Jack lo Squartatore (Jack the Ripper) è l'appellativo dato a uno sconosciuto serial killer che agì tra l'estate e l'autunno del 1888 nel degradato quartiere di Whitechapel, nell'East End di Londra.
Il nome è tratto dalla firma in calce del serial killer in una lettera pubblicata nel periodo delle uccisioni e indirizzata alla Central News Agency da un soggetto anonimo che asseriva di essere l'assassino.
Storia Il contesto
Il contesto storico che portò agli omicidi di Jack lo Squartatore iniziò a delinearsi a metà del XIX secolo, quando l'Inghilterra conobbe un'importante prima ondata migratoria proveniente dall'Irlanda, che registrò un vertiginoso aumento della popolazione nelle principali città del Paese.Begg, Jack the Ripper: The Facts, p. 43 A Londra, la zona più interessata dall'afflusso di immigrati irlandesi fu l'East End, e dal 1882 in poi proprio in quella stessa area della capitale britannica si insediò anche una grande quantità di profughi ebrei in fuga dai pogrom nell'Impero russo e in altre regioni dell'Europa orientale. La popolazione di Whitechapel nell'East End crebbe rapidamente, causando un forte sovraffollamento del quartiere, portando la popolazione a circa abitanti nel 1888, con il conseguente sviluppo di un sottoproletariato impoverito. Negli oscuri e malavitosi bassifondi di Londra, dove già brulicavano da tempo vagabondi, spacciatori e prostitute, rapine e violenze erano all'ordine del giorno, l'alcolismo si diffuse a macchia d'olio e la mortalità infantile raggiunse livelli alquanto elevati (si calcola che il 55% dei bambini nati nell'East End morisse prima dei cinque anni).
Il 10 ottobre 1888, il Metropolitan Police Service di Londra pubblicò una stima secondo la quale a Whitechapel c'erano 62 bordelli e prostitute; circa persone dormivano ogni notte nelle 233 pensioni comuni all'interno del quartiere, secondo il prezzo notturno (un letto singolo costava quattro penny mentre il costo per dormire su una corda tesa attraverso il dormitorio era di due pence a persona). Le criticità economiche di Whitechapel erano accompagnate da un costante incremento delle tensioni sociali: tra il 1886 e il 1889 frequenti manifestazioni portarono ad un aumento della repressione poliziesca e dei disordini pubblici, come il Bloody Sunday del 1887. L'antisemitismo, la criminalità giovanile, il nativismo, il razzismo, i disordini sociali e la povertà diffusa accrescevano nell'opinione pubblica inglese la percezione che Whitechapel fosse un famigerato covo di immoralità. Tale percezione si rafforzò nell'autunno del 1888, quando la serie di brutali omicidi attribuiti a "Jack lo Squartatore" ricevette una copertura senza precedenti da parte dei media.
Gli omicidi Gli attacchi attribuiti a Jack lo Squartatore riguardano esclusivamente donne, scelte tra le prostitute dei bassifondi di Whitechapel, uccise tramite sgozzamento; in seguito, il killer infieriva sui corpi mutilandoli e asportandone gli organi interni. Oltre alla sezione Generally Accepted (Canonical) Victims – ossia "Vittime generalmente accettate" (canoniche) – c'è anche una sezione Other Alleged Ripper Victims ("Altre presunte vittime dello squartatore"). La maggior parte degli esperti indica infatti come caratteristiche distintive del modus operandi di quest'ultimo le ferite profonde da arma da taglio alla gola, seguite poi da estese mutilazioni della zona addominale e genitale, rimozione di organi interni e mutilazioni facciali progressive.
Al celebre assassino vennero attribuite ufficialmente cinque vittime, mentre il numero di omicidi ricondotti da diversi studiosi alla sua attività criminale oscilla tra quattro e sedici. La quantità di attacchi contro le donne nell'East End durante questo periodo fu così rilevante da rendere incerto l'esatto numero di vittime uccise dallo stesso individuo. Undici omicidi separati, dal 3 aprile 1888 al 13 febbraio 1891, furono inclusi in un'indagine del servizio di polizia metropolitana di Londra e furono identificati collettivamente nel registro della polizia come "omicidi di Whitechapel". Essi riguardano Emma Elizabeth Smith, Martha Tabram, Mary Ann Nichols, Annie Chapman, Elizabeth Stride, Catherine Eddowes, Mary Jane Kelly, Rose Mylett, Alice McKenzie, un tronco umano di dubbia appartenenza e Frances Coles.
Sebbene comunemente si ritenga che cinque degli undici omicidi di Whitechapel, noti come i “cinque canonici”, siano opera del malfattore, nel corso degli anni le ipotesi dei ricercatori si sono differenziate riguardo al fatto che tali delitti debbano essere attribuiti allo stesso colpevole. Alcuni di essi vengono indubbiamente ricondotti a un unico assassino, mentre per gli altri si suppone la responsabilità di un numero imprecisato di omicidi compiuti da autori diversi, operanti in modo indipendente.
Stewart P. Evans e Donald Rumbelow sostengono che solo tre dei casi canonici (Mary Ann Nichols, Annie Chapman e Catherine Eddowes) possano essere, senza ombra di dubbio, collegati allo stesso autore, mentre rimane incerto se Stride e Kelly siano state vittime di un singolo individuo. Al contrario, altri studiosi ipotizzano che i sei delitti compresi tra Tabram e Kelly siano stati opera di un unico assassino. Il dottor Percy Clark, assistente del patologo esaminatore George Bagster Phillips, collegava soltanto tre degli omicidi e riteneva che gli altri fossero stati perpetrati da individui di mente debole.
Le cinque vittime canoniche
Storicamente, la convinzione che i cinque omicidi canonici siano stati commessi dallo stesso autore è derivata da documenti del 1894 redatti dal commissario Melville Macnaghten, assistente del vice commissario della polizia metropolitana e capo del Dipartimento Investigativo Criminale (CID), che nel suo rapporto (e in uno successivo) pareva ricondurre gli omicidi ad un unico autore, identificato in Montague Druitt, morto all'inizio del dicembre 1888.
Mary Ann Nichols (43 anni) Il cadavere di Mary Ann Nichols fu scoperto intorno alle 3:45 di venerdì 31 agosto 1888 a Buck's Row (ora Durward Street), di fronte a uno dei tanti mattatoi di Whitechapel. Secondo gli agenti di Scotland Yard, Nichols era stata vista per l'ultima volta circa un'ora prima da una certa Emily Holland, con la quale aveva precedentemente condiviso un letto in una casa comune al 18 di Spitalfields, nel borough di Tower Hamlets. La vittima presentava la gola recisa da due profondi tagli, uno dei quali fin quasi alla decapitazione, poiché esso aveva attraversato completamente tutto il tessuto fino alle vertebre, e decine di fendenti al ventre, da cui fuoriusciva in parte l'intestino. La sua vagina era stata pugnalata più volte. Anche molte altre lesioni da taglio ai lati dell'addome, probabilmente inferte di punta con una spinta verso il basso, erano state causate dallo stesso coltello. In seguito all'autopsia si ipotizzò che l'assassino fosse mancino, ma ciò fu poi smentito.
Annie Chapman (47 anni)
Seconda vittima ufficiale: sabato 8 settembre 1888 il corpo di Annie Chapman fu scoperto intorno alle 6 del mattino vicino ai gradini dell'ingresso del cortile sul retro di 29 Hanbury Street a Whitechapel.Polidoro, pp. 17-23.Polidoro, pp. 13-17. Il cadavere presentava la gola squarciata, la gola era stata profondamente recisa; l'incisione era frastagliata e raggiungeva tutto intorno il collo, sopra la spalla destra; una parte dello stomaco era sopra la spalla sinistra, mentre la vagina, l'utero e due terzi della vescica erano stati asportati; inoltre, non furono rinvenute monete presso il corpo; la storia delle monete deriva da successive notizie giornalistiche e un pezzo di lettera insanguinata datata 20 agosto. All'inchiesta sull'omicidio, Elizabeth Long dichiarò di aver visto Annie Chapman in piedi fuori dall'edificio verso le 5:30 in compagnia di un uomo di carnagione scura, dall'aspetto “shabby-genteel”, apparentemente straniero, un po' più alto di Chapman, con un cappello marrone tipo deerstalker e un cappotto scuro. Secondo questa testimone oculare, l'uomo avrebbe posto a Chapman la domanda: "Vuoi?", al che la donna gli avrebbe risposto: "Sì". Un inquilino della casa accanto, oltre la palizzata, affermò di aver sentito il grido di una donna: «No!», ma che non aveva avuto il coraggio di sporgere la testa e guardare. Alcune macchie sospette furono notate il martedì, 11 settembre, sul muro del n. 25 Hanbury Street; il dottor Phillips era quasi convinto che non fossero sangue dal luogo del delitto e le macchie sul muro del n. 25 furono considerate sospette, ma non venne stabilito che fossero sangue né che costituissero una traccia lasciata dall'assassino, ma l'indizio non fu approfondito neanche successivamente. Per questo omicidio fu arrestato John Pizer (o Piser), un ebreo un ebreo polacco che lavorava come boot finisher, cioè operaio specializzato nella rifinitura delle calzature, a causa di un grembiule di cuoio trovato nei pressi del luogo del delitto. Pizer, soprannominato Leather Apron ("grembiule di cuoio") fino alla sua identificazione, fu scagionato il giorno dopo, quando si scoprì che il grembiule ritrovato apparteneva invece a un inquilino del palazzo in cui era stato consumato l'omicidio, che era stato lavato e appeso ad asciugare. Pizer fu trattenuto in cella ancora per un altro giorno a causa della folla inferocita che voleva linciarlo. L'assassino rimaneva ignoto e la polizia non aveva alcun sospettato: supponeva che fosse un pazzo fanatico o un maniaco sessuale con alcune discrete conoscenze di anatomia.
Elizabeth Stride (44 anni) Il suo cadavere fu rinvenuto da un cocchiere il 30 settembre intorno all'una di notte all'interno di un portone di Berner Street (oggi Henriques Street), presso il cortile di un circolo di ebrei e tedeschi, dove oggi sorge la Harry Gosling Primary School. Presentava un unico, profondo taglio alla gola, dal quale fuoriusciva ancora molto sangue, come dichiarò il cocchiere. La polizia ne concluse che l'arrivo di quest'ultimo avesse disturbato l'assassino, che non ebbe modo di infierire sulla donna completando il suo macabro rituale.Polidoro, pp. 23-27.
Catherine Eddowes (46 anni)