempi includendo nei servizi non solo abiti di alta moda ma anche capi di qualità a prezzi accessibili anche alla classe mediaAngeletti e Oliva, In Vogue, p. 150.

Diana Vreeland Nel 1962 Diana Vreeland divenne direttrice di Vogue e apportò non pochi cambiamenti alla rivista, le mode si fecero più provocanti, e la fotografia più azzardata e sensuale. Vogue sotto la guida di Diana Vreeland influenzò la moda come mai era successo prima: non erano più gli stilisti a dettare moda, ma era Diana Vreeland a commissionare gli abiti che intendeva includere nei suoi servizi di moda. Per Diana Vreeland la moda era uno spettacolo non un servizio. La rivista era come un grande palcoscenico e sulle pagine avveniva la rappresentazione; per questo il palcoscenico doveva essere allestito e decorato come richiedeva la rappresentazione. Lo scopo della Vreeland era portare le lettrici lontane dalla realtàAngeletti e Oliva, In Vogue, p. 185.

Grace Mirabella Nel 1971 con la direzione di Grace Mirabella, Vogue cambiò nuovamente volto. La società nei primi anni Settanta venne completamente trasformata. Le donne diventarono forza lavoro, e pretesero di fare carriera proprio come gli uomini. La rivista venne quindi adattata alla nuova donna lavoratrice, che doveva essere impeccabile in ogni momento della giornata, con un abbigliamento elegante ma allo stesso tempo pratico e comodo. In questo periodo Vogue torna a rispecchiare la realtà assumendo un registro più giornalistico e dedicando un maggior numero di pagine alla bellezza e alla salute. Nel 1972 Vogue diventò un mensileAngeletti e Oliva, In Vogue, p. 213.

Anna Wintour