Sant'Angelo Romano (Sant'Angelo in Capoccia fino al 1885; Sant'Àgnelu o E Turri in dialetto santangelese) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Roma Capitale.

Geografia fisica Territorio Sant’Angelo Romano sorge a nord-est di Roma, sui rilievi dei Monti Cornicolani, in posizione collinare e dominante rispetto alla campagna circostante; il territorio comunale comprende il centro storico sviluppato sul Monte Patulo e aree naturali di rilievo, tra cui quelle connesse alla Riserva naturale Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco.

Dal punto di vista idrografico, il territorio è interessato dalla presenza di corsi d’acqua minori legati al reticolo dell’area tiburtino-cornicolana; tra questi è segnalato il fiume Pratolungo, che nasce nel territorio comunale e confluisce nel sistema idrografico dell’Aniene.

Sotto il profilo geologico, l’area rientra nel settore dei Monti Cornicolani, costituiti prevalentemente da formazioni carbonatiche mesozoiche, in particolare calcari, che caratterizzano la struttura dei rilievi locali e distinguono queste colline dal vicino paesaggio vulcanico e sedimentario della campagna romana. Clima Il clima di Sant’Angelo Romano presenta caratteri temperati dell’area interna della provincia romana, con inverni freschi e piovosi, estati calde e più asciutte, e un andamento annuale in cui le precipitazioni si riducono nettamente nei mesi centrali dell’estate.

Sotto il profilo termico, le temperature minime medie oscillano da 2 °C in gennaio a 17 °C in agosto, mentre le massime medie passano da 12 °C in gennaio a 32 °C in luglio; i mesi più caldi sono luglio e agosto, con massime medie rispettivamente di 32 °C e 31 °C, mentre il periodo più freddo cade tra dicembre e febbraio.

Le precipitazioni medie annue ammontano a circa 801 mm, con valori più elevati in autunno e all’inizio dell’inverno, in particolare a novembre con 103 mm, ottobre con 89 mm e dicembre con 87 mm, mentre il minimo si registra in luglio con 28 mm. Classificazione climatica: zona D, 1928 GR/G

Storia Di origine incerta, viene accostata alla città scomparsa del Lazio arcaico di Medullia, la cui identificazione rimane ancora oggi incerta.Antonio Nibby,Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' Dintorni di Roma.

Successivamente dalle ceneri della fortezza, nacque la rocca già nell'XI secolo circondata di cinta muraria.

Essa prima appartenne ai Capocci, da cui il nome che rimase fino al 1885, e poi agli Orsini che ne fecero un castello fortificato. Nel 1594 il feudo venne acquistato dai Cesi, e fu in questo periodo che conobbe il suo periodo di massimo splendore. Nel 1612 papa Paolo V ne fece un Principato con a capo Federico Cesi (1585-1630), fondatore nel 1603 della celebre Accademia dei Lincei, la più antica d'Italia con sede nella Capitale.

Nel 1678 il castello con tutto il feudo venne ceduto ai Borghese sempre come principato.

Nel 1885,con Regio Decreto nº 3150 del 28 maggio 1885, il paese assunse il nome attuale abolendo il precedente Sant'Angelo in Capoccia.

Nel 1989 il comune acquistò il castello e nel 1993 iniziarono i restauri e le ristrutturazioni per l'apertura al pubblico.

Simboli Stemma Lo stemma è stato riconosciuto ufficialmente con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 20 aprile 1954.

Gonfalone Il gonfalone è stato concesso con DPR del 24 dicembre 1954.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

La chiesa parrocchiale di Santa Maria e San Biagio. Questa chiesa venne costruita a discapito della precedente chiesa parrocchiale della Beata Vergine Maria degli Angeli, con consacrazione il 19 giugno 1759, con successivi restauri (1863 e 1976). L'interno consta di altare maggiore e 5 cappelle laterali dedicate a san Giuseppe, san Francesco di Paola, Madonna di Pompei, Anime del Purgatorio e a Cristo Salvatore. Inoltre vi sono conservati un quadro della Beata Vergine del 1522 realizzato da Federico Barocci ed un trittico del XV secolo attribuito ad Antoniazzo Romano. La chiesa di Santa Liberata. Questa chiesa è del XIV secolo, distante all'epoca della fondazione si trovava a circa 500 metri dell'abitato, ma in seguito inglobata dallo stesso. Fu restaurata nel 1695, e nel 1737 fu ampliata insieme all'annesso convento da Giovanni da Evora. All'interno vi è un coro ligneo del XVIII secolo e, al centro dell'altare maggiore un dipinto, tempera su tavola, di metà del XV secolo, raffigurante la santa titolare rivolta verso l'Eterno, opera di artista anonimo nell'ambito di Antoniazzo Romano. La chiesa sembra fosse stata consacrata da Bernardo da Chiaravalle. La chiesa di San Michele. La tradizione locale la vuole consacrata da papa Eugenio III. Secondo vari dati la chiesa originaria si trovava in un luogo non ben identificato ma distante. È certo però che il campanile venne inaugurato il 10 aprile 1677 dal vescovo di Tivoli Mario Alberizzi. Utilizzata per sepolture e riti funebri fino agli inizi del XX secolo, nel 1867 divenne dormitorio dei garibaldini. Venne restaurata nel 1935 e nel 1997. All'interno si trovano una tela ad olio e una statua dell'Arcangelo Michele.

Architetture militari Il Castello Orsini-Cesi

All'inizio il castello fu proprietà dei Capocci, quindi dal 1379 degli Orsini (i quali erano in perenne lotta con i Colonna, i Savelli di Palombara e gli Odescalchi) e, dalla fine del Cinquecento dei Cesi.

Nel 1660 il castello risulta essere proprietà dei Borghese; in questo periodo cominciò un inesorabile periodo di declino.

Nel XIX secolo il castello sopportò l'occupazione garibaldina per l'unità d'Italia e successivamente, durante la seconda guerra mondiale, delle truppe germaniche.

In seguito venne acquistato dal comune e restaurato. Dall'alto del borgo il castello Orsini-Cesi domina l'Agro Romano e la bassa Sabina. Dai suoi spalti merlati, lo sguardo arriva ai castelli romani, ai Monti Cornicolani, a Roma e fino al mare.

È anche palazzo comunale, delegato alla celebrazione di matrimoni di rito civile nella sala Cesi o sugli spalti panoramici.

Nel 1989 è stato acquistato dal Comune, che vi ha costituito un museo archeologico all'interno.

Il castello Orsini-Cesi accoglie il museo preistorico e protostorico del Territorio Tiberino-Cornicolano. Il castello e il museo sono visitabili nel weekendFonte:www.orsinicesi.it .

Architetture civili

Porta Capocci Orsini Chiamata così in onore di chi ne commissionò la costruzione. Nel XV secolo risulta essere la porta principale di Sant'Angelo Romano.

Questa porta constava di saracinesca di maglia di ferro rigida la quale veniva fatta scorrere nella nicchia, dello stesso materiale, dietro la porta. La porta, di cui rimangono però solo i cardini, era di legno.

Torre dell'Orologio

È stata fatta edificare sui resti di una più antica torre della cinta muraria; il meccanismo dell'orologio, installato probabilmente agli inizi del XIX secolo, è stato rinnovato negli anni trenta e successivamente nel 1990. La torre è stata restaurata negli anni 1999-2000.

Piazza Medullia

Pur nelle sue piccole dimensioni (non più di ), era fino agli inizi del XX secolo la piazza principale del paese. Vi si aprivano un'osteria, l'antico forno e alcune botteghe artigiane. Nell' è stata completamente ripavimentata come gran parte del centro storico.

Aree naturali

Nelle vicinanze si trova la voragine carsica indicata come Pozzo del Merlo nella cartografia ufficiale, ma il cui nome corretto è Pozzo del Merro, sita nella frazione Selva, all'interno dell'area protetta regionale a gestione provinciale Riserva Naturale Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco, istituita con LR 22/97. Il Pozzo del Merro è il sinkhole (voragine carsica che ospita sul fondo un laghetto di appena di diametro) più profondo del mondo. All'inizio degli anni 2000, è stato raggiunto l'ipotetico fondale (grazie al contributo di un ROV dei vigili del fuoco), posto a circa . dalla sua superficie.

D'interesse è anche il Bosco di Grotta Cerqueta, sempre facente parte della RN Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco. Il Bosco di Grotta Cerqueta ha un'area di circa 30-35 ettari ed è sito su di un colle calcareo. Ospita 3 doline e una grotta carsica, la quale dà il nome al bosco.

Nel 1971 questo bosco è stato inserito nell'elenco dei biotopi di rilevante interesse vegetazionale stilato dalla Società Botanica Italiana.

Riserva naturale di Nomentum

Società Evoluzione demografica Sant'Angelo Romano, al 31 dicembre 2009, contava abitanti e un numero di famiglie pari a , portando a 2,24 il numero medio di componenti per famiglia. La densità è cresciuta molto negli ultimi anni: dai 143,50 abitanti per chilometro quadrato del 2001, quando il comune contava abitanti, ai 211,75 ab./km² del 2009.

Etnie e minoranze straniere Secondo le stime Istat aggiornate al 1º gennaio 2011, i cittadini stranieri residenti nel comune di Sant'Angelo Romano risultavano essere 867. Lingue e dialetti

Il dialetto originario di Sant'Angelo Romano (così come nei comuni della valle dell'Aniene) è il Dialetto sabino, anche se ormai, con il passare degli anni e con il sopravvento sempre più forte del Romanesco, tale dialetto sembra andare in via d'estinzione fra le nuove generazioni ed è utilizzato ormai soltanto dalla popolazione anziana.

Tradizioni e folclore Terza domenica di maggio: Festeggiamenti in onore dei patroni san Michele Arcangelo e santa Liberata. Primo fine settimana di luglio: Festival Internazionale del Folklore di Sant'Angelo Romano.

Cultura

Istruzione

Scuole Nel territorio comunale sono presenti 2 scuole dell’infanzia (asilo),1 scuola primarie (elementari) e 1 scuola secondarie di primo grado (medie); non sono presenti scuole secondarie di secondo grado (superiori), per le quali le più vicine sono quelle di Guidonia Montecelio.

Eventi Seconda domenica di luglio: Festival Internazionale del Folklore, dal 1992.

Geografia antropica

Suddivisione toponomastica

Il territorio comunale di Sant'Angelo Romano è composto da 13 comprensori toponomastici organizzati in due gruppi:

Rioni 5 rioni che compongono Monte Patulo (capoluogo comunale), codificati con la lettera R. e un progressivo in notazione numerica romana (i primi 4 sono i cosiddetti "Rioni storici", mentre "Majenetta-Arovello" comprende le zone più recenti della collina).