La diocesi di Verona () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea del patriarcato di Venezia appartenente alla regione ecclesiastica Triveneto. Nel 2023 contava 845.453 battezzati su 955.303 abitanti. È retta dal vescovo Domenico Pompili.
Palazzo vescovile
Più volte modificato, pare iniziato già nel X secolo. Precedente al vescovo Ognibene, nel 1172, è la grande torre tufacea (la parte più antica attuale), mentre il porticato interno risale al XV secolo con colonne di spoglio del 1120 - 1130. Una scultura della Vergine, già sulla facciata interna del palazzo, è di ignoto autore veneziano del XIII secolo e si ammira ora al museo canonicale. Teobaldo III ai tempi di Cangrande fece l'ala meridionale con bifore ove furono collocati gli alloggi del vescovo. Nel 1453 fu rimodernata l'ala meridionale, mentre Ermolao Barbaro fece costruire la Sala dei Sinodi.
Vi lavorarono anche Domenico Brusasorzi nel 1566, Agostino Ugolini, Leonardo Manzati.
Un'altra loggia nel XVII secolo venne edificata sul lato orientale del cortile di accesso dell'edificio, in forme ancora sammicheliane.
Territorio
La diocesi comprende la grande maggioranza della provincia di Verona e una piccola porzione della provincia di Brescia (zona sud e sud-ovest del Lago di Garda); inoltre una parrocchia si trova in provincia di Rovigo (Villa d'Adige). Confina a nord con l'arcidiocesi di Trento, ad est con la diocesi di Vicenza, a sud con le diocesi di Padova e di Adria-Rovigo, e a ovest con quelle di Mantova e di Brescia.
Sede vescovile è la città di Verona, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Matricolare. Nel territorio sorgono 5 basiliche minori: la basilica di San Zeno, la basilica di Santa Teresa del Bambin Gesù e la basilica di Santa Maria della Pace a Verona, la basilica di San Giovanni Battista a Lonato del Garda, e la basilica-santuario della Madonna della Corona a Ferrara di Monte Baldo.
Il territorio è suddiviso in 378 parrocchie, raggruppate in 14 vicariati: Verona centro, Verona nord-ovest, Verona nord-est, Verona sud, Lago veronese-Caprino, Lago bresciano, Valpolicella, Valpantena-Lessinia, Est veronese, Bussolengo, Villafranca, Bovolone-Cerea, Isola della Scala-Nogara, Legnago.Nel 2022 sono state soppresse le parrocchie di San Bernardino e San Matteo apostolo, assorbite rispettivamente nelle parrocchie di San Zeno maggiore e Gesù Divino Lavoratore, portando il numero delle parrocchie a 378.
Storia Origini della diocesi Le origini della Chiesa a Verona sono conosciute grazie al Carmen Pipinianum del IX secolo, che comprende un elenco dei primi otto vescovi, da sant'Euprepio di Verona a san Zeno, morto tra il 372 e il 380, il quale, secondo la tradizione, «reduxit Veronam ad baptismum».Il testo latino del Carmen, nella parte che si riferisce ai vescovi veronesi, recita così: Degna di nota è anche la famosa Pianeta di Ravenna (chiamato Velo di Classe), in cui sono segnalati non solo i vescovi di Verona, ma anche santi e vescovi di altre diocesi, venerati a Verona nel IX secolo. Secondo Lanzoni, questi due documenti trasmettono un catalogo di vescovi «da ritenersi, attesa l'alta antichità del medesimo, derivante dai dittici, integro e genuino».Lanzoni, op. cit., p. 923. Primo vescovo storicamente documentato è Lucillo, il sesto del catalogo, che prese parte al concilio di Sardica nel 342/343.
L'episcopato di Euprepio viene collocato non prima del temporaneo periodo di pace dato alla Chiesa sotto l'imperatore Gallieno (260). Nello stesso Carmen sono menzionati i santi Fermo e Rustico, martirizzati a Verona secondo una tradizione di dubbio valore storico. L'esistenza di san Zeno, che fu un contemporaneo di sant'Ambrogio di Milano e autore di una serie di scritti religiosi, è storicamente attestata da antichi documenti. Si sa inoltre che, al tempo di san Zeno, il paganesimo era ancora profondamente radicato a Verona, in particolare nel contado. Dopo il vescovo Siagrio, la diocesi veronese passò dalla metropoli di Milano a quella di Aquileia. A metà del VI secolo condivise, come tutte le diocesi suffraganee, le posizioni assunte nei riguardi dei Tre Capitoli dalla Chiesa di Aquileia.
Medioevo Ratoldo, vescovo all'inizio del IX secolo, impose vita comunitaria ai canonici (806) e riorganizzò il clero. Tra i maestri della sua scuola ci fu il diacono Pacifico, grande conoscitore del greco e dell'ebraico. Raterio (metà del X secolo) fu invece un illustre autore, che favorì l'apprendimento e la fondazione della scuola della cattedrale.
Nel 1145 il vescovo Tebaldo II (o Teobaldo) pose la diocesi sotto la protezione della Santa Sede. Il 17 maggio di quell'anno papa Eugenio III emanò la bolla Piae postulatio voluntatis, importante documento che ricostruisce la situazione della Chiesa veronese di quel tempo.
Papa Lucio III morì a Verona nel 1185 dopo avere incontrato in città Federico Barbarossa e avervi celebrato un sinodo, durante l'episcopato di Ognibene, noto canonista. Sempre a Verona si tenne il conclave che elesse papa Urbano III, che passò quasi tutto il suo breve pontificato a Verona.
In questo stesso periodo, durante l'episcopato del cardinale Adelardo, la città di Verona venne divisa in parrocchie. Nel 1336 il numero delle parrocchie cittadine era di 52.
Nel XIII secolo i vescovi Iacopo di Braganze e Gerardo Cossadoca furono entrambi esiliati da Ezzelino da Romano. Anche il vescovo Manfredo Roberti subì insulti e persecuzioni da parte dei ghibellini. Nel 1276 si svolse un sinodo contro i catari, che erano numerosi anche fra il clero. Poco più di vent'anni prima era stato assassinato (1252) e canonizzato (1253) Pietro da Verona, un inquisitore domenicano veronese che aveva condotto con energia una repressione dell'eresia.
Nel 1338 il vescovo Bartolomeo della Scala fu assassinato dal nipote Mastino, signore di Verona. Ciò condusse papa Benedetto XII a revocare ai signori scaligeri il privilegio di nominare i vescovi. Nello stesso secolo il vescovo Pietro della Scala cercò invano di riportare i canonici che obbedivano al patriarca di Aquileia sotto il controllo del loro vescovo. Quando però i Visconti conquistarono Verona, il vescovo Pietro fu bandito.
Nel XV secolo il vescovo Francesco Condulmer istituì una scuola degli accoliti per dare lustro al culto e per dare una formazione al clero. La nuova scuola sostituiva l'antica scuola della cattedrale, che era stata soppressa con l'istituzione dell'università. Verso la fine del secolo il cardinale Giovanni Michiel restaurò la cattedrale e il palazzo episcopale.
Epoca moderna Nel 1751 la soppressione del patriarcato di Aquileia, da cui Verona aveva sempre dipeso, pose fine alle contese fra il vescovo e i canonici, che fino ad allora erano stati soggetti al patriarca. Contestualmente Verona divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Udine.
Il 1º maggio 1818, in forza della bolla De salute Dominici gregis di papa Pio VII, Udine divenne semplice vescovato e Verona venne aggregata alla provincia ecclesiastica di Venezia. Contestualmente cedette la parrocchia di Santa Maria Assunta di Cinto Euganeo alla diocesi di Padova.Bolla De salute dominici gregis, in: Bullarii romani continuatio, Tomo XV, Romae, 1853, pp. 36–40.
Nel XIX secolo fu fondata a Verona la Congregazione degli Stimmatini. Nello stesso secolo molto importante fu anche l'attività di san Daniele Comboni, che fondò a Verona un istituto missionario e poi una congregazione religiosa dedicate alle missioni africane. L'istituto comboniano trasse origine da un preesistente istituto fondato da don Nicola Mazza.
Nel 2006 Verona ospitò il IV convegno ecclesiale nazionale e ricevette la visita di papa Benedetto XVI.
L'8 agosto 2014, in forza del decreto Quo aptius della Congregazione per i vescovi, cedette la parrocchia di Caselle di Pressana alla diocesi di Vicenza.
Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. SantEuprepio † (prima metà del III secolo) San Dimitriano † San Simplicio † San Procolo † San Saturnino † San Lucillo † (prima del 342/343 - dopo il 356 circa)Secondo Lanzoni, Lucillo è il primo vescovo del catalogo veronese documentato anche da altre fonti storiche. San Gricino † San Zeno † (dicembre 362 - circa 372/380 deceduto) SantAgabio (o Agapito) † San Lucio † Siagrio † (menzionato nel 380 circa) San Lupicino † San Petronio † Sant'''Innocenzo † Montano † San Gaudenzio † San Cerbonio † San Felice † San Silvino † San Teodoro † San Valente † (5 novembre 522 - 24 luglio 531 deceduto)Nella cronotassi riportata da Lanzoni, Valente occupa il 30º posto dopo Arborio; pur consapevole del fatto che quella non è la sua posizione cronologica, Lanzoni non ritiene di spostarlo in quanto «ogni tentativo di correzione sarebbe arbitraria»; op. it., p. 934. Il sito ufficiale della diocesi colloca Valente prima di Verecondo. San Verecondo † San Senatore † San Probo † San Lupo † Solazio † (menzionato nel 571/577) San Giuniore † (menzionato nel 589/590) Pietro † San Mauro † San Giovanni † San Manio † SantAndronico † San Vindemiale † San Salvino † San Moderato † Romano † Domenico † (circa 712 - circa 744) SantAlessandro † San Sigilberto † (728 - 744)Il Velo di Classe riporta non solo i vescovi, ma anche i santi venerati a Verona; a questi, nel corso dei secoli furono aggiunti nomi spuri, oppure nomi di santi o martiri riconosciuti tardivamente come vescovi (Lanzoni, op. cit., pp. 927-930). Queste varianti spiegano i motivi per cui la cronotassi di Lanzoni riconosce 35 vescovi da Euprepio a Sigiberto; per lo stesso periodo, il sito ufficiale della diocesi menziona 41 vescovi, mentre Gams 47. San Biagio † (? - 22 giugno 750 deceduto) Sant'Annone † (circa 758 - circa 780 deceduto)Vittorio De Donato, Annone, santo, in Dizionario biografico degli italiani, volume 3 (1961). Beato Eginone, O.S.B. † (circa 780 - 799 dimesso)Eduard Hlawitschka, Egino, in Dizionario biografico degli italiani, volume 42 (1993). Rotaldo Alemanno, O.S.B. † (799 - 840 dimesso) Notingo † (840 - 844 nominato vescovo di Brescia) Landerico † Bilongo † (847 - 849) Audone † Astolfo † (menzionato nell'866) Adelardo I † (875 - 911) Nokterio † (911 - 928 deceduto) Ilduino, O.S.B. † (928 - giugno 932 nominato arcivescovo di Milano) Raterio, O.S.B. † (luglio 932 - 968 dimesso)Per un breve periodo, dal 954 al 956, fu trasferito alla sede episcopale di Liegi. Manasse † (935 - 946) (illegittimo) Milone † (950 o 951 - 961) (illegittimo) Milone † (968 - 980 o 981) (per la seconda volta) Ilderico † (prima del 983 - dopo il 988) Otberto † (prima del 990 - dopo il 1008) Ildebrando o Witprando † (prima del 1013 - dopo il 1014) Giovanni † (prima del 1016 - 12 ottobre 1037 deceduto) Gualtiero † (1037 - 1055 deceduto) Tebaldo I † (prima del 1058 - dopo il 1060) Adalberto † (1063 - 1069 o 1070 deceduto) Usuardo † (1070 - 1073 deceduto) Bruno † (1073 - 1083 deceduto) Sigebodo † (1083 - 1094 deceduto) Valbruno † (1094 - 1100) Valfredo † (1100 - 1102) Bertoldo † (1102 - 1108) Arnolfo Zuffetto † (1109 - 1111) Uberto † (1111 - 1116) Berno † (1117 - circa 1122 deceduto) Bernardo † (1123 - 15 novembre 1135 deceduto) Tebaldo II o Teobaldo † (15 novembre 1135 succeduto - 10 maggio 1157 deceduto) Ognibene † (10 maggio 1157 succeduto - 22 ottobre 1185 deceduto) Riprando † (1185 - 23 giugno 1188 deceduto) Adelardo Cattaneo † (1188 - 1214 dimesso) Norandino † (13 ottobre 1214 - 22 settembre 1224 deceduto) Alberto † (1224 - 1º marzo 1225 deposto) Iacopo di Breganze † (1º marzo 1225 - 1254 deceduto) Manfredo della Scala † (1252 - 1255) (intruso)Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, p. 806. Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, vol. I, p. 522, nota 3 di Verona. Gerardo Cossadoca † (4 agosto 1255 - 1259 deceduto) Manfredo Roberti † (15 gennaio 1260 - 3 dicembre 1268 deceduto) Aleardino † (1268 - 1268) (vescovo eletto) Guido della Scala † (1268 - 1270 deceduto)