La sede suburbicaria di Ostia () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea della diocesi di Roma appartenente alla regione ecclesiastica Lazio. Nel 2023 contava 15.170 battezzati su 18.500 abitanti. È retta dall'amministratore apostolico cardinale Baldassare Reina, mentre il titolo è del cardinale Giovanni Battista Re.
Territorio A partire dal 17 luglio 2012 i confini tra la diocesi di Ostia e la diocesi di Roma sono stati modificati in virtù del decreto Quo aptius christifidelium della Congregazione per i vescovi. In seguito a questa decisione, la diocesi ostiense, la più piccola d'Italia con i suoi 31 km², copre parte delle zone di Ostia Antica e di Casal Palocco nel comune di Roma, ed è compresa tra il Tevere e la via Cristoforo Colombo e attraversata dalla via del Mare.
Parrocchie La diocesi è costituita da due parrocchie, inserite nella prefettura XXVI nel settore sud della diocesi di Roma: la parrocchia della cattedrale, la basilica di Sant'Aurea, officiata dagli agostiniani; la parrocchia di Sant'Agostino Vescovo, istituita nell'agosto del 2012 e affidata al clero secolare romano.
Storia La diocesi di Ostia è una delle più antiche d'Italia, attestata a partire dal III secolo. Il martirologio geronimiano documenta la presenza di diversi santi e martiri ostiensi, tra cui sant'Asterio, san Ciriaco vescovo associato con sant'Archelao, sant'Edisto e soprattutto sant'Aurea, di cui, secondo la biografia di papa Sergio I (687-701) nel Liber pontificalis, esisteva una basilica in suo onore prima dell'VIII secolo. Questi santi attestano l'esistenza ad Ostia di una fiorente comunità cristiana prima della pace costantiniana.Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII, p. 107. Non si può dimenticare che ad Ostia morì nel 387 la madre di sant'Agostino d'Ippona, santa Monica.
Oltre a Ciriaco, ricordato nel martirologio geronimiano, la tradizione agiografica menziona il vescovo Massimo I, che il 22 luglio dell'anno 259 avrebbe consacrato vescovo di Roma papa Dionisio dopo il martirio di papa Sisto II.Così la passio sancti Hippolyti martiris, che, secondo Lanzoni, è tuttavia «un documento romanzesco e pieno di errori» (Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII, p. 109). Secondo un'antica tradizione, documentata dal Liber Pontificalis nella vita di papa Marco (336) e da sant'Agostino, i vescovi di Ostia avevano il diritto di consacrare il nuovo vescovo di Roma.Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII, p. 108. Duchesne, Le Liber Pontificalis. Texte, introduction et commentaire, vol. I, Paris, 1886, pp. 202 e 203 (nota 2).
Il primo vescovo ostiense storicamente documentato è Massimo II, che prese parte al sinodo riunito da papa Milziade a Roma in domum Faustae in Laterano dal 30 settembre al 2 ottobre 313, per ristabilire l'unione e la concordia tra le Chiese dell'Africa romana, divise fra cattolici e donatisti, e per giudicare l'operato di Ceciliano di Cartagine.Charles Pietri, Luce Pietri (ed.), Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), 2000, vol. II, Roma, École française de Rome, p. 1465. Nel primo concilio di Arles del 314 presero parte due sacerdoti di Ostia, Leonzio e Mercurio.
Secondo il Liber Pontificalis, l'imperatore Costantino I fece edificare la primitiva cattedrale ostiense, dedicata ai Santi Pietro, Paolo e Giovanni.Duchesne, Le Liber Pontificalis. Texte, introduction et commentaire, p. 183. «L'imperatore donò cospicui beni mobili ed immobili alla basilica, tra cui fondi in Sabina e nel Lazio meridionale e, nei paraggi, l'isola Assis, probabilmente l'odierna isola Sacra, e Balneolum (oggi Bagnoletto). Recenti indagini condotte da archeologi tedeschi, effettuate con l'ausilio di prospezioni magnetometriche, hanno individuato una basilica a tre navate, che potrebbe corrispondere a quella costantiniana, nella regio V di Ostia, ad est, databile al IV ed abbandonata intorno alla metà del VII».Lorenzatti, Dal tardo antico al basso medioevo (IX-XIV), p. 38.
I successivi vescovi di Ostia, che godevano del diritto di indossare il pallio e di consacrare con l'olio santo gli imperatoriDal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web., sono noti per la loro partecipazione a concili celebrati a Roma o per importanti incarichi assunti a nome dei papi. Tra questi si possono menzionare: Gregorio I, che nel 707 assolveva l'ufficio di bibliothecarius Sanctae Ecclesiae; Giorgio, che nel 755 fece parte della delegazione che accompagnò papa Stefano II in Francia, e che, secondo Duchesne, per la sua intensa attività diplomatica d'oltralpe, fu promosso al vescovado di Amiens;Louis Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, vol. III, Paris, 1915, pp. 128-129. Gregorio II, che nel 787 fu inviato come legato papale in Britannia per presiedere un concilio; Donato, che fece parte della delegazione pontificia al concilio di Costantinopoli dell'869-870, dove venne condannato l'operato del patriarca Fozio, e Eugenio, che dieci anni dopo prese parte al concilio costantinopolitano che riabilitò il patriarca.
Le guerre, le epidemie e le inondazioni resero col tempo inabitabile l'antica città di Ostia, che pian piano fu abbandonata e ridotta in rovina. Diversi papi intervennero per bonificare la zona e renderla sicura dagli attacchi esterni, soprattutto dei Saraceni. Secondo la testimonianza di Anastasio bibliotecario, papa Gregorio IV (827-844) fece costruire una cittadella fortificata, nota in seguito col nome di Gregoriopoli, identificata, ma non unanimemente, con l'odierno borgo di Ostia Antica.Lorenzatti, Dal tardo antico al basso medioevo, pp. 40-41.
Nel X secolo il vescovo Sicone (o Siccone) partecipò al sinodo romano del 6 novembre 963 che depose papa Giovanni XII e fu tra i consacratori di Leone VIII; il suo operato fu condannato nel sinodo del 26 febbraio 964, durante il quale Sicone fu privato della sua dignità episcopale e deposto dalla sua sede. La prima metà dell'XI secolo è segnata dalla presenza del beato Gregorio, «celebre per le virtù e pei miracoli»Cappelletti, Le chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni, I, p. 447. inviato come legato papale in Navarra e Castiglia.
«Tra il 1060 e il 1150, diversi cardinali-vescovi di Ostia si erano occupati del governo di Velletri, assumendone, forse, anche il titolo; tra essi figurano personalità di spicco dell'epoca: Pier Damiani, Gerardo (o Gherardo), Leone Marsicano». Occorre menzionare anche il vescovo Alberico (1138-1148), che fu legato papale in Terra santa, dove presiedette un concilio a GerusalemmeIvan Gobry, Cavalieri e pellegrini. Ordini monastici e canonici regolari nel XII secolo, Roma, 2000, pp. 101-102., in Inghilterra e in Francia. Nel 1150 papa Eugenio III unì in via definitiva la sede di Ostia con la diocesi di Velletri; l'unione durò fino agli inizi del Novecento. Secondo lo storico Chacon (1667), l'unione era motivata dal fatto che ormai Ostia era completamente abbandonata e in totale stato di degrado, tanto da non avere più nemmeno una cattedrale.Lorenzatti, Dal tardo antico al basso medioevo, p. 44.
«Il titolo di episcopus Ostiensis et Veliternus non indicava, peraltro, uguale peso giurisdizionale: infatti, mentre, da una parte Ostia non ebbe più né capitolo né canonici, dall'altra crebbe maggiormente l'importanza di Velletri. L'arciprete di Velletri aveva il diritto di intervenire alla consacrazione del papa, qualora fosse irreperibile il cardinale vescovo; il vicario capitolare esercitava giurisdizione ordinaria in Ostia. Gli stessi vescovi considerarono sempre Velletri come sede primaria: vi tenevano le principali funzioni, vi trovava sede il tribunale, vi riunivano i sinodi.»
Tra i vescovi delle sedi unite ricordiamo: il beato Latino Malabranca Orsini (1278-1294), grande statista e diplomatico; Niccolò Alberti (1303-1321), noto come il pacificatore della Toscana; e numerosi cardinali-vescovi che divennero in seguito papi. Durante la cattività avignonese, tutti i vescovi di Ostia furono francesi, residenti ad Avignone o in servizio come legati; il più famoso fra loro fu Pierre d'Estaing (1373-1377) che persuase papa Urbano V a tornare a Roma. Durante il grande scisma, ognuno dei papi rivali nominò un proprio vescovo ostiense. Fra i vescovi legittimi possono essere menzionati Guillaume d'Estouteville (1461-1483) che fece costruire il palazzo vescovile e la basilica di Sant'Aurea; e Giuliano della Rovere (1483-1503, futuro papa Giulio II), che continuò e completò l'opera di recupero e di valorizzazione di Ostia con la costruzione del castello-fortezza.
A partire dal 1587, per decisione di papa Sisto V, il titolo di vescovo di Ostia fu assegnato al decano del collegio cardinalizio.Dal sito web della basilica di Sant'Aurea.
Il 5 maggio 1914 papa Pio X, con il motu proprio Edita a Nobis, separò nuovamente le diocesi di Ostia e Velletri e stabilì la normativa che il cardinale divenuto decano del collegio cardinalizio avrebbe unito la sede di cui era già titolare con quella di Ostia.
Il 22 maggio 1948, con il decreto Perantiquae et illustris della Congregazione Concistoriale, furono ridefiniti i confini con la diocesi di Roma, a cui Ostia cedette le parrocchie dei Santi Martino e Antonio di Castel di Decima, di San Michele arcangelo di Castel Romano, di Santa Maria del Soccorso di Castel Porziano e di Regina Pacis del Lido di Ostia; con queste disposizioni l'area della diocesi fu delimitata al solo borgo medievale e al castello, attorno alla basilica di Sant'Aurea, sede del titolo suburbicario. Il decreto Quo aptius christifidelium del 2012 ha ulteriormente aggiornato il territorio della diocesi, ed ha portato all'erezione di una seconda parrocchia, dedicata ad Agostino d'Ippona.
In seguito alla separazione degli uffici fra cardinale titolare e vescovo residenziale nelle sedi suburbicarie, riforma attuata da papa Giovanni XXIII nel 1962, la diocesi di Ostia gode di una particolare situazione canonica: infatti, con decreto della Congregazione Concistoriale del 18 novembre 1966, la diocesi di Ostia non ha un proprio vescovo residenziale, ma è affidata in amministrazione apostolica al vicario generale per la diocesi di Roma che vi esercita la sua giurisdizione coadiuvato dal vescovo ausiliare del settore sud della città in qualità di vicario generale. Il decano del collegio cardinalizio conserva il titolo di "Cardinale vescovo del titolo suburbicario di Ostia".
Nel febbraio 1984 papa Giovanni Paolo II con la bolla Si quis ha ristabilito il capitolo dei canonici della cattedrale ostiense, costituito da un arciprete e undici canonici. Bolla Si quis, AAS 76 (1984), pp. 547-548
Sono stati dodici i cardinali di Ostia eletti papa: Urbano II (1088), Onorio II (1124), Lucio III (1181), Gregorio IX (1227), Alessandro IV (1254), Innocenzo V (1276), Benedetto XI (1303), Innocenzo VI (1352), Giulio II (1503), Paolo III (1534), Paolo IV (1555) e Benedetto XVI (2005).
Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Vescovi e cardinali vescovi di Ostia San Ciriaco ? † (229 ? - 235 deceduto) Massimo I ? † (menzionato nel 259) Massimo II † (menzionato nel 313)Charles Pietri, Luce Pietri (ed.), Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), 2 volumi, Roma, École française de Rome, 1999-2000. Anonimo † (menzionato nel 336) Fiorenzo † (prima del 366 - prima del 383/384) Bono † (menzionato nel 487) Bellatore † (prima del 492/496 - dopo il 499) Aristo † (prima del 501 - dopo il 502) Glorioso † (menzionato nel 598) Amabile † (menzionato nel 649) Andrea † (prima del 679 - dopo il 685) Gregorio I † (menzionato nel 707) Sisinnio † (menzionato nel 732)